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22 - 29 dicembre

A Futura memoria
21 dicembre 2023 di
Riccardo Migliori

22 dicembre

2020
Cassese passa a Libero, ma continua con il suo solito sistema, visto che qualcuno crede ancora a quello che scrive. “Conte è un pirata, usurpa i poteri di ministri e governatori. Un governo Draghi? Avrebbe autorevolezza”. Eeeee…. s’è vista l’autorevolezza, specie con la Ue!!! E i renziani continuano… Parlano di Franceschini, questa volta, “do coio coio” (dove colpisco colpisco) si dice dalle mie parti, non interessa dove, basta colpire! “Dario ormai sembra la Meloni: mandarci a votare in piena pandemia col record dei morti è assurdo. Abbia più rispetto per Mattarella” (Faraone al Dubbio). Chiarisco: i renziani tirano a far cadere il governo (come poi avverrà), Franceschini dichiara che si andrebbe al voto (come ha più volte detto Mattarella), ma visto che il Presidente ci sta ripensando (per far nominare Draghi), allora Franceschini deve rispettarlo nonostante i suoi “cambiamenti d’idea”. E Marcucci (Pd) ci mette del suo: “Non vedo il voto anticipato…. Draghi presidio di autorevolezza per tutto il Paese”. E come no?!?

Poi ci sono i grandi geni sul Recovery, di cui però non hanno capito nulla, ma ne parlano per colpire Conte, ovviamente. “Il piano nel giro di un paio di settimane dovrebbe arrivare a Bruxelles per poter iniziare ad essere finanziato” (Daniele Manca sul Corriere). TUTTO INVENTATO! La scadenza è il 30 aprile, e siamo a dicembre!!!

2022
Che dramma quando si perde il senso del ridicolo! Zelensky ritorna a casa dagli Usa. Al Congresso Schumer, capo dei senatori democratici, e Pelosi, la speaker, l’hanno paragonato a Winston Churchill (sigh!!!). Ma si può?!?? Comunque tante moine e paragoni iperbolici, ma mani quasi vuote: chiesti 5 sistemi bellici, ricevuto uno, i Patriot. E Zelensky respinge le ipotesi di compromessi territoriali avanzate dagli Usa.


23 dicembre

2020
Ma guarda chi c’è! Dopo tanto tempo… “Per durare bisogna avere una visione. Conte? Non stiamo parlando di Napoleone” (Bellanova su La Stampa). Per giustizia, non sta parlando neanche Paolina Borghese!!! Poi ci sono i “giornalisti emeriti”: “Le iniziative di Renzi stanno ottenendo il loro scopo, quello di gettare un sasso nello stagno e dimostrare quanto sia inadeguato il Conte-2 proprio nel nuovo rapporto con l’Unione” (Repubblica, Folli).

Renzi intanto viaggia per l’Italia, quasi senza meta. E, come capita a tutti i comuni mortali (gli stessi che fermano il Freccia Rossa per arrivare prima a casa), deve fermarsi in un autogrill, anche lui avrà le “sue necessità”. Alle 16 si ferma all’autogrill di Fiano Romano, l’ora giusta per un anticipo di tè. Quando si parla delle coincidenze!!! Un caro amico “speciale”, proprio nella stessa zona di parcheggio, proprio negli stessi minuti, e tutte e due con le scorte lontane, forse ai bagni. Insomma, il massimo del caso. Così Renzi incontra “casualmente” Marco Mancini, agente segreto e caporeparto del Dis (per la cronaca. Mancini nel 2013 viene condannato a 9 anni per il sequestro dell’imam Abu Omar. La sentenza viene poi annullata perché viene imposto il segreto di Stato). Passeggiano tranquillamente tra container arrugginiti, l’ideale per una chiacchierata tra amici; ma ci sono sempre i male intenzionati, così vengono “filmati” a loro insaputa da una professoressa. Parlano per circa 40 minuti (avranno tante notizie familiari da scambiarsi) poi ripartono con le rispettive scorte, rimaste pudicamente a distanza, la privacy familiare… Renzi riparte per Firenze, Mancini… oddio, Mancini riparte per Roma… ma allora… non erano nella stessa direzione, era tutto organizzato…. Pare proprio così, e ne parlerà a lungo Report su Rai 3.


24 dicembre

2022
Nei silenzi natalizi segnalo un “passo” di Marco Travaglio: “Iacoboni twitta: ‘Longanesi temeva che quando potremo raccontare la verità non ce la ricorderemo più, dice Mario Draghi al Corriere sull’ipotesi di scrivere un libro di memorie. Presidente, la racconti la verità. Sulla caduta del governo, sulla Russia, sui giochi di Lega e 5 Stelle’. E sulle balle di Iacoboni”, conclude Travaglio su Scemi di Guerra.


25 dicembre

2022
Nonostante la controffensiva in atto (almeno così dichiarano quasi giornalmente i dirigenti ucraini, ma devono farlo per giustificare le insistenti richieste di soldi ed armi) e la vittoria dietro l’angolo (si vede che è un “isolato” tipo “profondo sud” lungo 500 metri), quasi metà dell’Ucraina è, a Natale, senza luce e riscaldamento.


