Febbraio 2012

A testa alta

(di Vittorio Bertola) 29.02.12 15:08

Lunedì sera il consiglio comunale ha parlato di Tav due volte; la prima in risposta alle comunicazioni urgenti di Fassino sugli scontri di sabato, richieste da noi (il punto saliente del suo intervento è che Luca Abbà sarebbe caduto perché il suo telefonino ha creato un arco elettrico coi cavi…); la seconda su due ordini del giorno, uno del PD sostenuto anche dal centrodestra, l’altro di SEL e IDV, che esprimevano solidarietà a Caselli per le minacce di morte prendendo nel contempo posizione rispettivamente “Sì Tav” e “Forse Tav”. Nel video in alto trovate il mio primo intervento; segue quello nella seconda discussione, difficile per le continue interruzioni e contestazioni dai banchi del PD (purtroppo nel video si sentono poco) e per la mia tracimante incazzatura.

Oggi Specchio dei Tempi apre non a caso con una lettera che dice: non importa se un ragazzo è caduto dal traliccio, cavoli suoi, io dovevo passare di lì e ci ho messo molte ore in più. Propaganda a parte, e comunque la si pensi sul Tav, il cinismo di molti è davvero disperante: chi se ne frega se una persona sta morendo per un ideale, l’importante è che io possa arrivare di corsa dove devo andare.

E chissà con che fretta poi, dato che la maggior parte degli italiani sono schiavi di una società che li obbliga a correre tutto il giorno per riuscire a malapena a sopravvivere, mentre una piccola parte vive nella ricchezza ottenuta spesso tramite soprusi, ruberie e manipolazioni della politica. Non di rado le persone che reclamano “ordine e disciplina” sono poi le prime a brontolare per la crisi e la corruzione; ma non fanno altro che lamentarsi, senza mai alzare la testa.

A me dispiace molto per i disagi che molte persone subiscono per le manifestazioni No Tav e me ne scuso, ma la Torino-Lione è l’ennesimo modo per portare 22 miliardi di euro nelle tasche dei grandi gruppi economici (quindi dei partiti che loro finanziano) e delle mafie (è già provata in tribunale l’infiltrazione della criminalità organizzata in tutta l’alta velocità italiana) quando allo stesso tempo gli stessi politici ti dicono che devono aumentare i biglietti del pullman del 50%, chiudere gli asili e far morire la gente sulle barelle al pronto soccorso perché “non ci sono soldi”. Se poi qualcuno preferisce che 22 miliardi di euro di soldi nostri vengano spesi in un treno supercostoso e inutile invece che nei servizi pubblici che usiamo tutti quotidianamente, va bene, è una opinione legittima, però poi non si lamenti della condizione in cui versa l’Italia.

Lunedì, dopo il mio intervento, io e Chiara abbiamo litigato ancora con alcuni consiglieri del PD; ci accusano di non rispettare le istituzioni, di contestare la magistratura, di fiancheggiare le manifestazioni e anche le violenze. Ma credono forse che non ci siamo chiesti dove porterà questo clima, dove finirà l’Italia? Eppure, i partiti di ogni colore ci chiedono, per non mettere a repentaglio la tranquillità di tutti, di chinare la testa; di accettare la corruzione, la prevaricazione, la distruzione dei beni comuni. Questo, mi spiace, non lo possiamo fare; ce lo vieta in primo luogo la nostra coscienza.

E non possiamo smettere di pensare che la prima responsabilità di ciò che sta accadendo sta in chi, avendo la responsabilità di gestire le istituzioni in nome del popolo, è disposto a sacrificare la pace e la democrazia per perseguire ad ogni costo un affare economico da miliardi di euro.

4 commenti »
 

Lo Stato mi deve difendere, non mi deve offendere...

(di Viviana Ferrero (detta Vivi Rosso)) 28.02.12 01:10

·

Stamattina piangevo, guardavo lo zaino che avevo preparato per la sera con dentro il sacco a pelo , l'asciugamano, lo spazzolino, la torcia e un po' di biscotti, pensando di partecipare al presidio dei terreni che avevamo regolarmente acquistato.

Non era solo per Luca del Cels che ho conosciuto come l'autista del furgone da cui Alberto Perino parlava nell'8 dicembre 2005 nel prato di Venaus, uno che c'era sempre, uno che si dava da fare, un'idealista...

Piangevo perchè un ragazzo pur di resistere era caduto da un traliccio alto 15 metri e per quanto si cercasse di sminuire l'accaduto, riportando la notizia come una semplice bravata, qualcuno pur di fermare il cantiere aveva messo a rischio la propria vita.

Ma DOVREMMO DARCI FUOCO PERCHÈ VENGANO ASCOLTATE LE NOSTRE RAGIONI?

Quanti Luca Abbà deve sacrificare la Valsusa?

Tutta l'Italia deve scendere in piazza e chiedere che il cantiere venga fermato , è tempo di riflettere, è il tempo di porsi dei dubbi, perchè se si è è disposti a morire per fermare il Tav non si tratta più solo di un treno.

