Trasporti

Le multe giuste

(di Vittorio Bertola) 30.03.12 13:13

Non accade troppo spesso che il giornale cittadino parli delle nostre proposte, ma venerdì scorso è successo - con un bel titolo “I vigili devono fare più multe”. Secondo alcuni, essendo che le multe sono impopolari, non era certo un favore; eppure noi siamo molto contenti che, come potete vedere nel video, la nostra mozione sia stata accolta e approvata dal consiglio comunale.

L’obiettivo, comunque, non è fare “più multe”, ma fare multe più giuste. Fino ad oggi, l’attività sanzionatoria dei Comuni è concentrata soprattutto sugli eccessi di velocità, tramite gli autovelox fissi e i terribili telelaser. Ora, noi troviamo giusto che si dissuada chi vuole usare i viali cittadini come piste da Formula 1, ma troviamo meno giusto che i limiti di velocità non siano adeguati alla normalità del traffico: su uno qualsiasi dei nostri stradoni tutte le auto corrono almeno a 60-70 chilometri orari, cioé oltre il limite dei 50, e delle due l’una - o tutti i torinesi sono pazzi incoscienti o il limite non è adeguato alla realtà.

Peggio ancora se l’ente pubblico si mette a multare in punti dove è molto più pericoloso andare ai 50 (rischio tamponamento) che andare agli 80, come alla fine della discesa della sopraelevata di corso Grosseto, o su vere e proprie superstrade, come hanno fatto recentemente alcuni comuni della cintura (vedi Rivoli su corso Allamano). Queste sono evidentemente multe fatte solo per fare cassa, sfruttando limiti talmente bassi che viene il dubbio che siano tenuti bassi apposta (e basta visitare i forum degli automobilisti arrabbiati per capirlo).

In compenso, ci sono violazioni che sono molto più pericolose e dannose per la collettività, ma che raramente vengono sanzionate. Una è quella di svoltare a sinistra da centro viale dove è vietato, specialmente quando l’incrocio è trafficato e si creano lunghe code per chi resta bloccato. Peggio ancora se, come in via Cernaia angolo corso Vinzaglio, chi svolta a sinistra illegalmente blocca i binari del tram e con esso una fila di mezzi pubblici carichi di persone, facendogli perdere un paio di minuti. Analogamente per due altri tipi di violazioni: la doppia fila sugli assi di scorrimento, che costringe il traffico a restringersi e le auto a cambiare corsia all’ultimo in modo pericoloso, e la violazione delle corsie preferenziali.

Già oggi queste violazioni vengono sanzionate, mandando una pattuglia ogni tanto; peccato che sui cinque incroci cruciali da noi segnalati siano state fatte nel 2011 1.600 multe per svolta vietata, che sembrano tante ma sono in realtà mediamente una al giorno per incrocio. Dato che le violazioni sono invece una al minuto, si capisce anche che il solitario beccato dai vigili si lamenti dicendo “perché io?”.

Ecco perché la nostra proposta è di usare le telecamere, come si fa per gli accessi alla ZTL; la tecnologia di oggi permette di individuare manovre e leggere le targhe dalle immagini in automatico, e se tutte le violazioni venissero regolarmente represse si otterrebbe contemporaneamente molta più equità e molta più efficacia, andando inoltre a recuperare entrate finanziarie non a caso, da chi si comporta esattamente come tutti e ha la sfortuna di essere preso di mira, ma solo da quella minoranza che compie manovre veramente dannose e pericolose.

Naturalmente la proposta ha suscitato qualche polemica, compreso l’intervento piccato di un consigliere comunale che era stato fermato e multato, a suo dire ingiustamente, proprio per aver svoltato a sinistra da via Cernaia in corso Vinzaglio. Alla fine però è passata, e ora vedremo come verrà applicata; inoltre vedremo se avrà esito positivo anche un’altra mozione da noi presentata, quella per studiare qualche sistema automatico per multare chi parcheggia alle fermate del pullman, impedendo ai bus di accostare e dunque di far salire gli invalidi. La nostra mozione per un maggior controllo su chi entra abusivamente in auto nelle isole pedonali è stata invece respinta dalla maggioranza, che ne ha chiesto il ritiro promettendo di affrontare l’argomento in commissione.

Ma dato che non vogliamo dimenticarci di chi invece è stato multato perché sfrecciava a “ben” 65 chilometri orari su un viale a tre corsie, segnaliamo anche che il consiglio comunale, tramite un nostro emendamento a una mozione della maggioranza, ha già approvato di elevare a 70 km/h il limite di velocità su tutti i grandi viali cittadini, portandolo invece a 30 km/h nelle vie residenziali; e che, alla notizia dell’ennesimo autovelox spremitore del comune di Moncalieri, abbiamo presentato anche un ordine del giorno per chiedere che la stessa cosa venga fatta dai comuni della cintura su tutte le grandi strade di accesso a Torino, ovviamente dove la strada è ampia e priva di incroci pericolosi.

Ecco dunque perché l’obiettivo che ci proponiamo non è fare più o meno multe… ma fare le multe giuste, a chi veramente guida come se sulla strada ci fosse solo lui, danneggiando e mettendo in pericolo tutti gli altri.

9 commenti »
 

Parcheggio interrato a Porta Nuova. Il Comune di Torino quanto guadagna?

(di Viviana Ferrero (detta Vivi Rosso)) 25.03.12 00:07


Portato in Commissione per il parere "non-vincolante" della Circoscrizione 1, la costruzione di un parcheggio interrato sul lato di via Nizza, che prevede lo scavo di tre piani interrati , la realizzazione di circa 200 parcheggi, metà pertinenziali, metà di passaggio e la riqualificazione della superficie in un risicato giardino

La situazione attuale è di circa 70 parcheggi di superficie e dal momento che la Stazione di Porta Nuova non è considerata dal Comune di Torino prioritaria, come lo sono invece il Lingotto e Porta Susa, possiamo solo ipotizzare che i treni diminuiranno di numero.


Il Comune di Torino guadagnerà da questa operazione solo la sistemazione superficiale, che prevede il progetto di un giardino, diviso in aiuola fiorita, parte che c'è già ma è lasciata a sfalcio verso corso Vittorio e della parte rimanente di piazzale dopo lo scavo della rampa circolare di accesso delle automobili. Poi il Comune riavrà i parcheggi di transito tra circa 30 anni, mentre quelli pertinenziali verranno venduti dagli stessi costruttori.


