Privatizzazione di Amiat, GTT e TRM - Comunicato

(di Vittorio Bertola) 21.11.11 21:07

Era prevista per oggi l'approvazione della delibera che avvia la vendita del 40% di Amiat, GTT e TRM ai privati, secondo un'unica filosofia economica, tesa alla svendita e alla privatizzazione dei beni comuni e del patrimonio collettivo, perseguita da Fassino come da Chiamparino e dal governo nazionale.

L'approvazione tuttavia è saltata; il Movimento 5 Stelle con i propri 400 emendamenti ha bloccato i lavori per due giorni, il massimo possibile, per chiedere a tutta la Città una riflessione e il ritiro dell'operazione.

Chiediamo il rispetto della volontà di mantenere i servizi pubblici essenziali nelle mani dei cittadini, chiaramente espressa dagli italiani con il referendum del 12-13 giugno. SEL, IDV e PD, che lo sostenevano a parole, ora ne calpestano apertamente il mandato politico votando a favore di questa operazione.

I 150-200 milioni di euro ricavati dall'operazione sono una goccia in cinque miliardi di debito e non eviteranno il fallimento del Comune, se la crisi continuerà. Priveranno però i torinesi del controllo sui trasporti e sui rifiuti, servizi essenziali in un momento di crisi e di nuove povertà.

Per uscire dalla crisi e dal debito serve una politica che abbia il coraggio di dire no alla spirale del debito e della speculazione finanziaria, e di difendere i beni comuni, se necessario opponendosi alle politiche nazionali come già hanno fatto altri enti locali. A Torino, invece, l'amministrazione non vedeva l'ora di svendere il patrimonio costruito dai torinesi in cent'anni di lavoro: e ne pagheremo le conseguenze per decenni.

Vittorio Bertola, Chiara Appendino

Leggi il testo completo della mozione che abbiamo presentato in aula oggi.

P.S. Chi vuole manifestare di persona la propria opposizione può partecipare al presidio mercoledì 23 alle 15 sotto il Municipio in contemporanea con la votazione finale.

12 Comments

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Grazie. Non riesco a capire come si possa avere la faccia tosta di pubblicizzare la svendita dei beni pubblici. Dovrebbero vergognarsi. Il debito l'hanno fatto loro (i politici) e il cittadino deve pagare sempre il conto anche in futuro. Vendere le società pubbliche (che tra l'altro fanno utili) per far cassa, è come se un artigiano vendesse i macchinari, che sono i mezzi per far il proprio lavoro. I comuni devono dare servizi pubblici: come faranno se le vendono ai privati?
Le logiche nel pubblico sono sempre inverse.
Grazie: continuate così. Molte persone sono dalla vostra parte.

E adesso cosa succederà? Li daranno ai privati due giorni dopo? Le mie domande non sono ironiche....

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Io propongo invece di svendere fassino, chiamparino e la gente come loro come schiavi.....

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ah ah ah....concordo

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Ciao,
Sapevo dell'argomento e sapevo di una legge nazionale che "aiuta" i comuni a svendere i beni pubblici... e ovviamente fassino&co sono stati efficentissimi nello stringere i tempi, vi chiedo se possiomo in questi due giorni organnizzare un evento che dia visibilità a tutti i cittadini di questo grave fatto... magari con l'aiuto di Beppe... davanti al comune, in piazza castello...
Io se si organizza vengo sicuro ed anche i miei amici.
Buon Lavoro
Saluti
Roberto

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NON MOLLATE.

NON MOLLATE.

Lili A., anagrafe di Torino in qualitá di "cittadina italiana residente all'Estero".

COME CITTADINI NON POSSIAMO ACCETTARE DI ESSERE “SVENDUTI”
Il Consiglio Comunale potrebbe votare per la SVENDITA di AMIAT, GTT, TRM.
Dobbiamo far sentire tutta la nostra contrarietà ad una manovra che ci spoglierà dei Beni Comuni che abbiamo costruito in 100 anni di vita nel Comune di Torino.
I Beni Comuni NON DEVONO essere “finanziarizzati” e ceduti, come fossero un mazzo di rapanelli, al miglior offerente. i cittadini di Torino con questa manovra subiranno gravissimi danni e un insulto alla democrazia.
Siamo di fronte a un tradimento del voto del Referendum, che cancellava l’obbligo di privatizzazione delle aziende Municipalizzate, TUTTE!!! Non interessava solo l’acqua pubblica, ebbene 27 milioni di italiani, verranno delegittimati, da quale maggioranza poi?

