

Finalmente lunedì il vicesindaco risponderà alla nostra interpellanza sulla SVENDITA delle Farmacie Comunali avvenuta nel 2008.
Allora, con soli 12 milioni di euro un gruppo di farmacisti privati, capitanati da Platter, nome noto per le recenti cronache giudiziarie, costituitesi in un'associazione temporanea di imprese, unici partecipanti al bando, si aggiudicò il 49 per cento delle 34 farmacie comunali. Una cifra irrisoria (http://torino.repubblica.it/dettaglio/hanno-pagato-una-cifra-irrisoria-e-poi-non-si-vende-ai-concorrenti/1562569) se si pensa che, come sostengono in molti, normalmente il valore viene definito intorno a due volte e mezza il fatturato. In ques'ottica la cessione del 49 per cento doveva valere tra i 40 e i 50 milioni, dato che la società aveva allora un fatturato di circa 39 milioni di euro. A ridurre il valore, incidevano sicuramente i debiti e l'impegno del privato a rientrare ma comunque restano forti dubbi sull'operazione.
Ma non è finita qui...in questo modo i farmacisti privati da concorrenti sono diventati di fatto soci del servizio pubblico, acquisendo il potere di gestione dell'azienda comunale, costituendo a nostro avviso una posizione di monopolio sul mercato torinese, anche a causa delle modifiche effettuate allo statuto e ai patti parasociali, avvenute successivamente all'aggiudicazione.
Ora ci auguriamo che il Comune non intenda usare la privatizzazione delle farmacie come modello paradigmatico per quelle future, con particolare riguardo ai principi di concorrenza e di economicità...nel frattempo vogliamo comunque cercare di comprendere meglio le logiche e motivazioni sottostanti questa operazione, che noi riteniamo essere state una reale svendita a danno dei cittadini.
Rimaniamo quindi in trepidante attesa di sapere cosa ci racconterà lunedì il vicesindaco in risposta...
qui il link al testo dell'interpellanza completa:
http://www.comune.torino.it/consiglio/documenti/atti/testi/2011_04760.html

In data 21/06/2011 avevamo depositato una proposta di delibera in cui chiedevamo l'integrazione dell'Anagrafe Pubblica degli Eletti del comune di Torino.
L'anagrafe nasce ad Aprile 2006, a seguito di una proposta di iniziativa popolare, sottoscritta da oltre 1800 cittadini, volta a dare diffusione e trasparenza all'azione amministrativa.
L'anagrafe degli eletti contiene informazioni riguardanti gli amministratori della Città (sindaco, assessori e consiglieri) e le attività svolte.
Ad oggi sul sito Internet del Comune di Torino (non è stato ancora aggiornato con il nuovo consiglio...) devono essere disponibili nell'apposita sezione:
Senza consenso dei consiglieri comunali i dati anagrafici, gli incarichi elettivi ricoperti nel tempo, gli atti presentati con relativo iter fino alla conclusione; il quadro delle presenze ai lavori dell'istituzione di cui fa parte ed i voti espressi sugli atti adottati dalla stessa; l'attività amministrativa svolta, comprensiva degli interventi effettuati, degli atti presentati come firmatario semplice o primo firmatario, le votazioni effettuate, lo stipendio, i rimborsi e/o i gettoni di presenza percepiti a qualsiasi titolo dal Comune
Previo consenso dei consiglieri comunali: le associazioni cui è iscritto; la dichiarazione dei redditi e degli interessi finanziari relativi all'anno precedente l'assunzione dell'incarico, degli anni in cui ricopre l'incarico e dell'anno successivo, dichiarazione da parte dell'eletto dei finanziamenti ricevuti;
Ritengo che sia davvero un bello strumento, che permette, a chi è interessato, di comprendere a fondo l'attività (o inattività), la coerenza (o incoerenza), la presenza (o assenza) di un consigliere durante il suo mandato.
Con una nostra proposta abbiamo chiesto l'integrazione dell'anagrafe degli eletti con aggiunta (TUTTE PREVIA AUTORIZZAZIONE DEL SINGOLO) della pubblicazione del:
1) Certificato penale
2) Curriculum Vitae contente almeno i dati concernenti il percorso scolastico, professionale e politico svolto, nonché eventuali cariche ricoperte in enti pubblici.
Dalla data in cui è stata depositata sono passati ben 3 mesi e oggi, dopo parecchi solleciti, mi trovo sulla scrivania una busta contenente il parere tecnico che richiede l'intervento del Garante della Privacy in merito. Quindi è tutto SOSPESO in attesa di risposta da parte del garante...
Non so quanto ci vorrà per ottenere questo parere, ma temo che si andrà per le lunghe...certo è che mi fa sorridere (amaramente) che per poter richiedere dei curriculum vitae on-line e certifciati penali di personaggi, che sono comunque di fatto pubblici (previo loro consenso), si debba ricorrere a pareri di garanti della privacy e attendere tempi così lunghi..
non sono esperta in materia, ma davvero mi ha lasciato perplessa....chissà tra quanto arriverà il parere...
e comunqe intanto la proposta di delibera rimane ferma...
La Sala Rossa è un tripudio di ricchezza, i divani di velluto cremisi, il barocco dei dorati soffitti a cassettoni., i piani azzurri con le pulsantiere in ottone, lo scranno di legno intagliato.
Sopra tutti una scritta che pare un monito: Ego Sapientia habito in Consilio.
Il loggiato di soli diciotto posti oggi era completamente vuoto e un orologio antico scandiva il quarto d'ora e il passare lento del tempo.
Nella sala altro deserto, con solo cinque consiglieri di minoranza, cinque assessori schierati e nessuno sul lato dei consiglieri di maggioranza.
Il profumo di antico, mal si integrava alle miserie moderne.
Un abilissimo assessore al bilancio come un funanbolo dimostrava che tutto era perfetto e ci sarebbe da credergli se non fosse che la città è Torino, la città più indebitata d'Italia.
Un altro assessore parlava, come nulla fosse, come un caso isolato, di cambiamenti climatici che avevano diminuito il numero di giorni di pioggia ma intensificato i millimetri caduti, portando ad un problema di collettori dell'acqua sovracarichi.
