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Quelli (in)competenti…

Meno male che sono arrivati quelli autoproclamatisi “competenti”.

Noi continueremo a batterci contro questa castroneria megagalattica, utile solo a chi la costruisce e a qualche consulente.

IL PATTO (SEGRETO) PER TORINO

Come ben sapete, il bilancio comunale si regge sul “Patto per Torino”, un accordo che la nostra Città ha firmato con il Governo Draghi e che prevede, per i prossimi 20 anni, una serie di azioni devastanti per i Torinesi, come ad esempio l’aumento delle tasse comunali o la riduzione dei tempi di rateazione per chi ha contratto un debito con il Comune.

Queste azioni sono state però approvate all’interno del bilancio senza che nessuno dei Consiglieri, né di maggioranza né di minoranza, potesse conoscerne e valutarne la reale portata, anche perché fino al momento della firma del Patto, lo scorso 5 aprile, non ci è mai stato concesso di visionare quel documento.

Da quel giorno sono trascorsi esattamente tre mesi e non ho mai smesso di chiedere alla Presidente della Commissione Bilancio e all’Assessora Nardelli, anche con una certa insistenza, che i contenuti di quell’accordo ci venissero illustrati in commissione, anche per avere la possibilità di valutare se i sacrifici richiesti ai torinesi siano davvero così necessari e se non esistano invece strade alternative per risanare il bilancio della nostra Città senza mettere le mani nelle tasche dei Torinesi.

Tale possibilità mi è sempre stata negata, con la motivazione che ci sono argomenti ben più urgenti da trattare in commissione, la cui discussione richiede del tempo.

Stamattina la Commissione Bilancio si è riunita per una seduta durata la bellezza di 4 minuti, dalle ore 9.39 alle ore 9.43, con un solo punto all’ordine del giorno, tra l’altro molto tecnico, e ovviamente la discussione del documento più importante della nostra città non è stata in alcun modo affrontata.

E poi parla di rispetto per le opposizioni. Anche se qui il mancato rispetto è per i cittadini torinesi che meriterebbero maggiore trasparenza.

A voi le considerazioni.

ROTONDA BALDISSERA (DOPO LA PROPAGANDA)

La rotonda di piazza Baldissera è stata inaugurata nel 2012 dalla Giunta Fassino e, com’era prevedibile, nel corso degli anni si è rivelata uno dei più grandi disastri della viabilità cittadina, con interminabili code quotidiane, incidenti all’ordine del giorno e insostenibili livelli di smog e di rumore dovuti agli incolonnamenti.

Durante gli anni dell’amministrazione Appendino non c’è stato un singolo giorno in cui quelle stesse forze politiche che l’avevano progettata, senza prevedere un sottopassaggio per la fluidificazione del traffico, non ci abbiano accusato di incapacità e pressapochismo, perché a loro giudizio avremmo dovuto risolvere in tempi rapidi una situazione insostenibile (scordandosi di dire che era stata creata la loro).

Ovviamente realizzare una grande opera come un sottopassaggio quando un’opera è ormai conclusa richiede una gran quantità di tempo e soprattutto di soldi, ma purtroppo la qualità della vita dei cittadini richiede soluzioni più rapide. Proprio per questo avevamo commissionato al politecnico di Torino uno studio per provare a sciogliere definitivamente quel nodo viabilistico.

Oggi scopro finalmente che, dopo cinque anni di promesse elettorali, di “faremo di meglio, realizzeremo il sottopasso, risolveremo i problemi di Piazza Baldissera”, la Giunta Lo Russo si accorge che non ci sono soldi per realizzarlo e che la soluzione migliore potrebbe essere proprio quel progetto del politecnico da noi commissionato.

Ma un po’ di onestà intellettuale no?

DEHORS, SI TORNA A PAGARE

Nel mese di marzo, con una mozione di accompagnamento al bilancio avevamo chiesto di prorogare la gratuità dell’occupazione del suolo pubblico per i dehors almeno fino al termine della stagione estiva, in modo da concedere ancora un po’ di respiro a un settore in forte crisi.

Il programma elettorale del Sindaco Lo Russo prevedeva, tra le altre cose, “la tutela del tessuto commerciale al dettaglio che ha sofferto le chiusure imposte dalla pandemia”, “l’ascolto delle esigenze dei piccoli commercianti” e “la rimodulazione delle tasse per gli esercenti”.

Nonostante tutti i soldi che ricadranno sulla Città attraverso la firma del “Patto per Torino”, la scelta della Giunta è nuovamente stata quella di fare cassa e la nostra mozione è stata bocciata.

ASSESSORE AI GRANDI EVENTI: COMMISSARIATO.

Quando nomini un assessore ai grandi eventi finora tutti ereditati (Mimmo Carretta) ma dopo 6 mesi capisci che non si aggiudicherà manco mezzo grande evento e quindi assumi (110.000€) un manager ai Grandi Eventi, nella speranza che ti porti almeno un Grande Evento.