Va inoltre presa in considerazione la possibilità che si scavino ulteriori piani, visto che il progetto non dà restrizioni sul numero di piani interrati e quindi il numero di posti pertinenziali può aumentare.

Riporto qui la sensata osservazione di una cittadina che partecipava alla Commissione, la quale riteneva più opportuno che il Comune vendesse, qualora se ne intravedesse la reale necessità, a cooperative di cittadini residenti

Questo perchè i residenti si trovano nel doppio disagio di avere il cantiere sotto casa e di dover pagare salato il box sotto casa.


C'è poi un parcheggio più interno, non considerato in questo progetto, di proprietà delle ferrovie, che invece andrebbe integrato a quello esistente in modo da ottimizzare il carico, scarico delle merci e delle persone.

Senza contare la difficile gestione dei giardini prospicienti le stazioni come i Giardini Sambuy di fronte a Porta Nuova che sono stati recintati, vengono chiusi di notte e sono oggetto continuo di atti vandalici.


Tutto questo perchè forse sarebbe meglio evitare anni di cantieri, polveri sottili e inquinamento dovuto al congestionamento del traffico, quando i parcheggi, lo sappiamo, sono sempre attrattori di traffico, per aver in cambio solo un giardinetto poco utilizzabile, ma facilmente vandalizzabile.

8 commenti »
 

Un milione di scale rotte

(di Vittorio Bertola) 07.03.12 11:21

Se, come me, utilizzate la metropolitana tutti i giorni, sapete benissimo che da molto tempo ormai le scale mobili sono più spesso rotte che funzionanti, nonostante abbiano pochissimi anni di vita. In sostanza, pare che per un errore di progetto la cinghia che trascina i gradini si consumi più in fretta del previsto, tanto che alla fine il produttore ha accettato di sostituirla gratis; tuttavia non sono stati in grado di intervenire in tempi ragionevoli, perché non avevano i pezzi di ricambio pronti e non avevano previsto che le scale si sarebbero rotte così in fretta. Peccato però che il contratto di manutenzione sia costato alle casse pubbliche quasi un milione di euro in due anni!

Noi lavoriamo su questo problema sin da quando siamo entrati in consiglio comunale, e abbiamo all’attivo ben tre interpellanze. Abbiamo preparato il video che vedete per raccontare questa storia, sperando che a breve la situazione torni alla normalità. Certo che resta la domanda: alla fine chi ripaga la città dei mesi di disservizio?

Lascia il primo commento »
 

Diamo la cittadinanza onoraria della Valle a Turi Vaccaro?

(di Viviana Ferrero (detta Vivi Rosso)) 07.03.12 11:17

277-0-turi vaccaro.jpg
Ho passato l'estate a raccontare di Turi Vaccaro quell'uomo spettinato e un po' trasandato che salì su un'albero della Val di Susa emulando il gesto della famosissima americana Hill Julia Butterfly che rimase su una sequoia per due anni per impedire l'abbattimento di un bosco di sequoie millenarie.

Ero felice che un pacifista fosse venuto in Val di Susa a darci supporto, preoccupata dal fatto che si affidasse solo a lui tutto l'onere della protesta perchè, se c'è una cosa che ci ha insegnato il Movimento No-Tav che tutti sono a capo di questa protesta ed è per questo, che anche se negli anni ne hanno allontanati o "convinti" parecchi, il Movimento non ha mai perso di identità.

Abbiamo così iniziato uno sciopero della fame, alcuni come me impreparati a digiunare l'hanno eseguita a "staffetta", altri per molti giorni, aggiungendovi anche il digiuno della sete.

Ora apprendo che Turi ha ricevuto il foglio di allontanamento da Chiomonte e mi pare davvero insensato che le istituzioni abbiano timore di lui, di un uomo scalzo e senza appoggi politici , intendo.

Turi non è Ghandi, non fa politica, non parla a migliaia di persone, vuole semplicemente aiutare in una protesta che ha fatto sua , usando l'aglio e il digiuno. Tutte cose che alla potente macchina messa in moto dallo Stato per realizzare, senza sè e senza ma l'opera, con caterpillar e blindati, del povero Turi se ne dovrebbero fare un baffo...ma si vede che non è così.

Ora tocca a noi fare quella politica che Turi ci lascia, per esempio convincendo i sindaci a dargli la cittadinanza onoraria , lui che non vuole avere fissa dimora che diventi cittadino onorario della Valle, e se poi qualche volta sconfina...che ci possiamo fare? La sua libertà mica la possiamo restringere in una cartina geografica

3 commenti »
 

A testa alta

(di Vittorio Bertola) 29.02.12 15:08

Lunedì sera il consiglio comunale ha parlato di Tav due volte; la prima in risposta alle comunicazioni urgenti di Fassino sugli scontri di sabato, richieste da noi (il punto saliente del suo intervento è che Luca Abbà sarebbe caduto perché il suo telefonino ha creato un arco elettrico coi cavi…); la seconda su due ordini del giorno, uno del PD sostenuto anche dal centrodestra, l’altro di SEL e IDV, che esprimevano solidarietà a Caselli per le minacce di morte prendendo nel contempo posizione rispettivamente “Sì Tav” e “Forse Tav”. Nel video in alto trovate il mio primo intervento; segue quello nella seconda discussione, difficile per le continue interruzioni e contestazioni dai banchi del PD (purtroppo nel video si sentono poco) e per la mia tracimante incazzatura.

Oggi Specchio dei Tempi apre non a caso con una lettera che dice: non importa se un ragazzo è caduto dal traliccio, cavoli suoi, io dovevo passare di lì e ci ho messo molte ore in più. Propaganda a parte, e comunque la si pensi sul Tav, il cinismo di molti è davvero disperante: chi se ne frega se una persona sta morendo per un ideale, l’importante è che io possa arrivare di corsa dove devo andare.

E chissà con che fretta poi, dato che la maggior parte degli italiani sono schiavi di una società che li obbliga a correre tutto il giorno per riuscire a malapena a sopravvivere, mentre una piccola parte vive nella ricchezza ottenuta spesso tramite soprusi, ruberie e manipolazioni della politica. Non di rado le persone che reclamano “ordine e disciplina” sono poi le prime a brontolare per la crisi e la corruzione; ma non fanno altro che lamentarsi, senza mai alzare la testa.

