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Questa pagina raccoglie i post dal Comune e da tutte le Circoscrizioni. Puoi anche visitare l'archivio dei comunicati stampa.

Fuori i condannati dalle istituzioni. A parole, però.

(di chiara appendino) 16.05.12 13:58

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Ieri, durante la discussione di un ordine del giorno presentato da Fli sul tema oggetto di questa nota, i capigruppo del PD, PDL, LEGA, Moderati, FLI e GrilloparlantenoeurobyRabellino, non hanno mancato l'occasione per prendere un tema serio e sentito come la presenza di condannati nelle istituzioni e gettarlo nella più becera e sterile polemica tipica della vecchia politica, accogliendo e sottoscrivendo in blocco la richiesta della Lega Nord di includere nell'odg la proposta di escludere i nomi di condannati dai simboli di partito.

È fin troppo evidente che i due temi non hanno nulla a che fare l'uno con l'altro (un conto sono le persone elette e nominate nelle istituzioni, un altro conto sono le regole da rispettare per creare e presentare i simboli elettorali) e che la proposta presentata dalla Lega e sottoscritta da tutti, non è altro che il tentativo, neppure troppo celato, di strumentalizzare la nostra posizione in merito alla presenza sul simbolo del M5S dell'inidirzzo del blog beppegrillo.it e quindi indirettamente del nome di un condannato (la questione dell'incidente stradale di beppe è di pubblico dominio).

Se si parla seriamente dei condannati in politica sono in prima fila per portare avanti una delle battaglie fondanti del M5S ( nei fatti la regola è presente nel Non-Statuto e applicata, infatti essere incensurati è condicio sine qua non per potersi candidare per il M5S) se invece l'intenzione di questi politici torinesi é quella utilizzare i cittadini e le loro idee e proposte (ricordo anche le 350.000 firme raccolte x Parlamento Pulito, la proposta di legge di iniziativa popolare presentata nel 2008 che giace, mai discussa, in qualche cassetto del Senato) per polemizzare e ritagliarsi due righe di visibiltà su un giornale di cronaca locale, non ho alcuna intenzione di prestarmi a questo stupido gioco. Ecco perchè ho deciso di non sottoscrivere l'odg.

Ne approfitto per ricordare al capogruppo della Lega, la coerenza del partito dei diamanti, delle lauree in Albania e degli investimenti in Tanzania (che casualmente fa rima con padania) che sta per riuscire nell'impresa di "eleggere" come proprio segretario, proprio un condannato in via definitiva per morso alla caviglia di un pubblico ufficiale. E mi piacerebbe anche ricordargli la differenza che intercorre fra chi si candida da condannato a cariche pubbliche (oltre ad aver già fatto il ministro) e chi invece ha giá dichiarato che non lo farà mai.

Per finire chiedo scusa a tutti i miei famici Fb per il tempo che ho impiegato a scrivere questa nota e quello che avete impiegato a leggerla.

Torno subito alla vita reale e ai problemi che interessano i torinesi . Anche perchè sembrerebbe proprio che il tempo per la vecchia politica stia per finire.

Ps

Riporto qua sotto l'articoletto uscito oggi su Torino Cronaca Qui (e dove poteva essere pubblicata una simile notizia?).

Il titolo è evidentemente falso, in quanto non c'è stata alcuna votazione


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E non dite che nel Movimento 5 Stelle non ci sono le donne...

(di Viviana Ferrero (detta Vivi Rosso)) 11.05.12 10:19

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Zanzara tigre a Torino, ma quanto ci costi?

(di Viviana Ferrero (detta Vivi Rosso)) 10.05.12 10:20


La zanzara tigre Aedes albopictus, originaria del sud-est asiatico, ha sfruttato i trasporti commerciali umani per diffondersi in molte zone del mondo, e se la sua comparsa risale solo a 10 anni fa quando a Genova fu trovata una colonia in un deposito di pneumatici usati , da allora si è diffusa in tutta la penisola compresa la nostra città.

A differenza della zanzara nostrana è decisamente più aggressiva, colpisce di giorno, viene attirata dal colore nero, mentre la nostra dal colore bianco e il suo territorio di azione è molto circoscritto , circa 150 metri.

Pur provenendo da regioni tropicali ha trovato anche modo di superare i rigori invernali in microhabitat adeguati,un luogo molto amato sono per esempio i cimiteri, mentre non ha antagonisti naturali cioè specie indigene lungamente insediate in grado di impedirne la diffusione.

Il modo migliore per combatterla è prevenendo la riproduzione cioè limitando al massimo i luoghi di riproduzione. Infatti depone le uova nei sottovasi delle fioriere, nelle pozzanghere, nelle caditoie, e in generale in qualsiasi recipiente che possa contenere acqua.

Il lavoro di contenimento sia numerico sia di diffusione si attua con un monitoraggio, con ispezionie sopraluoghi, utilizzando ovitrappole per stimarne la densità e la localizzazione e inibendo la riproduzione con l'immissione per esempio nei tombini e nelle grondaie del l Bacillus thuringiensis israelensis( Bti).

Per il contenimento naturale esistono inoltre le libellule, i pipistreli e pesciolini tipo gambusie , ma introvabili in città.

La Regione Piemonte già sensibile al problema della diffusione delle più comuni Culex nostrane nelle risaie è titolare di un contratto con la società Ipla , istituto per le piante di legno e l'ambiente che coordina le attività da 6 anni , mettendo a bilancio per combattere il fenomeno della diffusione dell'insetto 110.000 eurodivisi in :

-personale 85.000 euro

-prodotti 3.700 euro

-trattamenti zanzaratigre.gif3200 euro

-materiali 7.200 euro

Il Comune di Torino partecipa con la metà della spesa cioè 55.000 euro.

Rimangono invece fuori dal programma di contenimento i comuni limitrofi, cioè Settimo, Moncaglieri e Nichelino.

Ma anche i cittadini possono partecipare attivamente attuando una corretta prevenzione e segnalando al numero verde 800.171198 la presenza dell'insetto.

