
C’è voluto più di un mese, ma abbiamo quasi interamente chiarito il nostro trattamento da consiglieri in Comune; e dunque vorrei fare un riassunto, per trasparenza, e chiedere il vostro parere su alcuni dubbi.
Stipendio. Un consigliere comunale di Torino non ha un compenso fisso, ma prende un gettone di circa 120 euro lordi a seduta; dunque, ha degli introiti solo quando partecipa alle sedute, mentre nei mesi di ferie (es. agosto), se si ammala o se si assenta per qualsiasi motivo non percepisce nulla. Vengono retribuite sia le sedute del consiglio che quelle delle commissioni, con un tetto massimo di 3 sedute retribuite in un giorno e di 19 sedute retribuite in un mese, oltre le quali non si percepisce più niente. Il tetto mensile - che i consiglieri di gruppi piccoli come il nostro, nei mesi “pieni”, tendenzialmente raggiungono sempre o quasi - è dunque di circa 2200 euro lordi. In pratica, facendo la media, è come avere uno stipendio di circa 1300 euro netti al mese per 13 mensilità, ma lo sapremo meglio quando avremo le prime buste paga.
Staff. Il Comune trasferirà al nostro gruppo consiliare due dipendenti, che avranno funzione di segreteria e supporto; non possiamo assumere esterni, ma solo suggerire chi preferiamo tra persone che già lavorino in Comune ad un certo livello. Noi abbiamo indicato due nostri militanti di lunga data e attendiamo di sapere se saranno accettati.
Ufficio. Martedì scorso sono stati assegnati gli uffici: noi abbiamo ricevuto tre stanzette affacciate su via Garibaldi, e saremo in quattro in 40 mq. Siamo quelli sistemati peggio: per fare qualche esempio, la Lega ha avuto 71 mq per 5 persone, l’UDC 52 mq per 2 persone, SEL addirittura 126 mq per 4 persone; persino la lista Domenico Coppola ha avuto tre stanze e 35 mq per 2 persone. Queste discrepanze si spiegano con motivi storici, con vincoli tecnici e con la difficoltà di suddividere in modo efficiente uno stabile storico del Seicento, ma ovviamente noi paghiamo lo scotto degli ultimi arrivati.
In più, mentre gli altri (tranne fintocoppola) esistevano già e dunque sono già operativi e installati, noi dovremo ancora attendere che ci sistemino gli uffici, perché le tre stanze non sono nemmeno comunicanti e devono aprire una porta e murarne un’altra; dunque c’è il rischio di dover aspettare settembre, anche se noi cercheremo di accamparci subito in qualche modo. Nel frattempo noi finiamo per perderci convocazioni e materiali, che tutti gli altri ricevono in ufficio; le segretarie devono inseguirci alle riunioni per lasciarci i documenti; dobbiamo scrivere e stampare gli atti a casa e poi portarli; insomma, siamo svantaggiati rispetto a tutti gli altri. Non abbiamo nemmeno ancora l’accesso al sistema informatico, per presentare gli atti ricorriamo alla gentilezza di alcune segretarie che li caricano per noi…
Attrezzature. Gli uffici saranno attrezzati con mobili, scrivanie e computer; io e Chiara riceveremo un netbook con chiavetta, e io avrò anche un cellulare (senza la SIM se ho ben capito). Inoltre avremo a disposizione un budget di circa 1000 euro al mese per pagare le bollette del telefono, le piccole spese, piccole attrezzature extra (che poi resteranno al Comune) ed eventualmente l’organizzazione di eventi legati all’attività consiliare (non all’attività del Movimento).
Benefit. I consiglieri comunali sono esentati dal pagare il biglietto dei mezzi pubblici (basta mostrare il tesserino del Consiglio); inoltre, il Comune ci dà un posto auto sotto forma di una tessera che concede libero accesso al parcheggio sotterraneo comunale Santo Stefano (quello dietro il Duomo), e di un “permesso viola” per la ZTL.
Ora, noi istintivamente ci siamo chiesti se non fosse il caso di rifiutare questi benefit. I primi due sono un “extra stipendio” sotto forma di prestazioni in natura, che al Comune sostanzialmente non costano; in più, l’accesso libero ai mezzi pubblici ci dovrebbe servire anche per poter regolarmente andare a vedere come funzionano. Io spesso uso la bici o i mezzi, e sono culturalmente contrario ai datori di lavoro che offrono posti auto in centro ai propri dipendenti, perché incentivano l’uso dell’auto privata; devo però dire che ci sono effettivamente situazioni in cui è difficile fare a meno dell’auto, o perché devo trasportare del materiale, o perché sono di corsa; perdermi l’inizio della riunione pur di spostarmi in bus mi sembra comunque un peggior servizio ai miei elettori che prendere l’auto, e a quel punto ovviamente non pagare la sosta è un beneficio gradito. Trattandosi dunque di vantaggi economici, da sommare a uno stipendio che è decisamente inferiore al tetto già stabilito, mi sembra di poterli accettare.
Avrei invece voluto rifiutare il permesso ZTL, che è l’unico vero privilegio (un cittadino qualunque non può averlo, nemmeno pagando) e che tra l’altro è del tipo che permette assurdità come percorrere via Garibaldi o entrare nei parchi cittadini. Ci ho provato, ma mi hanno fatto notare che senza il permesso non potrei raggiungere il parcheggio per le riunioni del mattino; infatti agli abbonati al parcheggio viene concesso di entrare nella ZTL per arrivarci, ma il tesserino che mi danno non è un abbonamento pagato ma solo un “aprisbarra gratuito”, e dunque non include l’esenzione. A questo punto l’unica strada sensata mi sembra di accettare il permesso ma di usarlo solo per arrivare al parcheggio e magari per portare le attrezzature in piazza Castello quando facciamo i gazebo (ho portato un po’ di volte a braccia le sedie da giardino da piazza Castello a via IV Marzo e non è un bel lavoro).
Questo mi sembra un buon punto medio tra il rifiutare privilegi indebiti (l’idea di imporre ai torinesi il sacrificio della ZTL e poi autoesentarsi mi sembra immorale) e il mantenere la massima efficienza nel lavoro per cui mi pagate, che non è quello di prendere il pullman ma è quello di partecipare alle riunioni in Comune. Tuttavia, per evitare polemiche, mi sono riservato di dare una risposta definitiva domani mattina e dunque ho fatto un post per chiedere un vostro parere.
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Lunedì 27 giugno è avvenuta prima vera manifestazione organizzata contro l'inceneritore di Torino, promossa da diversi gruppi di cittadini attivi: Coordinamento Ambientale Rifiuti Piemonte (CARP), RifiutiZeroTorino, Resitenza Viola, Rivalta Sostenibile, Movimento Valledora.
Nonostante il caldo torrido e la partecipazione di numerosi attivisti e liberi cittadini contro l'incenerimento fossero ancora bloccati sul fronte solidale della lotta civile allo sgombero del presidio NOTAV alla Maddalena di Chiomonte, era evidente la nutrita presenza di un centinaio di cittadini, così come documentano vari filmati dei partecipanti.
