FLOR, com’era e com’è diventata

Si è appena conclusa Flor, manifestazione che, fino all’anno scorso, si è sempre svolta per le vie del centro di Torino, colorando e profumando la Città come poche altre manifestazioni sanno fare.

Questa edizione, però, si è tenuta presso i Giardini Reali, gestiti dai Musei Reali, e dietro pagamento di un biglietto, 7€. Una scelta degli organizzatori, sostenuta dalla direttrice dei Musei Reali, Pagella e, evidentemente, dall’amministrazione Lo Russo.

In primo luogo vorrei dire che mi dispiace per tutte le persone come il lettore di Specchio dei Tempi che, magari non potendosi permettere uno o più biglietti di ingresso, quest’anno non hanno potuto godere di tanta bellezza.

In secondo luogo vorrei capire meglio che cosa intende fare la direttrice Pagella, in futuro, dei Giardini Reali. E’ giusto chiudere i Giardini per tutti questi giorni, impedendone la visita a torinesi e turisti? Con Flor, ha deciso di trasformare i giardini in location per le manifestazioni commerciali? Si ripeteranno?

Ricordo alcune polemiche per la manifestazione di qualche anno fa di Coldiretti, che portò centinaia di migliaia di persone ai Giardini. Manifestazione, tra l’altro, non a pagamento, aperta a tutti. Credo sia un tema da approfondire.

Flor, trattandosi di manifestazione commerciale, in passato, ha sempre pagato alla città una cifra ragguardevole per l’occupazione del suolo pubblico. Soldi che, evidentemente, la città non ha introitato questa volta. Quanto ha pagato ai Musei Reali per avere i Giardini Reali tutti per sé?

ADDIO INTELLIGENZA ARTIFICIALE?

Le dichiarazioni riguardanti il centro per l’intelligenza Artificale I3A a Torino della ministra Messa sono gravissime. Ma ancora più grave è il silenzio del sindaco Lo Russo che, ascoltate le parole della ministra, non ha difeso Torino e la norma del 2021 che ne stanzia i fondi.
Mi chiedo, inoltre, cosa abbia fatto in questi 7 mesi per chiudere il percorso avviato nel 2021 dall’allora sindaca Appendino, dalle università e da tantissime altre istituzioni e realtà torinesi dell’ecosistema imprenditoriale.
Lo scorso mese di febbraio avevo già sollecitato la Giunta ad occuparsi del tema, attraverso un’interpellanza.
Lunedì chiederò Comunicazioni in aula con massima urgenza.

FACCIAMO CHIAREZZA SU CORSO MARCONI

Scrive oggi il Corriere di Torino che il progetto di inserire due corsie ciclabili all’interno dell’area attualmente pedonalizzata in Corso Marconi è criticato dai genitori dei bambini e delle bambine che frequentano la scuola Manzoni. Tale zona pedonale a detta dei genitori “…è uno spazio irrinunciabile per la comunità, uno spazio per il tempo libero ma anche il luogo in cui le classi si incontravano durante la pandemia quando non si poteva entrare nelle classi”.

Erroneamente il Corriere scrive che tale progetto di sistemazione di Corso Marconi sarebbe “targato 5 stelle”. E’ falso.

Infatti il PROGETTO DI FATTIBILITA’ TECNICA ED ECONOMICA (BICIPLAN 4) “targato 5 stelle”, allegato alla Delibera di Giunta n.922/2021 (e illustrato qui da Chiara Appendino e dall’allora Assessora Maria Lapietra) prevedeva, proprio come proposto oggi dai genitori, di spostare le bici nei controviali affinchè l’intera area centrale di Corso Marconi restasse pedonale.

E’ stata invece l’attuale Giunta, con la Delibera n. 58/2022 ad approvare un PROGETTO ESECUTIVO molto diverso da quello precedente e che prevede appunto di inserire due corsie ciclabili nel viale centrale attualmente pedonale:

“SENZADUBBIAMENTE RIAPRIREMO I MURAZZI”

I Murazzi chiusero progressivamente intorno al 2013, Fassino sindaco, Lo Russo capogruppo, poi assessore.
Fu una delle “eredità” tramandate dal PD all’amministrazione M5S, insieme all’occupazione dell’ex-Moi, al campo Rom di via Germagnano fuori controllo, a GTT sull’orlo del fallimento, al Salone del Libro a Milano, ai conti del Comune sottosopra, etc.
Problemi che l’amministrazione passata ha risolto, non senza difficoltà.
E i Murazzi non fanno eccezione. Basta fare una veloce ricerca su Google per scoprire che, dopo un enorme lavoro dell’assessore Sacco per risolvere alcuni problemi relativi alla sicurezza dell’area, la riapertura è stata ufficialmente annunciata da Chiara Appendino all’inizio del 2020. I lavori, poi rallentati causa Covid, stanno per terminare in questi giorni.