2 commenti »
 

La rabbia a Torino

(di Vittorio Bertola) 27.02.12 13:51

Quando si parla di ordine pubblico è dovere di tutti mantenere la calma, senza generalizzare. Non esiste la “polizia assassina”, però esistono situazioni in cui il comportamento delle forze dell’ordine, della magistratura e delle istituzioni in generale suscita molte domande; ed è giusto cercare di capire. A Torino, il clima è sempre più teso; e colpisce come in una sola settimana si siano verificati in città ben tre episodi di violenza che hanno coinvolto le forze dell’ordine.

Delle cariche di sabato sera a Porta Nuova si sa già molto; ci sono immagini che fanno vedere come la carica parta a freddo, senza apparente motivazione, e poi la seconda carica e il lancio di lacrimogeni che finiscono dentro il treno, con conseguenze immaginabili. L’ultima carica, secondo le testimonianze, pare essere stata fatta alle spalle, quando le persone - molte nemmeno No Tav, solo normali viaggiatori - stavano salendo tranquillamente sul treno. E’ inquietante sapere che il capo della polizia ferroviaria di Torino è il questore Spartaco Mortola, tristemente famoso per i fatti della scuola Diaz al G8 di Genova, condannato in primo e secondo grado e assolto in Cassazione. E qui la domanda è ovvia: ma è proprio il caso di farlo lavorare a Torino in questo momento?

Il secondo fatto è successo venerdì pomeriggio: un gruppo di studenti, in protesta per i tagli al diritto allo studio, cerca di entrare in Comune per attirare i giornalisti e tenere una conferenza stampa. Scoppia un parapiglia nel quale gli studenti accusano la polizia di averli malmenati gratuitamente, mentre due vigili restano contusi. In questo caso non possiamo sapere cosa sia successo esattamente, ma è l’ennesimo episodio di scontri tra cittadini e forze dell’ordine per motivi politici.

Il terzo fatto risale a lunedì sera: allo stadio, al termine della partita Torino-Sampdoria, in un clima assolutamente pacifico e di grande festa per la vittoria dei granata, un tifoso della curva Maratona scavalca la recinzione per prendere la maglia lanciata da un giocatore. Non sarebbe successo nulla, ma l’intervento delle forze dell’ordine si conclude sotto gli occhi di migliaia di persone ancora sugli spalti, con il tifoso portato via di peso. Su questa vicenda abbiamo anche presentato una interpellanza, dato che il sindaco ha comunque la responsabilità di vigilare sulla gestione dell’ordine pubblico; è giusto combattere con fermezza la violenza negli stadi, ma che senso ha un intervento di questo tipo in una situazione assolutamente pacifica?

Sono episodi diversi, ma accomunati da un clima di tensione crescente e dall’allargarsi della fascia di sfiducia verso l’operato delle forze dell’ordine: ormai sono decine di migliaia a Torino le persone che non si fidano più. E’ una situazione molto pericolosa, e dovrebbe far riflettere tutti sull’opportunità di fermarsi un attimo, di evitare da tutte le parti, politica compresa, il muro contro muro; uno scontro continuo e generalizzato che sarebbe subito strumentalizzato da chi auspica il regime del manganello.

Stamattina nel “cantiere” di Chiomonte è caduto un ragazzo, è gravissimo al CTO, e i lavori non sono nemmeno stati fermati, quando normalmente la magistratura, per molto meno, sequestra il cantiere per secoli. Il cantiere sta venendo allargato con procedure da stato di polizia, perché se si deve lavorare su un terreno privato si fa un esproprio, non si arriva con una lettera del prefetto che te lo requisisce. Sembra che le istituzioni facciano tutto il possibile per fomentare la rabbia delle persone. Perchè?

2 commenti »
 

UN PAESE VIOLENTO NON E' IL MIO PAESE

(di Viviana Ferrero (detta Vivi Rosso)) 26.02.12 11:13

Dopo una giornata dove abbiamo camminato per chilometri, sotto il sole , con in faccia il vento che spira senpre in Val di Susa, dopo una giornata di partecipazione, oltre 70.000 persone, anche se la Rai diceva 5000, di solidarietà, di rispetto della legalità. Dove hanno marciato bambini, handicappati, anziani, tantissimi giovani e non ho visto nessun terrorista...
La sera a Porta Nuova , dai racconti di chi era lì , i polizziotti non lasciavano andare via i ragazzi, salire semplicemente sul treno per tornarsene a casa. Ma che paese è questo?
Vi preparate per domani vero? Quando nella completa illegalità recinterete il Non-cantiere e le proprietà private dei cittadini? Da che parte sta la legge...ditemelo dopo i fatti di Porta Nuova.http://www.youtube.com/watch?v=fTk6Syrhvlk&feature=player_embedded

commenti »
 

Murazzi " Night and Day", una riqualificazione possibile.

(di Viviana Ferrero (detta Vivi Rosso)) 23.02.12 10:30

20080127045347_murazzi.jpg

I Murazzi sono una delle parti più suggestive del centro di Torino.

Devono il loro nome agli alti muri , in piemontese murass, che furono innalzati per proteggere la città dalle esondazioni del Po e servirono per moltissimo tempo come punto di approdo delle imbarcazioni e come rimesaggio delle barche.

Ma la pesca si sà in un fiume inquinato è poco praticabile e negli anni '70 si pensò di trasformare i locali sotto gli archi in locali per il divertimento notturno.