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In campagna con Beppe

(di Vittorio Bertola) 05.05.12 22:53

La mia campagna elettorale con Beppe Grillo è iniziata un po’ per caso. Beppe ha scelto il Piemonte per concludere il giro di quest’anno, e già prima che arrivasse, insieme al gruppo regionale, ci eravamo detti che sarebbe stato bello che i consiglieri, purché liberi dagli impegni istituzionali, andassero a seguire le varie tappe e fossero pronti a dire qualcosa in caso di necessità, per dare una mano alle liste raccontando un’esperienza diretta nelle istituzioni, ed essendo pronti a riempire qualche buco o ritardo del programma.

La prima tappa del tour piemontese, La Loggia, è stata aggiunta all’ultimissimo momento; Beppe il primo maggio aveva già un programma tremendo - partenza da Caltagirone in Sicilia, due ore di auto, aereo, camper e tre comizi, a partire da Caselle - ma come sempre è stato disponibilissimo e visto che gli avanzava un’ora ha aggiunto anche la quarta. I ragazzi di La Loggia mi avevano già contattato chiedendomi di dire qualcosa, e così mi sono trovato ad intrattenere la folla mentre Beppe si preparava e scendeva dal camper. Nonostante l’acqua, l’adunata è ben riuscita e ci ha regalato anche questa foto che abbiamo tutti molto gradito.

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A quel punto, io e Davide Bono siamo stati direttamente precettati e invitati a salire sul palco di tutte le date successive, compatibilmente con i nostri impegni. E quindi mi sono ritrovato a ripetere il mio raccontino, affinato man mano, in giro per il Piemonte - e a vivere in prima persona questo scorcio di campagna elettorale.

La cosa che più si nota è che una campagna di questo tipo è faticosissima: già dal pomeriggio si passa il tempo alternando un’ora di palco con un’ora o più di guida per spostarsi, con l’incubo di come parcheggiare arrivando a pochi minuti dall’inizio in una zona già completamente bloccata da auto e persone in attesa, per finire con una cena in piena notte, andando a dormire regolarmente tra l’una e le tre, per ripartire la mattina dopo (in Municipio alle nove). Io dopo quattro giorni facevo fatica a stare in piedi - e parlavo un paio di minuti per volta - e dunque mi chiedo come possa Beppe resistere a un mese di questa vita, parlando ogni volta per quasi un’ora, e magari improvvisando anche una canzone: incredibile.

Allo stesso tempo, però, è un’esperienza bellissima: conosci e fai amicizia con tutti gli attivisti delle varie città, scopri nuove cose del tuo territorio, parli con un sacco di gente che ti dice di tutto e di più - c’è chi vuole l’autografo di Beppe, chi vuole presentargli un’invenzione o un progetto, e chi ha idee politiche un po’ strane da sostenere, come il tizio che a Caselle mi ha gridato che Beppe deve fare una marcia su Roma; quando ho risposto che noi invece vorremmo cambiare l’Italia col voto, il tizio mi ha risposto che il voto però non ce lo poteva dare, perché aveva un cugino candidato in un partito.

Il giro tra Santena, Rosta e Grugliasco è stato complicato dalla manifestazione dei mercatali, che ha bloccato la tangenziale e intasato tutte le strade attorno a Torino; infilandomi per strade secondarie sono riuscito a muovermi, ma siamo arrivati alla fine con congruo ritardo. Per fortuna a Grugliasco c’era Chiara che ha coperto il ritardo con grande successo, replicato poi con un altro intervento ad Acqui Terme.

Alla fine dei quattro giorni ci siamo ritrovati ad Alessandria; e mentre l’evento finiva - queste scelte vengono fatte all’ultimo sul palco, mentre già intervengono i candidati della lista locale, in base ai tempi e alle reazioni della piazza - Beppe ha deciso che dovevamo parlare io, Davide e Mattia Calise. La piazza era piena zeppa di migliaia di persone, e un po’ di emozione te la danno sempre, ma dopo un po’ di serate diventa più facile ripetere il proprio racconto senza impappinarsi, come vedete dal video in alto.

Dopo una pizzeria finale per festeggiare (con Beppe c’era anche Piero Ricca) il camper è partito alla volta di Genova, e noi siamo tornati a Torino… per fortuna l’ultimo giorno non guidavo io, così sono crollato a dormire. Esperienze come queste sono un piacere e un privilegio; tutto il Movimento ci ha messo il cuore in queste settimane, e senz’altro lunedì ne vedremo i risultati.

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Le bugie dalle gambe corte...

(di Viviana Ferrero (detta Vivi Rosso)) 04.05.12 17:31

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Giovedì 3 maggio 2011 eravamo in tribunale a Torino Palazzo di Giustizia" Bruno Caccia", per il processo contro 22 attivisti No-Tav, imputati di aver violato i sigilli della baita in Val Clarea più affettuosamente detta" Presidietto".

La baita costruita in perfetto stile locale è infatti stata eretta per ripararci dai rigori invernali e poter presidiare le opere del cantiere Tav, una vigilanza attuata dalla popolazione locale, ma anche dai tanti attivisti del movimento No-Tav che provengono da tutta Italia.

Al processo, partito con più di un'ora di ritardo, erano presenti in qualità di imputati anche Beppe Grillo e Alberto Perino e decine di fotografi e giornalisti attentissimi ad approfittare di ogni momento per chiedere interviste e commenti sull'accusa.

Il processo si è svolto con tranquillità, nessuna arringa da parte di Beppe Grillo che si è fermato il tempo necessario per l'identificazione che consisteva nel dichiarare le proprie generalità .

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=jhy_LrqoAvc#!

Questa invece è la cronaca data da Rai 3, e lascio a tutti voi commentare come ormai l'informazione venga continuamente e bellamente distorta.