Molti consiglieri basavano le loro richieste su letture fatte sul gionale, di cui spesso non vi era reale riscontro.
Una consigliera, figlia del più grande catalizzatore di voti della città diceva di lanciare un ago nel pagliaio,non trovarlo e chiedeva riduzione dei canoni di affitto al Comune per i commercianti. Chi si disgustava della benedizione del Vescovo alla Stazione di Porta Susa e chi ultimo dei radicali arrivava in ritardo e poi si faceva aspettare.

La Sala aulica rimaneva immobile e stranita nel sentire tante cose, così inutili per il bene del cittadino.
Intanto fuori, davanti al Municipio, un uomo interrompeva lo sciopero della fame perchè troppo debilitato e mi chiedeva:"Hanno parlato di me oggi...mi daranno una mano?"
Io mi allontanavo dopo averlo abbracciato , delusa da una politica che non riece ad essere all'altezza nemmeno della stanza che occupa, incapace di percepire il senso di responsabilità che quella stanza, nella sua aulicità, fortemente ispira.
3 commenti »
- sono stati messi a disposizione dal Comune di Torino 100.000 euro per la riqualificazione della zona di Largo Re Umberto, ma la circoscrizione ha deciso di utilizzarli per la riqualificazione dei giardini Valperga di Masino più noti come Clessidra occasione unica di progettare un giardino;
- variante 234: costruzione di alloggi vicino a Corso Dante angolo Largo Turati nelle ex officine dismesse, si potrebbe presentare un progetto per le vie dolci destinate a piste ciclabili?
- nell'ordine del giorno di circoscrizione è stato richiesto al presidente di impegnarsi a sveltire la burocrazia per gli anziani che devono passare ore per richiedere i ticket, la maggior parte della maggioranza non era preparata all'argomeneto ed ha disertato il voto non facendo raggiungere il numero legale alla votazione. La questione verrà ripresentata, ma la consigliera Viviana Ferrero e due consiglieri dell'opposizione hanno esortato a una maggior serietà nel dare risposte soprattutto per il bene comune.
- riguardo ai gettoni di presenza e alla partecipazione dei consiglieri per tutto il tempo delle riunioni oltre alla possibilità della doppia firma è stato proposto di prendere la parola quando qualcuno lascia la sala e dichiararne l'uscita in modo da avere una prova legale in caso di denuncia;
- contributo alle associazioni: sono stati presentati in circoscrizione 12 progetti da parte di diverse associazioni senza alcun tipo di specifiche, l'opposizione è molto rigida a riguardo e non vogliono votare progetti incompleti; l'unico progetto che è stato finanziato è stato quello dell'oratorio salesiano con 1200 euro;
- familyfare in Via Dego: presentata come un progetto sociale di aiuto alle famiglie, ci viene invece descritta come cooperativa privata con degli operatori che controllano semplicemente senza dare aiuti e sembra anche che non sia frequentato da bambini bisognosi o casi sociali;
-Progetto estivo Sambuy: è saltato tutto perchè sono stati congelati tutti i finanziamenti;
- per le circoscrizioni è stato tolto il rimborso del comune al datore di lavoro del consigliere di circoscrizione per l'intera giornata in cui si effettua il consiglio, ma solo per il tempo necessario per arrivare al consiglio e per tornare eventualmente al lavoro;
- riteniamo opportuno reperire uno spazio per il pattinaggio a rotelle e skate.
-per l'area cani non si è ancora trovato il modo per ottenere il voto favorevole per tutte le forze politiche.
Forse non tutti sanno che - tecnicamente a Castiglione Torinese, ma dal lato del Po di Settimo - c’è una spianata grande come un aeroporto piena di vasche, pannelli fotovoltaici, pompe e gasometri. E’ il depuratore Smat di Torino, il più grande d’Italia, e serve a una cosa sola: filtrare il mare di m… che i cittadini di Torino e cintura producono giorno e notte. Tutte le fognature della città convergono su un grande condotto parallelo al Po, che riversa un fiume di liquami nell’impianto; lì ci sono dei filtri, poi delle vasche di decantazione, poi una serie di processi chimici et voilà, quello che avanza è sufficientemente pulito da finire nel Po.
Dove finisce la schifezza? Finisce in fango; e metà dell’immenso complesso è destinato a lavorarlo, recuperando calore ed energia e producendo 130.000 tonnellate l’anno di melma. Di queste, 20.000 vengono essiccate e portate alla discarica di Cassagna, mentre il resto viene riusato, rendendolo liquido al punto giusto e cedendolo all’agricoltura e/o al compostaggio. Il processo è altamente efficiente, e la stessa dirigenza Smat, durante un sopralluogo ufficiale, ci ha dichiarato che il sistema attuale è già ottimizzato, dato che praticamente tutto il fango viene riutilizzato anziché smaltito.
Perché vi racconto questo? Dovete anche sapere che il dinamico sindaco di Settimo Aldo Corgiat prova da anni ad attirare un inceneritore nel proprio Comune, perché bruciare la m… porta un sacco di soldi a chi gestisce l’impianto (e il cancro a chi ci vive accanto, ma questo pare non essere un problema). Peccato che alla fine si sia scelto di costruire l’inceneritore a Torino (ubi maior), accantonando il progetto di Settimo. Che fare? Basta aspettare un po’ e poi, in società coi privati, chiedere il permesso alla Provincia, il cui assessore all’Ambiente è dello stesso partito di Corgiat.
E’ sufficiente fare due conti per capire che un secondo inceneritore è inutile: la Provincia di Torino produce circa un milione di tonnellate di rifiuti l’anno, in calo per via della crisi e delle politiche anti-spreco. Più o meno metà viene riciclata, per cui avanzano 500.000 tonnellate; l’impianto del Gerbido ne può bruciare 420.000. Ne restano 80.000 che potrebbero tranquillamente andare in discarica, senza contare che in teoria - nonostante Torino abbia ottenuto una moratoria, dichiarandosi talmente piena di turisti da non poter reggere la spaventosa massa di rifiuti da essi generata - la legge, l’Europa e il buon senso planetario ci chiederebbero di arrivare subito a differenziare almeno il 65% dei rifiuti, il che ridurrebbe l’avanzo indifferenziato a 350.000 tonnellate in tutto.
