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La politica e la casa

(di Vittorio Bertola) 02.09.11 13:30


Ultimamente odio la politica, non solo quella della casta ma anche quella di certi colleghi, per cui il problema fondamentale del momento è se Grillo faccia o meno togliere i video da Youtube o come organizzare la fronda contro il famigerato Casaleggio.

La odio perché so che i problemi veri sono altri; per esempio, dopo la vicenda dell’anziano senza casa morto in macchina a Lanzo, ora finalmente i giornali si accorgono che non è un caso isolato. A Torino - a tre isolati da casa mia, in una zona che si vanta spesso di non avere i problemi di Barriera o di Porta Palazzo - una intera famiglia, due anziani e figlia trentenne, vive in un parcheggio sotterraneo dopo lo sfratto (la storia intera è qui).

E’ la crisi che avanza; in passato, vi si è sempre fatto fronte con il blocco forzoso degli sfratti, scaricando il costo dell’assistenza sui proprietari. Ora però questo non è più possibile, perché sempre più spesso i proprietari hanno bisogno del reddito della casa per sopravvivere o per aiutare a sopravvivere i propri figli, e talvolta ne hanno bisogno perché sono loro stessi finiti in mezzo a una strada.

Rispondere è non solo possibile, ma doveroso. Nel caso della famiglia di via Lera, ad esempio, il problema è duplice: queste persone hanno un reddito, ma non riescono a mettere insieme i soldi per la caparra di un nuovo alloggio; inoltre, sono in attesa dei tempi burocratici per ottenere un assegno di invalidità.

Il Comune - invece di rispondere, come hanno fatto le assistenti sociali, che la casa non è una competenza del loro ufficio - può farsi carico di assistenza temporanea; magari non è nemmeno questione di soldi, ma di aiutare persone poco esperte a trovare e gestire l’ingresso in un nuovo alloggio. Servirebbe un ufficio che, previa la massima trasparenza, possa dare su due piedi piccoli aiuti pratici o economici a persone che si trovano all’interno di una serie di condizioni predefinite - senza casa e senza lavoro, innanzi tutto anziani, senza dipendenze e senza pendenze penali.

Resta comunque la questione di fondo: ha senso che a Torino esistano 50.000 alloggi vuoti e contemporaneamente persone che letteralmente muoiono di stenti per strada? Ovviamente no, ma domanda e offerta non si incontrano; il Comune, pur provandoci, non ha soldi per pagare affitti anche calmierati per tutti quelli che non hanno una casa (e tantomeno per costruire un numero apprezzabile di case popolari); i proprietari, in assenza di offerte di mercato, preferiscono tenere sfitte le case proprio per la paura di non riuscire più a cacciare gli inquilini, e per i nuovi quartieri c’è anche la paura di “svalutare la zona” accogliendo inquilini squattrinati.

Nel lungo periodo bisognerebbe arrivare, a livello nazionale, a una legge che permetta di recuperare forzosamente almeno gli stabili lasciati in abbandono, che già sarebbero sufficienti a tamponare l’emergenza. Nel breve, quel che si può fare è assumersi ognuno la propria responsabilità; i proprietari potrebbero arrivare ad accettare affitti stracciati in cambio di garanzie assicurative su possibili danni e legali sugli sfratti; le fondazioni bancarie potrebbero metterci dei soldi. Il Comune dovrebbe essere efficiente nell’individuare e gestire i singoli casi, nel fornire soluzioni tampone per i periodi di passaggio, nel sollecitare le altre istituzioni a fare la propria parte.

Non è che non si faccia già, ma la dimensione del problema è destinata ad esplodere; o ci attrezziamo, o finiremo presto come negli Stati Uniti, dove in molte piazze e giardini delle città ci sono più barboni che foglie per terra.





