Servizi ai cittadini

E non dite che nel Movimento 5 Stelle non ci sono le donne...

(di Viviana Ferrero (detta Vivi Rosso)) 11.05.12 10:19

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Zanzara tigre a Torino, ma quanto ci costi?

(di Viviana Ferrero (detta Vivi Rosso)) 10.05.12 10:20


La zanzara tigre Aedes albopictus, originaria del sud-est asiatico, ha sfruttato i trasporti commerciali umani per diffondersi in molte zone del mondo, e se la sua comparsa risale solo a 10 anni fa quando a Genova fu trovata una colonia in un deposito di pneumatici usati , da allora si è diffusa in tutta la penisola compresa la nostra città.

A differenza della zanzara nostrana è decisamente più aggressiva, colpisce di giorno, viene attirata dal colore nero, mentre la nostra dal colore bianco e il suo territorio di azione è molto circoscritto , circa 150 metri.

Pur provenendo da regioni tropicali ha trovato anche modo di superare i rigori invernali in microhabitat adeguati,un luogo molto amato sono per esempio i cimiteri, mentre non ha antagonisti naturali cioè specie indigene lungamente insediate in grado di impedirne la diffusione.

Il modo migliore per combatterla è prevenendo la riproduzione cioè limitando al massimo i luoghi di riproduzione. Infatti depone le uova nei sottovasi delle fioriere, nelle pozzanghere, nelle caditoie, e in generale in qualsiasi recipiente che possa contenere acqua.

Il lavoro di contenimento sia numerico sia di diffusione si attua con un monitoraggio, con ispezionie sopraluoghi, utilizzando ovitrappole per stimarne la densità e la localizzazione e inibendo la riproduzione con l'immissione per esempio nei tombini e nelle grondaie del l Bacillus thuringiensis israelensis( Bti).

Per il contenimento naturale esistono inoltre le libellule, i pipistreli e pesciolini tipo gambusie , ma introvabili in città.

La Regione Piemonte già sensibile al problema della diffusione delle più comuni Culex nostrane nelle risaie è titolare di un contratto con la società Ipla , istituto per le piante di legno e l'ambiente che coordina le attività da 6 anni , mettendo a bilancio per combattere il fenomeno della diffusione dell'insetto 110.000 eurodivisi in :

-personale 85.000 euro

-prodotti 3.700 euro

-trattamenti zanzaratigre.gif3200 euro

-materiali 7.200 euro

Il Comune di Torino partecipa con la metà della spesa cioè 55.000 euro.

Rimangono invece fuori dal programma di contenimento i comuni limitrofi, cioè Settimo, Moncaglieri e Nichelino.

Ma anche i cittadini possono partecipare attivamente attuando una corretta prevenzione e segnalando al numero verde 800.171198 la presenza dell'insetto.

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Le bugie dalle gambe corte...

(di Viviana Ferrero (detta Vivi Rosso)) 04.05.12 17:31

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Giovedì 3 maggio 2011 eravamo in tribunale a Torino Palazzo di Giustizia" Bruno Caccia", per il processo contro 22 attivisti No-Tav, imputati di aver violato i sigilli della baita in Val Clarea più affettuosamente detta" Presidietto".

La baita costruita in perfetto stile locale è infatti stata eretta per ripararci dai rigori invernali e poter presidiare le opere del cantiere Tav, una vigilanza attuata dalla popolazione locale, ma anche dai tanti attivisti del movimento No-Tav che provengono da tutta Italia.

Al processo, partito con più di un'ora di ritardo, erano presenti in qualità di imputati anche Beppe Grillo e Alberto Perino e decine di fotografi e giornalisti attentissimi ad approfittare di ogni momento per chiedere interviste e commenti sull'accusa.

Il processo si è svolto con tranquillità, nessuna arringa da parte di Beppe Grillo che si è fermato il tempo necessario per l'identificazione che consisteva nel dichiarare le proprie generalità .

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=jhy_LrqoAvc#!

Questa invece è la cronaca data da Rai 3, e lascio a tutti voi commentare come ormai l'informazione venga continuamente e bellamente distorta.

Solo per chiarezza l'unico momento di tensione, c'è stato quando è scappato un 'applauso per la dichiarazione delle generalità del povero Giorgio, che appariva come imputato e attualmente agli arresti, sempre per fatti No-Tav. Era solo un'applauso di incoraggiamento per chi viene tenuto, dicono per motivi di spazio, nelle stesse celle dove si tengono i mafiosi e i peggiori criminali.