In particolare, Noi che ci battiamo per una buona gestione dei materiali post.-consumo, i cosiddetti rifiuti, siamo assolutamente contrari agli impianti che distruggono tali materiali, che essi siano pubblici o privati. E’ però indubbio che con l’alienazione di TRM S.p.A. a un privato (anche nel fittizio limite del 40%) i nostri amministratori rinunciano al controllo sulla gestione dell’inceneritore del Gerbido. E l’abolizione del principio di non coincidenza del soggetto gestore della raccolta con quello gestore dello smaltimento, stabilito dalla legge regionale n. 24 del 2002, rappresenta un’ulteriore perdita di garanzie.
I cittadini, anzi, richiedono una gestione partecipata (così prevede, ad esempio, la legge d’iniziativa popolare per l’acqua bene comune, che potrebbe costituire un modello anche per la gestione degli altri servizi), mentre le mega-maxi-multiutility con sedi remote e contatti tramite call-center si pongono agli antipodi di questa visione. In mezzo sta la gestione pubblica attuale, che gia’ adesso lascia a desiderare, già plasmata su modelli privati, anche nella forma giuridica di società per azioni, con finalità estranee alla gestione pubblica.

Dov’è l’interesse pubblico? Quali sono i vantaggi per i cittadini, tenuto conto che anche la Corte dei Conti ha attestato che nelle varie esperienze italiane (ed estere) di privatizzazione di servizi i vantaggi ventilati non sono stati garantiti.

Nel merito:
Le valutazioni fatte, per l’intero pacchetto, sono di circa 500/800 milioni di euro, di questi con la cessione del 40%, al Comune andrebbero 200 milioni (su base 500), sempre che si trovi l’ente finanziatore.
Delle banche contattate pare che San Paolo abbia rifiutato e Unicredit si propone come collocatore, entrambe le banche sono già molto esposte con un Comune che, lo ricordiamo, ha un debito di circa 4 miliardi.
Per i valutatori il “gioiello” pare essere TRM, che da sola varrebbe 350 milioni, ma sulla questione TRM si addensano problemi non indifferenti. Questa azienda intanto sarà funzionante a pieno regime fra 2 anni, indi è gravata di debiti bancari per l’83% dell’intero valore di costruzione, le banche erogatrici (BCE, Pariba, Unicredit), avevano contrattualizzato un accordo di garanzia direttamente con il Comune di Torino che si presentava anche come garante, la cessione di quote eleva il tasso di rischio, di esposizione.
Se viene ceduto il 40% ad un soggetto, che sicuramente non si impegnerà per il pregresso, quali garanzie rimangono agli istituti di credito, questo rischio potrebbe provocare l’interruzione del credito nell’ambito, già in essere, dello stato avanzamento lavori o una ricontrattazione dei tassi di rischio.
Inoltre per Statuto (articolo 8), TRM non può cedere quote a terzi che non siano enti pubblici della Provincia di Torino, a questo punto entra in ballo anche l’affidamento dell’ATO-R a TRM, in particolare esiste ed insiste il problema del l’affidamento “in huose” concesso nel 2006.
In ultima analisi risulta sempre più evidente che questo affare d’oro è tale solo perché si dedicherà allo smaltimento dei rifiuti e magari in misure anche superiori alle 421.000 tonnellate dichiarate, (penalizzando la raccolta differenziata che invece di distruggere recuperava materia vendibile e molti posti di lavoro), la ovvia e logica conseguenza sarà che il privato dovrà recuperare l’investimento e cercare di massimizzare il profitto, con buona pace per qualsiasi istanza ambientalista.
Si brucerà a costi crescenti, se ad oggi le quotazioni diTRM SONO dichiarate a circa 103- a tonnellata, nulla vieta che si possa raggiungere il valore di 180- a tonnellata come già avviene in lombardia. Chi potrà poi ergersi come ente calmieratore nel momento in cui lo stesso ente pubblico può può godere di extra profitti. Si configura sulle spalle dei cittadini una complicità perversa.
Rimane un dato incontrovertibile queste manovre saranno pagate interamente e pesantemente dai cittadini!!!
AMIAT è quotata molto poco, 20-30 milioni ovviamente, l’azienda al momento oltre ad essere sotto scacco di un contratto in house in scadenza, rappresenta per la finanza un centro di costo, la raccolta slegata dagli impianti non rende, rimane da ricordare un particolare solitamente celato: nonostante che AMIAT abbia dichiarato comunque per il 2010 un utile di circa 15 milioni di euro (trasformazione del biogas della discarica in energia elettrica, vendita delle materie prime seconde raccolte con il porta/porta), rimane un credito consistente dell’Azienda nei confronti del Comune di Torino, come si porrà il privato rispetto ad un credito difficilmente esigibile?
GTT l’azienda in termini contrattuali è l’unica in garanzia fino al 2021 avendo vinto la gara di affidamento, E’ noto che i trasferimenti dello stato alle regioni a sostegno del trasporto pubblico sono in costante diminuzione, quindi in caso di vendita del 40% il privato dovrebbe avere mano libera rispetto all’aumento delle tariffe e/o alla riduzione del servizio tipo tagli alle linee poco profittevoli, ma in questo modo decadrebbe automaticamente il significato di servizio pubblico.
Se il servizio di linee alla Falchera rende poco si sopprime o lo si limita con buona pace per quei cittadini che saranno retrocessi in serie B o peggio.
Come ulteriore danno possibile si configura un pesante attacco ai livelli occupazionali.
Questa operazione presenta gravi rischi, pur analizzandola da un punto di vista prettamente capitalistico, sul libero mercato vale la normale legge della domanda e dell’offerta: al 31 marzo 2012 data limite (imposta come ultimo regalo da un governo decaduto), per la cessione di almeno il 40% delle Aziende, risulta evidente che l’offerta (considerate tutte le Aziende Italiane), sarà di qualche migliaio di aziende (si calcola che il totale dell'affare possa essere di circa 100 miliardi-), ebbene di molti venditori, quanti pochi possone essere i compratori, quelli che stante la gravità della crisi economica generale, possono permettersi investimenti di centinaia di miloni di euro e magari ancora molto di più?, In queste condizioni saranno i compratori (una decina o poco più) che determineranno sia prezzi che condizioni digoverno alle aziende.
Siamo quindi certi di recuperare il prestito ponte di 200 milioni di euro oppure parte di questa cifra andrà ad incrementare il pesantissimo debito della città?