E se la movida si può intendere come una ricchezza per la città, nel caso specifico dei Murazzi si è arrivati a un vero e proprio problema di gestione di una zona ad alto affollamento notturno, con spaccio e malavita diffusa.

Solo le piene del Po salvano gli abitanti della zona dai disagi che un certo specifico turismo notturno provoca. Ma a parte il disagio dei residenti e i problemi di ordine pubblico, il complesso dei Murazzi del Po è comunque, sotto tutti i punti di vista, sottoutilizzato.

Architettonicamente è un sito straordinario realizzato con argini in blocchi di pietra con scivoli inclinati e bitte e anelli di attracco.

Un luogo affascinante , con una vista splendida, una passeggiata su fiume piena di magia che andrebbe potenziato nella sua aurea ottocentesca.

Sicuramente puntando molto di più sulle attività diurne , anche solo incentivate in determinati periodi, cioè quando soprattutto in inverno il Po trattiene le sue acque , legando per esempio le luci di Natale ad un percorso enogastronomico da realizzare per i turisti.

Anche d'estate si potrebbe renderlo percorso turistico con bar e dehor in stile francese , che ben si armonizzerebbero con il paesaggio.

Se poi fossimo veramente arditi, si potrebbe pensare di utilizzare anche le esondazioni come elemento caratteristico, realizzando bistrò e negozi con arredi elevabili con carrucole automatiche quando il Po si diverte a dare il meglio di sè.

In fondo abbiamo la facoltà di Architettura a due passi e gli architetti mica devono solo progettare palazzacci, potrebbero anche dedicarsi agli arredi sospesi o a soluzioni innovative per rendere unico un'angolo già di per sè indimenticabile, della nostra città.

commenti »
 

"IN-FORMAZIONE sulla tematica GLBT"

(di MoVimento Torino) 22.02.12 15:56


torino-6marzo.jpg


Il progetto EQUAL, progetto sulle pari opportunità del MoVimento 5 Stelle Piemonte nato a Giugno 2011, vuole spronare il dibattito sul tema dei diritti civili all'interno del MoVimento Piemontese ed aumentare la conoscenza (informarsi per decidere) sulle tematiche GLBTQ (gay, lesbiche, bisessuali, transgender e queer).

Per questo motivo ho deciso di proporre A TUTTI, agli attivisti 5 Stelle, ai loro amici o conoscenti e non, un INCONTRO di IN-FORMAZIONE su tematiche GLBTQ. Più precisamente si tratta di un incontro di conoscenze di base su orientamento sessuale e identità di genere, tenuto dal Gruppo Formazione del Coordinamento Torino Pride.

Breve descrizione della serata:L'identità sessuale e alcuni aspetti della realtà glbt (gay, lesbica, bisessuale, transessuale/transgender)L'obiettivo dell'incontro è quello di stimolare una riflessione sul tema dell'identità sessuale, cercando di fornire strumenti di conoscenza precisi, sia terminologici, sia su alcuni aspetti della realtà glbt. La modalità con la quale verranno proposti i contenuti sarà prevalentemente di tipo interattivo al fine di ottenere uno scambio partecipato. Le conduttrici e i conduttori degli incontri utilizzeranno principalmente delle slide, ma come punto di partenza per "esercitazioni" che stimolino la curiosità sul tema e favoriscano la partecipazione e le riflessioni individuali e di gruppo.

Le date e le sedi delle serate sono:


  1. Santena - Venerdì 17 Febbraio 2012, Ore 21 - Scuola Media Giovanni Falcone, Via Tetti Agostino, 31

  2. TORINO - MARTEDÌ 6 MARZO 2012, ORE 21 - ASAI, VIA SANT'ANSELMO, 27

  3. Pinerolo - Giovedì 22 Marzo 2012, Ore 21 - Circolo Arci Stranamore, Via Bignone, 89

  4. Novara - Venerdì 20 Aprile 2012, Ore 21 - Via Cagliari 3/A

  5. Asti (se disponibile)

  6. Biella (se disponibile)

Per partecipare è necessario iscriversi, in quanto per essere realmente una serata interattiva il numero di partecipanti, ad ogni serata, potrà essere al MASSIMO 25 PERSONE.
Ovviamente le iscrizioni sono aperte, sentitevi liberi di invitare i vostri amici a partecipare: LINK PER ISCRIVERSI® https://docs.google.com/spreadsheet/viewform?formkey=dEJ3NzBhbkJsUk5yWGVaRHZYekhNdUE6MQ

Ciao, grazie a tutti per l'attenzione e buona iscrizione!
PS.: Nel caso qualcosa non Vi sia chiaro, chiedetemi ulteriori informazioni alla mail pariopportunita@piemonte5stelle.it (Dejanira Piras) o su Facebook https://www.facebook.com/Progetto.Equal.M5s.Piemonte

commenti »
 

Io che appartengo alla banda dei ragazzini...

(di Viviana Ferrero (detta Vivi Rosso)) 21.02.12 14:30

Quando ho conosciuto per la prima volta il movimento di Beppe Grillo si chiamava Meetup 13, Amici di Beppe Grillo, era il 2007 erano venuti al presidio di Borgone, quello che io frequentavo abitualmente , erano dei ragazzini carini , pieni di idee e voglia di cambiamento e io mi ci affezzionai subito per la purezza che traspariva dai loro discorsi.

