
In molti probabilmente ricorderete l'operazione FCT, quella delibera votata in modo compatto da tutta la maggioranza (PD-SEL-MODERATI-IDV) che dava il via alla (s)vendita del 49% delle partecipate detenute dalla Città (AMIAT-GTT-TRM). L'operazione avrebbe dovuto portare entro il 31/12, tramite l'accensione di un prestito ponte (di breve termine) a fronte delle garanzie delle quote delle società in vendita, risorse fresche per evitare l'uscita dal Patto di Stabilità nel 2011. Ma nessuna banca volle finanziare la Città, lo ammise lo stesso Sindaco replicando in sala Rossa ad alcune nostre sollecitazioni, e come è andata a finire lo sapete... Nel proseguo dell'operazione imbastita a fine 2011, dopo aver dato il via qualche settimana fa alla cessione del 28% delle quote di Sagat (società che gestisce l'aeroporto di Caselle), la giunta Fassino ha portato in aula la delibera che ha concretizzato la cessione del 49% del pacchetto azionario di GTT. Evidentemente importa ben poco rispettare il risultato referendario di appena un anno fa, con il quale la maggioranza degli italiani ha detto chiaramente no alla alla privatizzazione dei servizi pubblici locali. Altrettanto insignificante sembrerebbe essere per questa giunta perdere le quote di minoranza delle proprie aziende, tanto, almeno così si suol dire, mantenendo il 51% la Città continua ad essere il socio di maggioranza e ad esercitare un ruolo strategico nelle decisioni e nell'operatività aziendale. Uno sguardo al passato però smentisce questa tesi e mi fa credere che sia solo un modo per rendere politicamente più "dolce" la vendita. Nessun socio privato entra in un'azienda senza poter decidere le regole del gioco e avere il controllo effettivo della stessa, non fa beneficenza e non accetterebbe mai un ruolo troppo limitato da paletti definiti dal socio pubblico. Sfatiamo quindi questo mito. E sfatiamo anche il mito che la gestione da parte del pubblico è, in quanto tale e per natura, meno efficiente e produttiva della gestione del privato. Personalmente non ci sto a delegittimare continuamente l'operato delle aziende partecipate dagli enti locali in quanto tali. Sarebbe invece opportuno fare una bella analisi del perché il pubblico, e chi ha sino ad oggi gestito il pubblico, ovvero i partiti, non sia stato in grado di gestire queste aziende. Concludo constatando che questa amministrazione vuole, a tutti i costi, rientrare nel 2012 nel Patto di Stabilità, strumento garante dell'equilibrio di finanza nazionale, che con tanto orgoglio e coraggio aveva disatteso a Dicembre. E' infatti questo il punto cardine del bilancio previsionale che la prossima settimana discuteremo in aula.
Dopo un discussione durata qualche ora, con 24 favorevoli (Pd, Sel, Idv,Moderati), 11 astenuti (Pdl, Lega Nord), e solo noi contrari, il Consiglio Comunale ha deliberato i criteri con i quali si dovrà svolgere la gara per la cessione del 49% di gtt, privando la città di un'altra delle aziende attraverso le quali per decenni ha gestito i servizi pubblici locali.
Oggi sono circa 330 i milioni di euro da portare a casa e quindi avanti tutta con GTT, AMIAT, SAGAT e chissà quale quota (si parla dell'80%) di TRM. Che il patrimonio della Città poi si azzeri e che essa non possa più esercitare allo stesso modo il suo ruolo di garante di servizi essenziali quali la filiera dei rifiuti e i trasporti locali è una questione che sembrerebbe importare poco...