Ma soprattutto, 80.000 tonnellate sono troppo poco per rendere un inceneritore economicamente sostenibile… cioé, l’inceneritore è per definizione economicamente insostenibile, dato che vive grazie alle tariffe che noi cittadini gli paghiamo per bruciare i rifiuti (circa 100 euro a tonnellata) più le sovvenzioni che noi cittadini gli diamo, come i certificati verdi (altri 100 euro per ogni megawattora prodotto); è una attività intrinsecamente in perdita per noi e in guadagno per loro. Ma se la quantità di rifiuti trattati scende sotto le 200.000 tonnellate l’anno, nemmeno le nostre laute sovvenzioni sono sufficienti a tenere in piedi la baracca; e questo ce lo confermò anche l’amministratore delegato di Amiat, Magnabosco.
Qual è stato allora il colpo di genio del “sistema Settimo” (la definizione non è mia ma dei dirigenti Smat)? Beh, se insieme alle 80.000 tonnellate di rifiuti avanzati bruciassimo anche una buona parte delle 130.000 tonnellate di fanghi del depuratore, opportunamente essiccate, allora si potrebbe giustificare sulla carta un secondo inceneritore e un secondo business. Peccato che nessuno l’abbia chiesto alla Smat, che stamattina ha decisamente negato che questa sia un’ipotesi per loro interessante.
E’ chiaro a tutti che in futuro, in un modo o nell’altro, ci saranno sempre meno rifiuti indifferenziati; e che Torino, regolarmente al top dell’inquinamento in Europa, avrebbe una grossa opportunità ambientale ed economica puntando sulle tecnologie e sulle pratiche del futuro, e costruendosi un know-how innovativo che potremmo poi andare a vendere in giro per il mondo. E invece no, siamo qui bloccati nel passato dalle scelte miopi e interessate della nostra classe dirigente, che ai cittadini sa proporre solo tanto fumo, spingendolo grazie all’informazione compiacente. E noi restiamo in un mare di merda.
2 commenti »
Da una settimana ormai presidia la piazza del municipio e fa sciopero della fame. Senza lavoro, diabetico, con uno sfratto alla spalle e a qualche anno dalla pensione non vuole rubare...
Cerca risposte dalle istituzioni che per ora non arrivano...noi abbiamo chiesto al Sindaco Fassino di riferire in aula, ma non è stato accolta la nostra proposta...forse perché l'indifferenza è una risposta ben più semplice da dare.
L'ho intervistato ieri mattina, lui non sembra essere intenzionato a mollare...e il presidio continua.
Intervista liberamente tratta da una chiaccherata con un agente Digos.( l'agente , che chiamerò Salvo, per celare il vero nome, l'ho davvero incontrato e spontaneamente mi ha parlato).
Stasera ci sono fuori dalla circoscrizione 7 due furgoni e circa 30 agenti, questa consigliatura ha un costo così alto che mangia anche una sua parte della sua pensione ?
Non me ne parli, restare qui a vedere i politici che discutono e urlano fino a tardi di cose che non c'entrano nulla con la Circoscrizione.
Lo Stato è in default, che senso ha spendere tutti quei soldi per un treno veloce, merci?
Io non posso parlare per tutti ma una parte di noi la pensa così, ci sono quelli neutri ma la maggior parte ha dei dubbi...
E sui fatti di Chiomonte cosa pensa?
Con le dovute eccezzioni, chi ha sbagliato deve pagare, da tutte e due le parti...
Sapete che l'uso dei gas CS per voi può diventare una malattia professionale?
Certo noi non siamo tutelati, in molti paesi come la Norvegia,a certe manifestazioni i poliziotti posano l'arma a casa e vengono dotati di proiettili di gomma, per evitare i rischi di incidenti gravi, noi non li abbiamo, non abbiamo le pistole per spararli.
Avrete altro agente Salvo?
Si, ( decisamente ironico) si figuri che la carta, il computer ce li portiamo da casa...
Ma la politica vi sostiene?
No, la politica non sta facendo il suo lavoro, ormai è la polizia a dover fare tutto, siamo in molti casi il primo centro di accoglienza, i politici pensano ai loro interessi e il nostro lavoro è sempre più difficile.
Quindi i politici non lavorano per il cittadino?
Esatto pensi all'amnistia, persone carcerate che uscivano senza soldi in tasca, senza un progetto, ritornavano a fare solo quello che sapevano fare...in meno di un mese, tornavano dentro.
Se potesse dare lei un indirizzo?
Progetti nelle carceri, insegnargli un mestiere, poi escono e ce la possono fare...più attenzione meno burocrazia, ricordo un ragazzo che rapinava, poi si è sistemato con una ragazza, ha imparato il mestiere dal suocero, ce l'aveva fatta, bè l'hanno richiamato per l'inserimento e lì ha incontrato i vecchi amici e ha ricominciato...
Arriva un suo collega e ridendo,mi chiede perchè parlo con un picchiatore dei No-Tav, io lo guardo e vedo un cittadino, come noi , come me ha figli e famiglia e si preoccupa della pensione dei suoi genitori.
Anche lo scontro in Val di Susa certo va rivisto, come una guerra tra politici e cittadini, non tra forze dell'ordine e manifestanti, come a una guerra tra poveri.
Un commento »
Una delle parti più interessanti dell’attività comunale è la commissione urbanistica, le cui competenze sono molto vaste: deve occuparsi non solo della pianificazione del territorio cittadino, ma nel dettaglio dell’edilizia pubblica e privata, delle grandi opere, di tutta la viabilità e dei trasporti pubblici.
Almeno, questa è la teoria; la pratica è che la commissione si riunisce praticamente solo per discutere e approvare varianti al piano regolatore, ovvero operazioni immobiliari a vantaggio di enti privati e pubblici. Voi leggete sui giornali che Porta Nuova chiuderà, o che vogliono togliere questa o quell’altra linea di pullman, o che hanno deciso di fare una nuova pista ciclabile? Di tutto questo dovrebbe occuparsi la commissione, ma (almeno finora) non ce n’è sostanzialmente stato il tempo, perché all’ordine del giorno ci sono sempre nuovi palazzi da costruire o nuovi appartamenti da ristrutturare; il trasporto pubblico verrà quando ci sarà tempo, mentre nel frattempo si accumulano le esternazioni in libertà da parte di sindaco e assessori.
