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15 - 21 dicembre

A Futura memoria
14 dicembre 2023 di
Riccardo Migliori

15 dicembre

2020
I renziani non danno respiro, né si fermano a riprendere fiato: Faraone sul Mattino, Rosato sul Foglio. Ma stavolta è Conte a tener banco: “… non intendo galleggiare. La mia valigia è pronta in qualsiasi momento. Sfido chiunque a parlare di dittatura di Conte” (Conte intervistato da Giannini sulla Stampa). Io (Riccardo) faccio politica da 60 anni, compiuti quest’anno ad Agosto, ho iniziato nel 1963, a 17 anni. Ho studiato la storia politica di partiti e governi, non ricordo (forse l’ho dimenticato per l’età) ma non ho memoria di un capo di governo che, ancora in carica, abbia detto “la mia valigia è pronta in qualsiasi momento”. Un altro merito di Conte! Gli altri, un po’ tutti, non sono altrettanto chiari e corretti. Al di là dei “fumi” di Renzi, per aver ricevuto “un’offerta di lavoro dagli Stati Uniti”, ovviamente offerta assolutamente inesistente (voi l’avete visto lavorare, anche solo mezza giornata, negli Usa?), sono tutti in fila per “leccare” Draghi, dopo un intervento scritto per il “Gruppo dei Trenta” (Travaglio li qualifica così: “si tratta di un allegro simposio di finanziere, accademici, banchieri centrali, banchieri sfusi, bancarottieri di nazioni intere come l’ex ministro argentino Cavallo e altri samaritani”. Draghi ne è membro senior). “Inutile aiutare le aree dove il mercato sta fallendo”, meglio “progetti utili” (ma va?), “la sostenibilità del debito sarà giudicata da come verrà impiegato il Recovery Fund” (non l’avrei mai immaginato!). Aperte le transenne, inizia lo scorrere della fila. Troppo lunga, solo qualche esempio “esemplare”: “Sempre bello leggere Draghi” (Renzi), “Le analisi di Draghi sono una traccia” (Maria Stella Gelmini, FI), ma “le tracce” non verranno utilizzate per scoprire chi è responsabile del futuro Conticidio, “Se Conte non ce la fa, c’è Draghi” (Tommaso Nannicini, Pd), però i complici già si vedono! “Governo Draghi, senza Bonafede, Catalfo e Azzolina” (Matteo Richetti, Azione). Senza Richetti no? Richetti resta, resta….

2022
“(Meloni) Sull’Ucraina è stata bravissima”, “Conte, nella foga della recitazione pacifista, è arrivato a sostenere che l’Italia deve farsi carico della sicurezza e della tutela delle minoranza russofone… Neppure si rende conto di parlare come Putin” (Merlo su Repubblica). “Un vero pacifista le minoranze non le tutela: le stermina” commenta Travaglio su Scemi di Guerra.

La perla del giorno: “Dov’è Putin? Sparito dalla vita pubblica, non terrà il discorso sullo stato della nazione… Il motivo potrebbe essere legato alla salute o alla sicurezza, ma forse non sa cosa dire” (Zafesova sulla Stampa, sempre lei che, da ex russa astiosa, confonde la realtà con le sue “visioni”! Vuoi vedere che Putin, prima di parlare aspetta di “leggere” la Zafesova???)


16 dicembre

2020
Continuano i melensi commenti alle insignificanti parole di Draghi (neanche Bruto fu lasciato solo nell’accoltellare Cesare!). “Draghi, serve sguardo lungo” (Fubini, Corriere). “Sguardo lungo” chiarissimo nel successivo governo Draghi!!! “Draghi, i partiti e la realtà urgente” (Folli, Repubblica). Sembra il titolo di un western all’italiana! “Ripartire da Draghi si può” (canzone per San Remo!), “il monumentale rapporto Draghi” (Cerasa, Foglio), roba da Monumento al Milite Ignoto. “Il monito di Draghi, la visione che serve” (Messaggero). Meglio non indagare cosa ha causato la visione. “Piano Draghi e riforme necessarie” (Mario Deaglio, Stampa). Inutile fare l’elenco, sono le stesse riforme da decine d’anni. Ma Draghi trova accaniti concorrenti sui giornali, i renziani che dilagano giornalmente. “Pronti a lasciare il governo” (Boschi, Messaggero). E chi li spalleggia: “Al governo c’è una banda di incapaci. Conte cadrà e lo sanno tutti che non si andrà a votare” (Giorgetti, Lega, sul Corriere)

2022
Il Senato statunitense approva gli stanziamenti per la Difesa 2023: 45 miliardi sono per l’Ucraina, per Taiwan e “altro” anti-Cina.