Da queste considerazioni si evince sempre più che questa operazione presenta molti più rischi che vantaggi, pare insensata da tutti i punti di vista, anche quello più prettamente economico.
Le conclusioni si confermano, anzi si aggravano: noi cittadini potremmo facilmente trovarci con questi oneri:
incremento del debito del Comune qualora il privato compri a prezzi inferiori alla valutazione del 40% delle tre aziende
aumenti possibili delle tariffe, il privato deve recuperare il suo investimento e godere del legittimo profitto
non è certo, anzi, che con la privatizzazione il privato si lancerà in investimenti per il miglioramento dei servizi, si tagliano quelli non profittevoli
il privato si troverà ad operare in una condizione di monopolio per almeno 10 anni

Pertanto chiediamo al Consiglio Comunale:
1)     Di non approvare  questa delibera riguardante  l’operazione di privatizzazione.
2)     Che venga avviato un dibattito approfondito, aperto alla partecipazione di tutti i cittadini, nelle Circoscrizioni (come da regolamento comunale), dei comitati e delle associazioni, circa il futuro della gestione del Beni Comuni e dei servizi pubblici anche seguendo esperienze virtuose nazionali ed estere
 In decisioni di tale portata deve essere coinvolta la cittadinanza in tutte le forme organizzate e non.
La società civile “proprietaria del beni collettivi”, deve essere informata e deve potersi esprimere.
 Per noi i Beni Comuni sono e devono restare veicoli di partecipazione, di unione, aggregazione, socializzazione  e quindi democrazia.
QUESTA DELIBERA DEVE ESSERE TOTALMENTE CANCELLATA!!!
CARP (Coordinamento Ambientalista Rifiuti Piemonte)

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peccato che per vedere quello che fate bisogna cercarvi, nessun media nazionale vi dà visibilità. nn mollate si intravede l'alba. siamo in molti ha sostrnervi.