Solo per chiarezza l'unico momento di tensione, c'è stato quando è scappato un 'applauso per la dichiarazione delle generalità del povero Giorgio, che appariva come imputato e attualmente agli arresti, sempre per fatti No-Tav. Era solo un'applauso di incoraggiamento per chi viene tenuto, dicono per motivi di spazio, nelle stesse celle dove si tengono i mafiosi e i peggiori criminali.

Concludo dicendo che è inutile che si cerchi di criminalizzarci, farci passare ore in tribunale, modificare le notizie, tanto con la rete siamo in grado di difenderci, di dare le informazioni in tempo reale.

E cogliamo anche la velata minaccia portata con l'apertura di servizio che recita:" Uno dei primi procedimenti penali..."come a spiegarci che ne seguiranno altri ancora...

Ma non ci abituerete a sentirci degli illegali , dei criminali, perchè la nostra è anche una battaglia ideologica come questo è chiaramente un processo politico...

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Ormai è certo: nove nidi Torinesi verranno esternalizzati a settembre.

(di chiara appendino) 04.05.12 12:40

Alla fine la strada è stata imboccata: ieri è stato firmato l'accordo tra la Città e i sindacati, verranno esternalizzati ben nove nidi.

Della vicenda abbiamo iniziato a discutere per la prima volta nel mese di Marzo quando la giunta si era accorta che la scelta "coraggiosa" di uscire dallo "stupido" Patto di Stabilità avrebbe avuto anche delle ripercussioni gravissime sulla capacità della Città di continuare ad erogare servizi fondamentali quali l'educazione: 250 contratti di precari (educatori e insegnanti) con scadenza a giugno non più rinnovabili a settembre.

Le motivazioni dell'esternalizzazione? La violazione del Patto di Stabilità che impedisce le assunzioni, il divieto di assunzione dei precari dopo i 36 mesi di contratto , il limite di spesa imposto dal Patto di Stabilità con riferimento al 40% delle spese sostenute nell'anno 2009 (vigente solo per le Città che non sono state in grado di ottemperare al Patto perché per le altre è prevista una deroga) e soprattutto, e questa è una valutazione che facciamo noi, la mancanza di volontà politica di proporre davvero una soluzione, muovendosi con i tempi necessari e non con la fretta dell'ultimo minuto.

Con l'impegno della Città di mantenere almeno l'85% delle strutture pubbliche, a breve, probabilmente Martedì prossimo, la giunta delibererà il bando che prevedrà la concessione della gestione in cui saranno indicate le tempistiche (anche se si parla già di appalto di due anni), i criteri qualitativi e quantitavi che dovranno essere rispettati dal soggetto entrante, come verranno distribuiti i punteggi per gli eventuali soggetti partecipanti al bando. Dopo circa una settimana, inizierà la discussione di merito e verranno approfondite le modalità, i criteri e dettagli dell'esternalizzazione contenuta nel bando.

Queste sono le notizie che ci sono state date oggi in commissione dall'Assessore Pellerino.
Cogliendo l'occasione delle comunicazioni da parte dell'assessore, ho posto alcune domande che elenco di seguito, che rappresentano alcune delle questioni che ci preoccupano e sulle quali ci interroghiamo da molto. Purtroppo oggi nuovamente non ho avuto risposte...

1.Quali saranno i criteri di individuazione dei 9 nidi che verranno esternalizzati? Criteri di territorialità, di personale o in base all'appetibilità del nido per il privato entrante?

2.Visto che la assunzioni sono bloccate almeno fino al 2013, cosa accadrà alla graduatoria? Se qualcuno viene assunto tramite la cooperativa, mantiene il posto in graduatoria o perde il diritto?

3.Come avverrà il meccanismo di definizione delle tariffe nei nidi esternalizzati?

4.Che genere di garanzie, in termini di assunzione e anche di trattamento economico, verranno date ai soggetti che verranno assunti dalla cooperativa?

5.Per quanto tempo si pensa di esternalizzare?


La nostra posizione in merito l'avevamo già espressa qui e non cambiamo idea in merito.

L'educazione deve rimanere pubblica. Avremmo quindi voluto vedere una vera prova di coraggio da parte del Sindaco Fassino, una proposta concreta ed un'alternativa..come da nostro programma, intervenga presso il governo affinchè vengano escluse dal patto di stabilità le spese comunali per la scuola primaria in modo da permettere al Comune di investire in questo settore senza eccessivi vincoli finanziari, si faccia quindi carico di una politica di cambiamento a livello nazionale.


Ovviamente sia tramite questo blog che su facebook vi terremo aggiornati sulla vicenda e su ogni sviluppo.

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Un Primo Maggio movimentato

(di Vittorio Bertola) 03.05.12 16:31

La primavera, si sa, rende l’aria frizzante e risveglia gli animi: così si può spiegare il movimentato Primo Maggio di Torino. Molto è stato scritto in questi giorni sulle contestazioni a Fassino e sugli scontri davanti al Municipio, che avevamo già commentato; io vorrei farvi vedere un paio di video, in modo che possiate rendervi conto direttamente delle cose; viste di persona o comunque in immagini sono tutt’altra cosa, rispetto ai racconti edulcorati e manipolati dei media.

Del primo video impressiona lo smarrimento delle autorità di ogni livello e colore, di Fassino, di Saitta, di Leo, di Chiamparino, murati tra file di poliziotti a perdita d’occhio, in strada con l’aria di non riuscire proprio a capire, a spiegarsi perché improvvisamente la gente li fischi e li attenda per strada per insultarli. Chiamparino risponde con classico disprezzo, di un contestatore dice “di sicuro ha passato tutta la vita in funivia”, senza rendersi conto che è proprio così, che ormai è la stessa buona classe media torinese che fino a ieri li adorava a contestarli, e che proprio questa è la sua condanna. Fassino sembra ancora nella fase della negazione, più tardi dirà che i contestatori sono il solito gruppetto di estremisti e di autonomi - e invece no, è la gente comune, persino quella di età non più verdissima che costituisce la base del corteo del primo maggio, ormai ridotto a rito di una società quasi estinta.

