STOP DOPPI INCARICHI ELETTIVI, PRONTO UN ODG IN CONSIGLIO COMUNALE. CENTRODESTRA TORINESE SENZA RITEGNO

Il cumulo dei mandati mina alle fondamenta la credibilità delle assemblee elettive. Impensabile credere che una persona, nell’arco delle 24 ore, riesca a svolgere bene due o più incarichi in diversi enti. 

Ad esempio, nel Consiglio Comunale di Torino, siedono  i consiglieri Ricca (Lega) e Rosso (FdI) che ricoprono anche la carica di Consigliere Regionale e quella di Assessore Regionale. Occorre attivarsi presso il Governo affinché si limiti questa concentrazione di potere politico, attualmente purtroppo consentita dal Testo Unico Enti Locali.

E’ quanto prevede un Ordine del Giorno, a mia prima firma, che impegna la Giunta e la Sindaca ad “attivarsi presso il Governo per richiedere, nelle more della revisione del Testo Unico Enti Locali” il divieto di cumulo di cariche elettive. 

Il codice etico del M5S vieta le doppie cariche elettive contemporanee e, recentemente, perfino il PD le ha vietate nel proprio statuto. Il centro destra invece abusa senza ritegno delle possibilità offerte dal Testo Unico.

Un limite ai doppi mandati nelle assemblee elettive locali non risolverà, da solo, i problemi della politica, ma rappresenta un passo semplice per muoversi nella direzione della serietà del servizio pubblico.

Cinzia Carlevaris
Consigliera Comunale
MoVimento 5 Stelle Torino

Arrivano i nostri… nuovi civic

Il Corpo di Polizia Municipale della Città di Torino conta attualmente circa 1.650 unità, con un’età media di 49 anni.
Attualmente, alla Polizia Locale sono attribuiti sempre maggiori e significativi compiti in ambito di sicurezza urbana, stradale e di tutela del cittadino, ha compiti universali e riveste le stesse qualifiche degli altri organi di polizia. Considerate le molteplici funzioni ed azioni che caratterizzano la quotidiana attività degli appartenenti al Corpo, si è reso necessario ed urgente procedere al rafforzamento dell’organico ed all’ampliamento dell’operatività.

Nell’estate 2018 è stata pertanto indetta una selezione pubblica per la copertura, tramite contratto di formazione e lavoro della durata di 12 mesi, di n. 50 posti nel profilo specifico di Agente di Polizia Municipale. Tale tipologia contrattuale consente l’assunzione di giovani che non abbiano compiuto i 32 anni alla data di stipulazione del contratto di lavoro. Al termine dei 12 mesi i contratti potranno essere convertiti da formazione e lavoro a tempo indeterminato.

Sono state presentate circa 6.000 domande di partecipazione, solo in 2.500 circa si sono presentati alla prova pre selettiva ed in 1.000 circa sono approdati a sostenere la prova scritta. I colloqui, circa 600, si sono tenuti nei mesi di gennaio e febbraio davanti alla Commissione presieduta dal Comandante del Corpo, Emiliano Bezzon, ed in data 27.02.2019 è stata pubblicata la graduatoria definitiva.
I primi 50 sono stati assunti a fine marzo e, al termine di un corso di formazione di tre mesi iniziato nei primi giorni di aprile, saranno pienamente operativi ed impiegati presso i Comandi Territoriali. La graduatoria resterà in vigore per tre anni, al termine dei quali, compatibilmente con le risorse di bilancio e sulla base del piano delle assunzioni, tutti i soggetti potrebbero essere definitivamente assunti dall’Amministrazione.

È iniziato il percorso con il quale l’Amministrazione, un passo per volta, vuole concretizzare un rafforzamento ed un abbassamento dell’età del Corpo, oggi quantomai necessario.

Le nostre battaglie, i nostri successi

Sono passati quasi tre anni da quando, il 19 giugno 2016, Chiara Appendino veniva eletta Sindaca di Torino e il Movimento 5 Stelle prendeva la guida amministrativa della Città.

Siamo consapevoli che grandi erano le attese e la voglia di un’alternativa che sapesse, finalmente, di novità.