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I servizi devono rimanere pubblici ma gestiti da persone capaci se passa questa cosa rischiamo di vendere per quattro soldi beni di nostra proprietà per poi tra qualche anno ricomprarceli a caro prezzo spolpati e ridotti in macerie come successe anni fa in inghilterra per ferrovie e poste solo per citare due esempi.
Per fortuna Fassino non ho la coscienza sporca di averti votato.
VIVA M5S!!

Complimenti a Chiara e Vittorio, anch'io avrei fatto lo stesso su una questione così vitale. Continuate ad opporvi con qualsiasi mezzo: loro sfruttano biecamente il rimangiarsi le promesse elettorali, la distrazione dei mezzi di distrazione di massa, la memoria corta di cittadini anestetizzati? e noi usiamo quello abbiamo, la battaglia per ciò che abbiamo non si ferma davanti a nulla nei limiti delle regole e delle leggi. Da Reggio abbiamo provato a darvi una mano per fare cose che durano nel tempo, e non per svendere quanto i torinesi hanno costruito in decenni http://www.reggio5stelle.it/2011/11/22/debiti-di-torino-verso-iren-approvata-mozione-che-punta-a-garanzie-e-risparmio-energetico/

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Ciao

avete ragione, abbiamo ragione. Siamo tutti d'accordo.
Ma perché Fassino è sindaco? chi l'ha votato? e prima di lui, chi aveva votato Chiamparino? perché la gente vota CHI SA GIA' che lavorerà per la controparte, PERCHE' L'HA GIA' FATTO tutte le volte che ne ha avuto l'occasione, e se li rivota ancora? perché la gente si dà ostinatamente la zappa sui piedi?
Così poi possono lamentarsi del governo ladro, ma non sarebbe meglio votare PRIMA per persone chiare e pulite, e POI non doversi mangiare le mani? Better safe than sorry, si dice, no? ma non è un proverbio italiano.

Ciao EUSTON

Voci di corridoio dicono che il bilancio della GTT sia profondamente gravato da un esubero di dipendenti amministrativi, assunti dalle precedenti amministrazioni per sistemare amici e simpatizzanti.

Non so quanto ci sia di vero, potrebbe essere la leggenda metropolitana di turno.

Quindi chiedo a voi che finalmente avete espugnato il fortino del consiglio comunale, una verifica. Magari confrontando il numero degli amministrativi con quello di realtà analoghe, anche del settore privato. E se questa abbondanza dovesse rivelarsi, magari si potrebbe riorganizzare la forza lavoro. Non licenziando, come vorrebbe la legge macellaia del libero mercato, ma ricollocando queste figure in altre aree. Magari, perchè no, muovendo un pò di gente da dietro una scrivania per inviarla ad “assistere la clientela”, ed in questo modo recuperare un pò di quei soldi che si perdono tra i portoghesi di turno. O addirittura spostandole in altre aziende municipali in crisi di organico.

Richiamo poi uno dei punti del programma di Gariglio quando concorreva alle primarie: mezzi pubblici gratuiti.
Ritengo questa una idea straordinaria, per le ricadute positive che potrebbe avere in termini di decongestione del traffico, semplicità dell’accesso al servizio, aiuto alle fasce sociali più deboli, riduzione dell’inquinamento, del numero e dei costi delle malattia polmonari collegate, etc..
Ma come pensava Gariglio realisticamente di attuare questo punto se ora il suo collega vuole addirittura svendere la GTT???
E poi, come quantificare economicamente i risultati di una simile operazione? Dove reperire i soldi necessari?
Non so a quanto ammontino i ricavi della vendita di biglietti + abbonamenti, ma posso immaginare che si possano assorbire utilizzando la famigerata tassa di ingresso per le auto nel comune. In fondo tale balzello, se seguito dal regalo del trasporto gratuito, sarebbe assai più digeribile.
Io ti consento di attraversare gratuitamente ed in modo sostenibile la città gratis. Vuoi usare lo stesso l’auto? Bene: PAGHI! Magari sulla base delle caratteristiche del veicolo (lunghezza, cilindrata, ecc...) Liberi di scegliere, liberi di viaggiare in centro con un carro armato, con un SUV, un Apecar, etc..

Sperando di portare degli spunti di riflessione e dibattito vi auguro un buon lavoro.
Grazie di tutto e continuate così!!

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