Cronaca qui, 20 gennaio 2020: “Murazzi, al via i cantieri”. La Stampa, 9 luglio 2021: “Primi ponteggi per i murazzi”.

Quindi, fra le millemila cose che Lo Russo inaugurerà assumendosene indebitamente i meriti, ci sono senza ombra di dubbio, i Murazzi.
L’ha già fatto dal palco durante Eurovision (sì, l’evento che ha ereditato ma per il quale ha ringraziato tutti tranne Appendino): “Prometto, riaprirò i Murazzi!”.
Sindaco, facciamo così. Non le chiederò di ringraziarci, ma almeno, per cortesia, non ci prometta anche l’arrivo di 70 nuovi tram, di altre 4 edizioni delle Atp Finals e delle Universiadi.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona e il seguente testo "E POI, SENZADUBBIAMENTE RIAPRIREMO1 MURAZZI"

LA CAMPAGNA ELETTORALE E’ FINITA

Sindaco, guardi che la campagna elettorale è finita da un pezzo!

Trovo interessante che ieri Lo Russo abbia sentito la necessità di andare nuovamente a farsi fotografare a bordo del 4.

Mi colpisce soprattutto perché, dopo 7 mesi trascorsi a tagliare nastri su nastri di progetti ereditati dalla amministrazione Appendino e a piazzare tesserati del Pd nelle partecipate, sinceramente, mi sarei aspettato un passo in avanti nella risoluzione dei problemi della Città (che conosce benissimo), non un passo indietro, non un ritorno, appunto, a ciò che faceva in campagna elettorale.

Comprendo, tuttavia, l’esigenza di ricostruirsi un’immagine dopo una lunga serie di scivoloni, e di recuperare un po’ di popolarità nelle periferie della Città che, lo scorso ottobre, gli hanno riservato l’elezione a sindaco con il peggior tasso di astensionismo della storia.

Per me la politica, oggi, ha un dovere ben preciso: occuparsi delle tantissime persone in difficoltà a causa del caro bollette e dell’inflazione e della recessione che seguirà se non vi si pone rimedio.

Fare propaganda viene dopo.

 

LA PERIFERIA SEMBRA UNA GIUNGLA

Caro assessore Francesco Tresso grazie per l’articolata e complessa risposta. Ma, al netto dei mille giri di parole, può dirci come mai non ha anticipato lo sfalcio per far trovare Torino pulita e ordinata durante la settimana dei grandi eventi?

Torino, appena fuori dalla ZTL, sembra una giungla abbandonata a se stessa. Da Mirafiori fino a Falchera, passando per la Pellerina e Parco Dora.

D’altronde in questi giorni ha “solo” avuto Eurovision, il Salone del Libro, Il Giro d’Italia, la finale di Champions Femminile e poi tutti i ministri degli esteri d’Europa. Centinaia di migliaia di persone da tutto il mondo e ci presentiamo così.

Sveglia, sindaco!

Non so se se ne è accorto, ma oltre a tagliare i nastri degli eventi che ha ereditato da noi, c’è una città da amministrare!

Anticipare di qualche giorno il primo sfalcio non era una cosa così complicata da programmare.

Ma immagino già come celebrerà la sua amministrazione: “Torino si è presentata al mondo con un verde lussureggiante in ogni angolo della città”.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante strada, erba e albero

Potrebbe essere un'immagine raffigurante attività all'aperto e muro di mattoni

Potrebbe essere un'immagine raffigurante albero e strada

Potrebbe essere un'immagine raffigurante erba, albero e strada

Potrebbe essere un'immagine raffigurante attività all'aperto e muro di mattoni

 

 

 

UN PIANO CILABILI “GIUSTO E CORAGGIOSO”

Prosegue la strada tracciata dall’amministrazione Appendino: nessun passo indietro sulla mobilità ciclabile.
Un plauso all’assessora Foglietta per la determinazione nel voler portare avanti azioni e progetti volti a incrementare l’utilizzo della bicicletta mettendo in campo ulteriori strumenti per lo sviluppo della mobilità dolce.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "CORRIERE TORINO 20/05/2022 Otto pagine speciali per il Giro d'Italia La corsa rosa è un messaggio le duerute Ciclabili, una lotta senza quartiere L'assessora alla viabilità, Chiara Foglietta, ha già deciso di dare continuità al piano ereditato dalla giunta Appendino, descritto come «giusto e coraggioso>>. MOVIMENTO ★★★★★ 2050"

“Troppo sbilanciate sulle tematiche LGBT”???