Concludo dicendo che è inutile che si cerchi di criminalizzarci, farci passare ore in tribunale, modificare le notizie, tanto con la rete siamo in grado di difenderci, di dare le informazioni in tempo reale.

E cogliamo anche la velata minaccia portata con l'apertura di servizio che recita:" Uno dei primi procedimenti penali..."come a spiegarci che ne seguiranno altri ancora...

Ma non ci abituerete a sentirci degli illegali , dei criminali, perchè la nostra è anche una battaglia ideologica come questo è chiaramente un processo politico...

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Mattinata in aula bunker per il processo ai sindaci valsusini Pognant e Russo

(di Viviana Ferrero (detta Vivi Rosso)) 19.04.12 00:02

L'aula bunker di Torino, aula che in passato aveva accolto i famosi processi contro le Brigate Rosse e i processi di mafia, è stato il luogo scelto per lo svolgimento del processo contro i due sindaci, rispettivamente Mauro Russo di Chianocco e Simona Pognant di Borgone , accusati di aver picchiato il 6 dicembre 2005, all'indomani del famoso sgombero di Venaus, due poliziotti.

Il processo si sarebbe dovuto svolgere a Susa , ma la motivo dello spostamento alquanto risibile era che era un tribunale troppo piccolo e non consentiva l'accesso ai disabili. Quindi in un gelido, e mi chiedo che se sia consentito tenere una temperatura così bassa, e alquanto inquietante tribunale di circa 1000 mt ben 34 persone, compresi poliziotti, testimoni,giudici, avvocati e i due imputati si sono ritrovati per celebrare il processo.

Abbiamo ascoltato con attenzione le testimonianze delle sette persone che erano vicini ai sindaci la mattina del 6 dicembre e che hanno raccontato, corredando la loro testimonianza con fotografie scattate proprio in quel momento, come Mauro e Simona avessero svolto il coraggioso ruolo di mediazione tra Forze dell'Ordine e manifestanti e mai avessero alzato le mani per picchiare .

Un poliziotto aveva accusato Mauro Russo di averlo colpito con una gomitata , lui in tenuta antissommossa con il casco con la mascherina abbassata, e di avergli rotto il naso, l'altro accusava Simona Pognant di averlo strattonato e procurato un grave problema alla schiena.

Nessuno però dei presenti che testimoniavano ricordavano di aver visto poliziotti contusi o feriti e l'autombulanza era sì arrivata, ma per soccorrere uno dei manifestanti con la testa rotta da una manganellata.

Ora il processo prosegue, come anche il tentativo di criminalizzazione del Movimento, l'abituarci a frequentare le aule dei tribunali, farci sentire dei delinquenti e della peggiore specie, ma una cosa è certa, se c'è ancora giustizia in questa povera Italia , che si faccia presto chiarezza su queste accuse , e soprattutto si smetta di dare la caccia alle streghe per dedicarsi alla caccia ai ladri, che in questo paese pare abbondino.

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Aumentano gli homeless a Torino, ma chi se ne occupa?

(di Viviana Ferrero (detta Vivi Rosso)) 18.04.12 00:43

Digiunando al tendone in piazza Castello per il presidio "Ascoltateli" presidio per la riapertura del dialogo sul Tav, capita sempre più spesso di trovare persone che chiedono di poter condividere la tenda per passare la notte.

Sono i nuovi homeless cittadini, persone che inizialmente hanno perso il lavoro, poi successivamente, non potendo più pagare l'affitto hanno perso anche la casa e si sono ritrovati senza un posto dove dormire .

E dopo aver vagato, in una notte di pioggia, da un punto di accoglienza all'altro, trovano una tenda in centro città e chiedono di entrare.

Raccontano storie di vita vissuta, incredibili e purtroppo vere, e non si tratta di alcolizzati o malati mentali ma di persone che, spesso giovani, hanno perso dopo la casa soprattutto la speranza di poter ricominciare.

Sono un popolo silenzioso, perchè nella nostra società della povertà ci si vergogna, ma è un realtà di cui bisogna tenere assolutamente conto.