Li rividi a Torino, avevano organizzato nell'aula magna dell' Avogadro, l'istituto di corso San Maurizio, le "Serenate dei grilli" serate di approfondimento su vari temi di attualità .

Andai con loro a festeggiare il successo di pubblico a mangiare una pizza con i friarelli e li conobbi tutti Andrea, Alissa, Francesca, Antonella, Federica, Paolez, Clara, Marina...imparai l'uso di Internet, i canali dove informarmi, imparai da loro e loro impararono qualcosa da me.

Poi nacquero il "Laboratorio di lista civica", I "Badili Badola", "Moneta complementare" "Torino libera", il gruppo legalità che aiutava Pino Masciari, perchè ognuno di noi aveva delle sensibilità e voleva lavorare sui temi che gli erano più cari e più congeniali.

Con Isabella e Riccardo fondammo anche un meetup tematico ambientalista Ambiente e Futuro, continuai a conoscere persone che mi pareva di conoscere da tempo, tanta era la comunanza di idee, la voglia di esprimerle e le modalità di farlo.

Siamo stati tutti alla stessa scuola Davide, Paolo, Maurizio, Raffy, Adele, Agostino,Margherita, Vittorio ecc. e anche se poi un po'ci siamo persi in vari interessi con il Movimento 5 Stelle ci siamo ritrovati, conoscendo altre persone che condividevano le idee portate avanti da Beppe Grillo, la capacità critica anche di dissentire , una forte voglia di cambiamento.

Ora siamo da un po' più di un anno nelle Circoscrizioni, in Comune, in Regione e la contaminazione deve continuare, il coinvolgimento degli altri, la partecipazione di tutti alla vita della comunità.

Partecipare con il R-Day, il giorno in cui si approvano progetti finanziati con il denaro accantonato dai nostri consiglieri che lo decurtano dallo stipendio, partecipare su internet con idee e suggerimenti aiutando i consiglieri, partecipare con i banchetti del No-Inceneritore e in tutte le forme in cui ci è possibile farlo.

Perchè sarà solo una banda di ragazzini ma quanto sono agguerriti, quanto si danno da fare ...e come mi piace bambini-monelli.png farne parte.

commenti »
 

Vi paghiamo e non volete farvi riprendere

(di Serena Imbesi) 21.02.12 11:08

Come alcuni sanno dall'inizio dell'insediamento in Comune e Circoscrizioni insieme ai Consiglieri del MoVimento è entrata la battaglia per la trasparenza, abbiamo iniziato a chiedere di fare entrare le telecamere nelle assemblee publiche come i Consigli QUI un riassunto di quanto abbiamo fatto in Circoscrizione 2.

L'ultimo capitolo è stato scritto Lunedì 13, durante l'ultimo Consiglio, da Fabio Versaci che ad inizio seduta ha acceso la sua telecamera...ma dopo pochi secondi tra i consiglieri, ma soprattutto tra i banchi della giunta, si notano i primi movimenti volti ad avvisare il Presidente dell'imprevista e scomoda presenza.

Sotto trovate il video integrale di quanto successo, la sala del Consiglio era piena di gente che ha visto un Presidente imbarazzato che non sapeva quale legge citare per evitare le riprese, alcuni cittadini si sono espressi in maniera forte verso tutto il consiglio " Vi paghiamo noi e non volete neanche farvi riprendere".

qui il video

I toni sono a tratti poco consoni ad una sede istituzionale, sentiamo il Presidente dare del giullare al cittadino Fabio Versaci.

Tra i Consiglieri uno dei più adirati alla vista della telecamera è Plazzotta (Lega Padana Piemont - Lista del grillo ecc.), dopo aver sentito il Presidente dire che non si può riprendere incalza dicendo : " c'è la legge, qui non siamo come in altre Regioni che fanno quello che vogliono"

Continueremo sicuramente la nostra campagna per la trasparenza in tutte le Circoscrizioni perchè proprio non riusciamo a capire come mai dei personaggi pubblici siano così allergici a delle telecamere.

A voi i commenti...a prestissimo gli aggiornamenti

commenti »
 

Un po' di sano fiato sul collo...

(di chiara appendino) 20.02.12 09:40

Ammetto che una delle cose che più mi piace dell'essere consigliere comunale è poter accedere a tutti gli atti.
Di conseguenza, l'attività di controllo che possiamo esercitare è potenzialmente infinita. Infinita ovviamente non vuol dire semplice, anzi. Ma certamente ti permette di toglierti tante piccole "curiosità".

Ed è proprio per "curiosità" che poi le ricerche, tramite un'interrogazione di qua ed un accesso agli atti di là, ti permettono di mettere insieme una serie di elementi con i quali puoi costruire un puzzle. Poi arrivi al "dunque", agli ultimi pezzi mancanti: chiedi spiegazioni all'assessore per capire se sei tu ad essere un inguaribile malpensante oppure se si materializzerà il disegno che hai immaginato.

Lunedì scorso ci sono stati proprio due episodi di questo genere.