Persone che, da molto tempo seguono la malsana vicenda del cancrovalorizzatore, si sono incontrate con i numerosi neo-informati grazie all'enorme recente rilancio di mobilitazione degli attivisti.
L'occasione dell'evento di protesta era la visita della Commissione Ambiente del Consiglio Regionale Piemonte all'ecomostro in costruzione in periferia di Torino, zona Gerbido.
Contrari a questa follia, i manifestanti si ribellano pacificamente alla rassegnazione con cui si sta assistendo alla realizzazione di un impianto che brucerà 540 milioni di euro di fondi pubblici (il doppio di quanto è costato il cancrovalorizzatore di Brescia, grande il doppio) e spargerà veleni e nanopolveri nella zona a maggior densità di popolazione del Piemonte.
Le alternative esistono, lo diciamo da tempo, costano 6 volte meno, generano fino a 10 volte più occupazione, hanno un bilancio energetico positivo, non producono rifiuti pericolosi, hanno un basso impatto ambientale, hanno ricadute industriali e di ricerca e non sono finanziate dalla truffa dei Cip6 e dei certificati verdi, dichiarati illegali dalla CEE.
La truffa dell'incenerimento dei rifiuti, che anche solo dal punto di vista economico, è ormai considerata dalla maggior parte dei paesi civili un vero disastro per le amministrazioni pubbliche e per i contribuenti.
Qui la mappa del cantiere
Fermare questa follia è ancora possibile, ma serve la ribellione di tutte le persone oneste e di buon senso. I nostri amministratori regionali in visita, sono nella quasi totalità favorevoli alla costruzione del cancrovalorizzatore, ed hanno scarsa conoscenza degli effetti devastanti che nel tempo avrà sulle NOSTRE VITE il mostro che hanno contribuito ad approvare.
Infatti pare abbiano posto ingenuamente domande, le stesse che all'esterno del cantiere noi cittadini abbiamo posto loro, sulla sicurezza dell'incenerimento, sull'effettiva produzione di energia elettrica, sulla composizione dei fumi e delle scorie ai responsabili "tecnici" di TRM (Trattamenti Rifiuti Metropolitani) che gestisce la costruzione e la futuro gestione dell'impianto. Come se fosse impossiblie avere queste informazioni da fonti scientifiche e pubbliche, indipendenti dal costruttore, in evidente conflitto d'interesse.
Risulta chiaro come la macchina della falsa informazione sull'argomento da parte delle istituzioni coinvolte (comuni e provincia di Torino) e dei principali organi di stampa si riflette con la scarsissima consapevolezza che i cittadini tutti dimostrano. Emblematico è il termine tutto italiano intraducibile in altre lingue che si usa per il mostro: TERMOVALORIZZAORE. Trovatene una traduzione straniera.
La compravendita del consenso attraverso i soldi delle compensazioni offerte ai comuni per realizzare opere VERDI sommerse dalla futura diossina e nanopolveri, accontentano i più assopiti dei cittadini che si sono appena accorti del camino da 120 metri che svetta evidente a km di distanza dalle loro case (con il tricolore che sventola).
NON RESTA CHE RIMBOCCARCI LE MANICHE e cercare di costruire una base ampia e solida di cittadinanza informata sui reali rischi che tale mostruosità ci porterà per i prossimi trent'anni!!! Se non c'è consapevolezza nella gente non è nemmeno possibile pensare ad un'azione di "lotta" contro chi vuole rovinarci il futuro!!!!! E farcelo pagare con la salute e le tasse (TARSU)!
SE VI STA A CUORE IL FUTURO DIFFONDETE QUESTE INFORMAZIONI FRA AMICI, PARENTI, COLLEGHI, CONOSCENTI. Perchè in ogni quartiere si attivino gruppi di cittadini che diffondano la consapevolezza. A Collegno, Grugliasco, Beinasco, Rivalta, ma anche in alcuni quartieri di Torino piccoli gruppi stanno battendo ogni luogo del proprio quotidiano per estendere la rete dell'informazione, distribuendo volantini e bugiardini autoprodotti (riepilogo veloce delle principali menzogne, con loro confutazione, sull'argomento inceneritore.. ).
Le ragioni del no sono semplici, le alternative esistono e si può adattarle sul nostro territorio specifico. E' mancata fino ad oggi la volontà politica grazie all'inerzia di cittadini che si sono affidati attraverso il meccanismo della delega alle scelte di affaristi e amministratori corrotti.
SITO INTERNET PER DOCUMENTAZIONE, APPUNTAMENTI, ATTIVITA':
www.rifiutizerotorino.org
iscrivetevi a questi gruppi e offrite il vostro aiuto:
RifiutiZeroTorino@yahoogroups.com
GRUPPO FACEBOOK: NO INCENERITORE TORINO
Formiamo cittadini localmente in GRUPPI PER ATTIVITA' D'INFORMAZIONE E SENSIBILIZZAZIONE SUL TERRITORIO.
L'entusiasmo della manifestazione davanti al Cantiere è il risultato delal crescente mobilitazione di giovani, residenti e mamme chen hanno iniziato a diffondere i volantini locali insieme a noi. Ci si sostiene a vicenda, vi assicuro che ci sono tante le persone che sono CONTRO L'INCENERITORE, bisogna solo risvegliare loro la voglia di lottare.
A settembre saremo sempre di più e parteciperemo ad una GRANDE MANIFESTAZIONE davanti ai centri di potere a Torino, a supporto del ricorso al TAR e del rilancio dell'azione legale che si sta valutando per bloccare il mostro.
È due giorni che penso a come raccontarvi per bene una giornata memorabile, allucinante, meravigliosa, terribile, che resterà a lungo nei miei ricordi, con l’orgoglio di essere stato lì per dovere istituzionale e insieme per le mie idee, una sensazione che vale tutto, vale qualsiasi sofferenza e qualsiasi dolore fisico, una sensazione che in una società dominata dal senso di vuoto vale davvero un’esistenza.
Lunedì mattina a Chiomonte è andata in scena la guerra, lo Stato italiano - o meglio, l’entità di potere che pretende di esserlo - ha scelto di usare la violenza contro l’opposizione politica, contro una manifestazione e un presidio di oltre mille persone, sostenute da gruppi, associazioni, comitati, intellettuali e da tre movimenti politici, una violenza che non può che ricordare il fascismo di qualsiasi dittatura.
Come vedrete nei filmati, è stata una giornata di guerra: sembrava di essere in Vietnam. Lo Stato ha rifiutato il dialogo, ha ignorato gli amministratori e i mediatori politici, ha pianificato e applicato la violenza. Lo Stato ha cercato di far male ai propri cittadini nel modo più sottile ma più spietato, braccandoci senza necessità e sparandoci addosso i lacrimogeni al gas CS, vietato in guerra dalle convenzioni internazionali sulle armi chimiche, ma usato senza ritegno dalla Repubblica Italiana contro i propri cittadini inermi; sapendo perfettamente che in una fuga sulle rocce molti si sarebbero fatti male, magari cadendo in un dirupo - e soltanto la preparazione e la (relativa) saldezza di nervi dei manifestanti ha evitato il peggio, con squadre di medici che soccorrevano i feriti, altre squadre che aiutavano a liberarsi dai gas, e in generale tutti che aiutavano tutti a risalire la montagna.