E poi, impressiona la scena del servizio d’ordine del PD, tutto tecnico e organizzato con le pettorine rosse marchiate, che si mette a spintonare una persona che riprende - in mezzo a piazza Castello in un corteo per una festa nazionale, un’occasione che più pubblica non si può - e gli mette le mani sulla telecamera, finché non arriva il consigliere Paolino (che ringrazio) a calmarli e portarli via. Loro, dicono, erano nervosi perché la gente li prendeva a male parole, qualcuno anche a sputi: ma non è un buon motivo per prendersela con chi documenta, anche perché il risultato è che sempre più gente si mette a gridare “siete peggio della polizia” e “fuori il PD dal corteo”.


Di questo secondo video impressiona l’aggressività della polizia: celerini fuori controllo che insultano e inseguono le persone che avevano provato ad avvicinarsi a Fassino. Si sentono chiaramente gli ufficiali cercare di fermarli con ogni mezzo, compresa una bestemmia. Questo è il clima nelle nostre strade, e probabilmente la polizia è rabbiosa anche per trovarcisi in mezzo, per doverne subire le conseguenze in prima persona; finché anche i poliziotti non si stuferanno e si rifiuteranno di scortare i politici.

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La crisi del mercato (quello vero)

(di fabio versaci) 26.04.12 22:05

A Torino i banchi alimentari al mercato pagano una tarsu per lo smaltimento dell'immondizia incredibilmente cara: 2100 euro all'anno a fronte di un esigua produzione di rifiuti (ci si riferisce non all'ortofrutta ma a agli altri alimentari): sono al mese circa 200 euro di tassa per 40 kg di immondizia e considerate anche che Amiat riceve dal Comune di Torino circa 12 milioni di euro l'anno di contributi per fare questo lavoro...

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Televisione e Movimento

(di Vittorio Bertola) 22.04.12 12:03

La mia seconda apparizione televisiva nazionale in un giorno e mezzo è andata in onda ieri mattina, sempre su La7 (anche se gli inviti erano indipendenti e separati). A Omnibus, trasmissione di approfondimento del mattino condotta da Andrea Pancani, il trattamento è stato molto diverso dalla serata a Piazzapulita: invece di cinquanta secondi, ho potuto parlare per venticinque minuti, su un totale di due ore di trasmissione.

Ero l’unico “politico” partecipante (niente commistioni con i partiti) e mi sono trovato di fronte a un gruppetto di esperti e giornalisti; un paio chiaramente ostili, che hanno provato a mettermi in difficoltà accusandoci di antipolitica, inconsistenza e così via, e un paio piuttosto amichevoli, che invece hanno apprezzato e difeso le cose che dicevo.

Mi è sembrata tutto sommato una trattazione onesta, con il giusto grado di aggressività (non si può certo pretendere di sentirsi dare sempre ragione) ma anche con ampio spazio per intervenire. E credo di aver fatto fare bella figura al Movimento, a giudicare dai commenti ricevuti da voi e anche dal conduttore.

(A Piazzapulita, dopo il post di venerdì, non penso invece che avrò altre chance, anche se in proposito vorrei chiarire che non li ho tacciati né di censura né di scarsa professionalità, se mai del contrario: di avere in mente un format talmente spettacolarizzato che tutto deve essere pianificato in anticipo.)

All’ora di pranzo, poi, è uscito Beppe: da una parte ha messo in home page il mio post e il mio video di Piazzapulita, dall’altra ha fatto un post principale in cui attacca le televisioni e chi ci si va a sedere. L’analisi di Beppe è nota ed assolutamente corretta, riprende quello che io avevo già descritto nel post. Tuttavia, io non sono così radicale nella conclusione, e penso che sia sbagliato rifiutare la televisione sempre e comunque; la domanda che ci si deve porre è se la partecipazione televisiva possa avvantaggiare o danneggiare il Movimento.

Nel mio caso, da Piazzapulita saremmo usciti meglio o peggio se la trasmissione fosse stata identica ma senza i tre minuti miei e di Federica Salsi? Secondo me ne saremmo usciti peggio; e fa bene al Movimento far vedere che c’è altro insieme a Grillo, e che il voto serve a mettere nelle istituzioni persone capaci e convincenti e non dei bambini che dipendono dagli slogan del guru.

Il problema nasce tuttavia se singoli consiglieri finiscono per diventare ospiti fissi, due volte al mese in mezzo ai politici, o peggio ancora se cominciano a darsi da fare per apparire; o se in televisione ci vanno persone che magari si sentono dei grandi comunicatori, ma che poi, di fronte al marchingegno, fanno oggettivamente delle figuracce. Le eventuali apparizioni di movimentisti devono essere poche e incisive, lasciando il segno e la voglia di saperne di più, in modo da invogliare il passaggio a Internet o al contatto diretto.

Finora non c’è stata alcuna strategia mediatica “del Movimento”; sia Grillo che ogni singolo consigliere fanno le proprie uscite e pianificano le proprie apparizioni senza parlarsi. Questo è sbagliato, ed è necessario concordare un piano d’azione intelligente, che preveda da una parte un briciolo di fiducia in più nei nostri “ragazzi”, e dall’altra un freno consapevole alle vanità e alle ingenuità dei singoli. L’importante è che venga fatto in maniera coordinata e condivisa tra tutti e che non succeda, come adesso, che ognuno decida per sé se accettare e cosa dire, e che alcune persone rischino di finire troppo spesso sui video nazionali a farsi omologare.

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La TV nazionale è finta

(di Vittorio Bertola) 20.04.12 15:12

Molti di voi avranno avuto modo di vedere ieri sera l’apparizione mia e di Federica Salsi a Piazzapulita, la trasmissione di approfondimento politico di La7. Era la mia prima partecipazione a una trasmissione nazionale di questo tipo; di solito invitano Favia, che in TV va volentieri ed è molto bravo, ma lui non può essere ovunque e allora cominciano a invitare anche gli altri; d’improvviso si sono accorti di noi, o, se volete essere malpensanti, hanno deciso che (vedi Gandhi) né ignorarci né deriderci funziona, e dunque ora ci invitano per combatterci.