9 Comments

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Ormai vado a dirlo da diverso tempo che il problema casa è forse il principale problema del nostro paese e non solo. Se la casa è un bene primario, e lo è, come può un governo permettere che si inneschi la speculazione su tale bene?
Volendo analizzare praticamente il problema senza tante illusioni, si capisce bene che il punto fondamentale di tale scandalo sia il fatto che sono le stesse persone che ci governano ad essere proprietari di case e quindi loro stessi hanno interesse che la speculazione avanzi. Preso atto di tutto ciò, però, mi chiedo... ma un proprietario di un immobile e tanti lo sono di più immobili, che visione può avere di un mondo che sta andando alla malora. Se io fossi proprietario di un immobile sfitto, mi sentirei anch'io in colpa nel sentire che la gente muore per strada perchè non ha un tetto sotto il quale vivere. Che umanità è questa?

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carissimi del m5s,
il problema sta nel fatto che molte persone sono proprietarie di molti immobili, 10 20 40, a bologna uno possedeva 150 appartamenti, affittati in nero,
bisogna tassare di brutto chi ha più di 3 case,
la prima non va assolutamente tassata, sulla seconda si mette una tassa normale, sulla terza casa fai vedere che le tasse esistono, dopo la quarta o hai veramente soldi e le tieni o le metti nel mercato a prezzi ragionevoli e vendi per non strapagare.

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I dipendenti dello stato non hanno mai competenza in nulla, e non si capisce a chi bisogna rivolgersi quando si hanno particolari necessità come quelle esposte nel caso. Questa mattina mi sono recata all'ufficio di collocamento per dichiarare che la coperativa che mi ha fatto lavorare non mi ha pagato....e l'impiegata mi ha detto che non è competenza loro tale situazione, di andare dai sindacati a chiedere cosa? A dire senza avere un contratto in mano che ho lavorato, e mettere la mia parola contro la coperativa che neanche si farà sentire. Ma andate a cagare statali parassiti, imcapaci e costosissimi.

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Vogliamo ricordare che l'emergenza abitativa e il grande business dell'edilizia sono esplosi con l'abolizione dell'Equo Canone? Che per non chi non se lo ricorda fu abolito dal governo del comunista (immaginario) d'Alema. Sì, proprio quel fighetto che, sentito da me personalmente in un comizio di metà anni ottanta, blaterava di "lotta al padronato", "proletari", "giustizia sociale" ecc., e ora gira in barca a vela e s'incazza se lo chiamano "compagno".

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Governo? Quale governo? Ma abbiamo un governo o un'accozzaglia di banditi che pensa ai caxxi propri e manco più tanto a quelli?

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Esiste già nel vostro programma una bella mega tassa (o se c'è già e sarà risibile, un AUMENTO) sugli immobili sfitti o non abitati dal proprietario?

Vogliamo scommettere che si arresta gran parte della speculazione edilizia, i prezzi degli affitti e di conseguenza la gente senza dimora???

E un bel pò di entrate fresche per comuni e regioni?

C'è già l'ICI maggiorata, a Torino ad esempio si paga il 7 per mille (= un migliaio di euro l'anno o anche di più). Il problema però è che la gente preferisce pagare piuttosto che affittare senza la garanzia di riuscire a cacciare velocemente inquilini morosi o dannosi... secondo me è più un problema di garanzie che di soldi.

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Il Comune potrebbe mettersi come garante tra l'inquilino e il proprietario. In caso di morosità del primo, il Comune potrebbe riconoscere l'equivalente della mora e/o dei danni come credito fiscale.

Propongo questa cosa del credito fiscale perché so bene che l'uscita di euro sonanti dalle casse del comune richiederebbe decenni. Con il credito fiscale il proprietario si ritroverebbe un concreto risarcimento in caso di inquilino moroso (es. non pagando ICI, TARSU, addizionali varie). Il comune sarebbe più celere negli sfratti.

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se vai in farmacia a chiedere di cambiarti le gomme, chiaro che ti dicono di rivolgerti al gommista. Se pensi di aver ragione, non sai come funziona il mondo.
i lavoratori del collocamento si occupano di collocamento, non di fare vertenze ai padroni che non pagano i dipendenti. Per quello ci sono i sindacati e/o gli avvocati.
l'ignoranza non paga. si sbaglia sempre bersaglio e, oltre a danneggiarsi, si danneggia gli altri. Mai, però, chi vorresti.

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