A me dispiace molto per i disagi che molte persone subiscono per le manifestazioni No Tav e me ne scuso, ma la Torino-Lione è l’ennesimo modo per portare 22 miliardi di euro nelle tasche dei grandi gruppi economici (quindi dei partiti che loro finanziano) e delle mafie (è già provata in tribunale l’infiltrazione della criminalità organizzata in tutta l’alta velocità italiana) quando allo stesso tempo gli stessi politici ti dicono che devono aumentare i biglietti del pullman del 50%, chiudere gli asili e far morire la gente sulle barelle al pronto soccorso perché “non ci sono soldi”. Se poi qualcuno preferisce che 22 miliardi di euro di soldi nostri vengano spesi in un treno supercostoso e inutile invece che nei servizi pubblici che usiamo tutti quotidianamente, va bene, è una opinione legittima, però poi non si lamenti della condizione in cui versa l’Italia.

Lunedì, dopo il mio intervento, io e Chiara abbiamo litigato ancora con alcuni consiglieri del PD; ci accusano di non rispettare le istituzioni, di contestare la magistratura, di fiancheggiare le manifestazioni e anche le violenze. Ma credono forse che non ci siamo chiesti dove porterà questo clima, dove finirà l’Italia? Eppure, i partiti di ogni colore ci chiedono, per non mettere a repentaglio la tranquillità di tutti, di chinare la testa; di accettare la corruzione, la prevaricazione, la distruzione dei beni comuni. Questo, mi spiace, non lo possiamo fare; ce lo vieta in primo luogo la nostra coscienza.

E non possiamo smettere di pensare che la prima responsabilità di ciò che sta accadendo sta in chi, avendo la responsabilità di gestire le istituzioni in nome del popolo, è disposto a sacrificare la pace e la democrazia per perseguire ad ogni costo un affare economico da miliardi di euro.

4 commenti »
 

Nevica, governo tecnico

(di Vittorio Bertola) 04.02.12 11:49

Quella del titolo è la battuta della settimana, che ovviamente a Palazzo Civico è stata molto movimentata; con tanto di due o tre commissioni andate buche per sparizione degli assessori, che Fassino ha mandato a sorvegliare lo spalamento neve in giro per la città, uno per Circoscrizione - per dire quanto erano disperati.

Decine di migliaia di torinesi sono infuriati per come è stata gestita l’emergenza neve; basta girare Facebook e forum per leggere tonnellate di insulti al sindaco. La macchina comunale ha retto fino a lunedì, ma tra martedì sera e giovedì mattina c’è stato un vero tracollo, con strade impercorribili, piccole Siberie in ogni periferia, ingorghi e incidenti ovunque, mezzi pubblici fantasma e ogni genere di problema (più sotto troverete una piccola rassegna di mie fotografie). Lega e PDL ci hanno marciato in ogni modo possibile; noi abbiamo scelto una linea diversa.

Invece di fare polemica, infatti, credo che sia utile individuare alcuni aspetti specifici che hanno funzionato particolarmente male, e con calma, nei prossimi giorni, segnalarli e pretendere che vengano affrontati per la prossima volta. Io comincio a elencarne alcuni: l’elevata quantità di condomini che non provvedono a pulire il proprio marciapiede, apparentemente senza che vi siano effettivi controlli; l’incomprensibile balletto di chiudo-apro-no,chiudo-no,apro le scuole, perdipiù senza coordinamento con i Comuni vicini; l’esistenza di terre di nessuno che non si sa chi deve pulire; la mancanza totale di pulizia delle piste ciclabili; l’indisponibilità di mezzi pubblici aggiuntivi da mandare in giro quando il traffico rallenta, per ridurre i tempi d’attesa che altrimenti salgono; la mancata pulizia dei parcheggi all’aperto; e l’incomprensibile scelta di sospendere la ZTL quando invece si doveva cercare di ridurre il numero di auto in giro (ma a Torino, si sa, qualsiasi scusa è buona per sospendere la ZTL). Allungate pure l’elenco.

01022012030_544.jpg

Mercoledì sera, stazione Re Umberto della metro: per arrivare lì dal Municipio ho impiegato oltre mezz’ora, dato che in via Milano secondo il pannello 5T non transitava niente (forse un 4 dopo venti minuti) e che ho atteso quasi venti minuti al gelo nella centralissima via Pietro Micca senza che passasse nemmeno un mezzo di nemmeno una linea in nessuna delle due direzioni; ho poi corso per prendere in via Arsenale un 15 visto apparire all'orizzonte. Finalmente giungo alla metro e trovo i tornelli aperti, e penso: guarda che sveglio l’assessore Lubatti, ha reso gratuita la metro perché è l’unico mezzo che gira. Invece no, i tornelli erano proprio rotti e spalancati per il freddo (secondo il giornale, sono poi andati col phon a scongelarli).

01022012029_544.jpg

Mercoledì sera, stazione Re Umberto (lato sud): questa scala mobile è rotta da tre mesi (io ho già fatto tre interpellanze in sette mesi sui malfunzionamenti della metro, l’ultima una decina di giorni fa). Certo che se devono subire pure cinque centimetri di neve, c’è da chiedersi come facciano ad aver mai funzionato; la Città da anni deve tirar fuori i soldi per realizzare la copertura delle uscite, ma preferisce buttarli in manutenzione straordinaria.

01022012031_544.jpg

Mercoledì sera: il primo tratto pulito è quello del mio condominio, quello successivo, davanti al giardinetto, è del Comune; la foto si commenta da sola. I primi pulitori comunali sono arrivati lì stamattina (sabato).

02022012033_544.jpg

Giovedì mattina, piazza XVIII Dicembre: una folla attende mezzi pubblici che sono una rarità (matematicamente, se aumenta il tempo di percorrenza e i mezzi in servizio sono sempre gli stessi, aumenta proporzionalmente il tempo di attesa).

02022012036_544.jpg

Giovedì mattina, via Pietro Micca: se sono così le strade più centrali, figuriamoci la periferia.

02022012035_544.jpg

Giovedì mattina, capolinea del 29 in piazza Solferino: la fermata chiaramente non è mai stata pulita da quando, cinque giorni prima, ha iniziato a nevicare.