Per questo sono stato molto in dubbio se accettare, memore anche dei consigli di Beppe: attenzione alle trasmissioni televisive nazionali, sono tutte manipolate in partenza. Alla fine, parlandone con Chiara e altri colleghi, abbiamo deciso di accettare, anche per capire, per fare esperienza. Sapevamo che avrei dovuto fare un viaggio a Roma per avere al massimo un minuto scarso: nel video vedete come l’ho usato.

A giudicare dai vostri commenti, l’intervento è piaciuto ed è stato efficace, e in effetti ha cambiato per un po’ il tono della trasmissione, costringendo persino il tremendo Luttwak - uno che aveva esordito dicendo che i populisti come Grillo vanno ignorati e che l’Italia poteva rilanciarsi costruendo nuove autostrade - a dire che tutto sommato le cose che proponiamo hanno un loro senso. Ma quello che volevo raccontarvi, invece, è il dietro le quinte: è che Beppe come al solito ha ragione, e i contenuti di queste trasmissioni sono studiati e premeditati in partenza.

Infatti, quando due giorni prima mi ha chiamato una gentilissima giornalista della redazione per discutere la partecipazione, mi ha chiesto: che cosa pensi del governo Monti? Ok, ho pensato, è una prova per vedere se so parlare; e ho improvvisato un paio di minuti di discorso. Dopo un po’ mi richiama e mi fa: e di Civati, cosa pensi? Spiego che Civati potrà anche essere una brava persona ma vive da quindici anni a spese nostre (consigliere comunale, provinciale e regionale), guadagna i suoi 10.000 euro al mese ed è immerso nel sistema fino al collo; la risposta è “ok va bene, temevo che foste della stessa idea e allora era un problema”. Perché un problema? Perché se non si discute la trasmissione si ammoscia.

Alla fine mi dicono che va bene, sono piaciuto; hanno anche visionato i miei video su Youtube. Chiama un signore della produzione per organizzare il viaggio; mi pagano il treno per venire e pure la macchina con autista per portarmi agli studi, che sono in un posto impossibile in mezzo ai colli a quindici chilometri dal centro (chiunque sia stato responsabile della pianificazione urbanistica di Roma negli ultimi cinquant’anni andrebbe fustigato sulla pubblica piazza).

Negli studi ci piazzano in attesa in una inquietante sala di proiezione con Mentana sul maxischermo, poi ci portano in un camerino dove lasciamo la nostra roba. In studio ci hanno riservato i nostri posti fintamente in mezzo al pubblico, nel senso che sono attentamente scelti per via di luci, telecamere e così via. Potremmo stare ovunque, ma siamo in mezzo al pubblico, perché? Perché così veniamo messi automaticamente in posizione inferiore rispetto agli altri ospiti. Addirittura avevano chiesto la partecipazione di alcuni movimentisti romani “con le magliette di Grillo” per fare folklore… ma poi hanno scartato l’idea e li hanno fatti venire per niente.

Ci sediamo, non siamo nemmeno microfonati. In studio è il caos finché non arriva l’assistente, un tizio che ha il compito di istruire il pubblico: vietato applaudire o commentare ciò che dicono gli ospiti, togliete dalla prima fila le borsette, non masticate, spegnete i cellulari.

Da noi poi arriva la giornalista e ci rifà le domande, stavolta suggerendo anche le risposte: a Federica dice che lei dovrebbe attaccare Civati per introdurre il tema dei finanziamenti ai partiti, al che giustamente Federica risponde che ad attaccare Civati di punto in bianco faremmo soltanto la figura dei provocatori. A me ripete: cosa pensate di Monti? Io ridico qualche parola, lei mi interrompe e dice “a me era piaciuto quando al telefono mi avevi detto che Monti sa solo spremere gli italiani con le tasse… spremere gli italiani, capito?”. Ok, ho capito: sarebbe bello che dicessi “spremere gli italiani”.

Comincia la trasmissione, iniziano a parlare gli ospiti. Dicono una stupidaggine dopo l’altra, la più grossa è quella dell’on. Della Vedova (uno che non so nemmeno più di che partito sia, vista la velocità con cui li cambia) che dice che lui è da vent’anni che combatte i finanziamenti pubblici ai partiti; peccato che siano anche vent’anni che sta in partiti che li incassano allegramente. E’ talmente grossa che durante la pausa successiva arriva da noi una ragazza dal pubblico e dice “per favore, se parlate ditegli qualcosa”!

Fanno sentire frasi di Grillo in diretta da Monza e poi ripetono all’infinito l’associazione col concetto che vogliono trasmettere: “Grillo populista, Grillo populista, Grillo populista… ci dica Luttwak, cosa pensa del populismo di Grillo?”. Più tardi: “Grillo leghista, Grillo leghista, Grillo leghista… esperto di sondaggi, da chi prende i voti Grillo?” L’esperto mostra un fantastico sondaggio secondo cui tantissimi elettori di IDV e della Lega starebbero passando al M5S, ma a quasi nessun elettore piddino verrebbe mai tale infausta idea. Ma che caso!

Alla fine è il nostro momento: arriva Formigli e chiede a Federica cosa pensi di Civati, e perché Grillo non venga mai in studio a rispondere alle domande. Sono domande in cui puoi solo perdere, perché se attacchi Civati fai la figura dell’invasato (e non a caso sopra compare un titoletto “Grillo contro tutti”) e se non lo attacchi gli dai ragione. Federica comunque è brava, spiega che Beppe è solo un megafono, parla di come lavoriamo. Poi tocca a me, arriva la domanda precotta: “cosa pensi di Monti, ma voi volete il fallimento?”. E io - oltre che ovviamente un po’ teso - sono incazzato, molto incazzato per tutto questo, talmente incazzato che mi alzo, mi danno il microfono e mi tremano le mani.

