Arrivano 50 milioni (grazie ad Appendino e al M5s)

“Torino area di crisi industriale complessa” è un iter che abbiamo avviato nel 2019 – non senza polemiche, visto che la parola “crisi” era considerato un tabù – e che vede, finalmente, le prime ricadute sul territorio torinese.

Oggi, purtroppo, nessuno dei giornali riporta che l’iniziativa fu dell’amministrazione M5S.

 

Torino NON È PIÙ la città più inquinata d’Italia

Torino NON È PIÙ la città più inquinata d’Italia, come ormai eravamo tristemente abituati a leggere negli articoli di giornale.

Come per tutti i fenomeni complessi, non esiste una spiegazione univoca, ma è innegabile che l’Amministrazione M5S abbia portato avanti con convinzione politiche concrete per il miglioramento della qualità dell’aria, anche al costo di apparire talvolta troppo intransigente.

I dati 2021 pubblicati dall’Agenzia Europea dell’Ambiente dicono che la situazione è ancora molto critica per la Pianura Padana, ma la via intrapresa è quella giusta e io non posso che auspicare che Torino continui su questa strada.

 

DUE PESI E DUE MISURE

Qualche settimana fa, senza alcuna motivazione concreta, gli assessori Purchia e Carretta hanno sfrattato dal centro il fan Village delle Atp Finals al grido “solo eventi di qualità”!

Come se Atp Finals non fosse uno degli eventi più prestigiosi al mondo.

Il Fan Village, così, sarà attaccato alla venue dell’evento. Tutto concentrato in Piazza D’Armi e in centro, nulla.

Una decisione folle, scellerata, definita sbagliata anche da Ascom. Se l’obiettivo è spegnere l’entusiasmo per questo evento che connota l’amministrazione M5S, ci stanno riuscendo benissimo.

Una delle motivazioni (del tutto ideologiche) è l’estetica delle tensostrutture nelle piazze cosiddette auliche. Ora, io non sono un’esteta di tensostrutture (come loro), ma di certo se quelle dell’anno scorso non erano di loro gradimento, si potevano migliorare anziché sfrattarle brutalmente.

Ma veniamo al dunque.

Ieri, passeggiando per piazza Castello, non ho potuto fare a meno di notare questo mega tendone per il raduno Taizè con tanto di condizionatori a vista. Di fronte alla Chiesa di San Lorenzo, Palazzo Reale, Palazzo Madama. Forse il più aulico dei luoghi aulici della città.

E’ evidente che l’amministrazione ha adottato due pesi e due misure. Taizè in piazza Castello, sì. Atp Finals no. Perché?

Perché Piazza Castello è meno importante di piazza san Carlo?

Perché questo tendone è esteticamente perfetto?

O perché le autorizzazioni per gli eventi vengono date a seconda di chi li organizza?

Ho depositato un’interpellanza sulle ATP Finals , vi farò sapere come questa amministrazione (cieca e sorda) risponderà.

Quelli (in)competenti…

Meno male che sono arrivati quelli autoproclamatisi “competenti”.

Noi continueremo a batterci contro questa castroneria megagalattica, utile solo a chi la costruisce e a qualche consulente.

SICUREZZA SUL LAVORO?

Dopo la terribile tragedia di via Genova, che ha visto tre operai morire a causa del crollo di una gru, la nostra Città dovrebbe dimostrare una attenzione ancora maggiore nei confronti della sicurezza sul lavoro, in particolare per quanto riguarda i cantieri edili.

In tale ottica si inserisce il percorso cominciato dalla Commissione Lavoro della città di Torino, che ci ha visto audire in questi mesi tutte le categorie della società civile che si occupano di un tema così importante.

Invece questo è ciò che succede all’uscita della metropolitana di Corso Dante, con la scala mobile attiva e l’uscita dei passeggeri proprio sotto alla gru in movimento.

A mio giudizio è un episodio gravissimo. Lunedì prossimo chiederò Comunicazioni urgenti in Sala Rossa.

 

IL PATTO (SEGRETO) PER TORINO

Come ben sapete, il bilancio comunale si regge sul “Patto per Torino”, un accordo che la nostra Città ha firmato con il Governo Draghi e che prevede, per i prossimi 20 anni, una serie di azioni devastanti per i Torinesi, come ad esempio l’aumento delle tasse comunali o la riduzione dei tempi di rateazione per chi ha contratto un debito con il Comune.

Queste azioni sono state però approvate all’interno del bilancio senza che nessuno dei Consiglieri, né di maggioranza né di minoranza, potesse conoscerne e valutarne la reale portata, anche perché fino al momento della firma del Patto, lo scorso 5 aprile, non ci è mai stato concesso di visionare quel documento.

Da quel giorno sono trascorsi esattamente tre mesi e non ho mai smesso di chiedere alla Presidente della Commissione Bilancio e all’Assessora Nardelli, anche con una certa insistenza, che i contenuti di quell’accordo ci venissero illustrati in commissione, anche per avere la possibilità di valutare se i sacrifici richiesti ai torinesi siano davvero così necessari e se non esistano invece strade alternative per risanare il bilancio della nostra Città senza mettere le mani nelle tasche dei Torinesi.