Il mio racconto è nei due filmati qui sotto, fatti col cellulare, sgranati, ma spero eloquenti, utili a capire cos’è stato veramente il lunedì in cui i politici che pretendono di essere Stato, da Maroni a Fassino, hanno portato la guerra in Piemonte. Domenica ci sarà una manifestazione oceanica, a Susa, pacifica e ferma, i dettagli seguiranno. Scegliete voi se esserci, o se chinare la testa.
Guarda il video su Youtube: Guerra in montagna 1/2
Guarda il video su Youtube: Guerra in montagna 2/2
Vista la vergognosa disinformazione dei giornalai di regime (e poi si lamentano se vengono insultati), aggiungo alcune cose.
1) Il bello di fare politica è trovare sulla propria strada grandi uomini, e ripeto: sulla strada, non nei palazzi. Ammiro all’infinito Turi Vaccaro, una persona capace di farsi volontariamente pestare a sangue dalla polizia per le proprie idee - io non ne sarei capace. Spero stia bene, spero che qualcuno ne abbia notizie.
2) Io non ho visto lanciare sassi o chiodi sui poliziotti. Non dico che non sia avvenuto, non posso saperlo, dico che dove c’ero io, compreso il fronte del primo sfondamento sull’autostrada, ho visto solo resistenza pacifica e passiva, ho visto autodifesa con quel che si poteva. L’unico lancio di sassi di cui ho avuto notizia è all’inizio del primo filmato ed è stato fatto da persone non identificate, non del nostro gruppo. Anche qui, non sto dicendo che siano per forza provocatori travestiti da manifestanti stile Genova, ma certo il dubbio viene. D’altra parte mi pare naturale che più tardi, nel momento caldo, vedendosi arrivare addosso centinaia di poliziotti in assetto da guerra, qualcuno abbia risposto tirandogli addosso tutto quel che aveva sottomano.
3) Caro Torino Cronaca, pubblicare un video intitolato “I No Tav lanciano pietre, la polizia spara lacrimogeni”, in cui si vede solo la polizia che spara i lacrimogeni, è davvero vergognoso. Se c’è un ordine dei giornalisti, che batta un colpo.
4) Il presidio della Maddalena era assolutamente legale. Si trovava su terreni privati usati col consenso dei proprietari, o su suolo pubblico per cui era stata ottenuta l’autorizzazione dal Comune di Chiomonte pagando la relativa tassa (834 euro). Chissà perché nessun giornale l’ha scritto.
5) Pare che la polizia abbia distrutto anche il sito archeologico neolitico e il museo realizzato con tanta fatica alla Maddalena. E poi quest’opera porterebbe sviluppo e turisti. E poi i vandali sarebbero i No Tav. Persino la giunta Sì Tav di Chiomonte non ne può più.
6) La giustificazione per lo sgombero è stata un’ordinanza del prefetto (che non ho ancora avuto il piacere di veder pubblicata) che requisisce l’intera area per chilometri. Sottolineo “requisisce”: perché la Repubblica Italiana ha delle procedure di esproprio che permettono allo Stato di ottenere forzosamente terreni privati per costruirci opere pubbliche, procedure che ancora non sono state effettuate. Dopo lunedì, sappiate che potrebbe arrivare un’orda di carabinieri davanti alla porta di casa vostra, dirvi che casa vostra è requisita per decisione insindacabile del prefetto, e buttarvi fuori di casa coi lacrimogeni. Non sto scherzando e non sto esagerando.
Valutate dunque voi se non siamo tornati ai tempi del fascismo. Penso che la Resistenza fosse così, che i partigiani, con le loro povere dotazioni fabbricate in casa contro i blindati dei tedeschi, si trovassero su quei monti nella nostra stessa situazione, con i paesi occupati con le armi, con case e terreni requisiti in punta di fucile dall’invasore. Non stupitevi se decine di migliaia di persone, in Valsusa e altrove, non si sentono più italiane - o meglio, si sentono italianissime, tanto che lunedì la polizia è stata accolta anche con l’inno di Mameli, ma pensano che chi ci governa attualmente abbia usurpato la democrazia: invasi e sottomessi da una nuova repubblica sociale, con oggetto societario i grandi affari.
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Come testimoniato dalla sottoscritta, da tutti i presenti e da diversi giornalisti, durante lo sgombero della Maddalena di Chiomonte le forze dell'ordine sono ricorse pesantemente all'utilizzo di gas lacrimogeni.
Nella foto sottostante, scattata ad una delle innumerevoli cartucce ritrovate sul posto, si legge chiaramente: "lacrimogeno al cs" (orto-clorobenziliden-malononitrile).

I gas CS rientrano tra le cosiddette "armi chimiche", infatti fanno parte di questa categoria " tutte le sostanze gassose, liquide o solide, che, diffuse nell'area e sparse sulle acque o sul terreno, producono negli esseri viventi lesioni anatomico - funzionali di varia natura, tali da compromettere, in via definitiva o solo anche temporanea, l'integrità dell'organismo umano" (http://www.studiperlapace.it/view_news_html?news_id=g8gas) **.
Come tutti sappiamo, l'utilizzo delle armi chimiche è stato fortemente contrastato e condannato, tant'è che in moltissime convenzioni internazionali ne è stato proibito lo sviluppo, la produzione e l'utilizzo.
Ne è un esempio La Convenzione sulle armi chimiche del 1993 - CWC - Chemical Weapons Convention (http://www.opcw.org/chemical-weapons-convention ) ratificata in Italia nel 1995 ed entrata in vigore nel 1997 che vieta l'utilizzo del gas CS in tutte le guerre internazionali.*
( http://it.wikipedia.org/wiki/Gas_CS)
Di tale sostanza è stato fatto largo uso dagli americani in Vietnam ( per stanare i Viet cong) e da Saddam Hussein contro i Curdi.
Ritengo assolutamente inacettabile e incivile che la stessa sostanza, il cui utilizzo è vietato contro i "nemici" durante una guerra internazionale, possa essere utilizzata dalle forze dell'ordine contro Civili, anche anziani, durante una protesta. E la questione è ancora più grave se andiamo ad analizzare meglio chi erano i cittadini, ovvero prevalentemente persone che protestavano in modo pacifico contro un'opera ritenuta un enorme sperpero di risorse pubbliche, oltre che inutile e dannosa.

Se così fosse, personalmente ritengo che le istituzioni, i partiti e i loro esponenti che hanno tanto auspicato l'intervento delle forze militari in Valsusa e che si sono congratulati con le stesse per il "successo", come il Sindaco Fassino e l?onorevole Stefano Esposito, abbiano il dovere di condannare l'utilizzo di armi chimiche sui propri cittadini o di assumersi, alla luce dei suddetti fatti, la responsabilità delle loro dichiarazioni antecedenti e successive all'accaduto.
Chiunque avesse ulteriori testimonianze in merito, le condivida (video, fotografie etc)!