E sono i miei cinquanta secondi che vedete nel video, e mi esce non solo quello che ho pensato di dire, cercando di essere efficace, ma tutta l’incazzatura, fin che ho fiato per gridare. Alla fine va benissimo: viene giù lo studio dagli applausi, nonostante il teorico divieto, perché ho detto quello che pensavano tutti e tutti volevano sentir dire da un’ora.

Il conduttore mi dice di tenere il microfono, si allontana; poco dopo, non inquadrato, mi fa segno di restare in piedi. Sembra proprio che mi voglia far parlare ancora, dice agli ospiti di farmi una domanda. Io mi preparo, spero di poter fare qualche proposta concreta per recuperare soldi, il taglio alle spese militari, il Tav, i costi della politica.

E poi, però, la trasmissione prende altre strade, e dopo qualche minuto esce da un angolo l’assistente e mi fa cenno di sedere. Fanno parlare per dieci minuti la ex fidanzata del Trota (chissà se l’hanno pagata), evidentemente è più importante che sentire cosa ha da dire il Movimento 5 Stelle, fatto salvo far ripetere a Civati più volte che ci rifiutiamo di interloquire. Il resto è onestamente noioso, non so come facciate voi a guardare questi programmi, io non li guardo più da anni. Alla fine quasi ci addormentiamo, il pubblico brontola e vuol solo andare a casa.

Finito lo spettacolo, saluto Formigli e gli dico: “questa volta bene, ma la prossima volta vogliamo uno di noi lì”, indicando le poltrone degli ospiti. Lui abbozza, non so se potrà mai accadere. Usciamo con Gomez, persona che stimo moltissimo, che non ha ben capito cosa gli ha detto Beppe su “non si capisce chi sia il direttore del Fatto” (glielo spiego: vuol dire che al Fatto ci sono persone come lui che ci difendono, ma anche persone che appena possibile ci attaccano in modo strumentale).

Partiamo all’una di notte per un triste e consunto albergone della periferia romana, salvo sosta in un pub per poter mangiare qualcosa. Dormo cinque ore, sveglia alle sette, corsa a Fiumicino nel traffico impazzito, aereo, corsa in ufficio, per poter partecipare alla prima commissione della giornata - perché va bene promuovere il Movimento, ma mi avete eletto per lavorare in Comune e non per andare in televisione.

Stasera organizziamo un incontro sulle privatizzazioni, ma domani mattina sarò ancora in TV, dalle 7:50 alle 9:45 sempre su La7 a Omnibus, dove credo che ci sarà più spazio per parlare di quello che vogliamo fare. Ma ve lo saprò dire solo dopo aver partecipato.

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Mattinata in aula bunker per il processo ai sindaci valsusini Pognant e Russo

(di Viviana Ferrero (detta Vivi Rosso)) 19.04.12 00:02

L'aula bunker di Torino, aula che in passato aveva accolto i famosi processi contro le Brigate Rosse e i processi di mafia, è stato il luogo scelto per lo svolgimento del processo contro i due sindaci, rispettivamente Mauro Russo di Chianocco e Simona Pognant di Borgone , accusati di aver picchiato il 6 dicembre 2005, all'indomani del famoso sgombero di Venaus, due poliziotti.

Il processo si sarebbe dovuto svolgere a Susa , ma la motivo dello spostamento alquanto risibile era che era un tribunale troppo piccolo e non consentiva l'accesso ai disabili. Quindi in un gelido, e mi chiedo che se sia consentito tenere una temperatura così bassa, e alquanto inquietante tribunale di circa 1000 mt ben 34 persone, compresi poliziotti, testimoni,giudici, avvocati e i due imputati si sono ritrovati per celebrare il processo.

Abbiamo ascoltato con attenzione le testimonianze delle sette persone che erano vicini ai sindaci la mattina del 6 dicembre e che hanno raccontato, corredando la loro testimonianza con fotografie scattate proprio in quel momento, come Mauro e Simona avessero svolto il coraggioso ruolo di mediazione tra Forze dell'Ordine e manifestanti e mai avessero alzato le mani per picchiare .

Un poliziotto aveva accusato Mauro Russo di averlo colpito con una gomitata , lui in tenuta antissommossa con il casco con la mascherina abbassata, e di avergli rotto il naso, l'altro accusava Simona Pognant di averlo strattonato e procurato un grave problema alla schiena.

Nessuno però dei presenti che testimoniavano ricordavano di aver visto poliziotti contusi o feriti e l'autombulanza era sì arrivata, ma per soccorrere uno dei manifestanti con la testa rotta da una manganellata.

Ora il processo prosegue, come anche il tentativo di criminalizzazione del Movimento, l'abituarci a frequentare le aule dei tribunali, farci sentire dei delinquenti e della peggiore specie, ma una cosa è certa, se c'è ancora giustizia in questa povera Italia , che si faccia presto chiarezza su queste accuse , e soprattutto si smetta di dare la caccia alle streghe per dedicarsi alla caccia ai ladri, che in questo paese pare abbondino.

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Torino privatizzerà i nidi?