03022012040_544.jpg

Venerdì mattina, corso Re Umberto: questa sarebbe una pista ciclabile che è anche il percorso pedonale di accesso alla fermata (geniale anche senza neve). Nonostante abbia smesso di nevicare da ventiquattr’ore, pare proprio che non sia passato nessuno a pulire.

03022012038_544.jpg

Venerdì mattina, pista ciclabile di via Bertola, il principale accesso ciclabile al centro da ovest. Mai pulita, il sentiero che vedete è stato conquistato dai pedoni. Su un forum però (non scherzo!) ho trovato uno che ringrazia il Comune, è un praticante di mountain bike e ha usato la pista per allenarsi al fuoristrada invernale…

3 commenti »
 

Ancora sugli attraversamenti pedonali

(di Vittorio Bertola) 18.01.12 17:51

Lo confesso: per molte settimane, man mano che l’incidente di corso Peschiera si allontanava nel tempo, ho pensato che anche questa volta lo Stato avrebbe “gettato la spugna con gran dignità”, come diceva De André. Infatti non vi era traccia dei colpevoli, né avevano alcun esito gli appelli a chi sapeva e li stava probabilmente proteggendo; dopo aver frettolosamente rimosso le strisce in quel punto, si erano soltanto più sentite polemiche strumentali tra politici sull’efficacia del tipo di ringhiere adottato.

Lunedì il consiglio comunale ha finalmente approvato all’unanimità la nostra mozione presentata il 17 ottobre, che chiedeva di censire e mettere in sicurezza tutti gli attraversamenti pedonali non semaforizzati sui grandi viali; dopo aver giaciuto per due mesi in attesa di discussione in commissione, giaceva in attesa di votazione in aula dal 12 dicembre; una volta la maggioranza non era pronta e ne chiedeva il rinvio, l’altra volta eravamo troppo presi dagli aumenti delle tariffe e non c’era il tempo di discuterne. Una mozione del consiglio comunale non cambia di per sé la realtà - è molto più importante la volontà concreta dei dirigenti comunali, che hanno il vero potere di fare le cose - ma è almeno un segno di interesse e una richiesta di impegno all’amministrazione, con in più l’obbligo di ritrovarsi dopo quattro mesi per verificare cosa è stato fatto. Io avevo invitato tutti i consiglieri a firmarla, se lo volevano, e comunque a votarla all’unanimità; e così è stato, senza distinzioni.

A margine della discussione, quando è venuto fuori che io avevo scritto la mozione due mesi prima dell’incidente, qualcuno ha platealmente suggerito che io portassi sfiga. In realtà, stavolta la coincidenza è stata positiva; il giorno dopo è stata annunciata la cattura dei responsabili, che non erano rom o immigrati (sui social network già qualcuno lo diceva) ma due tossici sardo-aostani, in corsa per procurarsi la dose, fuori di testa e senza un euro ma comunque con la macchina nuova. I vigili urbani hanno fatto veramente un gran lavoro, gestendo direttamente tutte le indagini grazie al proprio nucleo scientifico; sono partiti dall’elenco di tutte le Clio di quel modello (prodotto da poco più di un anno: sono 7600) e piano piano le hanno ridotte a 12 in base ai pezzi ritrovati e altre deduzioni; poi hanno mandato i vigili delle varie città a controllarle, e ad Aosta hanno trovato quella giusta.

So che l’assessore Lubatti, dopo l’incidente, aveva già iniziato a fare di suo quanto chiede la mozione, e che mi pare banale buon senso: censire tutti gli attraversamenti e per ognuno valutare cosa fare, se mettere un semaforo, dissuasori di vario genere, o transenne per bloccare il passaggio… o magari studiare qualche soluzione innovativa, come questa (la producono a Villarbasse). Intanto, stamattina aspettavo il bus a Porta Susa e ho visto ancora una volta un’auto aggirare le macchine già ferme alle strisce, proiettarsi in velocità sul passaggio zebrato e poi inchiodare evitando di un soffio il pedone che stava attraversando.

Alla fine quel che conta di più è il comportamento di chi guida; però un po’ d’attenzione organizzata, per eliminare i punti neri e per punire più regolarmente la guida pericolosa, potrà fare molto.

Un commento »
 

Tutti gli aumenti di Fassino

(di Vittorio Bertola) 28.12.11 11:54

Alla fine, nonostante una settimana di opposizione dura, l’aumento generalizzato delle tariffe della mobilità torinese - un altro tassello nel sistematico smantellamento dei nostri beni comuni - è stato approvato: ne leggete su tutti i giornali di oggi.

Di fatto ci è stato impedito di elaborare e presentare delle controproposte serie; il piano di Fassino & c. era approvare un aumento lampo la sera di venerdì 23 dicembre, in modo che i giornali non potessero parlarne. Noi abbiamo fatto resistenza e siamo riusciti ad arrivare fino a ieri, e almeno oggi ne parla tutta la città; ma all’arroganza del metodo vorrei dedicare un post nei prossimi giorni, perché da fuori non lo potete nemmeno immaginare.

Parliamo invece di sostanza, che è pesante: +50% sulla corsa singola, da 1 a 1,50 euro; +30% sui carnet da 15 corse, da 0,90 a 1,17 euro per corsa; +28% il giornaliero; +19% il mensile; +7% l’annuale. Altrettanto sulle strisce blu: +12% la tassa annuale per i residenti; +25% in centro; +13% alla Crocetta; addirittura +100% (da 0,65 a 1,30 l’ora) nelle zone meno centrali.

La motivazione ufficiale è che ci sono stati tagli sui fondi per i trasporti, sia a livello nazionale che regionale. E’ vero; peccato che i tagli siano in buona parte rientrati la settimana scorsa, grazie anche a ulteriori tasse sulla benzina. Di fatto, su questi tagli non ci sono stati forniti dati precisi, se non qualche percentuale sparata lì, e così si fa strada il dubbio che il vero scopo degli aumenti sia quello di ingrassare GTT per renderla più appetibile ai privati, avendo già deciso di venderla tra tre mesi.