Il nostro impegno è stato innanzitutto quello di instaurare un nuovo modo, diverso e più trasparente, nella gestione della cosa pubblica, ampliando il più possibile i canali di comunicazione e le occasioni di confronto tra Amministrazione e cittadini. Una comunità informata e partecipe è una comunità che guarda con maggior consapevolezza e responsabilità al futuro.

Ed è proprio la grande responsabilità nel programmare il futuro che ha spinto più di ogni altra cosa la nostra azione in questi anni, con particolare attenzione a quelle battaglie dall’urgenza non più differibile. Tra queste spicca quella legata alla sostenibilità ambientale e al miglioramento della qualità della vita. È per questo che, su volontà ed indirizzo del nostro gruppo consiliare, la giunta ha approvato le linee guida del progetto “Torino Centro Aperto”, un nuovo modello di viabilità che segnerà la fine della più che ventennale ZTL centrale migliorando la fruibilità dell’area del centro storico. Come consiglieri del Movimento 5 Stelle abbiamo salutato questo provvedimento come una delle tappe verso la realizzazione del nostro programma amministrativo ma, ancor di più, come un passo che avvicina Torino alle iniziative che hanno preso e stanno prendendo tutte le grandi città europee, i cui centri sono sempre più a misura d’uomo e sempre più attrattivi per cittadini e turisti.

E di turisti i torinesi in questi ultimi anni ne hanno avvistati parecchi: la Città ha visto infatti premiato il suo patrimonio storico, artistico, culturale e gastronomico con un più 14% di presenze rispetto al 2016, segno che le iniziative da noi intraprese, dallo spettacolo dei droni di San Giovanni al Natale magico da “Guinnes World Record”, sono state in grado di ribaltare, nei fatti e nei numeri, la narrazione strumentale di una città in declino perpetrata dai nostri detrattori. La spinta per rendere sempre più attrattiva Torino sta proseguendo anche in questi mesi: da un rinnovato e sempre più diffuso Torino Jazz Festival al Salone del Libro, dagli European Master Games alle celebrazioni dedicate al genio di Leonardo Da Vinci. Ma c’è un risultato che più di tutti alza la nostra Città al ruolo che le è dovuto: Torino sarà, dal 2021 al 2026, la casa di uno dei tornei di tennis più importanti al mondo: le Atp Finals. Mesi di lavoro silenzioso ma meticoloso della Sindaca, della giunta e dei consiglieri hanno portato a questa grande vittoria che ha visto Torino prevalere su colossi politici ed economici come Londra e Tokyo, o Singapore. Le Atp sono un evento che vale milioni di euro e che, con i suoi 250.000 spettatori ad edizione, darà alla città una visibilità pari a quella arrivata con le Olimpiadi. Sono soprattutto un evento che mette a frutto e valorizza quel patrimonio che la città già ha, senza snaturarla, fare debiti o consumare suolo.

Ma, come diciamo da tempo, non bastano turismo e cultura. Torino ha bisogno di superare quello stato di cose che ha portato la città a svuotarsi di imprese, di posti di lavoro, di visione e di spinta produttiva. Come Movimento 5 Stelle abbiamo le idee chiare su cosa si deve fare: sostegno all’innovazione e alle piccole imprese che hanno bisogno di luoghi dove fare ricerca e soprattutto strumenti per aiutare chi ha le idee e i progetti che creeranno il lavoro del futuro. Tutto questo sarà la Casa delle Tecnologie Emergenti che aprirà in Città grazie al contributo economico di 7 milioni di euro del Ministero dello Sviluppo Economico e all’impegno del vice premier Luigi Di Maio. Un altro segnale importante, frutto dell’operato congiunto delle istituzioni locali e del governo nazionale, è il sostegno economico dovuto alle aree di crisi industriale: un contratto di sviluppo che riconosce a Torino la capacità di attrarre fino a 150 milioni  di euro e che si configura come un importante punto per ripartire.

Tanto altro ci sarebbe da raccontare, dalle battaglie sui diritti per le famiglie al successo del progetto di svuotamento dolce delle palazzine dell’ex moi, dalla riorganizzazione dei servizi sociali comunali alla modifica del piano regolatore, fino ad arrivare alla trasformazione dell’ex PalaFuksas in un mercato di eccellenze gastronomiche. Sono certa che ci saranno occasioni future per farlo.
Nel mentre, tra le pagine di questo nostro “diario di bordo” troverete i resoconti dei consiglieri sulle attività che più abbiamo seguito in questi mesi.