(di chiara appendino) 18.04.12 11:00

Era un po' di tempo che volevamo scrivere della questione degli asili nido e delle materne torinesi, ma non lo abbiamo fatto perché non volevamo alimentare ulteriormente polemiche strumentali su un tema fondamentale e di primaria importanza per tutti i cittadini, l'istruzione e l'infanzia.
C'erano già i giornali che raccontavano la vicenda e la tensione era, è lo è tutt'oggi, davvero alle stelle. Ma dopo i fatti di lunedì sera, cioè l'audizione da parte di Fassino e dei capigruppo di alcuni delegati che rappresentavano i 500 manifestanti sotto il comune, eravamo talmente amareggiati e arrabbiati che abbiamo ritenuto opportuno raccontare brevemente la storia.
Per chi ancora non lo sapesse a giugno scadranno circa 350 contratti di educatori e assistenti degli asili nido e delle materne comunali della nostra città. Piccolo problema....non li possiamo riassumere a settembre. Poche le proposte al vaglio della giunta, proposte, dettaglio a nostro avviso decisamente inquietante, che sono frutto dei precari e dei cittadini e non degli assessori...incredibile ma vero. Le alternative sul tavolo per non esternalizzare la gestione dei nidi sono la gestione tramite Ipab(http://it.wikipedia.org/wiki/Istituto_pubblico_di_assistenza_e_beneficenza ), un soggetto di diritto pubblico che assumerebbe gli insegnanti attuali con un contratto di diritto pubblico, oppure la costituzione di una fondazione. Non si sa ancora se saranno percorribili queste due strade, sia per motivi normativi (anche se siamo ancora in attesa del parere dell'avvocatura comunale) sia per questioni di tempistiche (la costituzione di una fondazione richiederebbe mesi e si rischierebbe di essere pronti troppo tardi). Ma soprattutto non è ancora chiara quali sia la volontà politica.
L'alternativa in caso di bocciatura di queste ipotesi? L'esternalizzazione del servizio, cioè l'affidamento a dei soggetti privati (cooperative sociali) che poi magari assumeranno i precari che rimarebbero senza contratto comunale.
La nostra visione sul tema credo la conosciate tutti: vogliamo che il servizio rimanga in mano al comune, vogliamo che venga garantita la continuità del progetto formativo e sia mantenuta la qualità con cui sono gestiti ad oggi i circa 10 nidi che rischiano di essere appaltati.
Ma perchè non possiamo prorogare i contratti in scadenza a settembre? Della vicenda si è iniziato a parlare a gennaio, quando, in seguito all'uscita dal patto di stabilità, chiedemmo al sindaco quali sarebbero state le conseguenze della fuoriuscita, in particolare a causa della sanzione che prevede il blocco delle assunzioni. "La quarta misura che prevede il blocco delle assunzioni è sostanzialmente inerte", disse allora il nostro caro Sindaco Piero Fassino in Sala Rossa rispondendo alle nostre richieste di comunicazioni. E ancora lunedì, in capigruppo, ha ribadito che la scelta "coraggiosa" fatta allora di uscire dal patto non infierisce sull'incapacità da parte dell'ente di assumere...è vero, esiste un vincolo stabilito dalla legge per cui si può solo procedere ad assunzioni nel limite del 20% della spesa di coloro che sono cessati nell'anno precedente, ma forse questo sindaco si scorda un piccolo particolare: è passato un emendamento a livello nazionale a gennaio 2012 con cui è stata concessa la deroga ai vincoli del patto di stabilità per le assunzioni a tempo determinato per i servizi educativi e le scuole dell'infanzia dei Comuni. Peccato che non valga per quei Comuni che non hanno ottemperato al patto...Non è quindi ininfluente la fuoriuscita dal patto ed è ora che questo Sindaco se ne assuma la responsabilità.
Oltre al problema del patto di stabilità e della mancanza di risorse, ieri sera abbiamo scoperto un tassello nuovo: non possiamo prorogare 141 contratti perché non possiamo andare oltre i 36 mesi. Elemento che ci è stato comunicato in sede istituzionale solo ieri per la prima volta...Ma ci chiediamo, se è davvero un vincolo insormontabile, non era prevedibile già qualche mese fa? Si tratta di una novità normativa degli ultimi giorni o è un tassello che semplicemente non si è voluto affrontare fino all'ultimo?
I prossimi giorni saranno determinanti, rimaniamo in trepidante in attesa del parere dell'avvocatura comunale, per uscire da questa situazione di stallo che ha caratterizzato le ultime settimane. Le notizie di oggi però non sono confortanti, si parla di gestione mista (gestione privata con controllo pubblico), una soluzione "ponte" che ci farebbe traghettare fino al 2013.
L'educazione deve rimanere pubblica. Vorremmo una vera prova di coraggio da parte del Sindaco Fassino, non come la presunta uscita dal Patto di Stabilità...come da nostro programma, intervenga presso il governo affinchè vengano escluse dal patto di stabilità le spese comunali per la scuola primaria in modo da permettere al Comune di investire in questo settore senza eccessivi vincoli finanziari, si faccia quindi carico di una politica di cambiamento a livello nazionale.

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Aumentano gli homeless a Torino, ma chi se ne occupa?

(di Viviana Ferrero (detta Vivi Rosso)) 18.04.12 00:43

Digiunando al tendone in piazza Castello per il presidio "Ascoltateli" presidio per la riapertura del dialogo sul Tav, capita sempre più spesso di trovare persone che chiedono di poter condividere la tenda per passare la notte.

Sono i nuovi homeless cittadini, persone che inizialmente hanno perso il lavoro, poi successivamente, non potendo più pagare l'affitto hanno perso anche la casa e si sono ritrovati senza un posto dove dormire .

E dopo aver vagato, in una notte di pioggia, da un punto di accoglienza all'altro, trovano una tenda in centro città e chiedono di entrare.

Raccontano storie di vita vissuta, incredibili e purtroppo vere, e non si tratta di alcolizzati o malati mentali ma di persone che, spesso giovani, hanno perso dopo la casa soprattutto la speranza di poter ricominciare.

Sono un popolo silenzioso, perchè nella nostra società della povertà ci si vergogna, ma è un realtà di cui bisogna tenere assolutamente conto.

Le strutture di prima accoglienza ci sono

http://www.comune.torino.it/servizionline/schede/userTorinoE.php?context=torinoE&submitAction=homeIndice&id=700&idRoot=134&refLanguage=it

ma ci viene riferito che alcune sono chiuse e altre sono state dimezzate in numero di posti.

Ora questa realtà va indagata e con cura perchè se c'è qualcosa che sento come diritto di un uomo è quello di avere un tetto sotto cui posare il capo e se il risultato di tanto ostentato benessere è un aumento esponenziale dei poveri allora ben venga la sana decrescita di cui si parla da anni .

Come dire un po' meno ma un po' per tutti.