Gli effetti saranno evidenti: innanzi tutto un forte disincentivo a prendere i mezzi pubblici, specialmente per chi li usa saltuariamente. Se andare e tornare in due in bus costa 6 euro, l’auto è quasi sempre più conveniente, anche perché in genere se ne calcola solo il costo marginale (benzina e sosta) dato che tutti comunque hanno un’auto. Di fatto, si alimenta una segregazione classista: chi può, gira in auto; chi non ha i soldi deve utilizzare mezzi pubblici sempre più costosi e inefficienti, anche perché non sono previsti potenziamenti del servizio ma se mai nuovi tagli di percorso a partire da marzo, dopo quelli di un mese fa.

Eppure si è visto con il gigantesco ingorgo di venerdì 16 cosa succede se chi normalmente usa gli autobus passa all’auto; la città sarà sempre più intasata, bloccata e inquinata (a proposito, avrete notato le scelte della giunta a fronte dei 140 giorni di sforamento dei limiti di legge o giù di lì: parlare di grandi iniziative a lungo termine e intanto non fare niente).

Ci sono poi alcune categorie particolarmente danneggiate: per esempio, l’abbonamento ridotto per gli anziani, che prima partiva dai 60 anni, ora partirà dai 65 e solo per chi ha meno di 36.000 euro di reddito. Grazie a un intervento dell’ultimo minuto, richiesto anche da noi in commissione, si è quantomeno permesso a chi già aveva questo abbonamento di continuare a mantenere la riduzione anche se non rientra nelle nuove condizioni; analogamente è sparito all’ultimo minuto l’aumento dell’11% sull’abbonamento per i disoccupati (da vergognarsi solo ad averlo pensato), che però dovranno farlo per minimo sei mesi anziché tre. L’esenzione fino a un metro di altezza è diventata fino a 11 anni, mentre inizialmente prevedevano un biglietto “ridotto bambini”.

E’ stata inoltre approvata in principio, in quanto adottata anche da IDV e SEL, una proposta che facevamo sin dalla campagna elettorale, ovvero di far pagare in futuro tariffe di sosta differenziate in funzione delle dimensioni, del valore e dell’inquinamento dell’auto.

Non è stata invece approvata la nostra proposta di un biglietto ridotto a 1,70 euro per chi deve fare due viaggi brevi in metropolitana (con tram e bus si fanno con un solo biglietto); e sono state bocciate dalla maggioranza varie altre nostre proposte generalmente a costo zero, come il poter portare la bici su tutti i mezzi, l’aumento dei controllori, il tasso zero sulle rateizzazioni degli abbonamenti, una migliore accessibilità per i disabili, una generale razionalizzazione degli orari.

E’ stata bocciata dalla maggioranza anche una nostra mozione che chiedeva due cose molto semplici, ovvero di fissare un tetto massimo pari allo stipendio del sindaco per tutti i dirigenti GTT (attualmente l’amministratore delegato, l’ex senatore DS Barbieri, incassa a vario titolo quasi 250.000 euro l’anno, e continuano le nomine politiche), e di riportare in gestione interna le linee subappaltate a fornitori privati, che costano a parità di servizio anche il 60% in più.

Insomma, le alternative c’erano… In parte erano politiche; per esempio, se ce ne avessero dato il tempo, si poteva studiare una riformulazione delle tariffe della sosta che magari colpisse meno determinati quartieri ma si allargasse su altri, con opportune salvaguardie per concentrare i costi sulle auto più grosse e inquinanti, incentivando così l’uso del mezzo pubblico. In parte erano semplicemente legate al taglio degli sprechi e dei favori, come i due citati poco fa o come il lucroso contratto per i controllori della linea 4, per cui GTT spende 145.000 euro al mese che vanno in gran parte nelle tasche della cooperativa Rear, presieduta da un consigliere regionale del PD, che paga ai lavoratori stipendi di pochi euro l’ora… basterebbe usare invece il personale interno che, divenuto inabile alla guida, non ha granché da fare.

Credo di avervi dato il quadro della situazione; mi scuso se è un po’ lungo, ma noi a questo tema dedichiamo da sempre gran parte delle nostre energie, per affrontarlo in modo serio e realistico. Speriamo che ci sia la possibilità di farlo in questo modo anche col resto del consiglio comunale, perché in questa occasione proprio non c’è stata.

16 commenti »
 

I violenti No Tav

(di Vittorio Bertola) 20.12.11 17:36

Tra le prerogative dei consiglieri comunali, c’è anche quella di poter chiedere al sindaco di riferire in aula, all’inizio del consiglio comunale, su fatti importanti e appena accaduti. Purtroppo il sindaco non risponde troppo spesso, visto che in questi sei mesi le richieste sono state quaranta ma solo dodici sono state accolte. Se il sindaco non risponde, al richiedente vengono concessi ben sessanta secondi per sintetizzare la domanda.

Mercoledì scorso, nella prima seduta utile dopo le manifestazioni No Tav dell’8 dicembre, abbiamo dunque chiesto al sindaco di spiegare le sue dichiarazioni secondo cui in Valsusa “comandano i violenti”. Chi sarebbero questi violenti? Fassino non rispose, nemmeno alla domanda da noi ripetuta in aula. E così, nel video, abbiamo messo anche alcune delle terribili immagini di violenza giunte da Susa; ringraziando Marco Carena per la colonna sonora.

Lascia il primo commento »
 

La protesta felice

(di Vittorio Bertola) 10.12.11 11:13

Giovedì, in Valsusa, ho passato una bella giornata. Nei boschi c’era un parapiglia - questa peraltro è la prima volta in cui organi di stampa nazionali, a partire dal TG3, hanno detto apertamente che è la polizia che fa le sassaiole contro i manifestanti e i giornalisti e che spara lacrimogeni ad altezza uomo - ma a Susa il corteo No Tav era la solita festa; un mucchio di famiglie e di bambini, un’ottima zuppa a offerta libera, un sacco di bandiere al vento, una giornata bellissima, venti gradi e le cime imbiancate sullo sfondo.

E’ vero, il corteo ha bloccato l’autostrada; all’una, quando il traffico ormai era nullo. Sono rimasti imbottigliati ben cinque veicoli, che dopo tre minuti, dato ai giornalisti il tempo di fare le foto, sono stati lasciati passare. L’obiettivo non era bloccare i turisti in auto per ore, ma protestare contro l’afflusso di mezzi militari al cantiere di Chiomonte.