Ai sensi dell'art 110 della legge 267, la nuova giunta può nominare, entro un certo limite di spesa, una serie di dirigenti che durano per il periodo del mandato. La stessa legge dice in modo chiaro che tali incarichi decadono insieme alla giunta. Così, appena ci siamo insediati a giugno, in fretta e furia, è arrivata in consiglio comunale una delibera che autorizzava gli assessori e il sindaco a procedere con tali nomine, con contratti a partire dal 1° Luglio.
C'era talmente tanta fretta che la delibera è andata in aula senza nemmeno passare dall'analisi della commissione. Una delle ragioni? Non si possono lasciare dei lavoratori senza stipendio...Fin qui, nulla di strano.
Bene, a ottobre faccio un accesso agli atti, chiedo i dettagli degli emolumenti versati e scopro che tutti i dirigenti in questione, sia quelli riconfermati dalla nuova giunta sia quelli cessati, sono stati pagati nel mese di maggio e giugno.
Tutto a norma di legge perchè i contratti erano già stati prorogati ai sensi della legge 444 ben prima dell'approvazione della delibera... ma era davvero necessario? Basti pensare che alcuni soggetti, in quel periodo, hanno addirittura goduto delle ferie...(informazione frutto di un altro accesso agli atti).
Qui la risposta dell'assessore in aula.

L' altro caso riguarda l'ex portavoce del Sindaco Chiamparino.
Inquadrato come vigile, nel 2003 viene assunto in staff al sindaco ex art.90 della legge 267 e, da allora, ha sempre lavorato ex art 110 o ex art 90 a palazzo Civico.
Chiediamo tramite accesso agli atti quale sia il suo attuale inquadramento e di quali progressioni abbia beneficiato. Due, una nel 2004 e una nel 2005. Ma come è possibile, mi chiedo, visto che la legge 267/2000 prevede che si vada in aspettativa senza assegni?
Ed ecco che scattano gli step successivi e si arriva all'interpellanza: ebbene, stranamente dal 2003 al 2006, si sono "dimenticati" di far mettere il soggetto in aspettativa... ciò è accaduto soltanto nel 2006, quando è stato assunto ex art 110/267. Le motivazioni non si sanno, così ci ha detto l'assessore in aula: "io non sono in grado di rispondere a quesiti datati con il carbonio 14"...

In modo simile, qualche mese fa, abbiamo fatto luce sull'inquadramento dirigenziale (per il quale molti pareri della corte dei conti affermano che è necessaria la laurea) del portavoce del Sindaco , definito più volte "Dottore" ma senza CV pubblicato online (oggi finalmente c'è), quando il titolo di laurea, in realtà, non era mai stato conseguito.

Altra interessante scoperta è stata che il Direttore Generale Vaciago, nonostante il suo stipendio faraonico e il suo impegnativo ruolo, trovasse comunque il tempo per prestare altri tipi di collaborazioni occasionali retribuite.
Qui il racconto della vicenda.

Certo, è difficile cambiare le cose, ma non mancheremo certo di far sentire il nostro fiato sul collo...

3 commenti »
 

Frutta a scuola. Un programma europeo che può migliorare.

(di Viviana Ferrero (detta Vivi Rosso)) 18.02.12 14:53

P1110070.JPG

Quest'anno per la seconda volta la nostra scuola elementare aderisce all'iniziativa Frutta nelle scuole.

Si tratta di un programma europeo Regolamento (CE) N: 28872009 che distribuisce nelle scuole che aderiscono, frutta impachettata per merenda.

L'iniziativa è di per sè lodevole perchè incentiva al consumo di frutta per i bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni che ,come merenda, utilizzano spesso merendine confezionate ricche di grassi, conservanti e coloranti.

Quindi un supporto ad una più corretta abitudine alimentare, ad un dieta maggiormente equilibrata.

Una forma di prevenzione all'obesità e uno stimolo fin da piccoli a consumare frutta fresca invece dei famigerati snack.

Partecipanti all'iniziativa sono circa 870.000 bambini di tutte le Regioni per un totale di circa 5.000 scuole interessate.

L'anno scorso fui particolarmente critica verso quest'iniziativa per l'imballo utilizzato, infatti la frutta , spesso tagliata a fette, veniva consegnata in busta di plastica, togliendo di fatto quel piacere di poterla scegliere o anche solo prenderla da una normale cassetta di frutta.

Millioni quindi le buste prodotte, quando sarebbe stato più semplice l'uso di cassette di legno, che danno certo più l'idea di prodotto naturale appena raccolto, in linea anche con il visualizzare il rapporto tra produttore e consumatore.

E se quest'anno il "packaging" non è cambiato devo però rilevare che molta della frutta che è arrivata è certificata biologica, o a lotta integrata, legata alla stagionalità e solo una volta i bambini hanno mangiato a ottobre susine certo non di stagione.

Credo che il programma vada ancora migliorato nella varietà e tipologia del prodotto, perchè sarebbe per molti ragazzi un'occasione, quasi unica, di poter assaporare frutta a km 0 come ad esempio le mele di varietà antiche, come la Grigia di Torriana o la mela Ciuchin rous, chiamata così perchè nel periodo invernale i semi hanno più spazio e la mela scossa suona come un campanello, che ora riscoperte, hanno anche mercato.