Tale possibilità mi è sempre stata negata, con la motivazione che ci sono argomenti ben più urgenti da trattare in commissione, la cui discussione richiede del tempo.

Stamattina la Commissione Bilancio si è riunita per una seduta durata la bellezza di 4 minuti, dalle ore 9.39 alle ore 9.43, con un solo punto all’ordine del giorno, tra l’altro molto tecnico, e ovviamente la discussione del documento più importante della nostra città non è stata in alcun modo affrontata.

E poi parla di rispetto per le opposizioni. Anche se qui il mancato rispetto è per i cittadini torinesi che meriterebbero maggiore trasparenza.

A voi le considerazioni.

ROTONDA BALDISSERA (DOPO LA PROPAGANDA)

La rotonda di piazza Baldissera è stata inaugurata nel 2012 dalla Giunta Fassino e, com’era prevedibile, nel corso degli anni si è rivelata uno dei più grandi disastri della viabilità cittadina, con interminabili code quotidiane, incidenti all’ordine del giorno e insostenibili livelli di smog e di rumore dovuti agli incolonnamenti.

Durante gli anni dell’amministrazione Appendino non c’è stato un singolo giorno in cui quelle stesse forze politiche che l’avevano progettata, senza prevedere un sottopassaggio per la fluidificazione del traffico, non ci abbiano accusato di incapacità e pressapochismo, perché a loro giudizio avremmo dovuto risolvere in tempi rapidi una situazione insostenibile (scordandosi di dire che era stata creata la loro).

Ovviamente realizzare una grande opera come un sottopassaggio quando un’opera è ormai conclusa richiede una gran quantità di tempo e soprattutto di soldi, ma purtroppo la qualità della vita dei cittadini richiede soluzioni più rapide. Proprio per questo avevamo commissionato al politecnico di Torino uno studio per provare a sciogliere definitivamente quel nodo viabilistico.

Oggi scopro finalmente che, dopo cinque anni di promesse elettorali, di “faremo di meglio, realizzeremo il sottopasso, risolveremo i problemi di Piazza Baldissera”, la Giunta Lo Russo si accorge che non ci sono soldi per realizzarlo e che la soluzione migliore potrebbe essere proprio quel progetto del politecnico da noi commissionato.

Ma un po’ di onestà intellettuale no?

DEHORS, SI TORNA A PAGARE

Nel mese di marzo, con una mozione di accompagnamento al bilancio avevamo chiesto di prorogare la gratuità dell’occupazione del suolo pubblico per i dehors almeno fino al termine della stagione estiva, in modo da concedere ancora un po’ di respiro a un settore in forte crisi.

Il programma elettorale del Sindaco Lo Russo prevedeva, tra le altre cose, “la tutela del tessuto commerciale al dettaglio che ha sofferto le chiusure imposte dalla pandemia”, “l’ascolto delle esigenze dei piccoli commercianti” e “la rimodulazione delle tasse per gli esercenti”.

Nonostante tutti i soldi che ricadranno sulla Città attraverso la firma del “Patto per Torino”, la scelta della Giunta è nuovamente stata quella di fare cassa e la nostra mozione è stata bocciata.

ASSESSORE AI GRANDI EVENTI: COMMISSARIATO.

Quando nomini un assessore ai grandi eventi finora tutti ereditati (Mimmo Carretta) ma dopo 6 mesi capisci che non si aggiudicherà manco mezzo grande evento e quindi assumi (110.000€) un manager ai Grandi Eventi, nella speranza che ti porti almeno un Grande Evento.

L’OSSESSIONE DI LO RUSSO PER IL M5S

Fanno sorridere le dichiarazioni del sindaco Lo Russo relative all’ossessione che prova nei confronti del M5S.

Avrebbe appena dichiarato che “a differenza del passato, c’è grande rispetto di chi oggi è chiamato ad amministrare la città nei confronti delle minoranze”.

Mi chiedo se il rispetto risieda nell’aver bocciato tutti gli emendamenti alle linee programmatiche delle opposizioni (in passato molti erano stati accolti).

Oppure se il rispetto stia nel negare sistematicamente le richieste di comunicazioni in aula ma rispondere regolarmente su Specchio, rubrica alla quale credo rivolgerò le mie prossime richieste al sindaco.

Oppure nel rifiutarsi di rispondere alle domande poste nell’ultima interpellanza su Valentina Campana etichettandole come “illazioni”, anche se illazioni non sono. Sono semplici domande, e lo sa benissimo.

Lascia poi allibiti il fatto che sia lui a parlare di rispetto, lui che giocò con le palline da tennis in consiglio quando sembrava che il governo non finanziasse le Atp Finals (e forse, se avesse saputo quanto le apprezza l’attuale sindaco, avrebbe fatto bene). Lui che presentò l’esposto Ream contro Appendino che, lo ricordo, è stata assolta in Appello ma che per la condanna in primo grado è stata fatta fuori dalla competizione elettorale.

E sono pochi semplici esempi perché tutte le sue scorrettezze da consigliere di opposizione sono davvero troppe per poterne fare una lista completa.

È proprio vero che un bel tacer non fu mai scritto.