17 dicembre

2020
Oggi parla la Bellanova, dopo 3 giorni di slalom a trovare scuse per non partecipare e far slittare il consiglio dei ministri. “Vogliamo un cambiamento di metodo e di merito. Qui e ora, non rinviato a data da definire con la solita melina” (Bellanova, Foglio). Travaglio spiega: “Quindi la melina la sta facendo il premier. La vispa Teresa rivela poi che non poteva proprio muoversi da Bruxelles, trattenuta per ben tre giorni a viva forza dai colleghi degli altri governi Ue per discutere di pesca, anche in difesa del reddito delle marinerie italiane e della dieta mediterranea, Roba grossa”!!!”

2022
“La Russia prepara una grande offensiva e potrebbe assaltare la capitale già a gennaio” (da fonti Kiev). Ovviamente nulla di vero, ma il continuo “al lupo, al lupo” che dura ancora ai nostri giorni, permette di continuare a chiedere soldi e armi, ma nessuno ascolta i continui allarmi, anche del Pentagono, per l’impossibilità di sapere dove finisca questo immenso fiume di dollari.

La perla del giorno: “Washington: la Russia può riprendere la Crimea” (Il Giornale). Qualcuno può spiegare sia al Giornale che al governo statunitense che la Crimea è da sempre russa, che si chiamava Repubblica Autonoma di Crimea e che dal 2014 è, anche nei fatti e nell’amministrazione, russa?


18 dicembre

2020
Nei giorni precedenti Conte e Di Maio sono andati in Libia ed hanno riportato a casa 18 pescatori italiani “fatti prigionieri” perché forse pescavano in acque libiche. L’Italia dovrebbe gioire per questo successo, e invece continua ad attaccare Conte: oramai si è deciso che deve cadere, perché i soldi europei devono essere gestiti da chi lo sa fare (e asseconda le lobby, ovviamente). “Le scelte e le tensioni sulla missione in Libia. Le trattative e l’irritazione del Pd. Pessimo l’umore alla Farnesina” (Verderami sul Corriere). “Sceneggiata libica. Conte e Di Maio, passerella a Bengasi. Ma il merito è dei nostri 007”, “Inchino di Stato ai sequestratori”, “Errore diplomatico legittimare Haftar”, “L’ultimo flop del governo” (Il Giornale). Per far bene Conte avrebbe dovuto fare come accade in Israele in questo bruttissimo periodo di fine 2023 per liberare gli ostaggi: arrivare con i carri armati, bombardare qualsiasi cosa, mobile e immobile che fosse, uccidere migliaia di civili indifesi, etc etc. E’ così che si liberano gli ostaggi, specie se pescatori italiani! Solo che gli israeliani non ci riescono senza trattative, Conte c’è riuscito con trattative. “Il volo di Conte in Libia per scacciare la crisi (non per liberare gli ostaggi, commenta Travaglio) finisce in un pasticcio. Tra propaganda, gelo con l’Aise e malumori del Pd” (Foglio). “Il Conte umiliato in Libia si finge vincitore in Italia” (Libero). “I pescatori sono salvi, ma abbiamo perso la Libia” (Domani). “E ora si teme pure per l’Abissinia” commenta Travaglio. Per attaccare Conte, non avendo argomenti, si cade nel ridicolo! E ovviamente si inventano accordi segreti, perché ai “deficienti” nostrani sembra impossibile fare accordi senza patti “squallidi e segreti”. Troppo abituati a come ci si comportava prima (e anche dopo) Conte!!! “Il giallo dello scambio: promesso il rimpatrio degli scafisti” (Corriere, parla dei 4 scafisti arrestati nel 2015 per la strage del Mediterraneo di ferragosto e condannati in appello), “I misteri della trattativa: scambio di prigionieri e un nuovo ruolo per Haftar” (Verità), “L’ultimo schiaffo di Haftar: liberi in cambio di 4 scafisti”, “Che cosa abbiamo dato ai libici per il rilascio dei nostri pescatori?” (Giornale), “Liberati a caro prezzo i pescatori rapiti in Libia. Chissà cosa ha chiesto in cambio il dittatore” (Libero, che manca anche di logica. Prima parla di “caro prezzo”, facendo intendere di sapere il “costo” della liberazione, e poi chiede “cosa ha chiesto… il dittatore”. Tutta una follia!!!), “I pescatori scambiati con scafisti libici”, “Conte e Di Maio, sconfitti nella campagna d’Africa, recitano la parte degli eroi” (sempre il Giornale). Ovviamente tutto falso, non verrà liberato nessuno scafista.