E’ stato proprio lì, nel vedere due tizi bloccati in auto che dovevano andare assolutamente a sciare e ci stavano veramente male per cinque minuti di ritardo, manco dovessero bollare, che ho capito che quella contro il Tav è davvero una protesta felice. Non è chi protesta ad essere incazzato; abbiamo passato il tempo a scambiarci panini, a chiacchierare tra sconosciuti e poi a giocare a pallone, portando vita per un po’ a quello che normalmente è solo un morto viadotto di cemento messo lì a devastare il centro della valle.

A essere incazzati, senza volerlo ammettere, sono quelli che non protestano mai. Sono quelli che obbediscono al capo in qualsiasi ufficio e professione, che passano una vita schiavi del mutuo da pagare e delle regole decise da chissà chi e rinunciano anche solo a immaginare di potere un giorno realizzare i propri sogni provando a lottare per una vita migliore. Quelli per cui anche dipingere di rosa il guard rail di un’autostrada è violenza (mentre non lo sono i blindati dell’esercito) e che in ogni blocco stradale vedono un attacco all’efficienza del proprio ciclo di sfruttamento legalizzato.

Non è strano, perché siamo stati tutti allevati per lavorare, consumare e obbedire; non è facile spezzare le catene quando sono invisibili. E così, molti ce l’hanno con chi protesta perché, sotto sotto, senza nemmeno rendersene conto, vorrebbero farlo anche loro. Eppure non ci vuole molto; come sta scritto sulle Nike per prenderli per il culo (in alto pensano che non lo faranno mai), “just do it”. Garantisco che poi si vive meglio.

Lascia il primo commento »
 

La politica aspetta il morto

(di Vittorio Bertola) 04.12.11 13:06

È da quando sono bambino, allievo delle vicine scuole Baricco e Maritano, che vedo persone morire sulle strisce pedonali di corso Peschiera all’altezza di via Sagra San Michele. E’ un attraversamento pericolosissimo in cui si concentrano vari fattori di pericolo; sta subito dopo l’incrocio con via Bardonecchia, a cui c’è un semaforo che è sempre verde o per l’una o per l’altra strada, e da entrambe le strade le auto arrivano a velocità sostenuta, visto che da via Bardonecchia ci si immette quasi senza curvare, mentre corso Peschiera è uno stradone rettilineo a sei corsie.

Il tutto è complicato dal fatto che ci sono auto che inchiodano e svoltano a sinistra verso via Sagra San Michele in modo vietato, usando un varco nel controviale che sarebbe riservato alla scorta del giudice Caselli, che abita proprio lì accanto. I pedoni che attendono di passare - spesso bambini, perché all’angolo c’è un grosso negozio di giocattoli - sono sostanzialmente invisibili, persi nell’ombra in mezzo agli alberi sulla banchina. Qualche anno fa hanno fatto un attraversamento semaforizzato solo cento metri più su, ma, per abitudine decennale, quasi tutti continuano a usare le strisce in quel punto.

Sabato 15 ottobre, come molti sabati, passavo di lì subito dopo pranzo; è sul percorso da casa di mia mamma a casa dei genitori di Elena. Arrivavo da corso Peschiera con una fila di verdi, e ho visto un’auto accostare sulla destra subito dopo via Bardonecchia. Sembrava volesse far scendere qualcuno; ci ho messo qualche secondo a capire che era il raro automobilista che decide di fermarsi per far passare i pedoni sulle strisce. Tutti gli altri davanti a me l’hanno capito tardi, e all’ultimo secondo hanno cominciato a inchiodare. Anche io ho inchiodato, e abbiamo mancato di poco uno spettacolare tamponamento a catena. Accanto a me, sulla corsia di sinistra, uno non si è proprio fermato e ha attraversato le strisce a settanta all’ora, mancando di un metro i pedoni.

Lunedì 17 ottobre dunque sono arrivato in ufficio e ho deciso di fare qualcosa; ho presentato questa mozione, intitolata “Messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali non semaforizzati”, che impegna l’assessore a fare una ricognizione di tutti i casi in cui vi sia un attraversamento di questo tipo, per poi decidere se installare un semaforo, mettere un dosso, o chiudere il passaggio se se ne può fare a meno, visto che possiamo discutere per ore sull’inciviltà degli automobilisti, ma non cambieremo mai la loro testa; quel tipo di attraversamento è soltanto un invito alla strage.

Dal 17 ottobre, tuttavia, la mozione giace abbandonata nei cassetti, in attesa che il presidente della seconda commissione, quella che si occupa di urbanistica, edilizia, viabilità e trasporti, decida di metterla all’ordine del giorno. Il perché ve l’avevo raccontato in un post proprio il 15 ottobre: “sarebbe bello parlare di viabilità e trasporti, ma la relativa commissione è intasata di palazzi da costruire e dunque non ce n'è mai il tempo”.

La seconda commissione è un buco nero, e lo è in particolare per le nostre mozioni: dopo questa ne ho presentate altre, per reprimere gli accessi non autorizzati alle zone pedonali, per combattere la doppia fila, per chiedere di aumentare le tariffe della sosta privata piuttosto che il biglietto dei mezzi pubblici. Nessuna è ancora stata messa all’ordine del giorno: sono perse nel limbo.

Ieri, come avrete letto, è successa la stessa identica cosa che è successa a me il 15 ottobre, ma questa volta l’auto sulla corsia di sinistra ha falciato la vita di tre persone, tra cui un bambino. A me è venuta una gran rabbia; per carità, anche se la mozione fosse stata prontamente discussa e approvata non è che un minuto dopo avrebbero messo il semaforo. Ma è evidente che l’amministrazione non ha attribuito alcuna importanza a questo tema.

Adesso, improvvisamente, questo diventerà un problema urgente. Scommetto che a brevissimo metteranno il semaforo; già successe così pochi anni fa in un altro noto attraversamento pericoloso, quello di via Pietro Cossa angolo via Nicomede Bianchi, subito dopo che un nonno morì investito per salvare la nipotina. Scommetto anche che ora in consiglio comunale pioveranno altre mozioni, richieste, interpellanze. Magari anche la mia verrà calendarizzata al volo, oppure chiederò che venga messa ai voti in consiglio comunale senza che sia passata dalla commissione (di solito questo implica una bocciatura certa, ma in questo caso chi oserà votare contro?).