Non sarà facile, ma continueremo ad impegnarci ogni giorno per il bene comune sperando di godere sempre dalla vostra fiducia e del vostro supporto.

Emergenza abitativa una priorità del M5S

L’emergenza abitativa è uno dei più importanti temi che stiamo affrontando come Movimento.

Il tema è complesso perché è legato sia alla disponibilità di case popolari in assegnazione, sia ad una accurata selezione dei casi in cui si verifica un reale emergenza . La commisisone CEA valuta circa 30 richeste alla settimana, molte non hanno i requisiti per essere considerate in emergenza.

“Con il nuovo Regolamento  aumenteranno gli esiti positivi in risposta alle domande di emergenza abitativa, venendo maggiormente incontro alle esigenze dei numerosi cittadini e cittadine che si trovano realmente in difficoltà”.

Il testo – che sostituisce integralmente il precedente Regolamento – recepisce le novità introdotte dal Decreto del presidente della Giunta regionale 19 gennaio 2018 n°. 1/R e tiene conto dei nuovi bisogni emergenti rilevati dalla Commissione Emergenza Abitativa (Cea), in particolare per quanto riguarda le domande di alloggi motivate da decreto di trasferimento.

La novità più importante è la possibilità di riprendere d›ufficio, alcuni casi riguardanti persone che non hanno fatto richiesta di assistenza ai servizi sociali , che, con il vecchio regolamento, venivano esclusi.

Viene inoltre semplificata la disciplina dei casi di emergenza abitativa determinata da procedura esecutiva di sfratto, limitando agli ultimi cinque anni le verifiche di regolarità fiscale e previdenziale e affermando il principio che il conduttore deve fare valere in sede giurisdizionale le proprie ragioni con la diligenza del buon padre di famiglia.

Si afferma altresì il principio per cui, per valutare l’“incolpevolezza” della morosità del richiedente la casa popolare, si deve tener conto, al di là del reddito annuale del nucleo familiare, anche delle disponibilità economiche su cui il nucleo stesso ha potuto negli anni fare affidamento derivanti dall’alienazione di beni immobili, dalla liquidazione di risarcimenti e dal trattamento di fine rapporto lavorativo o da altre fonti di reddito soggette a tassazione separata.

Cambia anche la disciplina della fattispecie di emergenza abitativa di chi ha la condizione di profugo o rifugiato, che potrà accedere alla casa popolare, al pari dei cittadini comunitari ed extracomunitari, soltanto ove si trovi in una delle situazioni di emergenza abitativa di cui al nuovo Regolamento.

Il nostro sforzo sul sociale, pur con il piano di rientro in atto, è rimasto a livelli di assistenza molto alti.

Il nuovo regolamento con la partenza del reddito e pensione di cittadinanza, che ha il vincolo di essere utilizzato per bisogni primari come le l›affito, aiuterà a ridurre  l’emergenza abitativa  limitando da un lato  la morosità degli inquilini sia in ERP che in case private, e dall’altro riducendo gli sfratti.

Il trasporto pubblico a Torino: come sta?