L’OSSESSIONE DI LO RUSSO PER IL M5S

Fanno sorridere le dichiarazioni del sindaco Lo Russo relative all’ossessione che prova nei confronti del M5S.

Avrebbe appena dichiarato che “a differenza del passato, c’è grande rispetto di chi oggi è chiamato ad amministrare la città nei confronti delle minoranze”.

Mi chiedo se il rispetto risieda nell’aver bocciato tutti gli emendamenti alle linee programmatiche delle opposizioni (in passato molti erano stati accolti).

Oppure se il rispetto stia nel negare sistematicamente le richieste di comunicazioni in aula ma rispondere regolarmente su Specchio, rubrica alla quale credo rivolgerò le mie prossime richieste al sindaco.

Oppure nel rifiutarsi di rispondere alle domande poste nell’ultima interpellanza su Valentina Campana etichettandole come “illazioni”, anche se illazioni non sono. Sono semplici domande, e lo sa benissimo.

Lascia poi allibiti il fatto che sia lui a parlare di rispetto, lui che giocò con le palline da tennis in consiglio quando sembrava che il governo non finanziasse le Atp Finals (e forse, se avesse saputo quanto le apprezza l’attuale sindaco, avrebbe fatto bene). Lui che presentò l’esposto Ream contro Appendino che, lo ricordo, è stata assolta in Appello ma che per la condanna in primo grado è stata fatta fuori dalla competizione elettorale.

E sono pochi semplici esempi perché tutte le sue scorrettezze da consigliere di opposizione sono davvero troppe per poterne fare una lista completa.

È proprio vero che un bel tacer non fu mai scritto.

IL PD TORINESE È OSSESSIONATO DAL M5S E DA APPENDINO

È da diverse settimane che, leggendo la cronaca locale, il sindaco Lo Russo e il segretario Mazzù non perdono occasione per demonizzare il Movimento 5 Stelle, quasi non avessero ancora smaltito le scorie del 2016 e quasi non accettassero che siamo l’unica forza politica a livello locale a fare opposizione dura al sindaco. Come da loro stessi voluto, peraltro.

Un dibattito tutto interno ai dirigenti locali del partito che, ovviamente, interessa soltanto loro stessi in ottica elezioni politiche.

Il M5S torinese non entrerà in questa dialettica e continuerà a lavorare per il bene della città, votando provvedimenti utili alla collettività e facendo opposizione ove necessario, come sulle politiche adottate dal sindaco sulle nomine nelle partecipate di esponenti di partito trombati alle elezioni.

In chiave nazionale, il M5S torinese aderirà alle decisioni che il presidente Conte assumerà coordinandosi con il Consiglio Nazionale.

(nella foto il sindaco mentre suona “Obsessed” di Mariah Carey)

Siccità, situazione drammatica

Queste immagini parlano da sole e rendono bene l’idea della situazione drammatica che stiamo vivendo.

Ho appreso da un cittadino che il Comune ha risposto alla sua segnalazione (la foto sotto) comunicando che l’impianto di irrigazione è guasto e che provvederanno alla rimozione delle piante morte per la siccità.

La domanda che porrò all’assessore competente è che cosa ha fatto, in questi mesi, per salvaguardare il verde pubblico, una delle risorse più preziose della nostra città, considerato che sono mesi, appunto, che Torino registra precipitazioni prossime allo zero.

A giudicare dalla situazione in cui versano queste povere piante, la risposta che temo è ” il nulla più assoluto”. La speranza è che l’amministrazione inizi ad agire e a prendere provvedimenti, prima che Torino si trasformi nel deserto del Sahara.

Continua l’invasione dei politici (e dei loro parenti) nelle partecipate del Comune

Continua l’invasione dei politici (e dei loro parenti) nelle partecipate del Comune per mano di Lo Russo. In quest’ultima infornata è il turno di Michele Paolino (PD), in GTT, e di Massimo Guerrini (Modreati) e Passoni (fratello) in Infra.To, queste ultime rese possibili anche grazie a una modifica dell’asset aziendale di Infra.To, che passa da un amministratore unico a un consiglio di amministrazione di tre persone (ovvero gettoni e compensi in più).

Ormai ho perso il conto.

Questa volta, inoltre, spunta anche un possibile conflitto di interessi, ed è quello di Serena Lancione, direttrice di Bus Company e ora nominata amministratore delegato di GTT. Nonostante la recente modifica del regolamento nomine, il possibile conflitto di interessi resta, e ne chiederò conto al Sindaco in Sala Rossa.

La transizione energetica a intermittenza di Lo Russo

Bene la transizione energetica, ma a intermittenza.

Quando alcuni industriali torinesi legati al motore endotermico ti chiedono di schierarti contro, “Perplesso”.

Quando Iveco insiste sui motori elettrici, “Ottima notizia”.

In politica, si sa, la coerenza é alla base di tutto. E a Torino abbiamo un ottimo esempio. Da non seguire.