Anche dibattere le varianti urbanistiche non è molto facile. Di solito funziona così: il lunedì pomeriggio, in consiglio comunale, vengono annunciate una sfilza di nuove varianti al piano regolatore, proposte dagli uffici generalmente su richiesta del proprietario delle aree su cui bisogna intervenire. Le varianti vengono assegnate alla commissione, e spesso messe all’ordine del giorno del giovedì pomeriggio. Se va bene, il mercoledì pomeriggio ci viene mandato un PDF con una decina di slide che spiegano cosa si vuole fare; se va male, lo scopriamo sul momento il giovedì, e l’unica documentazione che abbiamo è il testo della delibera, e alle volte uno stampato dei progetti (una copia ogni tre consiglieri perché sono grosse tavole a colori).
Il giovedì, la proposta viene esposta dagli architetti e discussa; dopodiché, non di rado ci viene detto che è assolutamente urgente approvarla subito, perché le ruspe son già li pronte e il tempo è denaro, e non possiamo rallentare l’edilizia cittadina solo per le “lungaggini del consiglio comunale”. Se ci impuntiamo, ci viene concessa una settimana di riflessione; se chiediamo di avere la documentazione per discuterne con i cittadini, di solito dobbiamo insistere due o tre volte prima di ricevere in ufficio un bel CD, così comodo da condividere.
Di fatto, esistono varianti che vengono annunciate il lunedì, discusse il giovedì e riportate in consiglio comunale il lunedì dopo, dove vengono approvate definitivamente, di solito senza nemmeno leggerle (non capisco i consiglieri comunali che non fanno parte della commissione come facciano a sapere cosa stanno votando). E’ successo così, ad esempio, per la conversione in appartamenti di lusso dell’Hotel Jolly di piazza Carlo Felice angolo corso Vittorio, approvata ieri; la scusa è che quando aprirà il nuovo hotel nella Casa Gramsci di piazza Carlina (per il quale peraltro non sono nemmeno indiziati veramente i lavori) esso assorbirà il business alberghiero del Jolly (entrambi sono gestiti dal gruppo spagnolo NH). E’ un peccato che quando fu autorizzato l’hotel di piazza Carlina nessuno disse che esso avrebbe comportato la chiusura di quelli già esistenti: alla faccia di Torino città turistica. Addirittura, un emendamento dell’ultimo secondo mette nero su bianco che nella piazza c’è troppo rumore e dunque bisognerà considerare l’idea di calmare il traffico per non disturbare gli inquilini dei nuovi appartamenti…
Le magie dell’edilizia torinese non si fermano qui: ogni settimana se ne scopre qualcuna. Alcune sono frattaglie burocratiche - per esempio è necessaria una delibera di consiglio comunale per autorizzare un tizio a chiudere il suo terrazzo, una speculazione immobiliare da 27 metri quadri. Altre sono più interessanti: per esempio, con la stessa trafila lampo di una settimana si è autorizzata la Compagnia di San Paolo ad aprire gli abbaini nel tetto dell’ex edificio scolastico di piazza Bernini / via Duchessa Jolanda, permettendo un ulteriore piano di uffici - o di appartamenti, se mai l’edificio dovesse essere poi venduto. Per questo genere di operazioni la Città richiede di pagare un compenso pari al 50% dell’incremento del valore di mercato dell’edificio, tolti i costi di realizzazione; in questo caso la cifra stimata era di 5.000 euro, non proprio una grande stima, e gliel’abbiamo pure abbuonata perché poi loro finanziano ogni genere di servizio sociale e culturale in città (io comunque ho preteso un emendamento perché almeno questa cosa fosse messa per iscritto).
Un’altra variante interessante, sempre approvata in una settimana, è quella che permetterà alla società Stige di espandersi su un prato originariamente destinato a parco, che diventerà un bel capannone industriale. Ok, si tratta di un triangolo tra due stradoni, e ci hanno detto che o l’azienda si espande lì o va via da Torino, un aut aut che funziona sempre. Ma pensate che, per poter permettere all’azienda di installare nel nuovo capannone una rotativa grossa e rumorosa, abbiamo anche dovuto ridurre la fascia del silenzio attorno all’adiacente cimitero dell’Abbadia di Stura!
Dopo aver contestato la variante in commissione, ho preso la parola anche in consiglio comunale - interrompendo il pigia-pigia a ritmo da catena di montaggio con cui i consiglieri della maggioranza approvano le delibere che gli vengono sottoposte - per segnalare un problema concettuale: la sostanza è che il piano regolatore è in buona misura inutile, perché tanto, ovunque ci sia un vincolo che non va bene a chi vuole costruire, viene prontamente presentata una variante che il consiglio comunale finisce sempre per approvare. A questo punto tanto varrebbe non avere il piano regolatore…
Uno dei massimi dell’ultima settimana è stata una chicca che ho scovato nel testo della variante che permette la realizzazione di appartamenti per anziani a Porta Palazzo, un progetto che risale addirittura a dieci anni fa. In pratica, un signore che abita nel palazzo adiacente ha tempo fa aperto abusivamente una finestra nel suo bagno; la finestra ora deve essere chiusa, perché dà sulla parete che confinerà col nuovo palazzo. Nel 2007, però, lo stesso Comune ha condonato la finestra, nonostante essa fosse incompatibile col progetto già allora programmato; come risultato, adesso il Comune dovrà sborsare 30.000 euro per compensare il signore per la perdita della sua (ormai perfettamente legale) finestra. Tanto paghiamo noi…
A me piacerebbe molto poter discutere nel dettaglio le varianti urbanistiche, condividere in rete la documentazione, chiedere su ognuna il parere di chi abita in zona, ricevere i commenti di tutti. Come capite, non ce ne danno il tempo. Proporremo di cambiare le tempistiche e di prevedere forme adeguate di consultazione pubblica (dovrebbero già farlo le circoscrizioni, a cui le varianti arrivano prima che a noi… vedi il video per un esempio in Circoscrizione 5). Nel frattempo, quel che posso invitarvi a fare è seguire la mia bacheca Facebook il giovedì pomeriggio dalle 16: se ne vedono spesso delle belle.