Le strutture di prima accoglienza ci sono

http://www.comune.torino.it/servizionline/schede/userTorinoE.php?context=torinoE&submitAction=homeIndice&id=700&idRoot=134&refLanguage=it

ma ci viene riferito che alcune sono chiuse e altre sono state dimezzate in numero di posti.

Ora questa realtà va indagata e con cura perchè se c'è qualcosa che sento come diritto di un uomo è quello di avere un tetto sotto cui posare il capo e se il risultato di tanto ostentato benessere è un aumento esponenziale dei poveri allora ben venga la sana decrescita di cui si parla da anni .

Come dire un po' meno ma un po' per tutti.

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Il portavoce del Sindaco: diminuiscono le responsabilità ma non lo stipendio

(di chiara appendino) 11.04.12 23:43

Qualche mese fa l'assessore Passoni è stato chiamato a rispondere alle nostre domande in merito alla controversa assunzione del portavoce del Sindaco.
Come ormai saprete, da corollario alla vicenda c'è un curriculum depositato agli atti ma non ancora on-line a 5 mesi dall'assunzione (come previsto per tutti i dirigenti), nel quale si legge "corso di laurea in.." ma per il quale, come confermato dall'Assessore in aula, non era stato conseguito il titolo di laurea (obbligatorio per gli incarichi dirigenziali), un contratto ex-art 110/267 che erroneamente riporta in testata "Dr. Giovannetti" ed uno stipendio da 15 mila euro al mese che impegna le casse comunali per circa 1 mln di € in 5 anni.

Già allora avevamo espresso forti dubbi e contrarietà in merito a questa assunzione che conferiva un ruolo dirigenziale ad un soggetto privo del titolo di laurea, contrariamente a quanto sancito più volte dalla Corte dei Conti in altre regioni. Avevamo quindi scritto una mozione con la quale impegnavamo il Sindaco (unico soggetto titolato a farlo) a chiedere un parere alla corte dei conti, documento che è in discussione in questi giorni.

A distanza di 4 mesi, in seguito alla riorganizzazione della macchina comunale, con un'altra interpellanza abbiamo chiesto all'Assessore Passoni se vi fossero stati sviluppi in seguito alle nostre osservazioni. E indovinate un po' cosa ci è stato detto?

Al Portavoce del Sindaco è stato tolto l'incarico di Direzione del Servizio Centrale Informazioni e Rapporti con il Cittadino, quindi non ha più incarichi dirigenziali coerentemente con quanto previsto dalla legge essendo soggetto privo di laurea.
Una battaglia vinta, verrebbe da dire....e invece no, perchè, incredibile (forse non troppo) ma vero, non gli è stato ridotto lo stipendio. Una funzione in meno, cioè una responsabilità in meno, dovrebbe implicare senza se e senza ma una riduzione di stipendio. E invece no...almeno non per questa amministrazione.

Inutile ribadire per l'ennesima volta che uno stipendio da €180.000 all'anno sia già una follia di per sé, e lo diventa ancor di più se si pensa alla situazione economica nella quale versa il comune. Diventa poi quasi una barzelletta se lo si paragona ad altri soggetti fuori dall'Italia come Jay Carney, il portavoce del Presidente Obama, che guadagna circa €118.000 all'anno.

Ma diventa davvero inaccettabile, una vera presa in giro, che a fronte di minori responsabilità non corrispondano minori compensi: se si alleggeriscono le funzioni deve diminuire lo stipendio, oppure questo per il portavoce del Sindaco non vale?

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Cercansi scrutatori

(di Vittorio Bertola) 28.03.12 19:26

Non molti sanno che da qualche anno anche la nomina a scrutatore di seggio è soggetta alle spartizioni della politica: infatti gli scrutatori vengono scelti uno per uno dalla commissione elettorale comunale, un organo formato da tre consiglieri comunali più il sindaco. Come degli scrutatori nominati dai partiti possano garantire la massima correttezza delle operazioni elettorali è un mistero, ma in questo modo si ottiene la possibilità di far avere qualche soldo ai nominati in cambio di un lavoro facile facile a spese dello Stato, con in più uno o due giorni aggiuntivi di ferie dopo l’evento per riprendersi.

Certo, ogni tanto si esagera: è noto che i dipendenti GTT vengono precettati in massa per fare lo scrutatore o il rappresentante di lista (altra figura nominata dai partiti, non compensata ma che ha comunque diritto ai permessi e ai riposi compensativi) per conto di alcuni partiti e correnti del centrosinistra che storicamente controllano l’azienda, costringendo quest’ultima a lasciare a piedi i cittadini per mancanza di personale… evidentemente le elezioni sono prioritarie.