Un'occasione da non perdere per assaporare frutta diversa da quella che impariamo, da un mercato globalizzato, ad utilizzare, conformando il nostro gusto.

Il programma andrebbe poi accompagnato da misure complementari come laboratori sensoriali e visite a fattorie didattiche, creazione di orti scolastici distribuzione di materiale informativo ai docenti e ai genitori e questo ritengo sia un aspetto non integrante ma sostanziale del progetto.

Infatti mangiare insieme una merenda naturale, in un contesto naturale con attività dimostrative sui vantaggi di una corretta alimentazione possono diventare, a questa età, aspetti fondamentali di un'educazione alimentare che dura tutta una vita.

Proporrò quindi in Circoscrizione che vengano privilegiati progetti e laboratori per le scuole , compresi i laboratori di orticultura urbana , che siano di accompagnamento e attinenti a"Frutta nelle scuole".

E alla rete che sostiene il progetto - costituita da Mipaaf, Regioni, Provincie, di eliminare l'imballaggio che riveste la frutta e in qualche modo ne diminuisce l'effetto sensoriale a aumenta, senza motivo, la nostra produzione di rifiuti.

Frutta e verdura vanno consumati così come sono, come il gesto semplice di prendere una mela annusarla e morderla senza doverla scartare...

16 commenti »
 

Puzza di soldi bruciati

(di Vittorio Bertola) 18.02.12 12:35

Del problema della puzza di marcio che a ondate ammorba Torino, specie di notte, ci occupiamo sin dal principio; ne avevamo già parlato a novembre. Il consiglio comunale ne ha discusso di nuovo grazie a un nostro ordine del giorno, in cui ponevamo una richiesta molto semplice: chiudere l’impianto responsabile della puzza.

Vale la pena ripetere che la puzza ormai è ben documentata e che la sua origine è accertata. Non viene tanto, come spesso si crede, dalla discarica di Cassagna, sita nell’area alle spalle della tangenziale tra Collegno, Druento e Pianezza, in cui anche Torino porta i rifiuti indifferenziati; viene invece dall’adiacente impianto di compostaggio Punto Ambiente.

L’impianto è di proprietà del CIDIU, l’azienda dei rifiuti di Collegno, Grugliasco e Rivoli, e accoglie l’organico di questi comuni (quello torinese va a Pinerolo). E’ entrato in funzione nel 2009 ed è costato ben 22 milioni di euro, che il consorzio suddetto ha preso a prestito dalle banche dando come garanzia i futuri introiti del trattamento dei rifiuti. Peccato che, per errori di progetto, lasci uscire una puzza mefitica che ammorba l’intera città.

Ora, direte voi, se una attività industriale puzza e da anni rende impossibile la vita ai cittadini la si chiude d’imperio, no? L’abbiamo detto anche noi, ma purtroppo la politica non funziona così. Già, perché se l’impianto non funziona il CIDIU non guadagna, e se il CIDIU non guadagna non può pagare i debiti contratti per realizzarlo, e se il CIDIU va a picco si aprono voragini nelle casse di Rivoli, Collegno e Grugliasco e degli altri Comuni soci minori, tra cui Alpignano e Pianezza.

E siccome la Città di Torino, danneggiata dalla puzza, e la Provincia di Torino, che è l’unica che può ordinare la chiusura dell’impianto, sono governate dalla stessa parte politica che governa Rivoli, Collegno e Grugliasco, uno sgarbo del genere è politicamente inopportuno. Di qui il fatto che la vicenda si sia trascinata per anni e che le contromisure prese siano sempre parziali; l’ultima è stata, a dicembre, la riduzione alla metà della quantità massima di rifiuti trattata dall’impianto.

Ma qui entriamo in gioco noi e il nostro “fiato sul collo”; e dunque abbiamo messo sul tavolo un atto per cui la Città chiedesse formalmente alla Provincia la chiusura dell’impianto per il tempo necessario a ristrutturarlo ed eliminare gli odori (la ristrutturazione costerà ai collegn-grugliasc-rivolesi un’altra decina di milioni di euro, ma mica possiamo tenerci la puzza). Gli impianti di compostaggio per accogliere temporaneamente l’organico di Punto Ambiente non mancano: basta volere.

La discussione in commissione, il 2 febbraio, è culminata nel classico intervento da bastian contrario del consigliere Viale (radicale del PD) sul fatto che lui non aveva mai sentito questa puzza e dunque si trattava probabilmente di una psicosi collettiva. Superata l’obiezione con una generale conferma di tutti - assessore compreso - a proposito dell’effettiva esistenza della puzza, ci fu però detto che la richiesta di chiusura non aveva senso, perché bisognava attendere che la riduzione della quantità di rifiuti adottata a dicembre avesse effetto; l’organico impiega circa tre mesi a marcire, quindi il beneficio completo sarebbe scattato a marzo. E che problema c’è? Noi siamo arrivati in aula con un auto-emendamento che diceva di aspettare aprile, ma poi, se la puzza continuava, di chiudere comunque l’impianto.