3 commenti »
A Torino, nei giorni tra il 30 giugno e il 2 luglio si sono tenuti gli MTV Days, evento durante il quali si sono svolti molteplici concerti dal vivo in piazza Castello, che in più di un'occasione era totalmente occupata da decine di migliaia di persone, ricordo ad esempio la bellissima serata in cui suonò Caparezza
Ma tanto è bello il ricordo di quella serata in cui sbandieravano le bandiere no TAV, tanto è brutto il ricordo dell'epilogo: una piazza vuota totalmente ricoperta di rifiuti, di cui la maggioranza erano bottiglie di plastica e vetro.
Inoltre, come molti di voi probabilmente ricordano, l'unico toretto presente nelle vicinanza (proprio in piazza Castello) non era fruibile.
Abbiamo quindi interpellato l'assessore per conoscere:
1.le motivazioni sottostanti la mancanza di accessibilità all'acqua distribuita dal toretto presente in Piazza Castello;
2.Le motivazioni per cui non sia stata prevista la predisposizione dei bidoni per la raccolta differenziata in piazza;
3.Se, durante la pulizia successiva agli eventi, tali rifiuti siano stati differenziati correttamente;
4.Se vi siano ed eventualmente a quanto ammontino gli oneri aggiuntivi derivanti dalle pulizie straordinarie della piazza;
5.Quali siano le intenzione con cui si intende agire nelle prossime manifestazioni in merito alla predisposizione die bidono per la differenziata e alla fruibilità dei toretti;
Di positivo c'è che l'assessore si è reso disponibile a valutare nuovi interventi per i prossimi eventi coinvolgendo anche AMIAT, cosa che faremo in commissione, di negativo invece c'è che purtroppo tutti questi rifiuti non sono stati differenziati...uno scempio per la città di Torino che dovrebbe essere la prima a dare il buone esempio...
Ecco il video con la risposta dell'assessore (primi 5 min. circa) e la nostra contro-risposta (a seguire).
Vi terremo aggiornati sugli sviluppi.
La scorsa settimana si è tenuta un'interessante discussione in commissione I sul tema della riscossione dei crediti che esercita SORIS (società totalmente detenuta dal comune di Torino) sulle tasse di competenza comunale (ICI, TARSU, COSAP...).
Il PDL ha presentato una mozione con richiesta esplicita di innalzare gli importi entro i quali Soris può avviare procedure di fermo, ipoteca e pignoramento.
Ad oggi è previsto:
1) il fermo amministrativo per importi superiori ai 100 euro;
2) il pignoramento immobiliare per importi superiori a 8.000 euro, 20.000 nel caso di prima casa;
3) il pignoramento mobiliare di autoveicoli per importi superiori ai 1.000 euro;
Prima che avvenga un atto di questo genere il contribuente, così ci ha spiegato SORIS, riceve, a seconda del tipo di entrata, da sei a nove solleciti di pagamento (passa quindi circa un anno e mezzo) e il pagamento delle rate blocca le procedure in atto.
Nonostante il mio intervento per comprendere meglio ed esprimere le mie preoccupazioni in merito alla questione del pignoramento immobiliare e comprenderne l'entità a Torino ( Soris ha dichiarato che le procedure di ipoteca attivate sono 300, ma nessun immobile è finora stato venduto), la discussione si è soffermata soprattutto sullo strumento del fermo amministrativo, blocco all'uso dell'autovettura, che attualmente avviene per importi superiori ai 100 euro.
Le intenzioni del PDL sono di chiedere un'innalzamento di questa soglia. Ovviamente sono stati chiesti a SORIS quali fossero gli effetti dell'eventuale innalzamento per comprenderne meglio i costi e i benefici sui cittadini torinesi e sulle casse comunali.
Ed ecco cosa emerge dai dati illustrati dai dirigenti Soris in seguito alle simulazioni eseguite dagli uffici tecnici: se nel 2010 la soglia per il fermo amministrativo fosse stata di 500 euro, sarebbero stati riscossi quasi 2 milioni di euro in meno rispetto a quanto avvenuto, pari a una diminuzione del 30%. Nel caso di un aumento più contenuto, da 100 a 200 euro, la perdita di introiti sarebbe meno significativa, circa 380.000 euro in meno.
Poiché l'assessore Passoni si è detto disponibile a valutare questa seconda possibilità, il presidente della commissione ha deciso di lavorare su una mozione proposta dalla commissione, quindi il tema verrà presto approfondito e concretizzato in un nuovo documento che indirizzerà la giunta.
In commissione quindi si discuterà nuovamente del tema e spero avremo la possibilità anche noi di intervenire con dei nostri contributi.
Ovviamente come prima cosa mi preme verificare che Soris si comporti davvero come descritto in aula dai dirigenti, quindi con almeno 6 avvisi bonari di pagamento e tutti quegli atti necessari per garantire al cittadino di poter adempiere al pagamento. Avete esperienze in merito?
Mi incuriosisce però anche sapere cosa ne pensate...fermi restando i principi per cui le tasse devono essere pagate e deve essere riconosciuto al comune il diritto ad incassare i crediti di cui è titolare per poter a sua volta adempiere agli impegni vero i fornitori, mi chiedo se, in un momento di scarsità di risorse, scegliere di rinunciare a 380.000 euro qui, quando dall'altra parte per la mancanza di 250.000 euro ci troviamo costretti a dover assumere educatori fino al 23 dicembre e poi rinnovarli al 7 di gennaio, sia la scelta migliore per la nostra città. Oppure penso, non si potrebbe forse lavorare maggiormente sulla rateizzazione del credito, cosa già prevista, per facilitare il pagamento anziché sulla soglia del fermo?
.
