Programma > 9. Lavoro, innovazione, impresa
- Piano strategico cittadino per promuovere la riconversione della città verso settori industriali innovativi e in crescita, in particolare le nuove tecnologie energetiche e ambientali, e per facilitare l'innovazione di prodotto rendendo i tradizionali settori dell'industria torinese (meccanica, automobile, informatica...) moderni e sostenibili;
- Lavori verdi: creazione di nuovi posti di lavoro grazie alla green economy (raccolta porta a porta, centri di trattamento di rifiuti a freddo, interventi di efficientamento energetico, eco-design);
- Ampliamento dei centri per l'impiego creando una connessione diretta con i job placement universitari e favorire la ricerca attiva del lavoro: informazioni su opportunità di lavoro a livello comunale e circoscrizionale, stesura curricula vitae, promozione e riconversione dei lavoratori e della formazione dei giovani verso i settori a maggior crescita;
- Incentivazione partnership tra imprese locali e università su progetti di ricerca e sviluppo, fondamentali per consentire la creazione di nuovi posti di lavoro;
- Sviluppo delle relazioni tra scuola superiore, università e impresa con stage mirati e collaborazioni in modo da favorire l'ingresso nel mercato del lavoro dei giovani;
- Fondo di investimento diffuso "torinesi per torinesi" che permetta a chi ha accumulato un patrimonio monetario di investirlo nel finanziamento delle giovani imprese innovative del territorio, a condizioni vantaggiose per entrambi;
- Formule di garanzia comunale sui mutui e sui finanziamenti alle giovani imprese innovative;
- Valorizzazione e crescita delle iniziative per attirare investimenti dall'estero, in cambio di impegni solidi e garantiti da penali sulla continuità della creazione di posti di lavoro qualificati a Torino, evitando nuovi casi Motorola;
- Servizio wi-fi pubblico gratuito a bassa emissione (minore di 0.6 V/m come in Liechtenstein), con garanzia di neutralità della rete, almeno nelle piazze, nei parchi, nei principali luoghi pubblici e negli uffici comunali, e in prospettiva promozione di reti wireless ubique anche tramite condivisione dal basso della connettività privata;
- Promozione del modello di condivisione dei dati e dei prodotti intellettuali secondo licenze libere come volano per la creazione di un "ecosistema dell'intelligenza" che faciliti la nascita di nuove imprese; in particolare, promozione di un mercato per servizi e prodotti informatici basati sul software libero, e progressiva migrazione da un mercato basato su un unico grande operatore ICT pubblico a una costellazione di piccole imprese innovative;
- Creazione di punti pubblici di telelavoro, telecentri nelle aree industriali dismesse o negli edifici comunali vuoti e avvio di un programma di sperimentazione del telelavoro con le aziende del territorio;
- Locazione agevolata a ore di locali comunali per giovani professionisti abilitati per consentire loro di iniziare ad esercitare la professione con i pochi clienti iniziali;
- Locazione agevolata di locali comunali in disuso per nuove attività, imprese e negozi aperte da giovani;
- Piano di mobilità comunale finalizzato alla ridistribuzione del personale delle grosse aziende (Comune, Provincia, Regione, Poste, ASL, ecc.) assegnando, a parità di mansione, la sede decentrata più vicina all'abitazione del dipendente;
- Agevolazione del rientro dei torinesi espatriati ed emigrati, con una piattaforma web di incrocio tra professionalità maturate e necessità locali;
- Piattaforma di crowdsourcing comunale (sito Web di committenza di lavoro professionale) per far incontrare le necessità delle imprese del territorio con l'offerta da parte di liberi professionisti, precari e partite IVA;
- Definizione di un piano di sostegno al reddito per lavoratori precari, disoccupati, in mobilità, o in CIG a zero ore, e per il lavoro femminile, in cambio di attività lavorative comunali (pulizia strade, pedibus, aiuto a invalidi e anziani, etc.);
- Imporre per delibera la trasparenza all'interno della filiera degli appalti pubblici per consentire l'emersione del lavoro in nero e precario;


Aggiungerei, incentivi per le aziende che sviluppano soluzioni Open Source.
O almeno introdurre sempre più in maniera capillare le soluzioni Open Source all'interno degli enti pubblici, non solo per limitare i costi delle licenze, ma anche per consentire lo svilupo di realtàlocali che operino nel settore, così da ottenere sia un incremento delle opportunitàlavorative sia dell'innovazione che rimanga sul territorio.
