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FACCIAMO CHIAREZZA SU CORSO MARCONI

Scrive oggi il Corriere di Torino che il progetto di inserire due corsie ciclabili all’interno dell’area attualmente pedonalizzata in Corso Marconi è criticato dai genitori dei bambini e delle bambine che frequentano la scuola Manzoni. Tale zona pedonale a detta dei genitori “…è uno spazio irrinunciabile per la comunità, uno spazio per il tempo libero ma anche il luogo in cui le classi si incontravano durante la pandemia quando non si poteva entrare nelle classi”.

Erroneamente il Corriere scrive che tale progetto di sistemazione di Corso Marconi sarebbe “targato 5 stelle”. E’ falso.

Infatti il PROGETTO DI FATTIBILITA’ TECNICA ED ECONOMICA (BICIPLAN 4) “targato 5 stelle”, allegato alla Delibera di Giunta n.922/2021 (e illustrato qui da Chiara Appendino e dall’allora Assessora Maria Lapietra) prevedeva, proprio come proposto oggi dai genitori, di spostare le bici nei controviali affinchè l’intera area centrale di Corso Marconi restasse pedonale.

E’ stata invece l’attuale Giunta, con la Delibera n. 58/2022 ad approvare un PROGETTO ESECUTIVO molto diverso da quello precedente e che prevede appunto di inserire due corsie ciclabili nel viale centrale attualmente pedonale:

“SENZADUBBIAMENTE RIAPRIREMO I MURAZZI”

I Murazzi chiusero progressivamente intorno al 2013, Fassino sindaco, Lo Russo capogruppo, poi assessore.
Fu una delle “eredità” tramandate dal PD all’amministrazione M5S, insieme all’occupazione dell’ex-Moi, al campo Rom di via Germagnano fuori controllo, a GTT sull’orlo del fallimento, al Salone del Libro a Milano, ai conti del Comune sottosopra, etc.
Problemi che l’amministrazione passata ha risolto, non senza difficoltà.
E i Murazzi non fanno eccezione. Basta fare una veloce ricerca su Google per scoprire che, dopo un enorme lavoro dell’assessore Sacco per risolvere alcuni problemi relativi alla sicurezza dell’area, la riapertura è stata ufficialmente annunciata da Chiara Appendino all’inizio del 2020. I lavori, poi rallentati causa Covid, stanno per terminare in questi giorni.

Cronaca qui, 20 gennaio 2020: “Murazzi, al via i cantieri”. La Stampa, 9 luglio 2021: “Primi ponteggi per i murazzi”.

Quindi, fra le millemila cose che Lo Russo inaugurerà assumendosene indebitamente i meriti, ci sono senza ombra di dubbio, i Murazzi.
L’ha già fatto dal palco durante Eurovision (sì, l’evento che ha ereditato ma per il quale ha ringraziato tutti tranne Appendino): “Prometto, riaprirò i Murazzi!”.
Sindaco, facciamo così. Non le chiederò di ringraziarci, ma almeno, per cortesia, non ci prometta anche l’arrivo di 70 nuovi tram, di altre 4 edizioni delle Atp Finals e delle Universiadi.

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UN PIANO CILABILI “GIUSTO E CORAGGIOSO”

Prosegue la strada tracciata dall’amministrazione Appendino: nessun passo indietro sulla mobilità ciclabile.
Un plauso all’assessora Foglietta per la determinazione nel voler portare avanti azioni e progetti volti a incrementare l’utilizzo della bicicletta mettendo in campo ulteriori strumenti per lo sviluppo della mobilità dolce.

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CHI PAGHERA’ LE SPESE LEGALI A CHIARA APPENDINO ASSOLTA?

L’attuale sindaco nel 2017 presentò l’esposto alla magistratura sul caso Ream. La vicenda è terminata, dopo la condanna di primo grado, con le assoluzioni in appello.

Chi sosterrà le spese legali relativamente al processo Ream? La legge prevede che, in caso di assoluzione piena e definitiva, sia il Comune a sostenerle. E così, chi ha firmato l’esposto, firmerà anche questo corposo rimborso a spese della collettività.

APPENDINO: “IO ASSOLTA, LO RUSSO IN IMBARAZZO”

A distanza di 2 giorni dall’assoluzione di Chiara Appendino, il segretario del PD piemontese, Paolo Furia, ha rotto il silenzio esprimendo “soddisfazione”. Lo ringrazio, meglio tardi che mai.

Silenzio tombale, invece, da parte dell’autore dell’esposto che ha generato il processo, l’allora Consigliere Comunale Stefano Lo Russo. Eppure, ai tempi, disse che “attendeva con fiducia l’esito delle indagini”.