*Il CS è entrato a far parte dell'armamento standard in dotazione alle forze di pubblica sicurezza con il DPR 5 ottobre 1991, il quale all'articolo 12, comma 2, recita: "gli artifici sfollagente si distinguono in artifici per lancio a mano e artifici per lancio con idoneo dispositivo o con arma lunga. Entrambi sono costituiti da un involucro contenente una miscela di CS o agenti similari, ad effetto neutralizzante reversibile".
**Per completezza di informazione il CS è definito dal CWS arma chimica quando utlizzato in guerra, non è definito arma chimica quando utilizatto nelle rivolte domestiche (!). Il tema è stato ampiamente dibattuto ed è ancora fortemente controverso e l'attuale definizione che varia a seconda dell'uso e non è legata alla sostanza è figlia di un evidente compromesso.
E' da ieri che vi volevo raccontare come erano andati i fatti, ma ero troppo coinvolta e troppo stanca, per dare una visione, almeno chiara, di tutto quello che è successo alla Maddalena.
La sera prima c'era stata una fiaccolata da Chiomonte paese fino al Presidio , con una partecipazione massiccia di cittadini provenienti dalla Valle a anche da Torino. Credo che fossero circa 2000 persone che silenziose, pacifiche avevano, con una fiaccola in mano, manifestato il proprio dissenso all'opera e, come lucciole, avevano voluto illuminare un nuovo giorno: quello della resistenza ad oltranza nel Presidio della Maddalena.
Dopo la conferenza che si era tenuta sul palco prospiciente il Presidio, ci si era trovati, certi ormai dell'attacco, per coordinare le modalità della resistenza passiva.
Tre avvocati e due amministratori locali più 2 Cinque Stelle, venivamo definiti così, per ogni punto strategico ,per poter cercare una mediazione in caso di attacco.
Venivano mandati così Davide Bono e Claudio Di Stefano alla centrale, punto di ingresso alla strada tra le vigne che conduceva ai nostri accampamenti, io e Fabrizio Biolè all'autostrada, dove avrebbero potuto tagliare il guardrail per entrare, Vittorio Bertola e Nicola Santoro a Giaglione estremità più montana, ma di possibile accesso sempre dall'autostrada. La posizione di Vittorio e Nicola era in realtà quella potenzialmente più pericolosa, perchè se avessero attaccato lì sarebbe stato facile ,per i presidianti, rimanere isolati, mentre se avessero attaccato negli altri due punti sarebbero stati esclusi dallo scontro.
Il segnale poi dell'attacco sarebbe stato un fuoco di artificio sparato per avvisare tutti che erano arrivati.
Si discusse, sotto pressante richiesta di Valentina, anche sulle modalità di convincimento della polizia, su quali documenti esibire e quali le argomentazioni migliori da utilizzare.
E' passata così tra un buon tè e una fetta biscottata con il miele, chiaccherando con Giulietto Chiesa, buona parte della nottata.
Ma alle 4.30 circa sono arrivate le prime notizie che avrebbero attaccato alla centrale e contemporaneamente all'autostrada, allora ci siamo diretti davanti ai punti individuati con un nastro tricolore al braccio, riutilizzando un nastro da fioraio, noi amministratori, con una pettorina tipo stratorino gli avvocati.
Il fuoco d'artificio era stato sparato e noi carichi di buona volontà eravamo pronti per la mediazione.
Poi è iniziata l'attesa, una lunga attesa fatta di abbacci, pacche sulle spalle, di battute sulla poca puntualità della polizia, rallegrata dai racconti comici delle passate battaglie, un'atmosfera distesa che spazzava via la tensione. Sulle barricate tanti ragazzi e ragazze pronti a fare da barriera umana alle truppe di occupazione che però non arrivavano.
Ad un certo punto sono stati scaricati sull'autostrada dei mezzi cingolati, un mezzo enorme dell'Hitaci alto circa 6 metri con un braccio alla cui estremità c'era una cesoia , poi ne è arrivata un' altra ma con una pinza all'estremità e poi ancora due caterpillar che sgombravano le macerie del lavoro della prima, mentre diversi idranti lanciavano acqua dalla galleria. A quel punto che mediazione avremmo potuto fare? mica eravano Goldrake che prendeva il braccio dell'Hitaci e glielo torceva a foulard!
Molte donne hanno scavalcato la barriera e hanno urlato le ragioni del No-tav, una me la ricordo bene e diceva che lo facevamo anche per le loro pensioni e per il futuro dei loro figli.. ma nulla... la ruspa continuava il suo lavoro nonostante alcuni ragazzi lanciassero sull'enorme braccio qualcosa, forse escrementi
Poi abbiamo saputo che la prima barricata alla centrale era caduta poi la seconda e infine anche la terza.
Ci si è radunati sul piazzale della Comunità Montana, vicino al Presidio Sanitario per continuare la resistenza e testimoniare la nostra presenza, ma neanche questo è stato possibile perchè sono stati lanciati decine e decine di lacrimogeni anche lì e abbiamo dovuto ripararci nel bosco, ancora inseguiti dai lacrimogeni.
Fermo qui la narrazione perchè vorrei sottolineare che nessuno di noi o di voi è mai stato in guerra ma tutto quello che ho provato, da quel momento in poi, è stato molto simile ai racconti dei rastrellamenti dei tedeschi di mia nonna. Innanzitutto non sapevo cosa fosse un lacrimogeno e il bruciore a distanza di un giorno e il sapore amaro in bocca mi riportano a quei momenti, poi la paura per le persone che sono con te, che hai coinvolto e che vuoi riportare a casa sane e salve, ti inducono a pensare che ormai l'unica cosa sensata da fare è allontanarsi e non avere più contatti col nemico.
Forse mi sarei dovuta fermare, aspettare che i lacrimogeni si disperdessero, farmi identificare e parlare, prenderle senza motivo, ma avevo la gola completamente arsa dal lacrimogeno, gli occhi in fiamme e quella sensazione di smarrimento che non avevo mai provato.
Siamo saliti ordinati sulla mulattiera aiutandoci l'uno con l'altro, con i nostri zaini sulle spalle, con qualcuno che urlava qualcosa tipo Kantkatka, io pensavo fosse un povero cane rimasto al presidio, e l'elicottero che implacabile seguiva i nostri spostamenti, siamo saliti fino alla Ramat e poi ci siamo dispersi ognuno per la propria strada.
Ma qualcosa di me lassù è rimasto...è rimasto il mio cuore, mentre scrivo so che il mio cuore è ancora lassù in quel presidio di democrazia in mezzo alle montagne ...e per questo che domenica ci sarò per riprenderlo.
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Relazione sull'incontro capigruppo di martedì 21 giugno ore 18.30.
Il Presidente Guerrini sottopone ai consiglieri capigruppo il nuovo sistema di votazione con scheda eletronica che presenta però la limitazione dei posti fissi perchè da postazione parte voto e registrazione del voto. Si accende quindi una piccola discussione di dove logisticamente si siederà maggioranza e minoranza.