In aula, è stato il presidente di commissione, Grimaldi di SEL, a chiederci di eliminare la richiesta di chiusura dell’impianto, lasciando solo la parte che diceva di aspettare aprile. Ma noi avevamo pronta la controproposta; abbiamo eliminato la richiesta al CIDIU di bloccare subito l’impianto, ma abbiamo lasciato la richiesta alla Provincia di chiuderlo per la ristrutturazione anti-puzza, che era la cosa importante. A questo punto, dopo una ulteriore dimostrazione di disponibilità politica, non c’erano più motivi per non votare l’atto; e difatti l’ha votato tutta l’aula, a parte il solito Viale e l’astensione della Lega (forse l’olfatto padano è meno sensibile): obiettivo raggiunto.

Esiste dunque ora un atto formale della Città di Torino, che prende posizione chiedendo alla Provincia di obbligare il CIDIU a ristrutturare l’impianto se entro aprile la puzza non sparisce. E’ il massimo che possa fare la Città, visto che l’impianto non è di sua competenza; nel frattempo, nei comuni limitrofi è il caso che comincino a chiedere conto dei soldi così mal spesi in questo progetto…

4 commenti »
 

M'illumino di meno

(di Vittorio Bertola) 17.02.12 13:54

Oggi, 17 febbraio, cade l’edizione 2012 di M’illumino di meno, la giornata nazionale del risparmio energetico promossa dalla trasmissione Caterpillar di Rai Radio 2, e diventata negli anni un vero appuntamento istituzionale.

La settimana scorsa, man mano che le varie città d’Italia annunciavano la propria adesione, ci siamo chiesti: può Torino non rispondere all’appello? Ovviamente no, e dunque abbiamo presentato una mozione d’urgenza per dichiarare l’adesione della città e disporre lo spegnimento delle luci di almeno un monumento nella serata di oggi.

Per ottenere il passaggio d’urgenza in consiglio comunale ci vuole il placet della maggioranza, che è stata ben contenta di aderire a patto che la mozione diventasse “di tutti”: e dunque l’hanno firmata il presidente e il vicepresidente del Consiglio Comunale e tutti i capigruppo. Dopodichè, nel consiglio di lunedì scorso, la mozione è stata approvata all’unanimità.

La nostra speranza era che la giunta non si limitasse a una adesione “spintanea”, ma partecipasse con convinzione. L’assessore Lavolta ha puntato molto del proprio successo politico su queste tematiche, tanto da creare addirittura una fondazione apposita per Torino Smart City. E infatti la Città ha realizzato addirittura un video promozionale, e i monumenti scelti dalla giunta per lo spegnimento sono quelli più importanti - la Mole e Superga. E noi ne siamo ben contenti: l’importante è che le cose si facciano.

Speriamo solo che, oltre alle attività simboliche, si riesca poi a far partire anche quelle sostanziali, visto che è di pochi giorni fa la notizia del flop totale a livello europeo: tutti i bandi europei che Torino sperava di vincere per finanziare iniziative in questo campo sono stati invece vinti da Genova. Vedremo se nei prossimi mesi le promesse saranno mantenute, di modo che questo progetto non diventi una ennesima voce di spesa per attività promozional-cosmetiche senza riscontro nei fatti.

Nel frattempo, ricordatevi che il risparmio energetico richiede l’impegno di tutti: ecco alcune cose che potete, anzi dovete, fare anche voi.

commenti »
 

"Spifferi a 5 Stelle" ?

(di MoVimento Torino) 16.02.12 15:28


Spiffero.jpg

Oggi Lo Spiffero ha colto l'occasione per pubblicare un articoletto di poche righe intitolato "Svarioni a 5 Stelle", riprendendo una polemica su Facebook da parte di un consigliere della terza circoscrizione che, in mancanza d'altro, fa dell'attacco ai "grillini" il centro della sua azione politica. LINK
La realtà è ovviamente ben diversa da quanto raccontato: qualche mese fa abbiamo scritto una proposta di delibera di iniziativa consiliare per modificare il regolamento comunale degli istituti di partecipazione, come primo passo di una serie di proposte per favorire la partecipazione dei cittadini. Difatti, nonostante la legge 267/2000 permetta l'accorpamento di referendum locali con operazioni di voto regionali, nazionale ed europee, il regolamento della città di Torino lo vieta in modo esplicito. Per questo motivo, con una proposta di delibera di nostra iniziativa, abbiamo proposto la modifica del comma 2 di questo regolamento per accorpare quando possibile i referendum cittadini ad altre elezioni che si svolgano nello stesso periodo, con un significativo risparmio per le casse del Comune.
Dove nasce la polemica? Secondo lo Spiffero e altri soggetti, ci sarebbe una sorta di nostra dimenticanza circa l'esistenza del comma 1, riguardante l'obbligo di tenere il referendum cittadino tra 15 giugno e 15 luglio, mentre i referendum nazionali si devono tenere entro il 15 giugno.
Certo è un vincolo non da poco, e infatti non ce ne siamo assolutamente dimenticati, tant'è che il comma in questione è addirittura riportato nel testo della proposta di delibera che abbiamo presentato. LINK
Abbiamo tuttavia deciso di non inserire l'abrogazione di questo comma in questa prima fase, in quanto prima volevamo verificare se vi fosse in generale una volontà politica favorevole all'accorpamento. Inoltre, anche dal punto di vista tecnico è normale cominciare a far valutare agli uffici, nella prima stesura della delibera, il punto potenzialmente più controverso.
L'adeguamento delle date può essere fatto successivamente, ad esempio in sede di discussione della delibera in consiglio comunale, se (come appare) tutte le forze politiche sono d'accordo.
Comunque, tutte le proposte migliorative del testo sono benvenute, e siamo lieti di aver finalmente suscitato interesse sul tema della partecipazione dei cittadini.

commenti »
 

Non puoi ridurre il No-tav ad una scritta sul muro.

