
In una città come Torino dove i politici non ci rappresentano più e il divario tra i cittadini e le istituzioni è sempre più ampio, diventa di fondamentale importanza dotare l'istituzione di strumenti partecipativi che consentano ai cittadini di intervenire direttamente ed essere "cittadini attivi" a tutti gli effetti. Quale metodo migliore se non quello di coinvolgere la popolazione direttamente nell'allocazione di una percentuale delle risorse del bilancio, facendo decidere a noi cittadini torinesi dove, come e quando investire? Mentre noi ci interroghiamo sul tema, ci sono città e comuni che hanno già implementato forme di bilancio partecipativo: è presente da 16 anni nella città brasiliana di Porto Alegre, in circa altre 200 città brasiliane, è diffuso in altri Paesi del mondo tra cui circa 50 casi europei. Comincia a essere anche noto in Italia dove sono riscontrabili già una decina di casi in cui si è intervenuti facendo riferimento e cercando di adattare, non sempre con successo, le best practices delle esperienze Brasiliane alle specificità del contesto economico, politico, sociale e culturale che contraddistinguono il nostro paese ed in particolare i singoli comuni. Alcuni esempi sono i comuni di Pescara, Vimodrone, Grottammare, Arezzo, Bergamo e altri ancora. Ma cosa si intende per bilancio partecipativo? Giovanni Allegretti, uno dei maggiori esperti sul tema, lo definisce come "un processo decisionale che consiste in un'apertura della macchina istituzionale alla partecipazione diretta ed effettiva della popolazione nell'assunzione di decisioni sugli obiettivi e sulla distribuzione degli investimenti pubblici ". Nell'applicazione del modello del bilancio partecipativo, i cittadini vengono normalmente coinvolti nell'allocazione di una percentuale variabile di risorse che presentano un carattere 'flessibile', escludendo voci come quelle per la gestione corrente e il personale. Per riportare un esempio, a Reggio Emilia nel 2007, tramite l'organizzazione di incontri con i cittadini, sono state raccolte e valutate proposte a livello di quartiere riguardanti le seguenti aree tematiche: opere pubbliche, ambiente, sport cultura e politiche giovanili, politiche sociali. Le proposte, tramite assemblee di quartiere, sono state analizzate e votate e in parte inserite nel bilancio di previsione dell'anno successivo. -consente potenzialmente di rispondere alle esigenze sentite con le priorità necessarie L'implementazione del modello di B.P. per Torino sarebbe un grande passo avanti verso un nuovo modello di democrazia partecipativa e di cittadinanza attiva.
Vi sono molti vantaggi riconducibili all'implementazione del B.P., ne citiamo alcuni di seguito:
-consente l'emersione di sofferenze nascoste
-consente ai cittadini di partecipare direttamente
-incentiva i cittadini ad essere informati e a formarsi.