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Eppure manca qualcosa »

Torino contro i pesticidi e la moria delle api

(di Vittorio Bertola) 10.02.12 13:43


È matematico: la prima volta in cui dici che abbiamo presentato un ordine del giorno in difesa delle api, c’è sempre qualcuno che si mette a ridere; qualche battuta scappa sempre. Eppure, quando poi spieghi l’argomento, tutti si rendono conto che la questione è estremamente seria.

Circa cinque anni fa, infatti, le api hanno cominciato a morire in massa, in certi casi fino al 90% delle colonie, senza che si capisse bene il perché. Se muoiono le api, non manca soltanto il miele; viene messo a rischio l’intero ciclo della natura. Dovremmo infatti tutti ricordare, sin dalle scuole elementari, che le api sono responsabili dell’impollinazione dei fiori e dunque della riproduzione delle specie vegetali, che a loro volta alimentano gli animali e infine l’uomo (direttamente dai Simpson, ricordiamo la catena alimentare dell’uomo). Niente api, niente natura, niente uomo.

A tutt’oggi non è chiara la ragione ultima di questa moria: i fattori sospetti sono molti, dagli OGM alle radiazioni dei cellulari. Tuttavia, le analisi hanno indicato la presenza tra le api morte di una particolare categoria di pesticidi “innovativi”, noti come neonicotinoidi, e utilizzati per “conciare” i semi del mais e di altre colture (barbabietole, patate) prima di seminarli, per renderli intrinsecamente resistenti ai parassiti. Vari studi scientifici sostengono che questi pesticidi intervengano sul sistema nervoso delle api e in sostanza le uccidano… e non è nemmeno chiaro cosa succeda al sistema nervoso degli umani che mangiano i frutti derivanti da questi semi.

Altri, comunque, sostengono che i neonicotinoidi non facciano poi così male: sono le multinazionali come Monsanto, Bayer e BASF, che li producono (ma se volete potete anche comprarli su Internet dalla Cina), e gli agricoltori che li usano. Sta di fatto però che, quando si è introdotto un divieto temporaneo e precauzionale di questi pesticidi, le api sono tornate a vivere.

Il divieto è stato via via prolungato, di anno in anno, ma è sempre a rischio di essere rimosso, grazie alle pressioni delle lobby sopra citate. Così a ottobre, dopo la manifestazione a cui abbiamo partecipato qui a Torino per chiedere l’ennesima proroga, ho pensato che anche la Città potesse prendere posizione. Ho dunque scritto e presentato un ordine del giorno, che è infine arrivato in votazione lunedì 30 gennaio, ed è stato approvato all’unanimità: la Città di Torino chiede ufficialmente al governo di rendere definitivo il divieto d’uso dei neonicotinoidi in agricoltura, senza condizioni.

Anche qui in Comune, superate le risatine, tutti si sono resi conto della gravità del problema: speriamo che altre città possano seguirci, e che - in vista della prossima scadenza del divieto provvisorio, fissata per il 30 giugno - si possa arrivare a un divieto definitivo.





12 Comments

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ok.

bravo vittorio. Queste bestiole sono di fatto indispensabili per la vita, senza di loro siamo mal messi e dovremmo cancellare la possibilità di una qualunque riqualificazione agricola del torinese. Massimo supporto! :)

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Einstein... (chissa' chi era, doppio senso) lo aveva predetto, o comunque aveva detto che la razza umana sparira' con la fine delle api...

sono un vecchio apicoltore , i neocotinoidi influenzano anche lo sviluppo dei bachi da seta , in Francia sembra che de ne siano accorti ma li hanno il pregio che l'agricoltura è seguita da esperti veri che fanno anche politica e che il mondo agricolo sa farsi rispettare Qui da noi c'è spesso gente che della campagna sa poco e per sentito dire ; al ministero ci sono un mucchio di funzionari che saranno anche ottimi italiani e cittadini ma che non sanno preparare consigli a sottosegretari e ministri perchè, stando negli uffici della Capitale e non potendosi sporcare le scarpe non potranno nemmeno chiedere ai veri esperti con le mani sporche .Le internazionali delle sementi hanno ottimi depliants . Ciao

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Dovrebbe sempre essere fatto proprio il principio di precauzionalita', per cui non conoscendo il rischio, dovrebbe essere vietato l'utilizzo di sostanze sospette. La prova del contrario, dovranno spettare alle aziende produttrici.
Ma questo principio non dovrebbe valere solo per le api.

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in effetti da uno studio di laboratorio il problema nasce dal fiore del mais . dovuto a trattamenti dei semi ....colpa delle multinazionali ?

...altre città! cAPIto?

Sig. Bertola, ma corrisponde al vero il fatto che - pur sospettando che la scomparsa delle api fosse dovuta "alle radiazioni dei cellulari" - Lei ha inviato questo post via smartphone e rete UMTS?

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Tranquilli, e' una manovra della Monsanto, Basf e Bayer per distruggere la natura... Una volta distrutta la natura saranno liberi di venderci gli OGM e renderci schiavi al 100%. I padroni del mondo saranno quelli che possederanno l'energia e il cibo...
Ci faranno quello che vorranno. L'olocausto hitleriano sara' stato cosa da pivelli in confronto... Speriamo che arrivi prima l'asteroide dei Maya a dare una ripulita. bob Marley disse:" Sarebbe stupido avere sete in un mondo dove c'e' acqua da bere per tutti". In realta', le soluzioni ai nostri problemi ci sono ma nessuno le vuole utilizzare. Avanti, fino distruzione allora...

Ben fatto! e auspichiamo che diventi una valanga a livello nazionale e internazionale come già avvenne contro gli OGM con i Comuni Antitransgenici. Condividiamo l'iniziativa che stiamo già promuovendo presso le Amministrazioni Comunali, Provinciali e Regionali.
per il Coordinamento Basta Veleni
Marisa Valente e Renato Bologna

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Per esperienza diretta vi posso assicurare che qualche anno fa è stata fatta una pressante campagna forzata dalle multinazionali, per spingere l'uso dei neonicotinoidi nel campo viticolo per contrastare la "flavescenza dorata"(pensate che le confezioni in vendita quell'anno non riportavano ancora l'avvenuta registrazione del prodotto su vite, quindi rimanenze di prodotto invenduto).
Il risultato: la flavescenza non si è fermata, il piccolo apiario di mio padre si è ridotto di un terzo, il principio attivo non usato sul mais è distribuito sui vigneti per migliaia di ettari contaminando le fioriture spontanee(e di questo nessuno sembra sapere nulla).

Ciao ragazzi,io e la mia famiglia facciamo gli apicoltori da tempo, e vi posso garantire che fare la transumanza è sempre più difficile, perché terreni che non usano pesticidi sono sempre più rari, sembra incredibile ma si trovano molto più terreni vergini verso il sud. Le Api sono gli insetti più intelligenti della terra e gli insetti che mantengono il sistema. Il miele viene importato molto dalla zona Slovenia, come le Api ma non avendo api dolci, portano anche delle malattie che sterminano le nostre italiane, come l' Americana. Questione e discorso molto lungo, Io lavoravo con 300 arnie.

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