Potete dunque capire come la commissione elettorale sia importante, tanto è vero che in rete si trova tuttora questo opuscolo interno di Forza Italia, risalente all’anno di istituzione del meccanismo, in cui si legge, scritto in rosso e sottolineato, “È inutile sottolineare come, per garantire una nostra presenza all'interno dei seggi elettorali, soprattutto in vista delle prossime elezioni politiche del 9 aprile 2006, diventa di fondamentale importanza eleggere un consigliere di Forza Italia all'interno della Commissione elettorale del vostro Comune.”

Ovviamente, noi nella commissione elettorale non siamo rappresentati: è stata votata a inizio consigliatura con un accordo bulgaro, due PD e uno PDL. La prassi comunque vuole che i posti di scrutatore a disposizione siano rigidamente divisi: due terzi ai partiti della maggioranza e un terzo a quelli della minoranza, e all’interno dei due blocchi proporzionalmente al numero di consiglieri. E dato che a Torino ci sono 919 seggi e che per ognuno sono necessari tre scrutatori per i referendum o quattro per le elezioni, i posti da assegnare sono una bella quantità.

Siccome si avvicina il referendum regionale sulla caccia del 3 giugno prossimo (pochi lo sanno, tanto che noi abbiamo presentato una mozione per chiedere che il Comune informi sulla sua esistenza…), con 2757 scrutatori da nominare, ci è giunta questa tabellina:

Posti di scrutatore assegnati alla Minoranza Consiliare: n. 919. Così ripartiti:
Pdl 460
Lega Nord 173
Movimento 5 Stelle 115
Fli 57
Terzo Polo - Udc 57
Torino Libera No Euro Lista Grilli Parlanti 57

Come potete immaginare, non abbiamo nessuna intenzione di cercare 115 amici da segnalare in quanto simpatizzanti del Movimento (peraltro dovrebbero essere già iscritti all’albo degli scrutatori, come da domanda che si può presentare ogni anno a novembre: quest’anno contiene 35.021 aspiranti). Però ci siamo chiesti, a maggior ragione in questi tempi di crisi, perché riservare questa opportunità di lavoro a chi ha i contatti con un partito che può nominarlo? E dunque, invece di lasciare anche i “nostri posti” ai partiti, abbiamo pensato di aprire questa possibilità a chiunque, ad eccezione ovviamente di chi ha una tessera di partito in tasca e/o un partito che già lo nomina.

Invitiamo dunque chiunque sia già iscritto all’albo degli scrutatori e voglia essere nominato per il 3 giugno a compilare il modulo che trova in questa pagina. Avete tempo fino alle ore 12 di giovedì 5 aprile, dopodiché nel pomeriggio procederemo a un sorteggio tra tutti quelli che si saranno segnalati; ci è sembrato il metodo più equo… in attesa di poter andare in Parlamento a cambiare anche questa legge.

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Sull'attentato al consigliere Alberto Musy UDC

(di Viviana Ferrero (detta Vivi Rosso)) 21.03.12 13:04

E' doveroso , dopo aver appreso del grave attentato al Consigliere comunale di Torino Alberto Musy esprimere solidarietà a lui ai suoi collaboratori, alla sua famiglia.

E' altresì doveroso dare solidarietà alla sua battaglia contro l'illegalità nella nostra città, soprattutto nell'attenzione verso i Murazzi, su cui aveva scritto un'interpellanza che doveva essere discussa in Comune.

Non è accettabile invece che si sottintendano legami tra questo attentato e il pacifico movimento NO-Tav che prosegue la sua battaglia non -violenta anche in piazza Castello con il digiuno di centinaia di persone.

La gravità del momento è acuita ancor più da falsi e tendenziosi suggerimenti che la stampa promuove riguardo alle contestazioni di Musy in Valsusa e non mettendo in luce il suo impegno per il contrasto dell'illegalità nel cuore di Torino.

Lasciamo che la Magistratura prosegua le sue indagini e i giornali non ipotizzino scenari assurdi.