Sindaco, non so se ha letto, ma l’esito è arrivato! Possibile che non abbia nulla da dire, visto che fu suo l’esposto (fatto in compagnia di Morano, poi condannato in via definitiva a 2 anni e 4 mesi per tentata concussione) che generò il processo? Ai tempi sosteneva che si trattasse di falso. I giudici le hanno dato torto, non si è trattato di falso.

Bocche cucite anche per l’attuale segretario torinese Mazzù, e per l’allora segretario Carretta, ora promosso ad assessore.

Basterebbe chiedere scusa, anche solo per tutte le risorse impegnate nel celebrare questo lunghissimo processo.

Anche perché, alla lunga, questo silenzio rischierebbe di essere scambiato per codardia. E non vorrei mai.

ADESSO RENZI CHIEDERA SCUSA?

Correva l’anno 2018. Renzi era il segretario del Partito Democratico e, durante la sua visita a Torino, disse quanto sotto. Altri tempi.

Ma la questione non riguarda solo lui, perchè tutto il PD torinese ha cavalcato la vicenda in questi 6 lunghi anni

Chiederanno scusa? Qualcosa mi dice di no.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona e il seguente testo "Renzi al Lingotto di Torino affonda Appendino: 'Amministratori Pd non falsificano i bilanci" "Noi siamo amministratori che non mettono 5 milioni in più a penna" Torin กමత Ouinh ggi Opfntual Emmegint POLITICA 13 gennaio 2018, 12:50 PD P,"

 

 

Processo REAM, Chiara Appendino assolta

Non ho mai avuto alcun dubbio sulla tua integrità morale e sulla tua buona fede.

Sono stati 6 anni durissimi, in cui sei riuscita a tenere duro nonostante le vergognose speculazioni politiche.

Ora che sei stata assolta dal processo REAM, finalmente viene ristabilita la verità.

E oggi è un giorno di festa.

Un abbraccio forte a Chiara Appendino.

Felice anche per Sergio Rolando e Paolo Giordana.

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Inaugurata la quarta sede espositiva Gallerie d’Italia

Oggi nel Palazzo Turinetti di Pertengo si è svolta l’inaugurazione della quarta sede espositiva Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo.

Il progetto a cura dello studio dell’architetto Michele De Lucchi comprende 2.300 mq di gallerie espositive, 594 mq di gallerie all’aperto, 990 mq di distribuzioni e scale, 504 mq di ristorante e caffetteria, 327 mq per l’esposizione dell’archivio Publifoto, 201 mq dell’Università del restauro, 479 mq di impianti.

Il progetto approvato dalla Giunta di ChiaraAppendino, è stato approvato in consiglio comunale il 19 ottobre 2020 dopo la presentazione dell’allora assessore all’Urbanistica Antonino Iaria.

 

GRAZIE CHIARA

Si è appena concluso l’Eurovision Song Contest 2022, una delle più belle e coinvolgenti esperienze vissute dalla nostra Città negli ultimi anni.

Nel maggio 2021, all’indomani della vittoria dei Måneskin, assieme alla collega Imbesi avevo depositato in Consiglio Comunale la proposta di candidare ufficialmente Torino ad ospitare l’Eurovision Song Contest.

Cominciava così un lungo percorso che si concretizzatva con l’ufficialità dell’assegnazione dell’evento non sportivo più seguito al mondo alla nostra Città.

Un assegnazione il cui iter, che ho avuto modo di seguire durante lo scorso mandato, è stato veramente molto complicato.

Ma ci abbiamo creduto fino in fondo e l’entusiasmo di questi giorni, con una Città in fermento e piena di turisti, ci ha dimostrato che avevamo ragione.

Proprio per questo il mio ringraziamento più grande va a Chiara Appendino per aver reso possibile tutto questo.

Ovviamente auspico che la prossima edizione dell’Eurovision Song Contest si possa svolgere in Ucraina, nazione che ieri sera si è aggiudicata la vittoria finale. Vorrebbe dire che il nostro continente avrebbe finalmente ritrovato la pace. Ma nel caso in cui non ci fossero le condizioni credo che la nostra Città abbia il dovere di riprovarci.

Vorrei che si potesse dire, di nuovo: “Noi siamo pronti”.

 

EUROVISION – TORINO CENTRO DESERTO

Settimana Eurovision, Ore 21:00, il centro di Torino è praticamente deserto e i ristoranti semi vuoti. La scelta di concentrare tutto al Valentino e di non prevedere nulla nelle piazze più famose della città, forse, non è stata così geniale.

E vedere l’ingresso del media centre (Palazzo Madama) ridotto in queste condizioni, fa male al cuore.