Un commento »
E' come quando scrivi un testo e vai fuori tema o prepari una torta e sbagli gli ingredienti, la politica in Italia è così , va riformata partendo dall'inizio.
Iniziando proprio dalla Circoscrizione dove ora fior fior di giovani vengono allevati alla peggior politica, infarciti di inutilità procedurali, di linguaggi formali scevri di significato, di meschini truchetti da prestigiatore dilettante.
Ripartire dal primo anello della politica ridandogli il posto altissimo che merita, luogo di ascolto verso i cittadini, luogo di confronto tra i cittadini , di interazione tra cittadino e istituzioni.
Creare il vivaio dei nuovi politici portando avanti una politica pulita e trasparente, fatta di competenze, di capacità e soprattutto di responsabilità.
Non è accettabile che i consiglieri arrivino in ritardo e vadano furtivamente via, prima che sia terminata la commissione. Non è rispettoso nei confronti dei cittadini presenti e non lo è nei confronti dei consiglieri che rimangono tutto il tempo.
Non è possibile presentare dei progetti sociali, legati a varie associazioni, senza che venga dettagliato il tempo dedicato, il numero di persone impiegate, il numero di persone coinvolte e soprattutto il costo totale del progetto, la parte erogabile dalla circoscrizione e dagli altri supporter del progetto e la rilevanza economica degli altri enti coinvolti, Fondazioni o Istituti.
Nessuna azienda sottoporrebbe mai ai suoi azionisti un progetto così redatto, nessun progetto verrebbe mai preso in considerazione se così predisposto.
Non attribuisco colpe alle Associazioni, ma imputo alla Circoscrizione 1 una superficialità inaccettabile e preoccupante che non mette in condizione i consiglieri di avere informazioni sufficienti per approvare un lavoro che potrebbe essere certo meritevole.
Anche in Circoscrizione si può fare esercizio di democrazia, usiamola come palestra per diventare politici migliori, la politica non cambierà se non saremo noi a cambiarla ma ci vuole coraggio e responsabilità, di votare senza genuflettersi, di commentare dispiacendo ,di rimanere in aula quando tutti se ne sono andati, perchè rappresentiamo il cittadino e il cittadino deve rimanere il nostro obbiettivo primario.
Lascia il primo commento »
Come consigliere comunale, ricevo ogni genere di segnalazione - dai problemi più grandi a quelli più piccoli - e cerco comunque di stare dietro a ognuna. Quella che mi è arrivata in settimana su Facebook vince però il premio della più strana: sulle targhe della via che il quartiere Pozzo Strada dedica alla Sacra di San Michele, il nome del monumento è scritto sbagliato.

All’inizio non ci volevo credere, anche perché sono cresciuto proprio in questa zona. Oggi però passavo di lì e sono andato a controllare: è proprio vero! Sia le targhe vecchie - quelle in marmo degli anni ‘60 - che le targhe nuove - quelle appese e con la superficie catarifrangente - recano l’indicazione sbagliata, per di più con varianti tra “via Sagra di San Michele”, “via Sagra San Michele” e “via Sagra S. Michele”.
Escluso che la città voglia celebrare non il monumento simbolo del Piemonte ma una qualche festa paesana dedicata al santo, mi sono chiesto chi fosse l’ignorante che aveva sbagliato le targhe, e come fargli pagare la correzione. Tuttavia, una simile uniformità - tra targhe comunque realizzate in momenti diversi nell’arco di cinquant’anni - è davvero strana, e allora ho fatto qualche ricerca via Web.
E ho scoperto che anche sul geoportale del Comune - che dovrebbe essere la fonte ufficiale - il nome della via è scritto con la “g”, così come su Tuttocittà; mentre risulta scritto con la “c” su Google Maps e anche sulle mappe dei trasporti pubblici pre-1982, dove la via era riportata in quanto ospitava l’anello di capolinea del tram numero 5 (incidentalmente, dopo trent’anni i binari sono ancora lì). In generale, nell’uso comune compaiono entrambe le forme.
A questo punto il mistero s’infittisce, e le ipotesi possibili sono due: o qualcuno in Comune ha fatto un errore che si è poi trascinato da un documento all’altro, oppure la via, che compare per la prima volta nel piano regolatore del 1908, è stata effettivamente intitolata alla “Sagra di San Michele” con la “g”. Difatti, i termini “sacra” e “sagra” dell’italiano contemporaneo sono la specializzazione dello stesso termine, che nell’italiano ottocentesco veniva spesso scritto indifferentemente nei due modi anche in altre derivazioni (“sacrestia” e “sagrestia”, “sacrifizio” e “sagrifizio” e così via), ed è possibile che cent’anni fa considerassero corretta la versione con la “g”.
Certo, al giorno d’oggi la cosa fa un po’ ridere e dunque si potrebbe anche correggere la dicitura e poi, piano piano, anche le targhe… Girerò la segnalazione agli uffici e vediamo cosa ne viene fuori; comincio però a capire perché tra i consiglieri comunali “veterani” la toponomastica sia l’argomento che più viene considerato rognoso… Però ci sono anche dei vantaggi: chissà che, dopo quasi trent’anni di espressioni tipo “?” (era all’angolo della mia scuola media), non riesca a capire perché Torino abbia dedicato una via al poeta romeno Vasile Alecsandri!
Un commento »
1) INTERPELLANZA PRESENTATA DAL CONSIGLIERE VAGNONE DI TROFARELLO E DI CELLE IN MERITO AL TEMA DELLA ZTL E DELLE AREE PEDONALI.
Vagnone, Balena Poggio e Rampi si domandavano il reale risultato della ZTL,
Il M5S crede che non sia sufficiente sanzionare o ridurre ma piuttosto prevenire invece di curare e quindi trattare ad ampio spettro, in sede di commissione, tutti gli interventi utili a ridurre drasticamente le polveri per evitare la sanzione europea.
2) INTERPELLANZA PRESENTATA DAI CONSIGLIERI POGGIO SARTORI, BALENA, TREVISAN, GATTO, PETTAZZI, VAGNONE DI TROFARELLO E DI CELLE AVENTE AD OGGETTO: PROBLEMATICHE PER I CANTIERI DI VIA BERTOLA N. 40 E DI VIA SAN DALMAZZO N. 24.