Ho sempre pensato che ciò che deve distinguere le forze politiche dell’area progressista, a cui a buon titolo il MoVimento 5 Stelle appartiene, sia la costruzione di un progetto la cui parola d’ordine è il contrasto alle disuguaglianze; siano esse sociali, economiche, di genere, di orientamento sessuale o generazionali. E questo percorso dovrebbe identificarci sia in Italia sia Torino, pur sedendo qui su fronti contrapposti.

Purtroppo però, nella nostra città, con la nuova amministrazione c’è stato un arretramento del quadro politico in materia di diritti che credo valga la pena spiegare.

E credo valga la pena spiegarlo oggi che sono reduce da una Commissione sui Diritti e le Pari Opportunità dove la vicecapogruppo del Partito Democratico, infelicemente, ci ha tenuto a farci sapere che ha ricevuto lamentele perché “la Commissione è troppo sbilanciata sulle tematiche LGBT e su queste cose qui” (cit).

A parte che, colpevolmente, la Commissione Diritti in sei mesi di mandato non ha mai (e dico MAI) trattato le tematiche LGBT e non si capisce proprio come possa essere sbilanciata a riguardo, alla luce di una simile affermazione mi chiedo se dietro la scelta del sindaco Lo Russo di interrompere la grande innovazione di Chiara Appendino di trascrivere i figli e le figlie delle coppie arcobaleno, sempre giustificata su un piano prettamente giuridico-amministrativo, non ci sia anche una volontà politica del suo partito e della sua maggioranza, in cui convivono orientamenti e sensibilità fortemente contrastanti proprio su questi temi.

E su questo voglio raccontarvi un altro aneddoto che sta riguardando i nostri lavori consiliari in questi giorni e che dà il quadro di quanto progressista sia la sedicente “sinistra” torinese.

È attualmente in discussione la modifica di un regolamento comunale che permetterebbe alle donne che allattano, o che sono incinta, di partecipare ai Consigli Comunali e alle Commissione Consiliari in streaming, esattamente come abbiamo fatto tutti durante i mesi della pandemia. Un riforma di buon senso che consentirebbe alle consigliere che affrontano la maternità di espletare il mandato elettivo conferito dai cittadini senza affaticarsi ad essere fisicamente presenti ma svolgendo l’attività da casa.

Una riforma talmente giusta, e per la quale ringrazio le Consigliere proponenti Ludovica Cioria e Alice Ravinale, che sarebbe anche solo assurdo pensare che qualcuno possa essere contrario. E invece, proprio all’interno della maggioranza che sostiene il sindaco, da giorni si sprecano i distinguo e le contrarietà, tanto da far slittare questa modifica che, nella sua semplicità, renderebbe certamente più completo il campo dei diritti alla maternità per le donne che si impegnano in politica a Torino.

Io voglio augurarmi che su queste tematiche non ci siano più passi indietro e prese di posizione infelici come quelle che vi ho raccontato.

In tutto ciò il sindaco che fa?

La maggioranza la governa o permette che alcuni suoi consiglieri ci portino indietro di 10 anni?

CHI PAGHERA’ LE SPESE LEGALI A CHIARA APPENDINO ASSOLTA?

L’attuale sindaco nel 2017 presentò l’esposto alla magistratura sul caso Ream. La vicenda è terminata, dopo la condanna di primo grado, con le assoluzioni in appello.

Chi sosterrà le spese legali relativamente al processo Ream? La legge prevede che, in caso di assoluzione piena e definitiva, sia il Comune a sostenerle. E così, chi ha firmato l’esposto, firmerà anche questo corposo rimborso a spese della collettività.

Centro storico in “Zona Rossa”

Oggi è stato inaugurato il Salone del Libro.
Sarà il più grande di sempre e la cosa non può che farmi un enorme piacere, considerato che quando arrivammo, nel 2016, ce lo ritrovammo a Milano e che la nostra amministrazione riuscì non solo a salvarlo, ma a rilanciarlo alla grande.

Normalmente, durante le giornate in cui si tiene il Salone, il centro di Torino brulica di persone. Invece, per tutta la giornata di oggi, una buona fetta del centro storico di Torino è stato classificato “Zona Rossa”, totalmente off limits per visitatori esterni. Non solo: ben 61 attività sono state chiuse, tramite ordinanza, per motivi di sicurezza.
Perchè? Perchè l’amministrazione Lo Russo ha deciso di ospitare i ministri degli esteri UE oggi a Palazzo Madama e Palazzo Carignano e, solo domani, alla Reggia di Venaria.

Io, sinceramente, mi chiedo perchè obbligare tante attività alla chiusura o, comunque, all’incasso zero, in una delle giornate con più visitatori dell’anno, quando si poteva organizzare tutto a Venaria, location perfetta per questo tipo di eventi. Spero almeno che siano stati previsti dei ristori per tutte le attività del centro, pesantemente penalizzate da questa scelta.