Dormo in Municipio

(di Vittorio Bertola) 04.11.11 16:51

Dopo la nostra infruttuosa battaglia per vincolare il gettone di presenza all’effettiva presenza per tutta o quasi la durata della riunione, ho voluto dedicare un po’ di tempo a sfruttare gli strumenti di statistica presenti sul sito del Consiglio Comunale per tirare un po’ le somme della partecipazione dei consiglieri, dopo tre mesi di lavoro praticamente pieni (luglio, settembre e ottobre) più un pezzetto di giugno.

Le statistiche qui sotto esprimono il totale di partecipazione di ogni consigliere alle sedute (consiglio, commissioni e capigruppo), nonché la durata totale delle sedute stesse, e poi la partecipazione ai soli consigli comunali; in questo caso, è disponibile anche la percentuale di votazioni a cui si è partecipato, che è un indicatore di massima di quanto si è rimasti effettivamente presenti e attivi in aula, e dunque ho calcolato un parametro di “presenze equivalenti” pari al prodotto dei due indicatori (10 presenze per 50% delle votazioni = 5 presenze equivalenti).

presenze-2011-0610.png

Cosa possiamo concludere? Intanto bisogna dire che la partecipazione quantitativa non è da sola un indice di diligenza, in quanto ogni consigliere è assegnato a commissioni diverse; la differenza (ridotta) tra me e Chiara non è dovuta a un suo minore impegno (anzi) ma solo al fatto che le commissioni che lei segue si riuniscono un po’ meno spesso delle mie. I consiglieri del PD hanno mediamente meno presenze perché, essendo un gruppo molto grosso, ognuno di loro segue poche commissioni; il sindaco e il presidente del consiglio comunale per regolamento non partecipano alle commissioni. Inoltre, la partecipazione alle sedute è solo una delle attività del consigliere, e infatti prossimamente vorrei fare altri conti sul numero di atti presentati (Chiara ne ha sicuramente più di me).

L’altra nota, però, è che l’affidabilità di questi dati è relativa. Se penso ai consiglieri più attivi in base alla partecipazione effettiva e ai contributi alla discussione, certamente la maggior parte di loro stanno nella parte alta della tabella, ma ce ne sono alcuni che stanno a metà; e invece ci sono alcuni che risultano in alto ma che poi in realtà fanno tappezzeria o quasi. Anche il totale orario può essere fittizio, perché (grazie alla decisione di non controllare l’effettiva permanenza in sala) l’intera durata della seduta viene attribuita sia a chi è effettivamente rimasto dall’inizio alla fine, sia a chi viene, firma e dopo mezz’oretta va via. E poi, naturalmente, conta soprattutto la qualità degli interventi e degli atti, e questa non sarà mai misurabile con alcun parametro quantitativo.

Insomma, secondo me questi dati possono essere utili per sapere, a grandi linee, se il vostro rappresentante preferito è sempre in Comune oppure se non viene quasi mai (un nome su tutti: Michele Coppola). Ma non sono né precisi né oggettivi fino all’ultima virgola, e dunque non prendete questa tabella come una classifica.

Ciò detto, il fatto che il Movimento 5 Stelle sia nettamente il primo per media di presenze non può che far piacere e testimoniare l’impegno che ci mettiamo: ormai mi chiedono se dormo in Municipio!

2 Comments

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Michele Coppola - assessore alla Regione Piemonte.
Mario Carossa - consigliere regionale Lega Nord.
Entrambi hanno un doppio incarico, che aspettano a dimettersi?!?

user-pic

Caro Bertola,
volevo inviarti le mie considerazioni sulle statistiche inerenti alla partecipazione di ogni consigliere alle sedute.
1. Come tu stesso dici, l’affidabilità di questi dati è relativa e quindi solo chi partecipa come te a tutte o quasi tutte le commissioni può avere un’idea d’insieme sui consiglieri più attivi.
2. Non è giusto che a chi firma e dopo mezz’oretta va via sia attribuito l’orario totale della seduta. Un qualsiasi lavoratore timbra il cartellino sia quando entra in azienda che quando esce e quindi bene avete fatto a porre questa questione e dovreste insistere a che si vincoli il gettone di presenza all’effettiva presenza o che comunque si registri il tempo netto di presenza di ogni consigliere.
3. Il giudizio sulle presenze-tappezzeria io me lo risparmierei perché in ogni caso le presenze effettive sono comunque un fatto e al limite, e questo vale in particolare per i giovani, ascoltando si impara e si entra nelle tematiche!
4. Allo stesso modo per questo tipo di analisi non entrerei nel merito della qualità degli interventi e degli atti, si rischia una scarsa obiettività a seconda di chi li fa e di chi li giudica ….
5. Per quanto riguarda gli aspetti qualitativi potrebbero invece essere utili i dati sugli atti presentati, che potrebbero costituire una sorta di credito, utilizzabile come correttivo al dato della presenza, o potrebbe andare a costituire un’ulteriore graduatoria sulla presenza qualificata.
6. Per quanto riguarda l’assegnamento dei consiglieri alle diverse commissioni certo il numero di commissioni assegnate e la frequenza con cui si riuniscono dovrebbero essere un parametro per assegnare un coefficiente di correzione all’indice di partecipazione per non penalizzare i consiglieri dei gruppi più numerosi. Io sono certo dell’impegno che voi del Movimento 5 Stelle ci mettete ma tu sai bene come il concetto di media di presenze, che vi vede in testa sia penalizzante per un gruppo più nutrito del vostro.
7. Molto interessante e intelligente invece è il parametro di “presenze equivalenti” che hai calcolato. Da questo si può già vedere come un consigliere assegnato a poche commissioni e quindi con poche presenze complessive, sia comunque sempre stato presente a quelle di sua competenza. Forse varrebbe la pena sviluppare un modello di indagine più completo.
8. Se poi sindaco e presidente del consiglio comunale non partecipano alle commissioni per regolamento è improprio che siano presenti in una graduatoria sulla partecipazione.
9. Concludo dicendo che i dati così come sono hanno un’utilità limitata in negativo perché servono per lo più ad individuare i rappresentanti che sono quasi sempre assenti (nds: il caso Coppola docet).

Buon lavoro.

Carlo Morando

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