Balena insisteva sulla necessità di coordinamento e cronoprogramma. Brandajs rispondeva che la zona è monitorata e rispetta i tempi.
3) INTERPELLANZA PRESENTATA DAL CONSIGLIERE PASCALE IN MERITO AL MARCIAPIEDE DI VIA VALEGGIO N. 22.
Il M5S ritiene che la sede idonea per affrontare questi argomenti siano le Commissioni.
4) INTERPELLANZA PRESENTATA DAL CONSIGLIERE PASCALE IN MERITO AL SEMAFORO/PASSAGGIO PEDONALE DI VIA BERTOLOTTI/CORSO GALILEO FERRARIS 15. 5)
Brandajs dice di aver sergnalato , ma che non ha ancora risposte.
INTERPELLANZA PRESENTATA DAI CONSIGLIERI PETTAZZI, BALENA, VAGNONE DI TROFARELLO E DI CELLE, GATTO, TREVISAN, POGGIO SARTORI IN MERITO ALLE COMPETENZE CIRCOSCRIZIONALI DI MANUTENZIONE STRADALE ORDINARIA E DECENTRAMENTO AMMINISTRATIVO
Qui nsi innesta una costruttiva discussione sul valore della circoscrizione e intervenendo il Presidente Guerrini spiega che per tre anni si è parlato di attuazzione del decentramento ma che nessuna forza politica l'ha poi votato.Crede altresì che ci sia la volontà di eliminare tali strutture, sottraendo piano piano risorse economiche
6) COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE. 7) APPROVAZIONE DEL VERBALE DELLA SEDUTA DEL 27 LUGLIO 2011. 8) C.1 (ART. 42, COMMA 2) - CONCESSIONE IN USO TEMPORANEO DI UN LOCALE DEL CENTRO CIVICO DI VIA BERTOLOTTI 10 ALLA SOCREM TORINO PER ATTIVITA' DI INFORMAZIONE AI CITTADINI. APPROVAZIONE.
Il M5S vota a favore ma insiste, come già espresso in sede di commissione, che si faccia anche informativa sulle bare ecologiche, più economiche e meno inquinanti delle bare in legno verniciato, per la riduzione dei fumi sulla città.
9) PARERE AI SENSI DELL'ART. 43 DEL REGOLAMENTO DEL DECENTRAMENTO IN MERITO ALLA MANUTENZIONE STRAORDINARIA DEL VERDE PUBBLICO. APPROVAZIONE.
Il Comune stanzia fondi per manutenzione straordinaria in cinque Circoscrizioni, per la 1 viene proposta la rotonda di Corso Re Umberto. Tomasetto, il coordinatore, propone in alternativa, già in commissione, la riqualificazione di una parte del giardino Valperga di Masino detto Clessidra.
Il M5S ribadisce quanto sia unica l'occasione di progettare un giardino, di coinvolgere i cittadini e di non dimenticare che si potranno realizzare nell'area anche progetti costo zero con il coinvolgimento delle associazioni.
42 COMMA 2 - COMMISSIONI DI LAVORO PERMANENTI. ISTANZE DI PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI. PRESA D'ATTO.
11) ORDINE DEL GIORNO PRESENTATO DAI CONSIGLIERI GATTO, BALENA, PETTAZZI, POGGIO SARTORI, TREVISAN E VAGNONE DI TROFARELLO E DI CELLE IN MERITO ALL'ATTRIBUZIONE DI SPECIFICO OBIETTIVO AL DIRETTORE GENERALE ASL TO1 PER LA FACILITAZIONE E LA SBUROCRATIZZAZIONE DI PARTICOLARI PROCEDURE AMMINISTRATIVE
Qui si è scatenata la bagarre perchè, nonostante si chiedesse solo un impegno del Presidente la maggioranza ha prima cercato di inserire come causa di disservizi (di cui il documento non parla) la politica regionale sanitaria. Poi visto che non aveva nessun senso inserirla la capogruppo Pelloso, consultato telefonicamente qualcuno, si è opposta fino al punto da chiedere ai suoi di "abbandonare i lavori" facendo così mancare il numero legale.
Il M5S ha reputato vergognoso l'atteggiamento della maggioranza e poco rispettoso , per quelli che rimanevano l'abbandono dell'aula.
2 commenti »
Il primo consiglio post vacanze è iniziato nel peggiore dei modi, con l'ennesima assenza dell'assessore Lubatti, causando per la seconda volta il rinvio della discussione della nostra interpellanza sulla questione della gestione del parcheggio di Piazza Emanuele Filiberto da parte di Apcoa ( qui il testo completo del documento presentato: http://www.comune.torino.it/consiglio/documenti/atti/testi/2011_03788.html). Ora è calendarizzata per lunedì 12...ce la faremo?
E' stato anche un consiglio fortemente animato dalla discussione tra la lega e l'assessore Passoni, assistito poi in un secondo momento anche dallo stesso sindaco, sulla questione relativa al compenso del portavoce di Fassino. Ebbene, percepisce ben 186.000 euro all'anno, una cifra assolutamente congrua secondo il giudizio di Fassino, giustificata in aula dal fatto che si tratta di un compenso lordo e della necessità di avere una persona di fiducia a ricoprire un incarico tanto importante, una assunzione ad personam che, sempre a detta di Fassino, è in linea con gli stipendi di mercato...
E' continuato poi con una serie di varianti urbanistiche per arrivare ad un momento di soddisfazione...almeno per me: la discussione dei nostri emendamenti ad una delibera riguardante il rinnovo e l'ampliamento della concessione dell'impianto sportivo locato in strada delle Ghiacciaie a favore del CTS Taxi Torino. La settimana scorsa la delibera aveva suscitato in me e negli attivisti della circoscrizione cinque, con cui l'avevo condivisa, parecchie perplessità...alcune erano state risolte grazie alle risposte dell'assessore Gallo in sede di commissione, altre invece proprio non mi convincevano.
