Programma > 3. Il bilancio di Torino
- Stop ai derivati e simili che generano facilmente cassa nell'immediato ma squilibri sulle generazioni future;
- Richiesta di un intervento centrale del governo con una legge speciale per il debito di Torino come già avvenuto per altri Comuni altamente indebitati, richiedendo al governo di cancellare il progetto del TAV Torino-Lione e usare una parte del risparmio per ripagare il debito di Torino;
- Maggiore trasparenza, facilitazione dell'accesso ai dettagli dei dati riportati sul bilancio e produzione di un documento di consuntivo che sia comprensibile a cittadini attivi interessati;
- Introduzione di meccanismi di controllo sull'efficienza e l'efficacia della gestione delle casse comunali, quali indicatori di performance, che mettano in relazione quanto previsto con gli obiettivi effettivamente raggiunti;
- Rafforzamento di strumenti di meritocrazia e di premio alle buone prestazioni, per incentivare un costante miglioramento del servizio offerto ai cittadini;
- Analisi delle partecipazioni detenute dal comune di Torino per verificare la possibilità di liberare risorse a parziale copertura dell'attuale costo dell'indebitamento e pertanto a diminuzione della rigidità strutturale da esso generata. Sono escluse le partecipazioni necessarie per garantire l'accesso di tutti i cittadini ai servizi e ai beni essenziali, quindi tutti i settori dei servizi pubblici per i quali una gestione concorrenziale nel libero mercato non garantirebbe la soddisfazione dei bisogni primari dei cittadini stessi;
- Nel caso in cui si voglia vendere una partecipazione, privilegiare l'azionariato diffuso tra i cittadini torinesi rispetto alla privatizzazione con vendita a banche, investitori finanziari e grandi gruppi industriali;
- Verifica degli introiti non dichiarati derivanti da affitti attraverso il censimento delle abitazioni che risultano sfitte (non identificate come prima casa o come affittate), in cambio di una semplificazione degli oneri burocratici per proprietari e affittuari ovunque possibile;
- Lotta all'evasione sulla tassa dei rifiuti tramite invio automatico da parte dell'agenzia delle entrate, in seguito alla registrazione del contratto di affitto, di bollettino per il pagamento della tassa rifiuti anche in caso di domicilio e non solo di residenza;
- Lotta dura all'evasione fiscale utilizzando tutte le informazioni in possesso del Comune per individuare e denunciare gli evasori delle imposte (anche quelle nazionali);
- Introduzione di cittadini controllori nei consigli di amministrazione delle partecipate comunali e obbligo, in visione di spese e opere importanti, di consulta con i cittadini tramite assemblea pubblica e consultazioni online;
- Riduzione dei costi informatici e telematici tramite l'utilizzo di software libero e di sistemi di telefonia via Internet negli uffici comunali;
- Riduzione dei costi energetici tramite un apposito progetto di riduzione degli sprechi negli edifici comunali (luci accese di notte, riscaldamento troppo elevato, lampadine ad elevato consumo...);
- Riduzione delle spese correnti per consulenze esterne tramite un migliore impiego delle risorse umane interne, con ricorso ad esterni solo in caso di effettiva incapacità di adempiere all'incarico, e investimenti nella formazione del personale affinché acquisiscano le competenze tecniche necessarie per svolgere le attività internamente;
- Rinegoziazione del debito per ridurne l'onerosità e rivederne le scadenze e valutazione di un'eventuale ricollocazione del debito in mano ai cittadini torinesi tramite emissione di obbligazioni, sottraendolo alle banche d'affari.


rispetto alla riduzione dei costi delle pubbliche amministrazioni, suggerisco la creazione di un ufficio che lavori sulla riduzione energetica e di materie prime per uffici comunali e servizi collegati (es. sostituzione delle lampadine, ciabatte con interruttore, controllo temperature negli uffici, progetti di impianti solari ove possibile, toilette con cicli di scarico ecologici...)
rispetto alla riduzione dei costi delle pubbliche amministrazioni, suggerisco la creazione di un ufficio che lavori sulla riduzione energetica e di materie prime per uffici comunali e servizi collegati (es. sostituzione delle lampadine, ciabatte con interruttore, controllo temperature negli uffici, progetti di impianti solari ove possibile, toilette con cicli di scarico ecologici...)