Potrà sembrare una domanda banale, ma sono passati due anni, da quando abbiamo preso completa conoscenza della situazione complessiva in cui versava il trasporto pubblico locale torinese, e non era bella, come sapete.
GTT, Infra.TO, Agenzia per la Mobilità Piemontese, Comune di Torino e Regione Piemonte, avevano bilanci in cui non c’era coerenza tra debiti e crediti reciproci di ognuno degli attori verso gli altri.
GTT svolgeva un servizio, pagato in chilometri, che era maggiore di quanto gli veniva riconosciuto, e per questi e altri disallineamenti aveva accumulato debiti che ne minavano la credibilità finanziaria e la stabilità economica.
La sofferenza finanziaria dell’azienda e la contestazione di alcuni crediti non consentivano ulteriori finanziamenti bancari per pagare i fornitori, che di conseguenza non fornivano servizi e pezzi di ricambio. E la situazione non consentiva nemmeno il rinnovo del parco mezzi, visto che i finanziamenti pubblici erano quasi tutti con la formula del cofinanziamento.
Insomma, GTT era sulla via del fallimento. E i suoi creditori (tra cui molti fornitori) ne avrebbero sentito le profonde conseguenze, con ricadute molto importanti su tutte le famiglie dei dipendenti, ma anche su quelle dell’indotto relativo, senza contare l’effetto che un
disastro del genere avrebbe comportato su tutta la mobilità dell’intera area metropolitana torinese.
Esistevano due alternative. La prima, che prevedeva l’uso della legge Marzano, avrebbe comportato la nomina di un commissario, di nomina ministeriale, che avrebbe avuto 180 giorni di tempo (più altri 90, eventualmente) per risanare l’azienda, effettuando operazioni
ordinarie e straordinarie, come dismissioni di rami d’azienda, licenziamenti collettivi, riduzioni di livelli di servizio, eccetera. La seconda, invece, comportava specifici impegni economici e finanziari da parte del Comune di Torino (anch’esso in difficoltà economiche), riconciliazioni e trattative sulle discordanze tra crediti e debiti dei vari attori, sforzi organizzativi e assunzioni di rischio e di responsabilità da parte degli amministratori della città, ed un’enorme dose di fiducia nell’azienda e di coraggio nelle scelte.
Quest’ultima strada è quella che abbiamo alla fine scelto.
La Regione Piemonte e le banche hanno richiesto la stesura di un piano industriale molto rigoroso che mostrasse la possibilità del risanamento e del rilancio e questo ha richiesto un anno solo per le diverse stesure e l’approvazione. Il Comune di Torino si è impegnato a
partecipare al risanamento con fondi propri, Regione ha riconosciuto in parte i debiti che aveva e li ha pagati attingendo a fondi che sono arrivati dal Ministero dei Trasporti, che ha contribuito anche con finanziamenti per il parco rotabile Finalmente, il 14 marzo del 2019, durante una seduta della commissione Servizi Pubblici Locali del Comune di Torino, l’Amministratore Delegato, Giovanni Foti, ha dichiarato che il periodo di emergenza straordinaria è stato, dopo due anni, finalmente superato.
Ora, pur in una situazione in cui devono essere tenuti sotto stretto controllo tutti gli aspetti della gestione, l’azienda è in una situazione normalizzata, in cui sono state poste tutte le basi per la rinascita e lo sviluppo. Dopo aver quasi toccato quindi il fondo del baratro, questo è il
momento della risalita, che sarà ancora lunga, faticosa, e piena di sacrifici, ma si iniziano a vedere le azioni intraprese.
Durante la campagna elettorale, noi avevamo prodotto un volantino in cui dichiaravamo le nostre intenzioni politiche ed amministrative verso GTT. Erano sette punti.
Il primo era “Mantenere l’azienda di TPL di proprietà comunale senza spacchettamenti”.
Due anni. Ci abbiamo messo due anni, per evitare che fosse svenduta, spezzettata, fallita, commissariata. E quello che sembrava un’ovvia enunciazione di principio si è trasformata in una battaglia complicata, onerosa, lunga e travagliata. Ma l’abbiamo vinta. E GTT ora è sanata e pronta per affrontare gli altri sei punti.
Ma questo comporta anche la possibilità di attuare molte altre azioni che erano nel programma, anche se apparentemente non legate a GTT.
Una alla cronaca di questi giorni ad esempio è la ZTL, su cui l’anno scorso scrivevo “e nel 2019 il trasporto pubblico sarà fortemente potenziato”. E’ evidente che la revisione della ZTL non può prescindere dal potenziamento e dalla revisione della rete di trasporto pubblico. E
quindi nel 2019 saranno la revisione della rete e del servizio e il rinnovo del parco vetture e della manutenzione, oltre a tutta una serie di misure minori, come l’introduzione dei tornelli, la verifica del nuovo sistema tariffario, e altre, tutte nell’ottica di un potenziamento del trasporto pubblico collettivo torinese.
Per quanto riguarda i mezzi, entro agosto arriveranno 74 autobus ed è stata bandita un’altra gara per 40 bus alimentati a metano. Un’ulteriore gara europea è stata bandita a gennaio con scadenza ad aprile per un accordo quadro relativo all’acquisto di 70 nuovi tram (con un primo contratto per 30 mezzi, già finanziati dal ministero, e che arriveranno nel 2021, dovendo essere prodotti su specifiche). E dal 2020 partiranno le procedure per il progressivo acquisto degli ulteriori 300 mezzi necessari allo svecchiamento della flotta GTT.
Insomma, sta bene, grazie, e lei? 🙂