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Salvare l'ospedale Valdese

(di Claudio Di Stefano) 14.03.12 07:29

Torino, 13 marzo. Sala piena, gente in ascolto anche all'esterno. Consiglio Aperto in Circoscrizione 8 per l'Ordine del giorno: "Riorganizzazione dell'Ospedale Valdese". Tema molto sentito dagli abitanti non solo del quartiere ma di un buon pezzo di città intera. Presenti anche moltissimi medici e altro personale del Valdese, giornalisti, politici ...valdese01g.jpg
Assenti invece invitati illustri: l'Assessore Regionale alla Sanità Paolo Monferino, passato sulla poltrona ancora bollente della Caterina Ferrero - di cui si sta occupando la magistratura - si giustifica con una lettera (letta pubblicamente dal Presidente Circoscrizionale Levi) in cui spiega che "riconfermiamo la volontà di mantenere tali servizi di tipo ambulatoriale, di day surgery e, più in generale, i servizi sanitari a carattere diurno." Niente di di sicuro tuttavia. Il piano regionale è in progress.
L'Assessore Comunale alla Sanità Elide Tisi, anche lei con una lettera esprime solidarietà alla circoscrizione affermando contrarietà alla "riconversione del Valdese". Assente anche il Direttore Generale Sergio Morgagni.
Apre gli interventi la capogruppo in circoscrizione8 PDL, Cristina Tommasi, da anni si batte per il Valdese ed è stufa di avere notizie dai giornali e non dai canali ufficiali dell'amministrazione pubblica, dimostrando come in Regione si ignorino le istituzioni più vicine al territorio.
Dal 2004, l'ospedale voluto dalla Tavola Valdese in San Salvario a Torino, è entrato nel SSN ed è pure tutelato con specificità dalla Legge regionale 11 del 2004. Sarebbero, secondo Giacomo Manuguerra - commissario Asl To1 e To2 - gli art. 1 e 4 ad impedire formalmente la trasformazione del Valdese in RSA ovvero Residenza Sanitaria Assistenziale, ovvero . Ma c'è chi riconosce che anche le leggi regionali possono essere ignorate.
Intanto oltre cinquemila firme raccolte dal comitato a difesa dell'ospedale. Il chirurgo Giuseppe Avogliero denuncia: "Ci aspettavamo, inoltre, di essere interpellati, ma nessuno ci ha ascoltati e non c'è nessuna intenzione di farlo." Le prestazioni ed i servizi della struttura sono state contate in migliaia l'anno scorso. I cittadini presenti sono la testimonianza di un'eccellenza palese in molte specialità.
Il Pastore Eugenio Bernardini, in rappresentanza Valdese, afferma "Ma i soldi della spesa sanitaria si sprecano proprio al Valdese?" e chiede il ripristino della Commissione consultiva apposita (dal natale 2009 non viene convocata) che coinvolge la Tavola Valdese e la Circoscrizione sui processi decisionali.
Intervengono tuttavia ben tre noti consiglieri regionali.
Nino Boeti (PD) dichiara di fare opposizione al Piano Sanitario regionale con numerosi emendamenti, propone poi trasferire la senologia delle Molinette al Valdese.
Anche Eleonora Artesio (Fed. Sinistra) annuncia i suoi emendamenti e definisce il Valdese "ospedale di territorio". Ed acutamente centra il nocciolo politico su cui la maggioranza in Regione sta strutturando la propria linea. Rivolgendosi ai professionisti medici in sala chiede loro di trovare una modalità di dimostrare l'eccellenza particolare del Valdese come "funzionale alla rete regionale", perchè sostanzialmente è questa l'obiezione della giunta di Cota alle proteste.
Ultimo Carossa (Lega) dichiara che dalle parole di Monferino emerge la volontà di salvare il grosso delle attività dell'ospedale, tuttavia lamenta l'attaccamento al mattone del personale medico. Anche quando è trasferita l'eccellenza resta tale, dice.
Una paziente oncologica, che ha proprio già "subito" il trasferimento da altro ospedale, chiede al leghista risposte ufficiali dall'assessore assente.
Io ho votato a favore dell'ODG in circ8 per impedire la trasformazione in struttura non ospedaliera e ripristinare la consultazione del territorio nelle decisioni.
Tuttavia la razionalizzazione andrà fatta. Anche il PD la farebbe. Il nodo centrale resta la "funzionalità alla rete". Una battaglia di relazione fra presidi. E speriamo che anche gli altri numerosi piccoli e medi ospedali sotto scacco riescano a sopravvivere. Perchè la salute pubblica è di tutti.