La consigliera Ferrero, io per intenderci, sarà seduta tra Emanuela Rampi( Musy ) e Pascale Giuseppe (U.D.C), proprio di fronte alla giunta.
Viene poi illustrato lo Sportello circoscrizionale, organo amministrativo di raccolta segnalazioni e l'Osservatorio circoscrizionale organo politico sulle decisioni da adottare in base alle segnalazioni, sarà possibile avere 2 consiglieri di maggioranza e 2 di minoranza, ma l'impegno non comporterà nè permessi, nè gettoni di presenza. Credo che mi candiderò a tale incarico.
Il Presidente ha poi aperto il dibattito relativo alla richiesta della consigliera Ferrero di effettuare riprese, visti i pareri del vice direttore generale Giuseppe Ferrari e dell'ufficio privacy della Città di Torino. Il consiglier Balena ,PDL, ha suggerito di incaricare un ente per le riprese, mentre la consigliera Rampi (Musy) propone di istituzionalizzare le riprese. Martucci, la sorella di Denis( lista domenico Coppola, quello deceduto per intenderci) propone un archivio di Dvd dei consigli.
Spiego che le riprese permetteranno un maggiore coinvolgimento dei cittadini e che la tecnologia deve essere vista come un aiuto e non un impedimento al regolare svolgimento dei consigli.
Il Presidente Guerrini che ha facoltà di ammettere tali riprese crede di poter rendere un buon servizio ai cittadini registrando le riprese dalle due telecamere fisse che già proiettano in altra sala,ma si riserva di avere parere del segretario generale del Comune, salva la facoltà per il consiglier di riprendere sè stesso, cosa che non mi interessa più di tanto...consegno comunque pubblicamente una chiavetta alla signora Acerbis per avere la registrazione vocale del primo consiglio. Conclude la consigliera Rampi chiedendo delucidazioni sull'"ecomostro" che oscurerà la Mole e il consigliere Vagnone della Lega preannuncia un'interpellanza in tal senso
Seduta ordinaria presso la Sala Consiglio di via Campana, 32
assente consiglieri Gobetti e Moretti.
Ci viene consegnato tesserino da consigliere, che da diritto all'uso gratuito dei mezzi GTT. Seguirà tessera metro.
Cons. Bonavita PDL lamenta l'assenza della foderina!!!!!!!!!!!!!!!
Ordine del giorno
1) Comunicazioni del Presidente.
Si legge la registrazioneconsigliocirc.pdf:
Viene data lettura ad un parere ufficio legale riprese.pdf, che elenca una serie di riferimenti normativi e corrispondenti complicazioni per dar corso all'eventuale autorizzazione delle riprese. Il pres. comunica dunque la trattazione nella prossima Capigruppo. Tuttavia ci invita a soprassedere per la presente seduta a meno che non si rispettino tutte le prescrizioni segnalate dall'ufficio legale (dati e documenti di chi effettua riprese, di chi gestirà le immagini dopo, le liberatorie di eventuali non consiglieri inquadrati, etc...).
Intervengo ringraziando innanzitutto per la lettura della comunicazione, richiedo l'accesso al parere integrale, accordo di soprassedere per la presente seduta ed evitare compilazione di burocrazia.
Richiedo contestualmente la pubblicazione sul sito istituzionale delle registrazioni audio dei consigli; mi si risponde che l'opzione è già al vaglio dei competenti.
2) Interpellanza presentata dalla Consigliera Pronzato (capogruppo Lega Padana Piemont): "DURC e situazione mercati".
Colpo di scena appena prima della lettura di qs interpellanza (ITPZ) ci fa l'onore di sedersi fra il pubblico il Cons. provinciale Renzo Rabellino (in arte RUBELLINO).
Si tratta di richiesta di deroga degli obblighi di vincolo ai mercatali dell'applicazione del sistema di certificazione fiscale DURC per essere autorizzati a occupare le aree mercato. Si pretende nella sostanza di giustificare le irregolarità fiscali per sostenere le presenza mercatali.
Presidente e Coordinatore competente spiegano DURC, incompetenza delle circoscrizioni e comunque inopportunità alla deroga DURC.
3) Interpellanza presentata dal Consigliere Gaudio (gruppo PDL): "Richiesta di prolungamento della linea 64 al capolinea di P.le Adua anche nei giorni feriali".
Si rinvia alla competenza del nuovo Assessore comunale. Si segnala la competenza anche dell'Agenzia territoriale mobilità di via Belfiore (indaghiamo?)
4) Interpellanza presentata dal Consigliere Gaudio (gruppo PDL):" Nuovo locale interno ex Bagni Municipali Via Morgari 14".
Si confermano risposte a simili ITPZ stesso consigliere del passato.
ore 19.30 arriva consigliere Moretti
5) Interpellanza presentata dalla Consigliera Tommasi Pellegrino (capogruppo PDL): "Manutenzione ordinaria, assenza di bagni pubblici e chiusura cancelli al Parco Europa".
Scandalosa situazione di un dipendente comunale che occupa locali pubblici a titolo di custode parco, ma inesistente manutenzione. Deprecabile la rimozione di bagni nonostante (l'eccezionale specificità a confronto con altri parchi) la disponibilità di allacciamenti fognari. PDL richiede la chiusura notturna o almeno la rimozione della cartellonistica che lo pretende.
Consigliere Disegni sostiene (ed io sono d'accordo) che la chiusura notturna non è auspicabile perchè numerosi cittadini usano l'area per i propri cani. Si rimanda anche qui al neo assessore comunale per competenza dei parchi in capo alla città di Torino.
5bis)
interpellanza aggiunta all'odg come integrazione cons. PDL Gaudio: danneggiamenti da calamità naturale giorni 13 e 16/06.
Si richiede commissione e sopralluoghi per eventuale ingiunzione anche ai privati che non operano corretta manutenzione alberi e rive.
Si accoglie e rimanda a Assessore comunale competente.
6) C.8. Formazione delle Commissioni di lavoro permanenti.
Si ufficializzano gli iscritti (consiglieri e cittadini) alle 6 commissioni permettendo le loro prossime convocazioni. (Pubblicherò i nomi dei componenti)
7) C.8. Istituzione Sottocommissione "Gioventù ed integrazione". Nomina Coordinatore.
nella continuità amministrativa si istituisce tale sottocommissione con coordinatore il Cons SEL Disegni. (un giovane che mi è parso abbastanza a disagio nella maggioranza col quale spero di trovare convergenze) Mio voto favorevole.
8) C.8. Costituzione dei Gruppi Consigliari e composizione della Conferenza dei Capigruppo. Presa d'atto.
9) Mozione presentata dalla Consigliera Pronzato (capogruppo Lega Padana Piemont): " Modifiche al Regolamento di Circoscrizione".
Si rimanda alla capigruppo
9bis) Mozione urgente proposta dal PD "Condanna incursione in locali Murazzi con scritte fasciste..."
si cita esponente del PDL in consiglio Comunale (Marrone); si approva emendamento formale; il PDL abbandona la sala durante la votazione. Mio voto favorevole.
10) C.8. Approvazione del verbale della seduta ai sensi dell'art. 15 del R.C.D..