E poi? E poi succederà come con questa mozione la cui esistenza ho scoperto poco fa: presentata il 7 aprile 2008 dopo l’investimento di via Pietro Cossa, rimasta nel cassetto un anno, e poi approvata il 6 aprile 2009. E non servita a niente. Perché o questa cosa se la prendono a cuore il sindaco, l’assessore e i dirigenti dallo stipendio di giada, oppure non succederà niente: i consiglieri comunali possono solo sollecitare. Chissà se i torinesi riusciranno a far capire a Fassino che questa è una priorità.

7 commenti »
 

Per Fassino l'inquinamento non è un'emergenza

(di Vittorio Bertola) 02.12.11 16:17

Dopo settimane di silenzio, nell’ultimo paio di giorni i quotidiani si sono svegliati e hanno riscoperto che Torino è inquinata. Certo che lo è: il livello del PM10 nell’aria è da un mese circa il doppio e il numero di sforamenti nell’anno già il quadruplo rispetto ai limiti di legge. Sui giornali, la giunta si è sbizzarrita nell’ipotizzare provvedimenti di ogni genere… a parole.

Già, perché il Movimento 5 Stelle, che da settembre chiede invano di predisporre un piano organico contro l’inquinamento, ha presentato già nei giorni scorsi una mozione che chiede alcuni provvedimenti urgenti, a partire dalla pedonalizzazione delle strade dello shopping natalizio - da via Roma alle vie commerciali dei quartieri - e dagli incentivi a fare shopping con l’autobus, per arrivare ai blocchi del traffico se veramente necessario (i blocchi per essere efficaci dovrebbero protrarsi per giorni, dunque non ci facciamo comunque molto affidamento); e poi espone una serie di proposte, prese dal nostro programma, da valutare e discutere entro marzo.

Abbiamo poi letto sui giornali che anche la maggioranza ne sta preparando una, e allora oggi in conferenza capigruppo abbiamo chiesto che entrambe le mozioni si discutessero subito in consiglio comunale, già lunedì prossimo, visti i livelli record dell’inquinamento e i danni alla salute che esso indubbiamente provoca. E la maggioranza ha respinto la richiesta.

Il PD ci ha detto che le azioni vanno ponderate con calma in un’ampia discussione in commissione; SEL ha detto che condivide l’urgenza del problema e chiede che la discussione sia rapida, ma ha comunque votato contro la nostra richiesta. Ovviamente il problema è uno solo: non turbare lo shopping natalizio e gli incassi dei negozi e degli ipermercati…

Dulcis in fundo, nel video potete godervi l’assessore Curti che lunedì scorso, in risposta a una nostra interpellanza che chiedeva se la Città abbia fatto rispettare l’obbligo di legge di installare termovalvole e contabilizzatori di calore negli edifici che passavano al teleriscaldamento, il che avrebbe portato un risparmio energetico e una riduzione dell’inquinamento, ha candidamente risposto che non hanno mai fatto nemmeno un controllo: se tutto va bene, cominceranno a farli nel settembre 2012!

Lascia il primo commento »
 

I criceti del debito

(di Vittorio Bertola) 01.12.11 13:06

Come ormai dovreste sapere, la scorsa settimana la giunta Fassino, ignorando il referendum di giugno e col voto favorevole di tutti i partiti (PD, SEL, IDV, Moderati), ha dato il via alla privatizzazione di Amiat, TRM e GTT, ovvero dei rifiuti e dei trasporti torinesi… dico “dovreste sapere” perché la cosa è stata fatta passare il più possibile sotto silenzio, e ancora oggi mi arrivano messaggi di persone che dicono “ma è vero che…?”. Noi abbiamo fatto il possibile: presentando 400 emendamenti ostruzionistici (alcuni anche un po’ goliardici) abbiamo perlomeno ottenuto che si rinviasse il voto di due giorni e che i giornali dovessero dire che c’era anche qualcuno che non era d’accordo. Anche i cittadini hanno fatto la loro parte, inviando centinaia di mail… ma Fassino & c. se ne sono fregati.

Io e Chiara ci siamo divisi le cose: lei ha fatto un grande lavoro per settimane, andando a discutere la delibera nel merito tecnico, nei meccanismi di gestione delle aziende e nei metodi di valutazione dei valori; a me è toccato, in aula, fare l’intervento più generale spiegando perché siamo contrari a questa privatizzazione.

Ho smontato una per una le ragioni portate a sostegno della proposta, e poi ho cercato di dire la cosa più importante: che i politici si sono ridotti a criceti in una ruota, costretti a correre all’infinito vendendo il patrimonio pubblico, tagliando posti di lavoro, riducendo i servizi, senza in realtà arrivare un centimetro più vicino a ripagare il debito che hanno contratto in decenni di sprechi, regali e cattiva gestione. La politica dovrebbe avere il coraggio di dire basta, di ridiscutere le basi della moneta e della finanza, di ripensare il meccanismo con cui la collettività finanzia le spese necessarie a vantaggio di tutti; continuare a svendere vuol dire soltanto distruggere i beni comuni per incassare soldi che evaporeranno in pochissimo tempo nei pagamenti alle banche, arrivando lo stesso al fallimento.

Mi spiace che nessun giornale voglia riportare mai questi argomenti; la rete resta l’unico ambito dove si riesce a farli circolare. Spero che questi pochi minuti (nel video in alto) possano convincere anche qualche scettico!

2 commenti »
 

Privatizzazione di Amiat, GTT e TRM - Comunicato

(di Vittorio Bertola) 21.11.11 21:07

Era prevista per oggi l'approvazione della delibera che avvia la vendita del 40% di Amiat, GTT e TRM ai privati, secondo un'unica filosofia economica, tesa alla svendita e alla privatizzazione dei beni comuni e del patrimonio collettivo, perseguita da Fassino come da Chiamparino e dal governo nazionale.

L'approvazione tuttavia è saltata; il Movimento 5 Stelle con i propri 400 emendamenti ha bloccato i lavori per due giorni, il massimo possibile, per chiedere a tutta la Città una riflessione e il ritiro dell'operazione.

Chiediamo il rispetto della volontà di mantenere i servizi pubblici essenziali nelle mani dei cittadini, chiaramente espressa dagli italiani con il referendum del 12-13 giugno. SEL, IDV e PD, che lo sostenevano a parole, ora ne calpestano apertamente il mandato politico votando a favore di questa operazione.