I renziani, anche loro, continuano il fuoco contro Conte. “Ora tocca al premier dare risposte. Altrimenti il governo va a casa” (Renzi intervistato da Meli sul Corriere). “Il tempo sta finendo. Pronti a lasciare ministeri e deleghe” (Bellanova su Stampa e Mattino, “nonostante gli impegni improrogabili” commenta Travaglio)

2022
Kissinger, sullo Spectator, spiega, a chi ha voglia di “ascoltare”, come gira il mondo: “Come evitare un’altra guerra mondiale”, “Il risultato desiderato da alcuni è una Russia resa impotente dalla guerra. Sono in disaccordo… (annichilire) una delle due maggiori potenze nucleari al mondo porterebbe al caos totale: meglio un compromesso sulla Crimea e il Dombass, essendo impossibile riportare le lancette dell’orologio a prima del 2014”.

Le perle del giorno: “I russi ormai si eliminano da soli. Diserzioni di massa” (Libero), “La catastrofe di Putin. Mappe degli anni Sessanta, camionisti ed ex barman inviati al fronte… un enorme fallimento” (Stampa), “Gli Usa: Mosca sarà presto a corto di munizioni” (Corriere). Immaginate cosa avrebbero fatto avendo tutte le munizioni a disposizioni!!!


19 dicembre

2020
“Risposte chiare o non ha senso restare. E la delega sugli 007 deve essere ceduta. Non facciamo tappezzeria” (sempre la Bellanova sul Messaggero), “Non è credibile che si lasci a Conte mano libera nella gestione del Recovery e in altre operazioni di potere” (Folli su Repubblica), “Che aspettano a farlo secco?” commenta ironico Travaglio. Sondaggio Ipsos: in un mese Conte sale, nella fiducia degli italiani, da 55 al 57%, il Pd scende di 0,4%. E Virginia Raggi viene assolta anche in appello dall’accusa di falso in atto pubblico. I 5 Stelle sono veramente troppo onesti e troppo pericolosi, vanno distrutti. Il Pd ci proverà, “affiancherà” la scissione di Di Maio, ma ne uscirà sconfitto, insieme a tutta la sinistra, alle elezioni politiche!

2022
Podolyak, portavoce di Zelensky dà dell’incompetente a Kissinger (che ovviamente non è un politico di “lungo corso” come i “dirigenti” ucraini!!!): “Non ha compreso la natura della guerra né il suo impatto sull’ordine mondiale. Un sacrificio di territorio ucraino in cambio di garanzie di non aggressione contro altri Stati dell’Europa orientale sarebbe una ricetta per il successo per gli autocrati di tutto il mondo, un accordo col diavolo”. Quello che non ha capito il povero Podolyak è che il cosiddetto “occidente” non ha MAI rispettato gli accordi con la Russia al momento della caduta del muro di Berlino: la Nato non sarebbe avanzata di un centimetro dentro i territori ex Unione Sovietica. Altro che “centimetro”, la Nato ha occupato tutti i paesi dell’est. Mancava solo l’Ucraina!

Le perle del giorno (sempre le stesse, perché inventarne di nuove?): “Truppe giù di morale. E Mosca invia al fronte cantanti e musicisti” (Repubblica), è perché i russi sono gente allegra!, “Le truppe russe allo stremo” (Giornale).


20 dicembre

2020
“Per noi il governo è un’esperienza finita, non c’è più la fiducia tra la maggioranza e il premier.” (Rosato su Stampa e Sky, lo stesso che il 1º ottobre 2023 lascerà Renzi e Italia viva).

2022
Per fortuna che Podolyak ha capito la “sostanza” della guerra, mica Kissinger! Gli Usa sbloccano finalmente i missili Patriot, anche se non saranno moltissimi. Gli ucraini pensano di usarli contro i droni utilizzati dai russi. Hanno capito tutto: ogni Patriot costa 10 milioni di dollari, contro droni iraniani da poche migliaia, se non addirittura meno, ma chi se ne frega, tanto paga l’occidente Pantalone!!! Hanno veramente capito tutto!!!


21 dicembre

2020
“Aspettiamo risposte rapide e concrete. Io e Bellanova pronte al passo indietro” (Bonetti sul Corriere). “Draghi che tace fa buon brodo” “Da giorni sui giornali e nei palazzi della politica si parla con sempre maggiore insistenza dell’arrivo di Draghi. C’è solo da sperare che Draghi taccia ancora per qualche giorno, quelli necessari al presidente Mattarella per fare di conto” (Sallusti sul Giornale).

2022
Oltre ai Patriot Biden promette a Zelensky, in pellegrinaggio a Washington, altri 1,8 miliardi di dollari (armi, 1 miliardo, e sistemi satellitari, 800 milioni). Sul Washington Post si scopre che non ci sono prove contro i russi nel sabotaggio ai due gasdotti North Stream. “Attacco terroristico russo” diceva Kiev. Poi si scoprirà che sono stati proprio i servizi segreti ucraini a fare i sabotaggi, ma se l’hanno fatto gli ucraini nessuno si scandalizza!!!



Riccardo Migliori 14 dicembre 2023
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8 - 14 dicembre
A Futura Memoria