Un futuro per Torino
Dopo il successo delle elezioni regionali dello scorso anno, il MoVimento si accinge a partecipare alle elezioni comunali.
Torino è una città economicamente in crisi: è la città più indebitata d'Italia pro capite (quasi 6000 euro per abitante) e anche l'economia privata sta svanendo - chiudono non solo le fabbriche ma anche gli uffici, e per trovare un lavoro stabile si deve spesso emigrare a Milano o all'estero. Finora questa situazione è stata nascosta sotto il tappeto delle Olimpiadi, dei grandi eventi, dei comunicati trionfali; Chiamparino sta vivacchiando e rimandando i problemi per arrivare a scadenza. Chiunque amministrerà il Comune si troverà di fronte a una situazione drammatica, sia dentro che fuori dalle casse comunali.
Crediamo che la città abbia le risorse e i valori per aprire una nuova stagione e uscire dalla crisi, a patto che si verifichi un cambiamento profondo, generazionale. Né il centrosinistra né il centrodestra sono capaci di questo; sono privi di idee, legati alle clientele e ai salotti, e ragionano con modelli di sviluppo ottocenteschi - la grande fabbrica, la grande infrastruttura. Ma nel ventunesimo secolo, nell'Occidente sviluppato, la ricchezza può derivare solo dalle idee, dai servizi, dalle produzioni immateriali e sociali. E dunque a Torino servono due cose: innovazione e meritocrazia.
L'innovazione è necessaria sul piano economico, perché le nostre aziende offrano prodotti che a qualcuno interessa comprare, ma anche sul piano organizzativo, per ridurre i costi della macchina comunale e migliorare i servizi, e sul piano culturale, perché l’amministrazione della città punti alla qualità della vita dei cittadini e non ai grandi affari e ai grandi appalti, e perché la città affronti i tempi durissimi della crisi con coesione e solidarietà, e non con un "si salvi chi può" in cui tutti alla fine sono soli e perdenti.
La meritocrazia, attraendo a Torino i migliori giovani cervelli d'Italia e del mondo e affidando la città a persone capaci anziché a "figli di" e raccomandati, permette alle idee intelligenti di emergere e venire realizzate; ed è la base della giustizia sociale, dando anche a chi viene da condizioni meno privilegiate quella possibilità di emergere che in Italia oggi non ha.
In questo modo si può riportare a Torino lo sviluppo; ma uno sviluppo nuovo, che non miri all'incremento della produzione di beni materiali, ma alla solidarietà, alla qualità della vita, a un nuovo senso di comunità, a un benessere durevole per tutti; uno sviluppo in armonia con l’ambiente e la natura, nell’ambito di una vera transizione verso la società del "dopo petrolio", dell’integrazione globale e sperabilmente dell’orizzontalità e della rete, senza più piramidi di potere.
L'obiettivo della politica non deve essere l'arricchimento di pochi, ma la felicità di tutti. Noi saremmo contenti se potessimo amministrare questa città con questo obiettivo: quello di rendere ogni torinese innanzi tutto un po' più felice.
Per fare questo, però, abbiamo bisogno dell’apporto di tutti i torinesi. Il gruppo di interesse che controlla questa città ripropone i suoi candidati nel solito teatrino: un vecchio politicante del centrosinistra, e un candidato qualsiasi del centrodestra, destinato a perdere in partenza. Noi vogliamo scardinare questa logica: abbiamo le capacità per governare Torino, e ci presentiamo per offrirvi una vera, storica alternativa.
Noi vogliamo essere i vostri "dipendenti" in Comune, abbiamo tante idee e proposte concrete, ma non possiamo cambiare il mondo da soli. Abbiamo bisogno del vostro aiuto per farci conoscere, del vostro contributo sugli argomenti che vi stanno a cuore. Contattateci, lasciateci la vostra e-mail o agganciateci su Facebook, partecipate anche solo per un minuto al giorno, ma attivatevi con noi. Grazie!


Con il nuovo assetto della scuola e i tagli, una delle attivita' che maggiormente ne sta soffrendo, e' lo sport.
Le scuole non hanno soldi per le gite, figurarsi per la manutenzione di palestre e impianti, che tra le altre cose devono avere parametri di sicurezza alti per non essere un rischio per i nostri figli.
Molte scuole stanno chiudendo le palestre (ad es. la stessa Marchesa) e visto che gia' siamo la barzelletta d'europa per la quantita'/qualita' dello sport scolastico, la mia opinione e' che costruire un futuro migliore significa anche fare attenzione al futuro della salute dei nostri figli, per cui lo sport dovrebbe essere un'esigenza e non un accessorio.
La mia idea e' che, vista l'assenza di fondi alla scuola pubblica grazie al governo nazionale, bisogna usare una delle risorse, e cioe' anziani, che magari non come foza lavoro ma sicuramente come esperienza, potrebbero essere utili alla causa. Parallelamente proporrei al Movimento 5 Stelle di fare da "Agente" per proporre a tutti gli esercizi commerciali limitrofi alle scuole di intervenire in cambio di una pubblicita' all'interno delle stesse scuole.