Il rilancio del Teatro Regio

ùLa situazione ereditata da questa amministrazione comunale rispetto a una delle istituzioni culturali più importanti della nostra città era estremamente critica e complessa. Abbiamo trovato sofferenze economiche e disavanzi di bilancio, oltre a mancanza di adeguamenti strutturali, manifestatisi anche i tempi e modi che non ci hanno lasciato spazio a indecisioni.
Il rilancio del Regio proposto da un affiatato gruppo di lavoro del Movimento Cinque Stelle di Torino, composto da operatori della Lirica, ha trovato ad accoglierlo fin dal primo atto, un clima generale di diffidenza e contrapposizione mediatica e politica che ha a che fare più con la dialettica partitica e la difesa di posizioni acquisite che non con il reale bene dell’Ente, che, non lo dimentichiamo, dipende in gran parte
da soldi pubblici, e porta a sua volta diversi milioni di euro sul nostro territorio dal FUS, il Fondo Unico per lo Spettacolo dando lavoro a più di 300 persone.
Il 30 Novembre 2017 viene presentata a mia firma la Mozione “Teatro Regio”, un corposo documento che propone le linee guida del rilancio del Regio.
Il 2 Maggio 2018, viene nominato Sovrintendente del teatro William Graziosi, dopo le dimissioni del precedente sovrintendente Vergnano, in carica nei precedenti 19 anni. Secondo fonti di stampa Vergnano dichiara di dimettersi per “un fatto nuovo legato al bilancio” fatto nuovo che impedirebbe di chiudere il bilancio 2017 in pareggio.
Graziosi stabilisce subito una stretta collaborazione con La Sindaca Chiara Appendino, Con l’Assessora Leon e con la nuova amministrazione in generale per applicare i principi guida espressi nella mozione e affrontare i non facili problemi ereditati dalla precedente gestione.
A meno di un anno dalla sua nomina i risultati concreti iniziano a vedersi:
Il piano industriale redatto da Guido Guerzoni, che accoglie in gran parte lo spirito della mozione del M5S,
viene approvato.
I primi cinque mesi di programmazione registrano un aumento di presenze agli spettacoli del 15,8 % rispetto agli anni precedenti.
Il ministro Bonisoli si impegna, a fronte del piano industriale, a far confluire nelle casse del Regio 8 milioni per le necessarie ristrutturazioni degli edifici di proprietà del Comune.
Il rilancio del Regio targato Movimento Cinque Stelle è su un ottima strada. Chi non ci credeva si è semplicemente sbagliato.

DICHIARAZIONI DEL GRUPPO CONSILIARE M5S TORINO IN MERITO ALLE DICHIARAZIONI ODIERNE DEL CONSIGLIERE LO RUSSO

Difficile interpretare il cambio di passo dichiarato oggi dal Pd.
Non sono mai stati propositivi in aula, attaccando e strumentalizzando qualsiasi atto della nuova Amministrazione.
Se volessero realmente aiutare potrebbero cominciare smettendo, una volta per tutte, di accusare noi per il “disastro strutturale” del bilancio della Città. Non è colpa loro? Bene, ma sono passati più di 20 anni di amministrazione torinese a senso unico; vogliamo trovare i responsabili di questo disastro? Che dicano, una volta per tutte, chi ha creato un “disastro strutturale” per plurime annualità.
Se il PD torinese volesse veramente aiutare questa amministrazione, e la Città, sarebbe realmente propositivo e non strumentale all’ennesima potenza, farebbe di tutto per far arrivare i soldi che il governo deve a Torino.
A Settembre ci sarà la discussione in aula sul piano di risanamento, vediamo se dimostreranno senso di responsabilità….visto che il piano di risanamento è dovuto ai famigerati conti che, secondo loro, erano a posto…”

“BANDI REGIONALI FERROVIE, OCCORRE TUTELARE I LAVORATORI MA DAL PD NESSUNA PAROLA CHIARA”

La competizione tra aziende per i nuovi appalti sul servizio ferroviario piemontese non può scaricare i costi sui lavoratori. Per questo vigileremo sui contratti di affidamento affinché siano previste tutele per chi lavora. E’ quanto abbiamo affermato oggi al convegno promosso dall’organizzazione sindacale ORSA in via Sacchi a Torino.