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Benvenuti a Torino

(di Vittorio Bertola) 13.04.12 12:58

Sono passati quasi due mesi da quando ho avuto l’opportunità, grazie a un sopralluogo ufficiale, di visitare dall’interno la baraccopoli di Lungo Stura Lazio; una questione su cui continuamente vengono detti fiumi di parole, ma che quasi nessuno conosce veramente.

Sulle sponde della Stura, col passare del tempo, si sono accampati i più disperati della città; in parte sono rom, prevalentemente fuggiti dalla Romania ma anche nostrani, in parte sono immigrati, generalmente romeni anch’essi ma non solo. Centinaia di persone, compresi i bambini, vivono (non per scelta) in condizioni igieniche da terzo mondo che tutti fanno finta di non vedere, o di vedere soltanto per dire “non dovrebbe essere così”.

Il problema è appunto quale possa essere l’alternativa. Torino infatti è una città che da molti anni si occupa anche dei nomadi, spendendo centinaia di migliaia di euro ogni anno, dai tirocini agli abbonamenti GTT passando appunto per la pulizia dei campi. Certo, in una commissione consiliare l’unico rom partecipante, la combattiva signora Vuletic dell’associazione Idea Rom, si è lamentata molto chiaramente proprio di questo: vengono spesi moltissimi soldi per i rom, ma ben pochi arrivano ai rom. La maggior parte si ferma nelle mani di intermediari vari, soprattutto associazioni senz’altro benemerite, ma anche ben agganciate politicamente. I lavori sovvenzionati con questi fondi non vengono dunque fatti svolgere ai rom, che potrebbero così cominciare ad integrarsi e a vivere del proprio lavoro; e questo già cambierebbe un po’ le cose.

Anche in Lungo Stura Lazio è andata così: inizialmente ci si è limitati ai divieti, poi, di fronte al degrado, sono stati dati circa 100.000 euro a un’associazione per fare un po’ di pulizia, dato che Amiat si rifiuta di farla poiché nessuno la paga; non vuole nemmeno mettere un numero adeguato di cassonetti sul Lungo Stura, per cui anche quegli utenti del campo che vogliono smaltire correttamente l’immondizia non possono farlo. Il problema è che l’associazione in questione è Terra del Fuoco, creatura del capogruppo e segretario provinciale di SEL Michele Curto, per cui la spesa ha subito scatenato la polemica politica.

D’altra parte, se si lascia tutto così la città si lamenta, se si spendono soldi per fare qualcosa la città si lamenta; molti parlano di sgomberi senza rendersi conto che anche lo sgombero costa e che si limita a spostare il problema pochi metri più in là, anche perché, non trattandosi di extracomunitari, non si potrebbe comunque espellerli. Ma non si può nemmeno scaricare il problema su chi abita lì vicino e che si trova davanti a ogni genere di problema di convivenza, a partire dal fumo nero e tossico che spesso sale dai roghi accesi nel campo.

fumo_stura_lazio_544.jpg

Dunque, che fare? La verità è che non lo sa nessuno. Nel frattempo, molti ci marciano sopra, economicamente e politicamente, pro o contro cambia poco; mentre i più poveri dei poveri, come sempre è stato, si arrabattano da soli come possono dentro le loro baracche, cercando un modo - legale o illegale che sia - di potersi permettere condizioni migliori di vita.

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Il portavoce del Sindaco: diminuiscono le responsabilità ma non lo stipendio

(di chiara appendino) 11.04.12 23:43

Qualche mese fa l'assessore Passoni è stato chiamato a rispondere alle nostre domande in merito alla controversa assunzione del portavoce del Sindaco.
Come ormai saprete, da corollario alla vicenda c'è un curriculum depositato agli atti ma non ancora on-line a 5 mesi dall'assunzione (come previsto per tutti i dirigenti), nel quale si legge "corso di laurea in.." ma per il quale, come confermato dall'Assessore in aula, non era stato conseguito il titolo di laurea (obbligatorio per gli incarichi dirigenziali), un contratto ex-art 110/267 che erroneamente riporta in testata "Dr. Giovannetti" ed uno stipendio da 15 mila euro al mese che impegna le casse comunali per circa 1 mln di € in 5 anni.

Già allora avevamo espresso forti dubbi e contrarietà in merito a questa assunzione che conferiva un ruolo dirigenziale ad un soggetto privo del titolo di laurea, contrariamente a quanto sancito più volte dalla Corte dei Conti in altre regioni. Avevamo quindi scritto una mozione con la quale impegnavamo il Sindaco (unico soggetto titolato a farlo) a chiedere un parere alla corte dei conti, documento che è in discussione in questi giorni.

A distanza di 4 mesi, in seguito alla riorganizzazione della macchina comunale, con un'altra interpellanza abbiamo chiesto all'Assessore Passoni se vi fossero stati sviluppi in seguito alle nostre osservazioni. E indovinate un po' cosa ci è stato detto?

Al Portavoce del Sindaco è stato tolto l'incarico di Direzione del Servizio Centrale Informazioni e Rapporti con il Cittadino, quindi non ha più incarichi dirigenziali coerentemente con quanto previsto dalla legge essendo soggetto privo di laurea.
Una battaglia vinta, verrebbe da dire....e invece no, perchè, incredibile (forse non troppo) ma vero, non gli è stato ridotto lo stipendio. Una funzione in meno, cioè una responsabilità in meno, dovrebbe implicare senza se e senza ma una riduzione di stipendio. E invece no...almeno non per questa amministrazione.

Inutile ribadire per l'ennesima volta che uno stipendio da €180.000 all'anno sia già una follia di per sé, e lo diventa ancor di più se si pensa alla situazione economica nella quale versa il comune. Diventa poi quasi una barzelletta se lo si paragona ad altri soggetti fuori dall'Italia come Jay Carney, il portavoce del Presidente Obama, che guadagna circa €118.000 all'anno.

Ma diventa davvero inaccettabile, una vera presa in giro, che a fronte di minori responsabilità non corrispondano minori compensi: se si alleggeriscono le funzioni deve diminuire lo stipendio, oppure questo per il portavoce del Sindaco non vale?

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