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Martedì abbiamo presentato i nostri primi atti formali, di cui vi abbiamo già accennato ma che ci teniamo comunque a spiegare un po' più nei dettagli.
Tra i vari documenti presentati c'era anche la nostra prima proposta di deliberazione consiliare, che ha come oggetto la modifica dell'anagrafe degli eletti.
L'anagrafe degli eletti è nata ad Aprile 2010 a seguito di una proposta di iniziativa popolare, sottoscritta da oltre 1800 cittadini (http://www.comune.torino.it/anagrafeeletti/).
Si tratta di una pagina web del sito del comune in cui vengono pubblicate, per trasparenza, informazioni riguardanti il sindaco, la giunta e i consiglieri comunali, nonché le attività da essi svolte, quali le presenze in consiglio (e in commissione) e gli atti presentati.
Abbiamo ritenuto che fosse fondamentale che in questa pagina venissero anche inserite informazioni che riteniamo importanti, a cui i cittadini a nostro avviso dovrebbero avere il diritto di accedere.
Abbiamo pertanto richiesto che venissero inserite all'interno delle informazione raccolte anche:
1. copia del certificato penale all'inizio della consiliatura e che tale certificato venisse nuovamente richiesto e pubblicato a metà mandato per constatare la piena estraneità a qualunque forma di attività illecita;
2. copia del curriculum vitae nel quale venissero specificate almeno le seguenti informazioni
- l percorso scolastico effettuato con relative votazioni ottenute;
- il percorso professionale svolto con relative esperienze e competenze acquisite
- il percorso politico effettuato, esplicitando i ruoli, le candidature e i partiti nei quali essi sono stati ricoperti
- eventuali cariche ricoperte in enti pubblici e periodo di riferimento in cui essi sono stati svolti;
Ora vedremo cosa accadrà nel suo percorso..certamente vi terremo informati!
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Ieri è stata la giornata dei nostri primi atti formali: io e Chiara abbiamo presentato tre interpellanze, quattro interrogazioni e una proposta di delibera. Di alcune vi abbiamo già parlato nei giorni scorsi, per esempio l’interpellanza sul servizio ferroviario regionale Torino-Milano o l’interrogazione sugli alberi tagliati a Porta Nuova. Di altre vi parliamo in questi giorni, anche se poi ne stiamo preparando già di nuove.
Una delle interpellanze presentate ieri, forse la più importante, riguarda l’infiltrazione della ndrangheta nella politica torinese. Se avete visto il TGR Piemonte lunedì, saprete che PDL e Lega avevano presentato in pompa magna una richiesta di comunicazioni del sindaco in materia: in pratica, che il sindaco venisse in aula a dire cosa sapeva della vicenda in questione. Fassino nemmeno c’è, è in Birmania per il compleanno di Aung San Suu Kyi, come inviato dell’Unione Europea (a proposito di incarichi multipli…). E’ stata la giunta, in conferenza dei capigruppo, a dire che tanto Fassino non sa nulla di più di quel che è emerso sui giornali, e dunque è inutile che venga a comunicare in aula.
Nel frattempo, noi avevamo presentato formalmente la nostra interrogazione, che riassume i fatti usciti sui giornali a riguardo dei voti della ndrangheta alle primarie torinesi (mai smentiti nemmeno dai protagonisti, che si sono limitati a dire che non sapevano e non capivano) e poi chiede a Fassino come la sua amministrazione intenda agire per contrastare questi fenomeni, e infine lancia una proposta: l’istituzione in consiglio comunale di una Commissione Antimafia della Città, per indagare sia su queste commistioni, sia sugli appalti degli anni passati.
Non è una proposta strana; Pisapia ha dichiarato che la creazione di questa commissione è la prima priorità della sua amministrazione, e altre città, ad esempio Pavia, l’hanno già istituita negli anni scorsi. Siamo curiosi di vedere se il consiglio vorrà accogliere la nostra proposta.
Nel frattempo, la discussione in conferenza dei capigruppo ha avuto qualcosa di surreale; in pratica è emerso che l’obiettivo politico, in particolare del PDL, non era tanto contrastare il fenomeno, ma era che Fassino venisse in aula a dire che il garantismo non vale solo per il centrosinistra ma anche per il centrodestra, e dunque tutta la politica torinese di entrambi gli schieramenti ha le mani pulite, in attesa della famosa verità giudiziaria. A questa tesi io sono assolutamente contrario, perché esistono comportamenti e vicinanze che magari non costituiscono reato ma che sono inaccettabili e pericolose per un politico.
Alla fine, visto che il Sindaco ha rifiutato di venire a riferire, anche il centrodestra ha seguito il nostro percorso e ha presentato una sua interpellanza sul tema; a questo punto spero che si potrà finalmente parlarne in aula.
P.S. Ieri pomeriggio ho poi speso più di due ore, in conferenza capigruppo, sullo spinoso tema della ripartizione degli uffici e degli staff di segreteria tra i vari partiti…
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Ci sono molte cose che danno fastidio della vicenda Arenaways, un caso da manuale di protervia all’italiana: una finta privatizzazione fa in modo che la società monopolista di fatto nei servizi all’utente finale sia cugina di e continuamente favorita da quella che gestisce la rete e che dovrebbe fornire accesso imparziale a tutti.
Ma è anche una dimostrazione di come lo Stato, mettendo le mani nei servizi con buone intenzioni, finisca per fare danno. Infatti, il motivo per cui ad Arenaways non viene permesso di fare le fermate intermedie tra Torino e Milano è quello di non fare concorrenza ai regionali di Trenitalia, perché questi ultimi fanno parte del pacchetto sovvenzionato dalla Regione Piemonte, e dunque se perdono incassi la Regione deve compensare la perdita.
La cosa ridicola è che la Torino-Milano in realtà è una delle poche linee regionali dove non sono necessarie sovvenzioni, anzi i treni viaggiano sempre strapieni: una gallina dalle uova d’oro. L’accordo, però, prevede che i lucrosi utili di questa linea vengano usati per coprire i buchi delle linee secondarie del Piemonte. In pratica, i torinesi che vanno a Milano devono viaggiare pigiati su treni vecchi e sporchi per pagare un servizio migliore ai biellesi o ai cuneesi; e per garantire questo meccanismo lo Stato vieta ad Arenaways di fare concorrenza, costringendola a treni che vanno lenti come i regionali, ma non fermano mai.
Cercando una soluzione per non morire, ora Arenaways cambia linea: il sabato e la domenica fa un treno del mare Santhià-Torino-Genova-Livorno, grazie a un accordo con la Regione Liguria, stufa del peggioramento del servizio Trenitalia da Torino verso il suo mare dopo che praticamente tutto ciò che da Torino non era ad alta velocità è stato eliminato. Bene, direte voi, finalmente il mercato funziona: chi c’è non offre un buon servizio e allora arrivano i concorrenti.