I 150-200 milioni di euro ricavati dall'operazione sono una goccia in cinque miliardi di debito e non eviteranno il fallimento del Comune, se la crisi continuerà. Priveranno però i torinesi del controllo sui trasporti e sui rifiuti, servizi essenziali in un momento di crisi e di nuove povertà.

Per uscire dalla crisi e dal debito serve una politica che abbia il coraggio di dire no alla spirale del debito e della speculazione finanziaria, e di difendere i beni comuni, se necessario opponendosi alle politiche nazionali come già hanno fatto altri enti locali. A Torino, invece, l'amministrazione non vedeva l'ora di svendere il patrimonio costruito dai torinesi in cent'anni di lavoro: e ne pagheremo le conseguenze per decenni.

Vittorio Bertola, Chiara Appendino

Leggi il testo completo della mozione che abbiamo presentato in aula oggi.

P.S. Chi vuole manifestare di persona la propria opposizione può partecipare al presidio mercoledì 23 alle 15 sotto il Municipio in contemporanea con la votazione finale.

12 commenti »
 

La nuova rete GTT da dicembre

(di Vittorio Bertola) 17.11.11 13:29

Questa mattina, dopo mesi di attesa, ci è stata finalmente presentata la riorganizzazione della rete degli autobus cittadini. Doveva essere una rivoluzione e invece sarà una aggiustatina; le linee veramente tagliate sono soltanto due, il 50 e il 65. Ma è presto per gioire, perché questo è un primo intervento veloce, limitato alle linee urbane, e dovuto al fatto che la Regione ha tagliato i fondi già per il 2011; i tagli apocalittici recentemente decisi a livello nazionale provocheranno invece una revisione più radicale pianificata per il prossimo marzo, quando saranno riviste anche le linee suburbane e quelle extraurbane (gli autobus blu) faranno capolinea non più in centro ma in periferia, nei quattro punti chiave di Fermi, Stura, Carducci e Caio Mario. Auguri a quelli che si ritroveranno sul 4!

Io sono rimasto deluso dal fatto che ci hanno coinvolto soltanto all’ultimo: la presentazione è avvenuta oggi e i cambiamenti entrano in vigore da dicembre, dunque di fatto non abbiamo modo di intervenire. Non si è parlato poi di tariffe, ma si rischia davvero uno scenario in cui il biglietto aumenta del 20 o 30 per cento, il servizio viene tagliato di altrettanto, e il risultato è un calo pesantissimo dell’utenza del trasporto pubblico, con conseguente intasamento della città.

Io credo che invece in questi tempi di crisi sarebbe importante rovesciare il paradigma: è importante mantenere il trasporto pubblico, sia per ridurre traffico e inquinamento che per non penalizzare la crescente fascia di persone che non può più permettersi l’auto, e se servono soldi li si va a prendere da tutta la collettività e non solo dagli utenti GTT, aumentando la fiscalità generale oppure le tariffe sul traffico privato. Non è una posizione popolare, ma mi sembra l’unica equa e vincente in una prospettiva di petrolio sempre più costoso.

Comunque, ecco qui sotto, come li ho annotati, i cambiamenti delle linee urbane dal primo dicembre (quelli della zona di Porta Susa dal 9 gennaio); scusate per eventuali errori od omissioni, ma non ci hanno nemmeno ancora dato una copia delle slide. Ho una sola osservazione: spesso bisogna tenere conto che il danno al servizio non è proporzionale ai chilometri tagliati: può essere molto meno o molto di più. Nel caso del 65, che conosco meglio e uso spesso, il taglio dell’ultimo pezzettino da Porta Susa a piazza Bernini rende inutilizzabile per molti l’intera linea, perché a Porta Susa il 65 interscambiava con una decina di altre linee, i cui utenti ora dovrebbero scendere, prendere la metro, scendere dopo due fermate e aspettare il 65… a quel punto tanto vale proseguire in metro e fare alla fine un tratto a piedi più lungo, e a questo punto forse tanto valeva tagliare l’intera linea e intensificare piuttosto le navette dalle fermate della metro al resto del quartiere.

Vedremo i dati di carico dopo il cambiamento, tanto a marzo si ridiscuterà tutto; il punto è ragionare a rete e non per singole linee, ma dire “togliamo di botto il 65″ è politicamente impopolare (“e poi perchè da noi sì e nell’altro quartiere no?”) e allora lo si azzoppa per poi dire “visto? non lo usa nessuno” e completare il taglio… la tattica che ha permesso di eliminare buona parte delle ferrovie italiane.

4 Potenziato con ben due tram in più tutto il giorno e quattro in più al mattino (wow)
7 storico Ritorna anche nei giorni feriali con cinque corse (10.30, 11.30, 15.30, 16.30, 17.30) ma girerà in un verso solo
10 Prolungato da Caio Mario a corso Settembrini (già da ottobre)
12 Limitato in via Bertola anziché Borgo Dora
14b Cambia numero in 63 e prosegue da strada Cacce su strada Drosso sostituendo il vecchio 63 (notate la genialità dell’assessore, che è di Mirafiori Sud: così può dire ai suoi elettori che il 63 non è stato abolito)
18 Deviato per passare davanti a Lingotto FS (via Passo Buole - via Pio VII - Lingotto FS - corso Caio Plinio); limitato a Caio Mario
28 Ridotto a percorso lineare: via Servais - corso Telesio - p. Massaua - v. Vandalino - corso Brunelleschi
41 Nuovo percorso Lingotto FS - Caio Mario - Borgaretto - Stupinigi, serve meglio la palazzina
48 Nuova linea Borgaretto - Beinasco - Ospedale San Luigi
50 Limitato a piazza Derna, poi scendere e prendere il 4
55 Spostato di due isolati per passare davanti alla nuova Porta Susa
57 Prolungato da corso Matteotti alla nuova Porta Susa
60 Passerà su corso Inghilterra andando a fare capolinea a Vinzaglio
61 Prolungato fino a largo Marconi (secondo GTT non serve a nessuno ma fa contenti i commercianti di via Nizza)
62b Abolito e unificato al 62 permettendo di intensificare quest’ultimo
63 Trasformato in navetta 63b e limitato a Caio Mario, poi scendere e prendere il 4
65 Limitato a piazza Bernini, non va più fino a Porta Susa
65b Abolito (via Servais sarà servita solo dal 28)
75 Passerà per via Petrella

2 commenti »