Non dimenticatevi delle donne, 40enni, che non hanno mai avuto opportunitàdi inserirsi nel mondo del lavoro...occuparsi dei giovani è doveroso, ma chi non lo è più e non è nemmeno anziano non ha alcuna possibilitàdi sopravvivenza.
Grazie.
Guarda che l'open source non è mica la panacea della riduzione dei costi.
Il costo di una rete è fatto per la minima parte dei costi di licenza, e per la massima parte dei costi di manutenzione.
Ti faccio un esempio:
Una rete di 100 pc
Caso 1: 200 â⬠di licenze a client(70 per s.o., 80 per videoscrittura, 50 per antivirus nei 5 anni), indovina di chi parlo. Un manutentore mi costa circa 100 â⬠al giorno. In 5 anni spendo 145.000ââ¬.
Caso 2: 0 â⬠di licenze a client. Il manutentore mi costa almeno 150, perchè ce ne sono di meno, e costano di più.
Poi devo insegnare a 100 utenti ad usare il S.O., che non hanno imparato da nessuna parte (a differenza del caso precedente) e questo mi costa almeno 500 â⬠ad utente.
Totale? 237.000 â⬠in 5 anni. Il 60% in più.
ah... dimenticavo.
Il Sistema operativo libero (inizia per l e finisce per x) dopo 18 mesi non viene più supportato dalla casa madre, e quindi devo reinstallarne una versione nuova. In 5 anni lo devo fare 3 volte, con un costo extra di 2 ore a pc (2500 ââ¬) a volta, perdendo 600 ore/uomo di produttivitàdegli utenti. Totale? altri 13000 â⬠circa.
Totale? 250.000â⬠contro 145.000.
Bello il software libero.....
Molto interessante l'idea degli affitti agevolati, il comune ha immobili inutilizzati in grande quantità e anche in aree molto interessanti, tra l'altro si potrebbero fare dei concorsi organizzati con la favoltà di architettura per la conversione di questi spazi in modo da dare anche un sostegno e una vetrina ai giovani brillanti
Magari l'affitto agevolato potrebbe essere inizialmente gratuito per andare a regime a costi di mercato dopo un certo periodo.
Altro tema è la formazione professionale per tutte quelle attività svolte storicamente da singoli artigiani o piccolissime imprese (elettricisti, idraulici, falegnami, carpentieri, imbianchini) che oggi sono via via svolti dagli immigrati, spesso molto volenterosi, affidabili ma che mancano di quegli strumenti e quelle competenze e una struutura per poter svolgere i lavori davvero con un buon standard e soprattutto a prezzi accettabili e magari non in nero...
Si potrebbe cercare di supportare in in termini di formazione, strumenti, accordi con i vendor delle tecnologie e dei prodotti impiegati e magari appunto strutture iniziali in modo che si sviluppino cooperative o imprese di dimensione più importanti in modo appunto da avere servizi di livello migliore, a costi piu contenuti e far emergere questa economia
Ciao
Molto interessante l'idea degli affitti agevolati, il comune ha immobili inutilizzati in grande quantità e anche in aree molto interessanti, tra l'altro si potrebbero fare dei concorsi organizzati con la favoltà di architettura per la conversione di questi spazi in modo da dare anche un sostegno e una vetrina ai giovani brillanti
Magari l'affitto agevolato potrebbe essere inizialmente gratuito per andare a regime a costi di mercato dopo un certo periodo.
Altro tema è la formazione professionale per tutte quelle attività svolte storicamente da singoli artigiani o piccolissime imprese (elettricisti, idraulici, falegnami, carpentieri, imbianchini) che oggi sono via via svolti dagli immigrati, spesso molto volenterosi, affidabili ma che mancano di quegli strumenti e quelle competenze e una struutura per poter svolgere i lavori davvero con un buon standard e soprattutto a prezzi accettabili e magari non in nero...
Si potrebbe cercare di supportare in in termini di formazione, strumenti, accordi con i vendor delle tecnologie e dei prodotti impiegati e magari appunto strutture iniziali in modo che si sviluppino cooperative o imprese di dimensione più importanti in modo appunto da avere servizi di livello migliore, a costi piu contenuti e far emergere questa economia
Ciao