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Approvata la nostra mozione: in arrivo lo streaming delle commissioni consiliari

(di chiara appendino) 13.03.12 12:00

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Nell'ultimo consiglio comunale è stata approvata la nostra mozione che prevede che a breve venga attivata la diretta streaming audio sul sito del comune di Torino delle sedute pubbliche delle Commissioni consiliari.

La diffusione della diretta audio è un'iniziativa in favore della partecipazione e della trasparenza dell'attività di Palazzo civico. Le commissioni, luogo in cui si entra nel merito delle questioni che riguardano la Città analizzando e dibattendo le proposte nel dettaglio, si svolgono normalmente in orario lavorativo e la necessità di doversi recare fisicamente presso la struttura per poter assistere ai lavori genera un evidente disincentivo a seguirle.

Siccome oggi l'audio è già registrato e archiviato per adempimenti di verbale, questo intervento non comporterà alcun costo aggiuntivo per la città. Sarà, per tutti i cittadini che lo desiderano, una grande opportunità per partecipare e seguire i lavori dell'amministrazione, anche da casa o dall'ufficio.

Per noi è una grande soddisfazione poiché questa mozione rappresenta un primo passo avanti sul tema della partecipazione e della trasparenza, punti fondanti del nostro programma, scritto e condiviso con i cittadini.

E ora andiamo avanti con il resto...

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Lo Stato mi deve difendere, non mi deve offendere...

(di Viviana Ferrero (detta Vivi Rosso)) 28.02.12 01:10

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Stamattina piangevo, guardavo lo zaino che avevo preparato per la sera con dentro il sacco a pelo , l'asciugamano, lo spazzolino, la torcia e un po' di biscotti, pensando di partecipare al presidio dei terreni che avevamo regolarmente acquistato.

Non era solo per Luca del Cels che ho conosciuto come l'autista del furgone da cui Alberto Perino parlava nell'8 dicembre 2005 nel prato di Venaus, uno che c'era sempre, uno che si dava da fare, un'idealista...

Piangevo perchè un ragazzo pur di resistere era caduto da un traliccio alto 15 metri e per quanto si cercasse di sminuire l'accaduto, riportando la notizia come una semplice bravata, qualcuno pur di fermare il cantiere aveva messo a rischio la propria vita.

Ma DOVREMMO DARCI FUOCO PERCHÈ VENGANO ASCOLTATE LE NOSTRE RAGIONI?

Quanti Luca Abbà deve sacrificare la Valsusa?

Tutta l'Italia deve scendere in piazza e chiedere che il cantiere venga fermato , è tempo di riflettere, è il tempo di porsi dei dubbi, perchè se si è è disposti a morire per fermare il Tav non si tratta più solo di un treno.

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UN PAESE VIOLENTO NON E' IL MIO PAESE

(di Viviana Ferrero (detta Vivi Rosso)) 26.02.12 11:13

Dopo una giornata dove abbiamo camminato per chilometri, sotto il sole , con in faccia il vento che spira senpre in Val di Susa, dopo una giornata di partecipazione, oltre 70.000 persone, anche se la Rai diceva 5000, di solidarietà, di rispetto della legalità. Dove hanno marciato bambini, handicappati, anziani, tantissimi giovani e non ho visto nessun terrorista...
La sera a Porta Nuova , dai racconti di chi era lì , i polizziotti non lasciavano andare via i ragazzi, salire semplicemente sul treno per tornarsene a casa. Ma che paese è questo?
Vi preparate per domani vero? Quando nella completa illegalità recinterete il Non-cantiere e le proprietà private dei cittadini? Da che parte sta la legge...ditemelo dopo i fatti di Porta Nuova.http://www.youtube.com/watch?v=fTk6Syrhvlk&feature=player_embedded

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Vi paghiamo e non volete farvi riprendere

(di Serena Imbesi) 21.02.12 11:08

Come alcuni sanno dall'inizio dell'insediamento in Comune e Circoscrizioni insieme ai Consiglieri del MoVimento è entrata la battaglia per la trasparenza, abbiamo iniziato a chiedere di fare entrare le telecamere nelle assemblee publiche come i Consigli QUI un riassunto di quanto abbiamo fatto in Circoscrizione 2.