Assenza importante quella dell’assessore regionale ai Trasporti Balocco, artefice della procedura di “gara” mediante il dialogo competitivo. Presente invece il capogruppo regionale PD Gariglio, che non ha minimamente chiarito le intenzioni del PD sulla questione delle tutele per i lavoratori né per le nuove gare regionali e nemmeno per il contratto del lavoro nazionale nel settore trasporti, usando parte del suo intervento invece più per attacchi politici all’amministrazione della città di Torino che per spiegare la linea politica dell’amministrazione regionale.

Resta il fatto che per garantire l’occupazione è necessario incrementare i servizi ferroviari e riattivare le linee sospese da Cota e Chiamparino. Anche su questo argomento da Gariglio e dal Pd non è arrivata nemmeno una parola chiara. Occorre scrivere nero su bianco che alcune linee saranno riaperte senza delegare al “mercato” una responsabilità che invece è propria della politica regionale.

Per quanto riguarda il servizio SFM, abbiamo chiesto un maggior coraggio da parte delle amministrazioni regionale e nazionale negli investimenti sul trasporto pubblico, specialmente quello su ferro.
Non basta dire che verranno garantite le stesse risorse che negli anni passati, cosa peraltro falsa. Se si vuole aumentare l’uso del trasporto pubblico collettivo e ridurre l’uso dell’auto occorre offrire un servizio competitivo e frequente nelle aree inurbate.
Così facendo garantiremo un risparmio collettivo su spesa sanitaria, incidentalità, inquinamento, congestione.

Federico Valetti, Consigliere regionale M5S Piemonte
Vicepresidente Commissione regionale trasporti
Roberto Malanca, Consigliere comunale M5S Torino
Presidente Commissione Servizi Pubblici Locali

PRIMI DATI DEL PROJECT MANAGER ANTONIO MASPOLI SU EX MOI

Oggi in conferenza Capigruppo è stato audito il Project Manager Antonio Maspoli che si occupa da circa un mese e mezzo delle palazzine Ex-Moi

“La situazione, come previsto, è complessa- commenta Antonio Maspoli- soprattutto perché ci siamo trovati di fronte alla totale assenza di un censimento della popolazione che occupa i locali. Per questo è stato necessario iniziare con una mappatura volontaria degli occupanti, circa 120 per ora, che sarà approfondita da un censimento effettivo. La mappatura consente già di iniziare un percorso di formazione lavorativa e linguistica (la maggior parte degli occupanti non parla italiano), e sono stati individuati alcune linee di inserimento, grazie alla disponibilità e la collaborazione da parte di alcune aziende produttive di altre Regioni”

Le principali difficoltà incontrate dal dott. Maspoli riguardano l’individuazione degli interlocutori all’interno della struttura, per questo verranno creati piccoli gruppi di interesse in modo da agevolare la collocazione a seconda delle attitudini personali.

Nello spirito inclusivo e di partecipazione sono state avviate relazioni con le associazioni e con il comitato di solidarietà con cui sono stati effettuati quattro incontri preliminari.

“Stiamo lavorando sodo in concerto con Regione, Città Metropolitana, San Paolo e Diocesi per la risoluzione di un problema trascurato per troppo tempo dalle precedenti amministrazioni” commenta il Capogruppo Alberto Unia M5S.

APPROVATA LA DELIBERA SUL PIANO REGOLATORE

Oggi in Consiglio Comunale è stata approvata la delibera di indirizzo riguardante le linee per la revisione del Piano Regolatore Generale.

Questo atto, in conformità con il programma elettorale, è l’inizio di un percorso atteso da troppi anni.

Il consigliere Damiano Catretto dichiara : ” Come Gruppo Consiliare ci siamo impegnati a condividere con la cittadinanza e con tutti i soggetti interessati il processo di variante generale. Si tratta di definire il futuro di Torino in una nuova visione strategica che renda la città centrale e attrattiva nel panorama nazionale ed europeo”.