26 dicembre

2022
Gli ucraini tentano di ridurre la pressione russa, attaccando direttamente oltre confine, a Bryansk con un commando e a Engels con droni. Lo stesso giorno Putin avverte che, a chi aderirà al price cap europeo sul gas, verranno chiuse le forniture petrolifere.

Intanto i nostri “giornalisti emeriti” continuano a non capire nulla dell’est europeo, e non capiscono perché non studiano, sono ignoranti e soprattutto non si documentano, ma caricano a testa bassa in chiave anti-russa. “Non mi è chiaro perché il Teatro la Fenice di Venezia abbia inserito in programma la pianista Valentina Lisitsa, che andò spensierata a celebrare il regime russo suonando sulle rovine di Mariupol” (Iacoboni, sempre lui, su Twitter). Purtroppo per “costui” Valentina Lisitsa è cittadina ucraina e non è certamente andata spensierata a suonare.


27 dicembre

2022
Sarà il periodo natalizio, ma su alcuni aspetti della guerra i sondaggi sono molto chiari: in Germania il 45% della popolazione è contrario all’invio di carri armati Leopard a Kiev.

Perla del giorno, anche durante le vacanze: “Nel 2022 la grande vittoria contro Putin” (Foglio). E come no?!? Si vede che ancora oggi, fine 2023, nessuno ha avvertito Putin che ha perso!!!


28 dicembre

2020
Ricapitoliamo, a fine anno, alcune stupidaggini scritte sulla vaccinazione contro il coronavirus: “Coronavirus, Galli smentisce in ministro Speranza e frena sui tempi del vaccino: non prima della fine del 2021” (Open 6 agosto), “Coronavirus, i virologi frenano Speranza: nessun vaccino entro fine anno (Stampa 6 settembre), “Vaccino entro l’anno: la madre di tutte le fake news” (Blitzquotidiano 30 settembre), “Annunciare il vaccino per fine anno… dichiarazioni paternalistiche, non previsioni scientifiche” (Cartabellotta, Fondazione Gimbe, 21 ottobre), “L’annuncio di Conte sulle prime dosi di vaccino per dicembre è peggio che una bugia: è una pessima idea. Molti (chi? Mistero della fede) hanno percepito le parole del premier come un mezzo imbroglio” (Buccini sul Corriere 26 ottobre), “Giuseppi (una battuta ripetuta all’infinito NON fa più ridere!!!!) smentito sul vaccino: impossibile che ci sia a Natale. Il premier sbugiardato da Ema e Aifa, forse i primi arrivi nel 2021” (Giornale 29 ottobre), “Burioni contro Conte sui vaccini: gli italiani non sono bimbi di 5 anni che credono a Babbo Natale. Le prime dosi di vaccino entro dicembre? Per Conte è quasi una certezza, ma Burioni frena gli entusiasmi e attacca il Premier” (Giornale 31 ottobre), “In attesa di un vaccino che non arriverà a dicembre (imperdonabile l’errore di Conte di continuare a promettere l’impossibile) ...” (Verdelli sul Corriere 30 ottobre). Lo sport nazionale di quel periodo è il “tiro al volo” contro Conte, ma non è certo quello di chiedere scusa per le castronerie scritte e sostenute!!! Infatti i primi vaccini Pfizer partono la notte di Natale dagli stabilimenti belgi del gruppo. Il Vaccine Day è partito contemporaneamente in tutta Europa (esclusa l’Olanda) il 27 dicembre, con i primi 9.750 in Italia. La prima in assoluta è stata Lucia Premoli, l’infermiera che si occupò del primo paziente, un cinese, a gennaio, allo Spallanzani di Roma. Ma in Italia imperversa il vizio di NON dire “scusate, mi sono sbagliato”.

2022
In questa giornata si scopre come anche la cultura e relativi operatori facciano parte di due schieramenti che si contrappongono stupidamente. Non ci vuole molta intelligenza e cultura per ricordare che nell’antichità, durante le olimpiadi, i conflitti venivano sospesi e alle gare potevano partecipare tutti, atleti e spettatori, anche gli stessi che qualche tempo prima erano su campi di battaglia, contrapposti. Così, dopo l’attacco di ieri su alcuni giornali (e tanti attacchi con mail, messaggi ed altro, molti provenienti dall’Ucraina) la Fenice di Venezia cancella il concerto dell’Ucraina “non allineata” Valentina Lisitsa. Valentina è una giovane pianista, tra i più famosi al mondo, con 200 milioni di visualizzazione su YouTube. Ma, da ucraina, si è addirittura esibita a Mosca. Dunque è putiniana, dunque non può esibirsi in Italia. Lisitsa replica: “La musica e l’arte sono al di sopra della politica”. Appunto (almeno dovrebbero), ma questo varrebbe in un mondo “civile”, non in questo attuale “mondo cavernicolo”

Riccardo Migliori 21 dicembre 2023
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15 - 21 dicembre
A Futura memoria