E invece no, anche qui arriva la mentalità italica: ed è tutto un susseguirsi di piccoli sabotaggi, come racconta l’articolo della Stampa. In un paese civile, l’amministratore delegato Mauro Moretti, che ha dichiarato che effettuerà ritorsioni contro la Liguria per aver permesso le fermate di Arenaways, sarebbe indagato per turbativa di mercato. Invece, da noi si becca pure la solidarietà dei pendolari liguri, che non guardano più in là di un palmo dal proprio naso. Deprimente.
P.S. Anche se il Comune su questa materia può fare soltanto pressioni morali verso la Regione, presenterò senz’altro una interpellanza.
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Il Tgr di questa sera al minuto 10:00 afferma che "non ci hanno consentito di riprendere la seduta del consiglio..."
http://www.tgr.rai.it/dl/tgr/regioni/PublishingBlock-8cbbd8fc-3365-4785-a7ec-950b73541553.html
Non è proprio così.
Nonostante buona parte dell'aula fosse contraria, abbiamo trasmesso tramite Ustream praticamente tutto ( http://www.ustream.tv/recorded/15397837) , anche grazie all'efficace intervento in aula di Vittorio.
Non c'era d'altra parte alcun impedimento di legge o regolamento.
Sono saltati solo gli ultimi quindici minuti (si è scaricato il cell) quando, non senza la giusta dose di emozione, sono intevernuta anche io.
Abbiamo chiesto alcuni chiarimenti su un punto della delibera che riguardava i requisiti e i criteri da rispettare nelle nomine di dirigenti. Nella delibera non è stato fatto riferimento a delle mozioni e dei regolamenti già in essere che definiscono alcuni parametri qualitativi, quali la laurea, e quantitativi, quali il numero di dirgenti massimo.
La risposte di Passoni e Fassino non ci hanno soddisfatto per nulla e abbiamo votato contro... ovviamente siamo stati gli unici.
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Benvenuti al mio primo consiglio comunale, e lasciatemi dire che io mi sento ormai pronto a ogni esperienza, mi sono abituato persino alle telecamere (per quanto sempre con quel retrogusto di amara finzione), ma quando ci siamo messi tutti sull’attenti, è entrato il gonfalone della città ed è risuonato l’inno nazionale, mi sono proprio emozionato: l’ho cantato tutto e me lo ricorderò a lungo.
Pensavo di raccontarvi il consiglio in tempo reale: l’altra volta avevo controllato, e ogni banco è dotato di una presa elettrica e una Ethernet. Peccato che la rete non ci sia, né wireless né cablata: c’è solo la rete locale del Comune. Forse in futuro mi daranno un accesso di qualche genere, oppure mi porterò una chiavetta.
Comunque, in previsione del problema, eravamo attrezzati in maniera ridondante: io avevo il cavo di rete e la webcam integrata (ne ho anche una esterna ma mi mancava il cavo giusto), Chiara aveva il cellulare attrezzato col minitreppiede. Il suo ha funzionato, e dunque ci siamo messi online a fare streaming con quello, in attesa che cominciasse la riunione.
Ora vi devo spiegare la questione procedurale: tecnicamente non abbiamo trovato alcuna norma che vieti a un consigliere di riprendere la seduta, anzi esiste un parere favorevole del Garante della Privacy, che però stabilisce che le riprese possono comunque essere regolate dal Consiglio Comunale. In altre parole, la maggioranza può probabilmente fare una regola che ci vieta le riprese (anche se stiamo approfondendo la questione). D’altra parte non vogliamo certo fare le cose di soppiatto, anche perchè, senza comunicazione preventiva alle persone oggetto di ripresa, violeremmo senz’altro le leggi sulla privacy.
Per questo motivo abbiamo sollevato la questione una prima volta lunedì scorso, alla riunione dei provvisori capigruppo. Il sindaco ci ha risposto che la questione era complessa e imprevista, e ci ha chiesto se potevamo soprassedere per la prima riunione e rimandare la questione a dopo l’elezione del presidente del consiglio comunale. Noi abbiamo detto che ci avremmo riflettuto, e abbiamo girato la domanda a voi, su Facebook e sul blog. La risposta è stata netta: riprendete.
E così abbiamo fatto, dandone una ulteriore comunicazione oggi pomeriggio al presidente temporaneo della riunione. E’ stata la strada giusta, perché non ha dato modo di ridiscutere la questione prima della seduta, e dunque l’unica possibilità che hanno avuto (dopo conciliabolo) è stata quella di segnalare la cosa pubblicamente subito dopo l’apertura della seduta. Pronti via, il primo intervento di questa legislatura comunale è stato il mio, chiamato a giustificare la cosa (qui dal minuto 26). Credo di essere andato più che bene, a cominciare dal far notare che - a differenza di quanto sostenuto dal presidente - non c’era affatto stata una decisione contraria, ma solo un invito del sindaco, a cui noi sfortunatamente non intendevamo accondiscendere. Solo che (da neofita) non mi sono ricordato che il regolamento prescrive che ci si alzi in piedi per parlare… ma quando me l’hanno fatto notare avevo già finito.
A questo punto hanno preso la parola prima il piddino-radicale Viale, a dichiararsi favorevole alle riprese, e poi i capigruppo di PDL e PD, contrari. Sapendo però di non avere nulla di solido a cui appigliarsi, quest’ultimo ha chiesto se per “cortesia istituzionale” potevamo spostare la fotocamera nella zona dei giornalisti (noi ci eravamo già seduti lì vicino, apposta per togliere l’argomento “così mostrate cose che non si devono vedere”: il nostro angolo era lo stesso dei giornalisti). A quel punto, per “cortesia istituzionale” abbiamo accondisceso, ottenendo così due obiettivi: abbiamo fatto la bella figura di persone ragionevoli, e abbiamo fatto passare il principio, tutt’altro che scontato, che uno di noi possa sedersi nella zona dei giornalisti e riprendere come gli pare. Se lo confrontate col fatto che a quelli che sono entrati tra il pubblico è stato chiesto di consegnare la macchina fotografica (vedi anche il mio video del 2009) mi sembra già un enorme passo avanti; poi se ne parlerà la prossima settimana, e vedremo come andrà a finire.
Ora qualche commento a tutto il resto… intanto, quello che vedete in aula è abbastanza una recita. Un’ora prima del consiglio comunale, c’è stata una riunione in cui maggioranza e minoranza hanno dichiarato i nomi delle persone da eleggere presidente e vicepresidenti, e si sono pure raccomandati: ognuno vota i suoi, niente scherzi! Infatti, in teoria, la maggioranza ha abbastanza voti per eleggere il proprio e allo stesso tempo deviare un po’ dei propri voti su un candidato della minoranza, in modo da farne uscire uno diverso da quello deciso dalla minoranza stessa. Hanno persino detto “oh, resta inteso che poi in aula non saltano fuori altre candidature, eh!”.
Noi abbiamo votato scheda bianca; certo, sui vicepresidenti c’è stata comunque bagarre, perché quello del PDL ha preso più di 20 voti, contro i 13 di quello del PD; in pratica, metà della maggioranza ha votato il candidato del PDL, per mandare un segnale nelle loro lotte interne tra correnti. Entrambi sono stati eletti, ma certo il capogruppo PD Lo Russo (eletto per un solo voto di vantaggio dopo settimane di spaccature) avrà le sue belle gatte da pelare.