L'ultimo capitolo è stato scritto Lunedì 13, durante l'ultimo Consiglio, da Fabio Versaci che ad inizio seduta ha acceso la sua telecamera...ma dopo pochi secondi tra i consiglieri, ma soprattutto tra i banchi della giunta, si notano i primi movimenti volti ad avvisare il Presidente dell'imprevista e scomoda presenza.

Sotto trovate il video integrale di quanto successo, la sala del Consiglio era piena di gente che ha visto un Presidente imbarazzato che non sapeva quale legge citare per evitare le riprese, alcuni cittadini si sono espressi in maniera forte verso tutto il consiglio " Vi paghiamo noi e non volete neanche farvi riprendere".

qui il video

I toni sono a tratti poco consoni ad una sede istituzionale, sentiamo il Presidente dare del giullare al cittadino Fabio Versaci.

Tra i Consiglieri uno dei più adirati alla vista della telecamera è Plazzotta (Lega Padana Piemont - Lista del grillo ecc.), dopo aver sentito il Presidente dire che non si può riprendere incalza dicendo : " c'è la legge, qui non siamo come in altre Regioni che fanno quello che vogliono"

Continueremo sicuramente la nostra campagna per la trasparenza in tutte le Circoscrizioni perchè proprio non riusciamo a capire come mai dei personaggi pubblici siano così allergici a delle telecamere.

A voi i commenti...a prestissimo gli aggiornamenti

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Puzza di soldi bruciati

(di Vittorio Bertola) 18.02.12 12:35

Del problema della puzza di marcio che a ondate ammorba Torino, specie di notte, ci occupiamo sin dal principio; ne avevamo già parlato a novembre. Il consiglio comunale ne ha discusso di nuovo grazie a un nostro ordine del giorno, in cui ponevamo una richiesta molto semplice: chiudere l’impianto responsabile della puzza.

Vale la pena ripetere che la puzza ormai è ben documentata e che la sua origine è accertata. Non viene tanto, come spesso si crede, dalla discarica di Cassagna, sita nell’area alle spalle della tangenziale tra Collegno, Druento e Pianezza, in cui anche Torino porta i rifiuti indifferenziati; viene invece dall’adiacente impianto di compostaggio Punto Ambiente.

L’impianto è di proprietà del CIDIU, l’azienda dei rifiuti di Collegno, Grugliasco e Rivoli, e accoglie l’organico di questi comuni (quello torinese va a Pinerolo). E’ entrato in funzione nel 2009 ed è costato ben 22 milioni di euro, che il consorzio suddetto ha preso a prestito dalle banche dando come garanzia i futuri introiti del trattamento dei rifiuti. Peccato che, per errori di progetto, lasci uscire una puzza mefitica che ammorba l’intera città.

Ora, direte voi, se una attività industriale puzza e da anni rende impossibile la vita ai cittadini la si chiude d’imperio, no? L’abbiamo detto anche noi, ma purtroppo la politica non funziona così. Già, perché se l’impianto non funziona il CIDIU non guadagna, e se il CIDIU non guadagna non può pagare i debiti contratti per realizzarlo, e se il CIDIU va a picco si aprono voragini nelle casse di Rivoli, Collegno e Grugliasco e degli altri Comuni soci minori, tra cui Alpignano e Pianezza.

E siccome la Città di Torino, danneggiata dalla puzza, e la Provincia di Torino, che è l’unica che può ordinare la chiusura dell’impianto, sono governate dalla stessa parte politica che governa Rivoli, Collegno e Grugliasco, uno sgarbo del genere è politicamente inopportuno. Di qui il fatto che la vicenda si sia trascinata per anni e che le contromisure prese siano sempre parziali; l’ultima è stata, a dicembre, la riduzione alla metà della quantità massima di rifiuti trattata dall’impianto.

Ma qui entriamo in gioco noi e il nostro “fiato sul collo”; e dunque abbiamo messo sul tavolo un atto per cui la Città chiedesse formalmente alla Provincia la chiusura dell’impianto per il tempo necessario a ristrutturarlo ed eliminare gli odori (la ristrutturazione costerà ai collegn-grugliasc-rivolesi un’altra decina di milioni di euro, ma mica possiamo tenerci la puzza). Gli impianti di compostaggio per accogliere temporaneamente l’organico di Punto Ambiente non mancano: basta volere.