Ho letto il programma e lo trovo un po' talebano, rigido su molti punti. Ad esempio non sono assolutamente d'accordo con la "lotta dura sull'evasione fiscale" , in un paese come l'italia dove una impresa che guadagna 10, deve pagare 100; spiegatemi come fa un imprenditore a pagare le tasse: o va in banca a rapinare o evade, non c'è alternativa. Oppure fallisce o si trasferisce all'estero come appunto sta capitando. Prima di chiedere alle imprese di pagare le tasse dovete modificare le regole fiscali del nostro paese. Dopo potete chiedere alle imprese di pagare le tasse. La vostra proposta farebbe fallire l'economia giàprovata ed in fallimento. Pensate poi alla frustrazione del nostro imprenditore che cerca di pagare tutte le tasse, e vede che i soldi faticosamente guadagnati finiscono tutti, proprio tutti alle Mafie. Solo un demente oggi in Italia può volere la lotta dura all'evasione fiscale. Vi prego di riflettere.
In Italia oggi un imprenditore che guadagna 10 deve pagare 100 di tasse; mi spiegate come fa a pagarle? o evade o fa una rapina in banche o fallisce o si trasferisce all'estero, come appunto sta capitando. E quando paga le tasse i soldi versati allo stato finiscono alle mafie (che hanno sostenuto i partiti) che li utilizzano per produrre e vendere la droga. Oggi un imprenditore che paga le tasse finanzia la mafie. La Vostra "lotta dura all'evasione fiscale" metterebbe completamente in ginocchio quello poco di sistema produttivo sano che ci è ancora rimasto. Dovete prima modificare il sistema fiscale.
Questo punto è da rivedere profondamente secondo me. Torino è sì indebitata, ma questo debito non desta preoccupazioni. Ogni azienda ha debiti nel suo bilancio, perchè l'indebitamento è necessario per grossi investimenti, ma ciò non rappresenta un problema. E' come fare un mutuo, l'importante non è l'ammontare della somma, l'importante è che ci si possa permettere di pagare le rate. E torino è in grado.
Ricollocare il debito?
Emettere obbligazioni?
Sapete che ogni obbligazione emessa in Italia deve avere un rating?
E che per gli emittenti fortemente indebitati il rating è basso, quindi gli interessi saranno alti?
E sapete che emettere obbligazioni per ripianare un debito, o per cambiarne il detentore, è una delle cose che fanno più schifo al mercato, perchè porta molti rischi e pochi vantaggi?
E, soprattutto, sapete che emettere obbligazioni costa e, soprattutto, in casi come questo bisogna avvalersi di collocatori (banche) che, in caso di parziale fallimento del collocamento dovrebbero accollarsi "l'invenduto", E CHE TUTTO QUESTO COSTA?
Usare software libero?
Forza, fatemi dei nomi.
NON esiste software libero. Esistono solo propietari diversi.
Esempi: Open Office = SUN
SKYPE = Microsoft (documentatevi, è sua)
E non citate linux, per pietà, perchè è una favola per dementi proclamare che linux non costa nulla.
Anzi, numeri alla mano, tenere in piedi una rete linux costa circa il doppio (SI, POVERI ILLUSI, IL DOPPIO) che tenerne su una windows.
Non sarÃÂ mica per questo che linux ha, dopo 20 anni di vita, lo 0,99% dell'installato mondiale e windows il 95%, o noi sistemisti (e le aziende che comprano le reti) siamo tutti coglioni?
Ciao, attenzione che si o no tav non è un tema solo di torino sia per le valenze che ha sia per il sostegno del costo, sostanzialmente riguarda l'europa. Posso essere d'accordo sul tema che contribuisce ad aumentare il debito e che non è certo il ritorno e che potrebbero esserci impieghi più interessanti come la larga banda e internet gratis o agevolato per i cittadini. Torino non avrebbe nessun titolo di rivendicare i soldi non spesi per la tav, al limite potrebbe concorrere con tutta la parte di europa interessata a prendere il suo pezzettino! Attenzione soprattutto a non cadere nella trappola del no tav dei valsusini che tutto si può dire ma non che ragionano in un ottica comunitaria estesa...