Le principali perplessità sono da ricondurre al fatto che la delibera include un ampliamento della concessione a favore di CTS Taxi per l'adibire una zona limitrofa, fortemente disagiata, ad uso parcheggio. Il testo prevede che, in seguito alla bonifica da parte della città di Torino della zona, CTS Taxi abbia il diritto di adibire la zona a parcheggio e l'obbligo di mantenerla in ordine.
Non convinti del testo, abbiamo presentato alcuni emendamenti in consiglio..
Il primo emendamento riguardava la nostra proposta di aggiungere il diritto, da parte della città di Torino, di rivedere il canone di affitto a suo favore nel caso in cui CTS Taxi utilizzasse il parcheggio come nuova fonte di reddito. Ci sembrava giusto che, a fronte di un eventuale novo introito a favore del gestore dell'impianto sportivo (che gode di un abbattimento del canone del 90%), il comune potesse godere a sua volte di una canone di affitto più alto. L'emendamento è stato ACCOLTO con 28 voti favorevoli su 28 partecipanti!
Il secondo emendamento chiedeva in modo esplicito che il progetto di realizzazione del parcheggio venisse analizzato in modo approfondito dalla commissione competente (urbanistica) prima che venisse approvato...la mia paura era che, con questa delibera che non contiene alcun dettaglio in merito a cosa andrebbero a fare per adibire la zona a parcheggio, si stesse di fatto autorizzando la costruzione di qualsiasi cosa.. L'emendamento è stato RESPINTO (31 votanti, 11 favorevoli e 20 contrari), con indicazione da parte dell'assessore che la procedura prevede tale iter ed un impegno esplicito da parte sua di far si che ciò avvenga...ovviamente, monitoreremo la cosa...
Certo, nulla di straordinario, ma la speranza è quella di poter continuare ad incidere lavorando bene anche sulle piccole cose.
.
2 commenti »
Quella di oggi in commissione doveva essere infine l’occasione per iniziare un’ampia discussione sulla mobilità ciclabile torinese, coinvolgendo la giunta, il consiglio comunale e i ciclisti più attivi; la seduta era stata pubblicizzata in lungo e in largo, con tanto di intervista su Radio Flash al presidente Grimaldi.
Pensate dunque al disappunto quando nella sala, piena di una dozzina di consiglieri comunali e una ventina di cittadini e rappresentanti delle associazioni, è stato annunciato che l’assessore Lubatti aveva dato forfait all’ultimo minuto, e che sarebbe stato presente il solo assessore Lavolta, che occupandosi di ambiente ha la responsabilità delle zone verdi e del bike sharing, ma non delle piste ciclabili, della viabilità e della mobilità in generale.
Lubatti avrà sicuramente avuto un importantissimo impegno, però è recidivo; per esempio, lunedì scorso avrebbe dovuto venire in consiglio comunale a rispondere alla nostra interpellanza sull’assurdo caso delle strisce blu di piazza Emanuele Filiberto, ma anche lì non si è presentato, come già in altre occasioni. Eppure, all’inaugurazione di Porta Susa o alle interviste sui giornali è ben presente, e allora, francamente, far venire decine di persone per poi dare buca non mi sembra certo appropriato.
Se dunque, come me, avete segnalazioni e lamentele sulle piste ciclabili cittadine, ve le dovete tenere ancora un po’; in compenso, il gentilissimo assessore Lavolta ha approfondito il servizio di bike sharing, un successo clamoroso: sono stati raggiunti oggi, a un anno dal lancio del servizio, i volumi previsti per il 2018. Al momento infatti ci sono una sessantina di stalli con circa 600 bici, e sono chiaramente insufficienti; si sta lavorando per raddoppiare sia gli stalli che le bici, espandendosi verso ovest e sud, e cercando però di mantenere una rete in cui ogni stazione sia al massimo a 400 metri dalle altre, perché questo rende utile e flessibile il servizio. Anche i servizi di manutenzione e di “riordino” delle bici, spostandole da dove ce ne sono molte a dove ce ne sono poche, sono insufficienti; e il motivo è che alla fine mancano i fondi, nonostante la città abbia speso circa 700.000 €, a cui si aggiungono 1.300.000 € messi da Regione e Ministero.
I consiglieri comunali hanno fatto varie osservazioni, chiedendo perché non ci sono bici per i bambini e perché non si può portare la bici in metro almeno nel fine settimana (risposta: nei 12 secondi di fermata non la si riesce comunque a caricare in sicurezza). Io ho contestato un po’ il tono di certe osservazioni, perché mi pare di percepire in molti amministratori torinesi l’idea che la bici sia il mezzo con cui si va a fare una passeggiata la domenica nei parchi, idea peraltro che ha dominato la pianificazione delle piste ciclabili sin dagli inizi negli anni ‘80 (non a caso la prima pista in città andava dalla Pellerina al parco Ruffini).
Il bike sharing, in realtà, è un mezzo di trasporto pubblico come il treno, la metro e il bus; serve proprio a completare il viaggio per chi scende da uno di questi mezzi e si trova a media distanza dalla destinazione, troppo per andarci a piedi e troppo poco per giustificare un altro bus (che magari non c’è nemmeno). Non è un servizio di noleggio biciclette per turisti, anche se per carità, se i turisti lo usano va benissimo; tuttavia, prendere e posare la bici deve essere come salire e scendere dal tram.
In quest’ottica, ha senso che la Città inizi ad espandere il servizio presso le fermate della metro e dei principali tram, o che ne piazzi una alla stazione Lingotto e un’altra alla nuova sede del Politecnico a Mirafiori, come dovrebbe accadere a breve. (In realtà non le piazza la Città, ma l’appaltatore, che ha in gestione il servizio fino al 2021.) Tuttavia, per finanziare lo sviluppo l’idea della giunta è di chiedere un contributo alle grandi aziende private, che sono (si spera) interessate ad avere il bike sharing davanti all’ufficio… almeno, questo è quello che sperano.
Nel frattempo siamo in attesa di sostituire la tessera con il nuovo biglietto elettronico regionale, che dovrebbe permettere di pagare tutti i servizi di trasporto pubblico in stile Oyster card di Londra. Ma questa è un’altra storia, e per capirne di più ho chiesto alla commissione trasporti di dedicarci un’altra riunione.
5 commenti »