Poi, non si può non cazzeggiare in consiglio comunale! Ci sono tempi morti infiniti, specialmente in questo consiglio in cui c’erano tante votazioni nominali stile “presidente della Repubblica”: 40 persone devono sfilare nella cabina e nel frattempo non c’è niente da fare. Se ci vedete chiacchierare, usare il computer, alzarci, sappiate che non vuol necessariamente dire che stiamo facendo i fatti nostri: ci sono proprio interi quarti d’ora in cui non succede niente.
A fine riunione è stata votata una delibera che concede a sindaco e assessori la possibilità di ingaggiarsi staffisti e dirigenti fuori organico. Bontà loro, gli assessori si sono presi un budget staffisti di soli 90.000 euro lordi a testa (esclusi oneri, premi e altre prebende), mentre il sindaco non ha limiti di spesa, né è stato indicato un limite di spesa per i dirigenti. Noi abbiamo chiesto una rassicurazione sul fatto che negli ingaggi dei dirigenti esterni saranno rispettate le regole già decise in passato, sia in termini di numeri - massimo 16 - che di requisiti: dovrebbero essere almeno laureati, e invece in passato ce n’erano tre senza laurea, tra cui Carlo Bongiovanni, il fido assistente di Chiamparino. L’assessore Passoni ci ha risposto con frasi eleganti che volevano dire “sono fatti nostri chi assumere”, e dunque noi abbiamo votato no, i primi no dell’intera legislatura (le altre opposizioni si sono astenute o hanno votato a favore).
Infine, all’inizio c’è stata bagarre perché durante la riunione è stata consegnata a tutti i consiglieri una busta mandata da Curto (SEL), con fotocopie di articoli sull’intreccio tra mafia e politica. Effettivamente non era proprio il momento formalmente opportuno, e l’opposizione l’ha subito accusato di volersi fare pubblicità sfruttando la presenza dei media. Vedremo cosa accadrà quando noi, al momento giusto, chiederemo l’istituzione di una commissione antimafia.
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Ieri abbiamo partecipato entrambi, rispettivamente in qualità di candidato sindaco e di consigliere anziano, alla prima conferenza dei capigruppo .
Abbiamo colto l'occasione per presentare la nostra intenzione di riprendere la seduta del consiglio di mercoledì.
Siamo intervenuti entrambi sul tema per spiegare la nostra posizione, ottenendo un invito esplicito da parte del sindaco al Movimento 5 Stelle a soprassedere per la prima seduta, non filmando con nostri mezzi, rimandando pertanto la questione alle prossime riunioni dei capigruppo.
Ecco le motivazioni sottostanti:
• Sono sufficienti le riprese effettuate dagli organi addetti;
• La tematica non è trattata specificatamente nel regolamento e durante l'incontro sono emerse posizioni contrastanti dei capigruppo, rappresentanti le forze politiche presenti in consiglio, principalmente contrari a causa del timore di montaggi da parte nostra stile "paperissima" che li "colgono in castagna"...;
• La seduta di mercoledì sarà già ampiamente ripresa da giornalisti e media.
Ora la scelta è nostra: mercoledì ci presentiamo con la videocamera e riprendiamo nonostante l'esplicito invito a non farlo?
Noi un'idea l'abbiamo...ma siamo curiosi di sentire la vostra...
Attendiamo commenti!
Vittorio
Chiara
Quella di oggi è una grande festa per un risultato che pareva impossibile: il raggiungimento di un quorum per un referendum abrogativo, cosa che non accadeva dal 1995.
Il primo fattore è proprio questo: negli anni ci eravamo rassegnati all’apatia degli italiani e alle tattiche furbette dei sostenitori del no, che puntavano direttamente sull’astensione. Il referendum, ma anche i risultati delle amministrative, mostrano un ritorno al clima della prima metà degli anni ‘90: una grande voglia di partecipazione e di cambiamento.
I partiti l’hanno capito e hanno minimizzato i danni, ma non ne escono bene. PDL e Lega, ancora sotto shock per la mazzata di Milano, hanno dimostrato uno stato confusionale in cui ogni singolo ha fatto quel che voleva, a parte schierarsi apertamente per il no; i più pronti a cavalcare l’onda (per non farsene travolgere) hanno persino invitato ad andare a votare. Resta il fatto che hanno preso un’altra mazzata.
Il PD, invece, si porta indietro la sua storica invidia del pene per i miliardi della destra, che lo porta a pensare che la modernità siano le svendite ai privati e le centrali di quarta generazione; per anni ha spinto il nucleare e le privatizzazioni dei servizi pubblici acqua compresa (a proposito, tié, Chiamparino), e solo nelle ultime settimane prima del voto ha cercato di schierarsi per il sì, ma anche per il no.
Ora Bersani cerca di appropriarsi della vittoria e di dire che è stata una spallata a Berlusconi, invocandone le dimissioni. E’ troppo comodo; un’affluenza così alta non sarebbe stata possibile senza una forte partecipazione anche dell’elettorato di centrodestra, e senza che molti elettori di centrosinistra andassero ben oltre le posizioni tiepide o addirittura contrarie dei loro leader politici. Gli italiani sono andati a votare innanzi tutto per difendere il proprio territorio e i propri beni comuni dalla depredazione dei politici tutti; tanto è vero che il referendum sul legittimo impedimento è stato quello che, a giudicare dai discorsi per strada, interessava di meno.
La verità è che gli italiani hanno dato un’altra spallata a tutto il sistema politico, che, con la sola e parziale eccezione dei partiti di sinistra, per questi referendum non ha fatto un bel niente. I quesiti su giustizia e nucleare venivano dall’IDV, ma a raccogliere le firme sui due dell’acqua c’erano i volontari di centinaia di associazioni, movimenti e gruppi di cittadinanza attiva, non certo i partiti. Sono proprio i referendum sull’acqua ad aver trainato l’onda di attivismo, le manifestazioni, i banchetti per le città, e infine il quorum, segnando l’apoteosi di un nuovo modo di fare politica: dal basso, tutti insieme, senza bandiere, fuori dai partiti, usando Internet per aggirare la disinformazione di televisioni e giornali di regime.
Dunque non è solo Berlusconi che se ne deve andare; se avessero un po’ di dignità, se ne dovrebbero andare quasi tutti.
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Mica vorrete dimenticarvi? Oggi bisogna andare a votare quattro sì: uno per impedire il legittimo impedimento, uno per nuclearizzare il nucleare, uno per l’acqua naturale e uno per l’acqua gasata. Andate subito, non aspettate l’ultimo momento, non fate quelli che come le pecore stan lì a vedere dove va il gregge. Non sovrapponete le schede, che le croci passano da una all’altra; non appallottolatele, non fateci gli origami, evitate di usarle per asciugarvi la faccia o per soffiarvi il naso. Andate lì, prendete la matita, fate la croce sul sì e poi godetevi la giornata. Se poi avete ancora dei dubbi, ci sono le istruzioni di Guzzanti…
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