(di Viviana Ferrero (detta Vivi Rosso)) 16.02.12 14:18

·

In questi giorni dovrò discutere di una interpellanza della Lega Nord contro la scritta No Tav sui muri di via Roma.

Non è la prima volta che devo difendere le cose in cui credo e questa sarà, dopo le varie mozioni di solidarietà alle forze dell'ordine, che sono state calendarizzate l'anno scorso nelle varie Circoscrizioni , l'ennesima occasione per parlare di qualcosa che conosco e conosco bene.

Del Movimento N0-TAV, una realtà che nasce in Val di Susa , venti anni fa, con piccole riunioni in cui si invitavano i cittadini per far sentire il rumore che un treno ad Alta Velocità avrebbe creato , concentrando il suono, in una valle abbastanza stretta come la nostra.

Ricordo più tardi le conferenze di tecnici di diverso indirizzo,gli uni pagati che proponevano gli indubbi vantaggi dell'Opera, gli altri che volontariamente ed onestamente ci spiegavano quale devastazione avrebbe comportato ambientalmente alla Valle ed economicamente all'Italia.

Ricordo le giornate passate ai presidi, esempio moderno di AGORA' dove trovavi dall'operaio di fonderia al professore di Università e conversavi per ore davanti ad una fetta di polenta e un bicchiere di vino locale.

Ricordo che mi rivolsi a mio marito dicendo:"Ma io volevo solo fermare un treno non un sistema economico", rendendomi conto che quella non era solo una battaglia, ma la madre di tutte le battaglie ambientaliste e soprattutto un modo diverso di intendere l'economia.

Ora in Circoscrizione si parlerà di muri , di scritte inappropriate e che io stessa non approvo e che un inadeguato servizio d'ordine ha permesso.

Non si parlerà del 2005 quando migliaia di persone sfilarono in città e un servizio d'ordine improvvisato dai No-Tav non solo impedì scritte sui muri ma addirittura ripulì le strade, Mauro Galliano in coda con la scopa... e non si parlerà del libretto scritto da Cavargna, che io ho regalato alla Circoscrizione perchè leggano le ben 150 ragioni di contrarietà al Tav.

Tutto verrà sminuito ad una scritta su un muro, dimenticando le persone che sono in prigione , quelle che sono state accusate, quelle che sono state indotte a tacere.

Allora, forse, quella scritta sul muro io la incornicio mentalmente e la considero alla stregua di un'opera d'arte contemporanea, perchè esprime la sofferenza di una Valle che lotta contro un destino che non coinvolge solo lei ma la situazione economica di tutta l'Italia, perchè porta con sè tutta la rabbia di chi , sotto la neve e il freddo continua a presidiare il territorio, di chi è stato gasato, di chi scrive, tratta, prova a combattere per un mondo diverso. Migliore.

Un commento »
 

Immobilità insostenibile

(di Serena Imbesi) 16.02.12 14:15

Qualche giorno dopo le abbondanti nevicate avevo pubblicato una foto che immortalava un pezzo di ciclabile di Corso Agnelli, in particolare il tratto compreso tra Corso Cosenza e Via Filadelfia, piena di neve e di fatto inagibile per le 2 ruote.
Molti i commenti da chi era indignato, chi esprime il suo dissenso con toni forti perchè è il tragitto che abitualmente utilizza per recarsi al lavoro e chi ci segnala che è solo uno dei tanti casi in città, anche la Coordinatrice alla 2^ Commissione commenta dicendo che ha segnalato il problema.
Da quel 6 Febbraio sono ormai passati 10 giorni e la situazione è la seguente : la prima immagine è del 6 Febbraio la seconda è di questa mattina (16 Febbraio)

immaginedef.bmp

Sicuramente la segnalazione c'è stata ma non se ne vedono gli effetti e così i ciclisti preferiscono il controviale per muoversi in sicurezza pur sapendo che il codice stradale articolo 182 comma 9 cita "I velocipedi devono transitare sulle piste loro riservate quando esistono(...)"
Fare niente o far poco comunica ai cittadini qual'è la direzione in cui, il Comune e la Circoscrizione, vogliono andare sulla mobilità della città.
Le strade sono pulite le ciclabili piene di neve e ghiaccio, un dato di fatto.
A dimostrazione di ciò ci viene segnalata un'altra pista ciclabile questa volta in Corso Allamano (Via Grosso) ormai più simile ad una pista di pattinaggio.

IMG_20120216_111148.jpg

Se l'obiettivo è una mobilità sostenibile per la città i loro amministratori dovrebbero insistere per dare un messaggio forte e non utilizzare le bici solo durate la campagna elettorale!

becchino.jpg

Un commento »