La discussione in commissione, il 2 febbraio, è culminata nel classico intervento da bastian contrario del consigliere Viale (radicale del PD) sul fatto che lui non aveva mai sentito questa puzza e dunque si trattava probabilmente di una psicosi collettiva. Superata l’obiezione con una generale conferma di tutti - assessore compreso - a proposito dell’effettiva esistenza della puzza, ci fu però detto che la richiesta di chiusura non aveva senso, perché bisognava attendere che la riduzione della quantità di rifiuti adottata a dicembre avesse effetto; l’organico impiega circa tre mesi a marcire, quindi il beneficio completo sarebbe scattato a marzo. E che problema c’è? Noi siamo arrivati in aula con un auto-emendamento che diceva di aspettare aprile, ma poi, se la puzza continuava, di chiudere comunque l’impianto.

In aula, è stato il presidente di commissione, Grimaldi di SEL, a chiederci di eliminare la richiesta di chiusura dell’impianto, lasciando solo la parte che diceva di aspettare aprile. Ma noi avevamo pronta la controproposta; abbiamo eliminato la richiesta al CIDIU di bloccare subito l’impianto, ma abbiamo lasciato la richiesta alla Provincia di chiuderlo per la ristrutturazione anti-puzza, che era la cosa importante. A questo punto, dopo una ulteriore dimostrazione di disponibilità politica, non c’erano più motivi per non votare l’atto; e difatti l’ha votato tutta l’aula, a parte il solito Viale e l’astensione della Lega (forse l’olfatto padano è meno sensibile): obiettivo raggiunto.

Esiste dunque ora un atto formale della Città di Torino, che prende posizione chiedendo alla Provincia di obbligare il CIDIU a ristrutturare l’impianto se entro aprile la puzza non sparisce. E’ il massimo che possa fare la Città, visto che l’impianto non è di sua competenza; nel frattempo, nei comuni limitrofi è il caso che comincino a chiedere conto dei soldi così mal spesi in questo progetto…

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"Spifferi a 5 Stelle" ?

(di MoVimento Torino) 16.02.12 15:28


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Oggi Lo Spiffero ha colto l'occasione per pubblicare un articoletto di poche righe intitolato "Svarioni a 5 Stelle", riprendendo una polemica su Facebook da parte di un consigliere della terza circoscrizione che, in mancanza d'altro, fa dell'attacco ai "grillini" il centro della sua azione politica. LINK
La realtà è ovviamente ben diversa da quanto raccontato: qualche mese fa abbiamo scritto una proposta di delibera di iniziativa consiliare per modificare il regolamento comunale degli istituti di partecipazione, come primo passo di una serie di proposte per favorire la partecipazione dei cittadini. Difatti, nonostante la legge 267/2000 permetta l'accorpamento di referendum locali con operazioni di voto regionali, nazionale ed europee, il regolamento della città di Torino lo vieta in modo esplicito. Per questo motivo, con una proposta di delibera di nostra iniziativa, abbiamo proposto la modifica del comma 2 di questo regolamento per accorpare quando possibile i referendum cittadini ad altre elezioni che si svolgano nello stesso periodo, con un significativo risparmio per le casse del Comune.
Dove nasce la polemica? Secondo lo Spiffero e altri soggetti, ci sarebbe una sorta di nostra dimenticanza circa l'esistenza del comma 1, riguardante l'obbligo di tenere il referendum cittadino tra 15 giugno e 15 luglio, mentre i referendum nazionali si devono tenere entro il 15 giugno.
Certo è un vincolo non da poco, e infatti non ce ne siamo assolutamente dimenticati, tant'è che il comma in questione è addirittura riportato nel testo della proposta di delibera che abbiamo presentato. LINK
Abbiamo tuttavia deciso di non inserire l'abrogazione di questo comma in questa prima fase, in quanto prima volevamo verificare se vi fosse in generale una volontà politica favorevole all'accorpamento. Inoltre, anche dal punto di vista tecnico è normale cominciare a far valutare agli uffici, nella prima stesura della delibera, il punto potenzialmente più controverso.
L'adeguamento delle date può essere fatto successivamente, ad esempio in sede di discussione della delibera in consiglio comunale, se (come appare) tutte le forze politiche sono d'accordo.
Comunque, tutte le proposte migliorative del testo sono benvenute, e siamo lieti di aver finalmente suscitato interesse sul tema della partecipazione dei cittadini.

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